Cadi e poi ricadi

marzo 31, 2019
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tratta da flickr.com dall’album di “Hamish Irvine”

quando cadi e poi ricadi. Ci sono dei momenti nel lungo cammino della vita in cui cadiamo – forse facciamo fatica anche a rendercene conto – e poi arriva il momento in cui decidiamo di ripartire, rialzarci. Ecco le storie non vanno sempre così lisce, alle volte, anche con tutti i buoni propositi ricadiamo, forse peggio di prima. In realtà nel brevissimo tempo riusciamo a migliorare, cambiare verso il meglio ciò che andava storto, poi però quasi all’improvviso ci ritroviamo in una situazione ancora peggiore di quella in cui eravamo prima, di nuovo senza rendercene conto. Così ci sembra di aver buttato via tutti i nostri sforzi, che nulla è possibile. La maggior parte delle volte è solo che non abbiamo costruito delle solide basi, delle protezioni degli appiggli a cui aggrapparci. Di fretta. Adagio.

C’è una strada piena di nebbia e per quanto mi sforzo di non aver paura, non la voglio attraversare. Come è difficile scegliere quando si hanno altre scelte. Forse ora non è il momento, ma  ci dobbiamo preparare per quel cammino, prima o poi toccherà intraprenderlo.

“ti ricordi cosa è successo lo scorso allenamento?” “Sembrava fosse nata una squadra, qualcosa oltre l’avere altri compagni in campo nello stesso momento” “Già… è solo da lì che possiamo partire.” “Come hai fatto?” “Ho dato loro tempo per conoscersi, capirsi e sopportarsi…” “Ci vuole pazienza”

“…There’s nothing left, all gone and run away…”

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Progetti e pazienza

gennaio 30, 2019
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tratta da flickr.com dall’album di “Forgemind ArchiMedia”

Il disegno preparatorio, o l’arte per realizzare idee.  Alle volte ci dimentichiamo – o non riuciamo proprio ad immaginare – tutto il lavoro che ci sta dal concepimento di un’idea alla sua realizzazione: che sia un’opera artistica o meno. Poi capitano delle occasioni in cui possiamo ammirare con più attenzione vari passaggi e studi preparatori a quella che è l’opera finale. Schemi, bozzetti, linee di costruzione, prove e appunti. Ed è affascinante poter vedere come un’idea si sviluppa ed evolve fino a realizzarsi. Tanto meno conosciamo l’ambito tanto più ci viene da pensare che in fondo il progetto importa poco, si interpreta, conta solo la realizzazione. Ma un progetto ci vuole sempre, non fosse per quella schematizzazione che è in grado di trasferire le idee.

Quando le montagne sono troppo alte. Quando non si vede la fine. Quando la corsa è appena iniziata e già ci sentiamo affaticati. Quando non sappiamo da dove iniziare. Quando sentiamo solo le paure. Quando il mondo attorno a noi sembra andare troppo veloce. Quando ci sentiamo senza un futuro, ma costretti al domani. Un punto da cui reagire, è guardare dietro di noi la strada che abbiamo fatto, come siamo cambiati e cresciuti. Com’eravamo anni prima. E allora vedremo tutto quello che abbiamo imparato e ci renderemo conto che oggi come allora pensavamo che non ce la faremo mai.. Ma alla fine ce l’abbiamo sempre fatta.

“Mister, con questi nomi non saremo mai competitivi. Ne è sicuro?” “Assolutamente!” “Perchè? Cosa c’è che io non riesco a vedere?” “La squadra, l’insieme. A questi livelli non vinco avendo il migliore, vinco avendo la squadra migliore” “Prima che tutti questi imparino a giocare assieme perderemo tantissime partite” “Una marea, già lo so. Ma è stato così anche per noi, ricordi? Serve solo tempo, pazienza e prospettiva… Basta solo seminare bene” “Da quale iniziamo?” “Da lui, chiamalo…”

“…Mi avrai verde milonga inquieta che mi strappi un sorriso…”


Alternative e opportunità

gennaio 9, 2019
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tratta dad flcikr.com dall’album di “Pat David”

viaggiare aiuta e fa crescere. Viaggiare ci fa a conoscere culture diverse e tante persone nuove. Viaggiare ci fa maturare. Essere convinti che quello che facciamo sia il meglio è l’unica scelta che abbiamo, se pensiamo che non esistano delle alternative. Conoscere altre chiavi di lettura del mondo ci dà nuove prospettive su quello che sappiamo e che facciamo, ci dà la possibilità di scoprire aspetti che noi davamo per sottointesi o scontati. Non muoversi dalle proprie origini ti lascia quell’idea che le cose si possono fare in un solo modo perchè si sono sempre fatte così e a te non resta che andare avanti e far passare il tempo e non saper rispondere a chi ti dice che le cose così non vanno bene.

Se non usciamo di casa le opportunità per il domani non ci potranno mai capitare. Sperare che il mondo ci aspetti, è ridicolo. Le occasioni sono dove noi le sappiamo vedere. Come per una fotografia, le occasioni – certo – sono date dal contesto ma sta a noi saper vedere in quel paesaggio che cambia qualcosa di unico. Delle volte siamo noi che le andiamo a cercare, altre volte sono loro che ci vengono incontro… però starà sempre a noi saperle prendere.

“Mister allora da dove iniziamo?” “Dalla fine. Perchè la squadra si è sciolta.” “La delusione della sconfitta, la paura di sentirsi non all’altezza, le differenze di vedute” “Non erano una squadra, ma solo tanti giocatori con una stessa divisa” “L’ultimo anno fu tragico: arrivavano, giocavano o si allenavano e andavano via. Basta” “Ecco il problema, era morta la squadra… allora dobbiamo ricominciare proprio da quello che è mancato. L’emozione di giocare assieme.” “E dove la troviamo?” “Qualche nome ce l’ho…”

“…No giving up when you’re young and you want some…”


Specchio nel tempo

dicembre 29, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “gianluca locicero”

guardarci allo specchio ogni giorno ci aiuta ad affrontare le giornate, controlliamo come stiamo e poi usciamo. però guardare la nostra immagine giorno dopo giorno annebbia quelli che sono i cambiamenti. se il cambiamento è appena percepibile allora non ci rendiamo nemmeno conto di dove stiamo andando. Tanti piccoli passi sono in grado di portarci lontano da dove eravamo, nel bene e nel male. Ed è allora per questo che dobbiamo ricordare, noi siamo la nostra storia. Guardare nello specchio del tempo ci aiuta a capire meglio chi eravamo, chi siamo e chi stiamo diventando, cercando sempre di essere felici. Una foto, un ricordo, delle persone, una canzone.

Ci sono volte che ci spingiamo a mangiare delle novità: cucine straniere, piatti mai assaggiati, rivisitazioni e sperimentazioni. Alcune volte va bene, altre ce ne pentiamo. Capita, è giusto che sia così, ed è anche la sola maniera che abbiamo di conoscere nuovi orizzonti. Poi ci sono altre volte in cui cerchiamo la sicurezza di un sapore conosciuto. Allora la maggior parte delle volte va a finire che non sentiamo nulla, mangiamo un ricordo, niente di nuovo. Fino a quando non si accende una scintilla e qualcuno è in grado di riproporci il solito piatto, cucinato come sempre, facendoci provare una sensazione nuova. Un profumo, un colore, un sapore, una consistenza che ci sono sempre state, ma in secondo piano. scoprire.

“Come è andata la riuione? Siete rimasti in quella stanza per 3 ore…” “Dovremmo ricominciare da capo e creare la nuova squadra.” “Sì, ma questo già lo sapevamo.” “Esatto.” “Ma ci sono novità?” “Sì, te le racconterò poi, ma prima dobbiamo capire se abbiamo la stessa prospettiva. Perciò, qual è la tua?” “Crescere, Provare, Sbagliare, Rialzarsi, Imparare e…” “…Cambiare. Bene, sei la persona giusta.”

“…Era la vita che avevo già immaginato, ma diversa nel finale…”


Consigli dal futuro

ottobre 31, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “Marco”

Tra le tante domande che vorrei fare al me del futuro in questo periodo ce n’è una che più mi torna in mente: “quando hai sprecato il tuo tempo?”. Come un avviso, a ricordarmi dove val la pena avere pazienza e dove invece è meglio passare oltre. Perchè da vicino, molte cose sembrano problemi oppure meraviglie, allontandoci ci rendiamo conto che il mondo è diverso. Nel lavoro come nella vita, e focalizzarsi i propri valori, avere un progetto, una prospettiva, un sogno e un bel ricordo. Far crescere le piante e vedere i frutti.

La routine aiuta perchè alleggerisce la fatica di pensare le azioni. La mattina appena svegli avere un ordine con cui fare le cose ha un che di rilassante. Ci sono mattine in cui sei più con calma e hai quei minuti che ti prendi per te, ascoltando la radio, la musica o la televisione. Altre volte di fretta, ma sempre con una routine, quasi una coreografia introduttiva allo spettacolo che sta per iniziare. la giornata.

“Non so nemmeno da dove iniziare.” “Cosa c’è da fare?” “Tirare su una squadra da zero, torvare un campo e strutturare una società, per iniziare” “Vabbè ma prendiamo quello che è rimasto” “Non possiamo ricostruire sulle macerie. Dobbiamo ricominciare da capo, servono nuove idee.” “E il vecchio lo buttiamo vita tutto?” “assoltuamente no,saraà il materialec on cui inizieremo a ricostruire le colonne portanti”

“…Ahi Velasquez, com’è duro questo amore…”


Soggetti sempre uguali

settembre 30, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “Angélique Haÿne”

guardando al passato, ci sono dei punti di svolta nelle nostre vite: bivi che ci porteranno tempo dopo ad una situazione migliore. Perchè nel più buio dei nostri giorni, se ci pensiamo, dopo ne siamo in qualche maniera usciti, non indenni o senza cicatrici, ma ne siamo fuori. E allora questi punti di svolta alle volte sono momenti terribilmente semplici in cui, a differenza di tutte le altre volte, abbiamo deciso di provare a prendere in mano la nostra vita e andare oltre. Un tavolino di un bar all’aperto, un posto finestrino su di un regionale, una piazzetta di un parco vicina ad un ponte.

A distanza di anni,  ho rifatto una foto uguale di uno stesso soggetto, come a dirmi che quel soggetto mi ispira quello. E’ un commento che non mi era mai capitato, non era fatto in senso negativo o positivo, era una semplice constatazione. Però mi ha fatto riflettere, di come il mondo che noi vediamo passi sempre per i nostri occhi, canoni e gerarchie. Che in fondo il nuovo e il vecchio sono solo evoluzioni di idee, sensazioni ed emozioni. Ed è a questo punto, quando sembra che non ti sei mosso, che ti rendi conto di quale è il tuo punto fisso e tutto quello che si è mosso attorno a quell’idea.

“Perchè ritornare?” “Me lo sono chiesto anche io. E ho capito che era un bisogno profondo di un’idea da trasmettere” “Sì, ma aveva vinto praticamente tutto allora, sembra un accanirsi col passato” “No, perchè ora torno da mister, non da giocatore.” “Ed è per questo che riparte – dalle ormai macerie – della sua vecchia società?” “Sì, lì ho capito che dovevo essere il meglio di me. il resto sarebbe venuto dopo” “Grazie. e in bocca al lupo”

“…c’è sempre un motivo per tornare a capire…”


la linea del cambiamento

settembre 17, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “David Yu”

esiste una sottile linea, che è quella del cambiamento. Ci sono temi per cui siamo schierati per lasciare le cose come sono, altri in cui combattiamo per andare oltre il “si è sempre fatto così”. E’ difficile vivere ogni giorno essendo disposti a perlustrare il cambiamento: perchè vuol dire mettersi in gioco, accettare di aver sbagliare, mettere in conto che magari stiamo sbagliando e che comunque ci toccherà ancora evolvere la nostra posizione o idea. Questo non vuol dire che diremo tutto e il contrario di tutto, dei pilastri nella nostra vita ci vogliono, piuttosto vuol dire che la visione che noi abbiamo del mondo potrebbe variare. solo che è tremendamente faticoso. Se non ce lo ricordiamo il rischio sarà quello continuare a vivere in un nostro mondo, fatto solo di ricordi, che non esiste più.

uno dei trucchi per imparare è quello di andare a dormire ogni giorno sapendo una cosa in più di tutte quelle che sapevi la mattina, ma qualunque cosa davvero: una formula, una canzone, una battaglia, un modo di perlustrare un grafo, qualunque cosa che mi ha reso diverso da quello che ero quando mi sono svegliato. Non è così semplice, perchè oltre a saperla bisonga ricordarla. La curiosità ci deve spingere lontano, a guardare il cielo e il mare e sperare in nuovi orizzonti. Ci vuole però il coraggio di lasciare i propri lidi e le sicurezze acquisite per muoverci lontano ad esplorare.

girare per le città me le fa conoscere meglio, più da vicino. Rifare ogni giorno lo stesso percorso mi fa paura, perchè magari hai trovato il più veloce, ma hai perso il piacere di conoscere ed esplorare. Fare soltanto i percorsi principali, senza perdersi e girare a caso, mi sembra di visitare quel posto a metà. Non perchè la vera anima è nascosta, piuttosto per avere nuove prospettive. Essere originale, vivere una mia esperienza.

buio “…non ce la faremo mai!” una porta che si apre “sarà più difficiel, ma almeno proviamoci!”

“…It feels so good to just get lost sometimes…”