i giovani devo invecchiare per essere utili, per poter dare un’opinione. ci sono le rare eccezioni, ma sono anomalie, sogni utopici che chi è nella media può solo guardare con rabbia.
se sei giovane e sbagli è sempre per inesperienza; nessuno si preoccupa che tu non abbia sbagliato a fare una scelta. nessuno ti ascolta davvero, perchè crescendo ci si rende conto che la maggior parte delle grandi idee sono semplicemente idee già sentite e riproposte, quindi tu giovane cosa ne vuoi sapere.
chi è giovane non può avere un’idea degna di essere ascoltata perchè non ha esperienza. di solito ti rispondono che loro quel lavoro lo fanno da una vita e quindi ne sapranno più di te, terminando la frase con un ‘forse’ ironico. così chiudiamo la nostra maniera di pensare a strutture preesistenti.
chi è giovane non può avere diritto a fare strade lecite più veloci: se io ho fatto gavetta anche lui la deve fare. se io ho sofferto la fame, perchè loro non la devono soffrire. così a ritroso all’infinito fino a che non capisci che ciascuna generazione, in buona o cattiva fede, vuole semplicemente far rivivere a quella precedente la propria di esistenza, migliorandola, ma non cambiandola.
chi è giovane deve cresce, poi potrà essere parte di un progetto. il grosso problema di questo sistema è che crescendo diminuisce anche la capacità ad inventare, ad innovare e sopratutto la voglia di cambiare. perchè è facile dire che le cose vanno male, è facile dare un consiglio, ma prendere in mano il tutto è un’altra storia: forse è là che serve l’esperienza.
Pubblicato da =Luca= 










