a volte ritorna

Dicembre 29, 2009

immagine tratta da flickr.com dall'album di "Valentina Photography"

era tempo di tornare. per non lasciare un vuoto… ci sono stati intoppi, cambiamenti e riflessioni. Forse è stato più difficile trovare il tempo, ma ora rieccomi a scrivere

in questo mese di cose ne ho viste tante, e tutte mi sono rimaste impresse, incise…nel cuore. Già perchè non è una foto che ti fa ricordare, basta chiudere gli occhi. Sono i profumi che senti quando ci sei, sono i rumori di sottofondo, sono le voci, sono i vestiti che hai addosso… ogni cosa racconta una storia. A vedere un bel tramonto ci sentiamo qualcosa addosso, ma se c’eravamo, se non ci stavamo distraendo a fotografare… quel tramonto ci irmane addosso, più forte di una foto ce ne resta un’idea!

è solo che non sai da dove ricominciare. Quando crolla la diga e tutto è bagnato è faticoso spostare le macerie… prenderle in mano, metterle via. e intanto ti ricordano quello che era stato. come funzionava bene… ma quanto tempo c’era voluto. ora bisogna ricostruire, ma è difficile, non si può giocare! si fa sul serio… così ti ritrovi a guardare quel fosso e dire che una volta ci passava dell’aqua, ora è solo fango. vasi.

mischiamo le carte. a guardare le mani che si muovono paiono gesti programmati, perfetti. casuali. imprevedibili. non sono un baro. Taglio il mazzo, lo chiudo e non so quale carta ne esca per prima. non so cosa pescheranno i miei avversari. è stupendo, l’ignoto. poi alzi le tue di carte e sai cosa non hanno gli avversari… inizi a fare congetture, ipotesi. qual è la strategia migliore! come se ce ne fosse una vincente. sei sull’orlo dell’errore e spesso vince chi ci cade per ultimo. ma è solo un turno, perchè al giro dopo ci pensano i tuoi avversari e sempre così fino alla fine dei tempi.

“…ci han concesso solo una vita…”


freddo dei sogni

Novembre 17, 2009

tratto dal sito "www.geograph.org.uk"

sto camminando e fa freddo. La sciarpa mi avvolge il collo e cerco ulteriore protezione dal vento. Sono qui pressato sul pullman alle 8 del mattino: tutti vanno a lavorare, tutti hanno da fare. Non ho voglia di ascoltare la musica, non ho voglia di leggere…guardo il mondo e mi accontento. Guardo gli studenti che sono stanchi e non hanno voglia. Guardo gli ingiaccacravattati che mantengono il loro rigore aspettando solo di scendere e iniziare la loro giornata. Poi ci sono le persone che non sai dove vadano… ti chiedi chissà cosa fanno?! e non ti puoi rispondere… ma forse è meglio guardare fuori, la città avvolta dal freddo.

non finiremo mai di sognare. Anche se realizziamo i nostri progetti, le nostre aspirazioni, non ci basteranno mai. Così siamo sempre in mezzo a correre, non sappiamo mai cosa fare e come risolvere la situazione. Insomma ci incasiniamo sempre di più… perchè forse non siamo in grado di accontentarci. E meno male, perchè è un segno che sappiamo di volere una vita sempre migliore, sempre più bella! solo che a volte non ce la si fa, e così ci rattristiamo!

questione di prospettive… è che a volte vediamo solo una faccia, che non è quella completa, ne è solo un riflesso. Così non ti aspetti di conoscerla diversamente..è come vedere il cielo nero e blu allo stesso tempo: non si può, ma entrambi sono la verità, nessuno nega l’altro. Solo non possono coesistere, così poi ti chiedi il perchè? che senso ha? e la risposta è la più scontata, il solito: nessuno! il resto si vedrà!!

“…I am sitting in the morning at the diner on the corner…”


riassaggiare

Novembre 10, 2009

immagine tratta da flickr.com dall'album di "inf"

vi è mai capitato di sognare mentre siete svegli? di guardare fuori dalla finestra e, anche solo per pochi secondi, sentirvi liberi lontani e a posto. A volte penso che sono le finestre che ti salvano la vita, che ti proiettano dove vorresti essere…lontano. Sono una speranza. Penso che dopo 5 anni che ho visto quella strada, dopo che ci sono passato ho provato un certo senso di felicità, di contentezza! ero arrivato, ce l’avevo fatta… ciò che mi aveva dato speranza era così vicina, così attuale. solo che a volte ti rendi conto che sono solo sogni… e ti devi svegliare.

allora c’è un senso! il porblema è quando non vedi simmetrie. Ma poi ti ricordi che è solo questione di tempo. oggi non è simmetrico, ma tra qualche mese troverai quella similarità. Solo che ora ti chiedi “perchè?” è solo poi questione di fiducia… solo che a volte ci costa molto darla. perchè perdiamo tanto e soprattutto, se delusi, ci azzera. nihil sub sole novi, ma è anche vero che a volte i periodi sono differenti o talmente lunghi che sono simili ad un’infinità!

dopo tanto tempo che non mangi un certo cibo appena lo rimetti in bocca ti tornano in mente tante cose. Più ti rendi conto che non lo mangiavi, magari eri a dieta, meno emozioni proverai perchè semplicemente il tuo pensiero era sempre concentrato su quello e allora continuavi a pensarci, senza mai distogliere il pensiero. ma quando riassapori è un piacere, chiudi gli occhi e ti senti soddisfatto, per pochi sencondi, ma sono abbastanza per imparare a riassaporarare l’importanza e il piacere del cibo.

“…sarei il re dell’addominale, sarei il re della finestra…”


buffer

Ottobre 31, 2009

tratta da flickr.com dall'album di "kiki follettosa"

cosa resterà ora? di tempo ne è passato, quello standard. E adesso? credo che dopo che raccogli ti resta ben poco da fare se non guardare quello che hai nel sacco. eppure sono sicuro che qualcosa a terra è rimasto, che non ho preso tutto. Ma tanto finirà che me ne accorgerò tra un bel po’ di mesi, quando mi mancherà ciò che è rimasto a terra, che tanto ora non posso più prendere, perchè è passato. Forse tra 3 settimane quella frase che ho letto stamattina avrà senso..per ora è solo un presagio, staremo a vedere.

com’è difficile adattarsi al nuovo orario, alla nuova mattina e al fatto che facia buio presto. Ti fa impressione, sei ancora spostato di qualche giorno e quando tu poi te ne rendi conto man mano il tempo si sta stabilizzando…è la prima settimana la più tragica! poi ti adatti. Sono questi sbalzi che ti distruggono, pensi di dover resistere a questo livello, ma è provvisorio, col tempo si stabilizza tutto. non ci sarebbe equilibrio!!

se bastasse una canzone per risolvere i problemi non credo che la vita sarebbe più facile! capire quale e il momento… il fatto è che a volte abbiamo dentro di noi ci sono, ci girano in testa ma non riusciamo a dare un titolo o un riferimento… nemmeno la musichetta!! è una cosa inconscia… le sentiamo e qualcosa ci rimane, la associamo ad altro e così vanno perse. Ma non per sempre… arriverà il momento dell’illuminazione, quando capisci tutto! ed è allora che trovi la tua canzone!

“…I think about the implications of diving in too deep…”


una ruota di scorta

Ottobre 25, 2009

tratta da flickr.com dallalbum di giallinovagabondo

tratta da flickr.com dall'album di "giallinovagabondo"

“bisogna tener duro in questo gran via vai” lo dice Scrubs, ma è terribilmente vero. E’ una di quelle verità che sai, ce le hai dentro ma non riesci ad esternarle…a tirarle fuori del tutto! E poi più che altro non ci pensi mai. Solo che a volte ti ritrovi nell’agiata condizione di spettatore, certo tifi per una suqadra ma non puoi far niente per cambiare il risultato…c’est la vie! Eppure mentre tu ti godi lo spettacolo ti rendi conto che la stabilità ci vuole, ci vuole sempre! Perchè non stiamo fermi, ami…ci muoviamo in continuaizione e un punto di appoggio primo o poi lo dovremo trovare.

Creare
dal nulla, difficile? impossibile. Come ti senti quando hai un’idea ma non hai i mezzi… impotente! deluso dalla tua vita, che non ti da l’opportunità di rifarti,di eccellere. Ci ritroviamo con computer vecchi su cui devono girare programmi d’avanguardia. E così mentre i nostri concorrenti sono all’avanguardia, noi ce la caviamo, facciamo quel che possiamo. Con che risultati… questo non si sa ancora, purtroppo i dati parziali non sono assolutamente confrontabili, anzi spesso sviano! Ma che soddisfazione creare dal nulla, o quasi.

Il tempo per vedere le stelle è passato. Ora ci sono le nuvole…il cielo è buio e fa freddo. Siamo avvolti dall’autunno, da quel suo clima da sei del pomeriggio: sole basso, colori forti e stupendi e una stanchezza addosso enorme, quasi non vogliamo creder che manca una vita alla fine…alla fine dell’anno. Ma strano a dirsi è proprio così che si risolve la situazione. Perchè che tu sia una ruota di scorta, o una pezza, o un cerotto…per quanto marginale sia il tuo ruolo è l’esempio di qualcosa che si usa poco, ma quando serve non ne possiamo fare a meno…

“…Really this dance has got something, something, no way you can’t beat it. …”


Prima colonna – ottobre ‘09

Ottobre 20, 2009

Articolo tratto da “L’intruglio”:

Carissimi lettori, un grande saluto a tutti! Ed eccomi qua “schiaffato” in prima pagina! E che dire?! Incominciamo, le presentazioni non servono. L’importante è l’articolo no?!

Non ho in mente di proporvi un qualche tema da seguire mese per mese, perché poi tanto so già che a dicembre ne troverei uno migliore e mi verrebbe voglia di cambiarlo. Quindi ogni numero sarà una sorpresa…e che sorpresa!! Beh, ora basta preamboli, incominciamo…

Ottobre
. Ottobre l’ho sempre trovato un mese strano e terribilmente faticoso e di sicuro il clima non dà una mano; soprattutto quando ti svegli alle sette e fuori è grigio, freddo e buio. Bisogna adattarsi, all’anno nuovo, quello di scuola, lavoro e università!
Già, perché dopo l’estate tutti gli equilibri che eravamo riusciti a creare si sono spezzati. Dobbiamo ricostruirci quella routine che tante volte ci salva la vita, che ci fa stare in piedi anche quando le cose vanno per conto loro…per abitudine!
Lo vedo anche all’oratorio… inizia a crearsi un ritmo tra i gruppi pomeridiani, il doposcuola, la pallavolo, la psicomotricità, i laboratori teatrali, i corsi di chitarra e tutto il resto che ruota attorno.

Penso che uno dei tanti aspetti che rimane intorpidito dalle vacanze è, spesso, la preghiera. In estate tendiamo a stabilizzarci, a non avere grosse occasioni di spunti di riflessione. E poi è tutto relativo a quella dimensione spazio-temporale che ci vede al mare, in montagna, in giro, ma comunque non nelle nostre vite.
Così penso che sia giusto mettersi un po’ in crisi e cercare dove poter migliorare nel nostro cammino di fede, che per ognuno è diverso, siamo tutti a tappe diverse, e nessuno è in testa. Allora cerchiamo di ingegnarci, di trovare un metodo per regolarci, per non lasciare che il deserto dell’irregolarità ci prosciughi.

Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell`uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. (Lc 9,26)

E qua sta a noi darci da fare… come? Di sicuro il primo passo è prendere in mano la Bibbia. Ed “incontrare” ogni giorno un passo o un brano diverso… cercare di ricominciare a parlare col Signore. Il fatto è che tornare alle nostre vite implica anche un tornare a quegli impegni che ci riempiono le giornate, e poi finisce che Gesù lo trattiamo come una F1 al pit-stop: di fretta.

Non
è una questione di tempo, nè di parole, né di luoghi, né di orari… ma di cuore. E allora mentre cerchiamo di regolarci abituandoci ai nuovi orari e attività che vogliamo fare, cerchiamo di ritagliare anche un tempo per noi, per la preghiera… è quello l’unico passo per incominciare l’anno e per non rimanere indietro, spaesati.

Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli […](Mt, 7-10)

Ma se chiediamo aiuto a Gesù, Lui saprà di sicuro cosa dirci. E non abbiamo paura di iniziare camminando, a correre subito si perdono le forze e ci si ritira dalla gara: non sono le batterie dei 100metri, è la maratona, quella della vita. Non possiamo rischiare di ritirarci: siamo solo a ottobre, e prima che arrivino le vacanze ne passerà di tempo, e la voglia non sarà sempre la stessa. Quindi stiamo sicuri che dovremmo affrontarli dei momenti di incertezza e dubbio, ma se saldamente appoggiati ad una fede quotidiana si possono superare tutti i problemi.

Buon inizio anno a tutti!!


fotografia e pittura

Ottobre 14, 2009
tratta da Facebook.com dallalbum di Anna Sardi

tratta da Facebook.com dall'album di "Anna Sardi"

la fotografia è un paradosso… abbiamo in mente l’idea che colga l’attimo, l’istante! ma non è proprio così… Innanzitutto come definiamo istante? di sicuro non è il secondo, diciamo che è un infinitesimo piccolo a piacere. E quindi pensare alle foto come immagini di istanti non va bene, perchè ci sono i tempi di esposizione, magari sono decimi/centesimi di secondo, ma a volte sono periodi percepibili e notevoli. Così vediamo una foto, che è sì una sola immagine, ma ha in sè magari 1 secondo di realtà… curioso no?!

i quadri invece perdono questo fattore paradossale, anche nel tentativo di risultare dinamici, come quelli di Giotto, ritraggono un istante, quello sì! Ma in loro c’è un lavoro molto più lungo, molto più continuo. Eppure siamo soliti immaginare il quadro come la foto… no. Hanno una natura diversa. Hanno sentimenti diversi. Hanno colori diversi. Hanno tecniche distinte. Sono due strade per parlare della realtà e della percezione che ne abbiamo…qualunque sentiero che faccia sarà segnato dalla mia idea dalla mia sensibilità.

chi le ha inventate le fotografie… il fatto è che con l’era digitale le foto stanno perdendo anima. Cioè stanno migliorando tecnicamente, e quantitativamente… ed è questo il problema! ed è questo il dramma.. troppe belle foto e non possiamo scegliere, perchè è troppo ampio l’universo degli eventi. Farci un gusto è difficile, perchè a volte foto belle non sono perfette tecnicamente e così perdiamo la possibilità di imparare. E così spesso non ci rimane che rifugiarci nell’unica realtà, nella sola soluzione…ammirare la realtà istante dopo istante. Perchè il vero ricordo è quello nel cuore, quando idealizzi una persona, un luogo, un momento. Il resto è solo storia antiquaria!

“…I am a man of constant sorrow I’ve seen trouble all my day…”


vento in trincea

Ottobre 12, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di Valter Jacinto | Algarve - PT

tratta da flickr.com dall'album di "Valter Jacinto | Algarve - PT"

cos’è che cambia le nostre giornate? non saprei proprio. A votle un dettaglio,a ltre serve direttamente l’intero quadro. Ma fattostà che le giornate evolvono, cambiano. E tu a votle ti vedi come un soldato che cerca di arrivare a fine giornata… che cerca di sopravvivere, e forse ce la fa anche, senza incasinarsi da solo. Lui! in trincea. in attesa che sia il momento giusto…ora è solo guerra di strategia, perdere il minor terreno possiblie, il resto si vedrà!

c’era vento oggi per strada, e tutte le foglie svolazzavano in giro. Sembrava la scena di American Beauty, solo che non eravamo in America e non c’era la voce fuoricampo che spiegava, c’erano solo i miei occhi che guardavano. E’ così complesso il mondo, quante difficoltà, differenze o piccoli particolari che oggi ci sfuggono, ma domani ci appariranno in tutta la loro pienezza. E’ che non sappiamo dove guardare, perchè non percepiamo mai la vera essenza delle cose, già tanto se siamo in grado di ricostruire mentalemente il mondo che ci circonda e le strade che percorriamo ogni giorno

il sonno a volte ti prende  non ti lascia, non è che nonn hai dormito la notte, è che ti senti stanco, vorresti chiudere gli occhi e lasciare che il tempo passi, senza nemmeno che tu te ne acorga, così vorresti poter dormire, ma la vita te lo impedisce, sempre! e allora che è più dura, quando non puoi! quando ti trovi senza forze..ma basta resistere, fino a quando il sonno se n’è andato e tutto resterà come prima…

“…I try to stay awake and remember my name…”


canale crollato

Ottobre 4, 2009
tratta da Flicrk.com dallalbum di lyng833

tratta da Flicrk.com dall'album di "lyng833"

Panama, Suez, Manica… un canale, comunicazione. Solo che è crollato! In questo mondo no, ma nell’altro sì. C’è stata una frana, tragedia… cessate le comunicazioni, di chi è stata colpa? non si sa. Così il piccolo villaggio che ha piantato le tende vicino al castello si trova senza sapere cosa dire, e soprattutto come. Ci vorrà certo un po’ di tempo per ricostruirlo, anni, decenni… perchè si devono ristabilire prima le comunicazioni, e quelle ora, sono passate da un estremo ad un’altro. Meno male, almeno la squadra si metterà al lavoro.

Una mia idea era che quella persona pensasse al contrario. Fosse talmente logica da sembrare assurda. Forse era quello che legava tutti i suoi compagni a lei. Quel suo carisma e quella sua paura di lottare e di andare avanti, di fare quel passo sempre nel dubbio che le cose prima o poi andassero male. Quel rischio c’è sempre, anche quando cammini, prima o poi una storta te la becchi, una probabilità su infiniti casi, ma sono infinite le passeggiate.

Certo che il motomondiale non è uguale a quando c’è tensione. Certo che il campionato non ha sapore se c’è sempre tempo per recuperare. Certo che una finale però è sempre una Finale. E chi la vince o chi la perde… è sempre un’emozione, quella sì! perchè non si ripete, solo tensione e gioco. Ma a volte mi chiedo perchè ci deve essere questo ambiente, perchè me ne lavo le mani, ma queste sono le scelte migliori, quelle che fanno bene! Ti rendono più responsabile consapevole e meno stressato.

…come on and swing, little young funny girls…


acqua sotto i ponti

Settembre 27, 2009

un anno di distanza. di tempo ne è passato. Ed è tutto diverso, la percezione che ne ho. Ricominciano le lezioni, ma non è più la prima volta! Non c’è più quel salto nel vuoto… è piuttosto uno stare a galla nell’acqua. Fa impressione come lo stesso giorno si possa vivere così diversamente a seconda che sia una novità o la semplcie quotidianità… perchè alla fine fatto uno, fatti tutti! Sarà il freddo, non so… ma oggi c’era il sole. Solo che ci accorgiamo di come funziona il mondo sempre troppo tardi, per poi non farcela. Ma dopo ci riusciremo.

stare fermo e seduto sopra un ponte a guardare l’acuqa che passa, quello che porta e quello che lascia. E noi lì fermi a pescare, ad aspettare che passi il pesce grosso che ci possa cambiare la vita. Così poi arrivano dei momenti in cui ti fermi e rivedi tutto quello che è passato in mezzo, e ti rendi conto di come è cambiato tutto, come certi equilibri siano inspiegabili e terribilmente instabili, ma un giorno ce la faremo! riusciremo a legare tutte le corde a districare i nodi e a procedere lineari nella nostra vita. Anche se è proprio vero che non c’è sale senza ostacolo….

scegliere è difficile, lo diventa sempre di più perchè da piccolo le scelte si equivalevano e non erano necessariamente esclusive! ora però non si scherza più. e a volte una scelta per cui ti piange il cuore, che ci stai male, ti fa sentire dopo bene, più libero più sereno. Ma è questione di punti di vista! non di altro. Essere di peso? no grazie…meglio non esserci, non sarò ricordato ma nemmeno dimenticato!

“…oye como va, que ritmo…”