la linea del cambiamento

settembre 17, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “David Yu”

esiste una sottile linea, che è quella del cambiamento. Ci sono temi per cui siamo schierati per lasciare le cose come sono, altri in cui combattiamo per andare oltre il “si è sempre fatto così”. E’ difficile vivere ogni giorno essendo disposti a perlustrare il cambiamento: perchè vuol dire mettersi in gioco, accettare di aver sbagliare, mettere in conto che magari stiamo sbagliando e che comunque ci toccherà ancora evolvere la nostra posizione o idea. Questo non vuol dire che diremo tutto e il contrario di tutto, dei pilastri nella nostra vita ci vogliono, piuttosto vuol dire che la visione che noi abbiamo del mondo potrebbe variare. solo che è tremendamente faticoso. Se non ce lo ricordiamo il rischio sarà quello continuare a vivere in un nostro mondo, fatto solo di ricordi, che non esiste più.

uno dei trucchi per imparare è quello di andare a dormire ogni giorno sapendo una cosa in più di tutte quelle che sapevi la mattina, ma qualunque cosa davvero: una formula, una canzone, una battaglia, un modo di perlustrare un grafo, qualunque cosa che mi ha reso diverso da quello che ero quando mi sono svegliato. Non è così semplice, perchè oltre a saperla bisonga ricordarla. La curiosità ci deve spingere lontano, a guardare il cielo e il mare e sperare in nuovi orizzonti. Ci vuole però il coraggio di lasciare i propri lidi e le sicurezze acquisite per muoverci lontano ad esplorare.

girare per le città me le fa conoscere meglio, più da vicino. Rifare ogni giorno lo stesso percorso mi fa paura, perchè magari hai trovato il più veloce, ma hai perso il piacere di conoscere ed esplorare. Fare soltanto i percorsi principali, senza perdersi e girare a caso, mi sembra di visitare quel posto a metà. Non perchè la vera anima è nascosta, piuttosto per avere nuove prospettive. Essere originale, vivere una mia esperienza.

buio “…non ce la faremo mai!” una porta che si apre “sarà più difficiel, ma almeno proviamoci!”

“…It feels so good to just get lost sometimes…”

 

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Idee e colori per rialzarsi

luglio 29, 2018
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tratta da flcirk.com dall’album di “Federico Palucci”

quando nel film “La Haine” Huber dice che “il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”, riassume un concetto molto sottile, ma tremendamente importante. L’istante in cui cadiamo dura davvero poco, quello che ci resta sono le conseguenze: le botte, i lividi e a volte molto peggio. Il fatto è che per quanto noi cerchiamo di non sporgerci, di non correre rischi a volte le cadute non dipendono da noi, ma da ciò che ci circonda. Allora sarà avvantaggiato chi in qualche maniera si è abituato a cadere, chi ha sviluppato i riflessi per attuttire la caduta. Nessuno in fondo se lo augura, ma casomai dovessimo cadere ci sarà quindi di aiuto la memoria di quelle volte che è già capitato: quanto male fa, in quanto passa e come rialzarsi senza avere paura o terrore di cadere di nuovo.

Concretizzare un’idea è complicato. Il primo problema è che le idee non nascono dal nulla, si sviluppano e crescono e perciò bisogna avere pazienza e saperle nutrire. Passare una giornata intera a farsi venire idee è la più grande perdita di tempo che possiamo immaginare: dobbiamo prima di tutto fare. Ed è nel fare che ci vengono idee: vedere con una prospettiva nuova le cose che sono vecchie. Le idee però sono delle scintille, dei germogli: non basta un buon seme per farle crescere, ci vuole anche un terreno attorno che le sostenga, e l’esperienza di chi le coltiva. Le idee hanno un costo, di tempo e di energie per svilupparle. Le idee sono anche un rischio, possano fallire. Così tante volte ci ritroviamo con in mano un misero fallimento quando abbiamo fatto tutto bene: semplicmente l’idea non era sufficientemete buona per dare frutti. Svilupapre idee è proprio questo: non scoraggiarsi mai, imparare sempre qualche cosa dal passato e sperare sempre nel futuro.

i colori del mare. i suoni. le onde che si infrangono. il vento che passa sopra la sabbia. i bambini che corrono e giocano. il caldo del sole che batte. la musica dalla radio. i cani che abbaiano. i gabbiani che strillano. Le nuvole che coprono il sole ad intermittenza. le persone che chiaccchierano. Concentrare tutte queste sensazioni assieme è impossibile, resta la bellezza di essere sul limite della terra, rilassato e sereno. Non capiremo mai il nostro prossimo se non ci avviciniamo e proviamo a dare un’occhiata nella sua vita.

“…mentre vedo tanta gente che non c’ha l’acqua corrente non c’ha niente, ma chi me sente…”


idee cehe maturano

maggio 31, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “gato-gato-gato”

che poi in fondo se pensi a tutta la strada fatta, non resta che esssere stupiti per dove siamo arrivati e cosa siamo stati in grado di fare. Forse posso sapere quello che farò domani, ma più vado in là col tempo, più la mia prospettiva diventa vaga e difficile da focalizzare. Così il futuro e il sogno alle volte si mischiano e ci danno quello che vorremmo fosse il nostro domani.

imparare a ritagliarsi del tempo per sè è unna delle cose per cui faccio più fatica. Ho riscoperto l’importanza di fare colazione con un po’ di calma, svegliandomi un quarto d’ora prima e trovando forse quella calma e concentrazione così preziose durante tutta la giornata. ritagliarsi del tempo non vuol dire escludere tutto il resto, ma vuol dire mettere qualcosa solo per sè nelle proprie giornate, senza sprecare tempo, facendo tutto quello che c’è da fare.

dove sono nate le tue migliori idee? quali sono state? dopo tanti anni, ti resta solo il ricordo e il giudizio della storia. Dopo tanti anni passati, scopri quali sono state davvero grandi idee e quali invece piccole trovate del momento, che alle olte ti hanno pure creato problemi.

“…Lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock…”


Una fatica serena

aprile 30, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “gi. ci.”

la pigrizia, o quell’indole che abbiamo a minimizzare lo sforzo e la fatica. Spesso attribuiamo alla pigrizia una connotazione negativa, ma se ci pensiamo è anche ciò che ci fa risparmiare le energie per il dopo. Dessimo il 100% in ogni singola cosa che facciamo, non riusciremmo a resistere. Però non possiamo cascare totalmente nel caldo abbraccio della pigrizia, su qualche fronte ci dobbiamo opporre: allenandoci ad essere migliori di quanto basterebbe. L’importante è avere un obiettivo, uno scopo. Finchè faremo le cose fine a se stesse, rimarranno sterili e pigre nella loro crescita. Perchè ci vuole fatica per andare oltre gli ostacoli.

Quale piatto di pasta ricordi? Ci ho pensato e non è soltanto uno, sono molti. Tagliatelle al pesto, rigatoni alla carbonara, bucatini all’amatriciana, pasta al tonno. Poi mi soffermo un attimo e chiarisco un fatto che li accomuna, che rende ogni cibo che ho nel cuore memorabile… era condiviso. C’era qualcuno davanti a me che stava mangiando, che stava passando del tempo con me. Mangiare in compagnia, forse, è la maniera più diretta per dare un’occhiata nella profondità degli altri.

Ho i colori in mente, mi mancano le forme. I vestiti sono pronti, mancano le facce che li indosseranno. Costruire un futuro fa paura. Sapere chi noi siamo è il primo passo, senza quello il nostro racconto sarebbe soltanto un picoclo riassunto che nessuno leggerà.

“…vuoto abissale sarà…”

 


Bivi

febbraio 28, 2018
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tratta da flcirk.com dall’album di “Luca Rossato”

potremo trovare la serenità quando le emozioni positive prevarranno su quelle negative, quando preferiremo voler bene o amare piuttosto che non soffrire. Perchè non nero non vuol dire bianco in un mondo pieno di sfumature. Perchè i sentimenti in qualche maniera costano, nel bene e nel male, positivi e negativi. E se scegliamo di investire qualcosa di noi, che sia davvero dal nostro profondo, genuino e vero. Perchè non possiamo raccogliere in abbondanza, se abbiamo seminato con parsimonia e coltivato poco.

Ci sono delle canzoni che restano legate a snodi della mia vita. E a distanza di tempo, anni, riescono in qualche maniera a risvegliare quelle emozioni che provavo. Ritorna un po’ del passato, e con gli occhi di oggi sembra avere una nuova forma, un nuovo orizzonte. Torna indietro, quale è stato quel momento, del tutto casuale allora, che ha originato la serie di eventi per cui sei qui? Forse è difficile pensare che un solo evento abbia condizionato quelli di anni successivi, però sono convinto che può esistere un singolo evento in grado di dare una grande svolta alla tua vita. Sette.

Impariamo a lasciarci dei promemoria, impare a fidarsi di se stessi nel tempo. Perciò è bene cambiare idea, ma dobbiamo renderci conto di averlo fatto, accettarlo e continuare a farci domande. Ridurre le proprie motivazioni a “si è sempre fatto così, continuiamo” è il preludio alla sconfitta. Il mondo e gli altri andranno avanti, e noi restermo a incastrare il mondo nelle categorie che ci eravamo fatti. La difficoltà di mettersi in discussione e voler cambiare sta nel fatto che domani non possiamo più essere chi eravamo ieri, e questo col passare degli anni ci destabilizza.

“…gli alibi che so a memoria non cambiano mai una storia..”

 


limiti e ottimismo

gennaio 31, 2018
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tratta da flcikr.com dall’album di “* Polly *”

per tutta la vita conviviamo con quelli che possiamo chiamare i nostri limiti. ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo frentati e frustratii da questa nostra incapacità di andare oltre a qualcosa. Di non poter essere e fare come le persone che vediamo attorno. Però nei momenti di lucidità dobbiamo fermarci e capire che forse i nostri limiti sono la nostra più grande risorsa in quanto ci spingono a trovare strade alternative per raggiungere obiettivi. Ed è nella ricerca di queste ‘seconde’ opzioni che cresciamo, che conosciamo meglio noi stessi e che sviluppiamo le nostre sfumature. Capiterà che falliremo? Ogni giorno. Tutti gli obiettivi sono raggiungibili? Assolutamente no! Allora cosa resta? Rialzarsi ogni giorno, imparare e guardare al domani.

Chiediti chi sono le persone felici attorno a te e cosa fanno per esserlo. Circondati di persone che sono serene del loro quotidiano. Ascolta chi è ottimista e fiducioso del futuro. Buona parte del restante sono solo pesi. Se ci circondiamo di persone ottimiste, bei momenti e semplicità. Tutto quello che faremo e che vivremo, anche le situazioni più complesse e pesanti, saranno momenti di crescita e non solo un passare del tempo. saranno momenti che non avremo paura di rivivere, perchè per quanto duri avevamo gli strumenti emotivi per afforntarli. Se ci pensiamo ci sono invece momenti della nostra vita che ci fanno paura, e che per nulla al mondo rivivremmo mai non tanto perchè erano difficili, ma perchè ci mancavano gli strumenti, le capacità e l’esperienza per affrontarli.

Più passano gli anni più i ricordi cambiano e le emozioni sbiadiscono. Visto da sufficientemente lontano tutto quello che abbiamo passato sembra più semplice di quello che allora pensavamo. Non è che sbagliavamo, e continuiamo a farlo, è solo che oggi ci manca l’idea di quale sia l’orizzonte. Perciò oggi, quel lungo mese che avevi passato un anno fa ti sembra solo un ricordo. E razionalizzate le paure, le ansie e i dubbi restano giorni uguali a tanti altri. di passaggio, di attesa, di cambiamento.

“…le vigne stanno immobili nel vento forsennato…”


accorgersi dei dettagli

dicembre 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’alum di “coffee-dog”

la speranza per un domani. che in fondo dopo tanti anni smetti di avere le forze per sperare, per credere che le cose possano andare meglio. Ci rassegnamo, pensiamo solo che quello che resta da fare è stare a galla. Nessuno sa cosa ci aspetta, sappiamo soltanto cosa ci è capitato. Sta a noi decidere se vale o no la pena di costruire qualche cosa che resti domani. Sta a noi capire quali vogliono essere i nostri pilastri!

se non cambiamo, sappiamo già come le cose andranno a finire. se non ammettiamo le nostre debolezze e paure non otterremo mai nulla. Ci vuole coraggio e forza a stare in piedi, ce ne vuole a rialzarsi e a camminare. Il cambiamento è ciò che c’è di più diffiicle, perchè scardina le nostre certezze per poter andare oltre. Così è nella motivazione del nostro cambiamento che sta il segreto. La direzione, beh quella viene dopo e in qualche maniera si può aggiustare, ma cosa ci spinge no.

Alle volte penso ai libri, ai film alle canzoni. penso ai dettagli. Alla scelta degli aggettivi, ai titoli di coda, ai passaggi strumentali. Sottigliezze che spesso risultano in secondo piano. Sottigliezze che spesso risultano dimenticate, per poi essere riscoperte ad una seconda rilettura, una seconda visione o ad un altro ascolto. ma lontano nel tempo. Quando siamo divevtati delle persone diverse, forse sempre più sensibili.

“…una vita da mediano a recuperar palloni…”