Consigli dal futuro

ottobre 31, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “Marco”

Tra le tante domande che vorrei fare al me del futuro in questo periodo ce n’è una che più mi torna in mente: “quando hai sprecato il tuo tempo?”. Come un avviso, a ricordarmi dove val la pena avere pazienza e dove invece è meglio passare oltre. Perchè da vicino, molte cose sembrano problemi oppure meraviglie, allontandoci ci rendiamo conto che il mondo è diverso. Nel lavoro come nella vita, e focalizzarsi i propri valori, avere un progetto, una prospettiva, un sogno e un bel ricordo. Far crescere le piante e vedere i frutti.

La routine aiuta perchè alleggerisce la fatica di pensare le azioni. La mattina appena svegli avere un ordine con cui fare le cose ha un che di rilassante. Ci sono mattine in cui sei più con calma e hai quei minuti che ti prendi per te, ascoltando la radio, la musica o la televisione. Altre volte di fretta, ma sempre con una routine, quasi una coreografia introduttiva allo spettacolo che sta per iniziare. la giornata.

“Non so nemmeno da dove iniziare.” “Cosa c’è da fare?” “Tirare su una squadra da zero, torvare un campo e strutturare una società, per iniziare” “Vabbè ma prendiamo quello che è rimasto” “Non possiamo ricostruire sulle macerie. Dobbiamo ricominciare da capo, servono nuove idee.” “E il vecchio lo buttiamo vita tutto?” “assoltuamente no,saraà il materialec on cui inizieremo a ricostruire le colonne portanti”

“…Ahi Velasquez, com’è duro questo amore…”

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Soggetti sempre uguali

settembre 30, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “Angélique Haÿne”

guardando al passato, ci sono dei punti di svolta nelle nostre vite: bivi che ci porteranno tempo dopo ad una situazione migliore. Perchè nel più buio dei nostri giorni, se ci pensiamo, dopo ne siamo in qualche maniera usciti, non indenni o senza cicatrici, ma ne siamo fuori. E allora questi punti di svolta alle volte sono momenti terribilmente semplici in cui, a differenza di tutte le altre volte, abbiamo deciso di provare a prendere in mano la nostra vita e andare oltre. Un tavolino di un bar all’aperto, un posto finestrino su di un regionale, una piazzetta di un parco vicina ad un ponte.

A distanza di anni,  ho rifatto una foto uguale di uno stesso soggetto, come a dirmi che quel soggetto mi ispira quello. E’ un commento che non mi era mai capitato, non era fatto in senso negativo o positivo, era una semplice constatazione. Però mi ha fatto riflettere, di come il mondo che noi vediamo passi sempre per i nostri occhi, canoni e gerarchie. Che in fondo il nuovo e il vecchio sono solo evoluzioni di idee, sensazioni ed emozioni. Ed è a questo punto, quando sembra che non ti sei mosso, che ti rendi conto di quale è il tuo punto fisso e tutto quello che si è mosso attorno a quell’idea.

“Perchè ritornare?” “Me lo sono chiesto anche io. E ho capito che era un bisogno profondo di un’idea da trasmettere” “Sì, ma aveva vinto praticamente tutto allora, sembra un accanirsi col passato” “No, perchè ora torno da mister, non da giocatore.” “Ed è per questo che riparte – dalle ormai macerie – della sua vecchia società?” “Sì, lì ho capito che dovevo essere il meglio di me. il resto sarebbe venuto dopo” “Grazie. e in bocca al lupo”

“…c’è sempre un motivo per tornare a capire…”


la linea del cambiamento

settembre 17, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “David Yu”

esiste una sottile linea, che è quella del cambiamento. Ci sono temi per cui siamo schierati per lasciare le cose come sono, altri in cui combattiamo per andare oltre il “si è sempre fatto così”. E’ difficile vivere ogni giorno essendo disposti a perlustrare il cambiamento: perchè vuol dire mettersi in gioco, accettare di aver sbagliare, mettere in conto che magari stiamo sbagliando e che comunque ci toccherà ancora evolvere la nostra posizione o idea. Questo non vuol dire che diremo tutto e il contrario di tutto, dei pilastri nella nostra vita ci vogliono, piuttosto vuol dire che la visione che noi abbiamo del mondo potrebbe variare. solo che è tremendamente faticoso. Se non ce lo ricordiamo il rischio sarà quello continuare a vivere in un nostro mondo, fatto solo di ricordi, che non esiste più.

uno dei trucchi per imparare è quello di andare a dormire ogni giorno sapendo una cosa in più di tutte quelle che sapevi la mattina, ma qualunque cosa davvero: una formula, una canzone, una battaglia, un modo di perlustrare un grafo, qualunque cosa che mi ha reso diverso da quello che ero quando mi sono svegliato. Non è così semplice, perchè oltre a saperla bisonga ricordarla. La curiosità ci deve spingere lontano, a guardare il cielo e il mare e sperare in nuovi orizzonti. Ci vuole però il coraggio di lasciare i propri lidi e le sicurezze acquisite per muoverci lontano ad esplorare.

girare per le città me le fa conoscere meglio, più da vicino. Rifare ogni giorno lo stesso percorso mi fa paura, perchè magari hai trovato il più veloce, ma hai perso il piacere di conoscere ed esplorare. Fare soltanto i percorsi principali, senza perdersi e girare a caso, mi sembra di visitare quel posto a metà. Non perchè la vera anima è nascosta, piuttosto per avere nuove prospettive. Essere originale, vivere una mia esperienza.

buio “…non ce la faremo mai!” una porta che si apre “sarà più difficiel, ma almeno proviamoci!”

“…It feels so good to just get lost sometimes…”

 


Idee e colori per rialzarsi

luglio 29, 2018
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tratta da flcirk.com dall’album di “Federico Palucci”

quando nel film “La Haine” Huber dice che “il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”, riassume un concetto molto sottile, ma tremendamente importante. L’istante in cui cadiamo dura davvero poco, quello che ci resta sono le conseguenze: le botte, i lividi e a volte molto peggio. Il fatto è che per quanto noi cerchiamo di non sporgerci, di non correre rischi a volte le cadute non dipendono da noi, ma da ciò che ci circonda. Allora sarà avvantaggiato chi in qualche maniera si è abituato a cadere, chi ha sviluppato i riflessi per attuttire la caduta. Nessuno in fondo se lo augura, ma casomai dovessimo cadere ci sarà quindi di aiuto la memoria di quelle volte che è già capitato: quanto male fa, in quanto passa e come rialzarsi senza avere paura o terrore di cadere di nuovo.

Concretizzare un’idea è complicato. Il primo problema è che le idee non nascono dal nulla, si sviluppano e crescono e perciò bisogna avere pazienza e saperle nutrire. Passare una giornata intera a farsi venire idee è la più grande perdita di tempo che possiamo immaginare: dobbiamo prima di tutto fare. Ed è nel fare che ci vengono idee: vedere con una prospettiva nuova le cose che sono vecchie. Le idee però sono delle scintille, dei germogli: non basta un buon seme per farle crescere, ci vuole anche un terreno attorno che le sostenga, e l’esperienza di chi le coltiva. Le idee hanno un costo, di tempo e di energie per svilupparle. Le idee sono anche un rischio, possano fallire. Così tante volte ci ritroviamo con in mano un misero fallimento quando abbiamo fatto tutto bene: semplicmente l’idea non era sufficientemete buona per dare frutti. Svilupapre idee è proprio questo: non scoraggiarsi mai, imparare sempre qualche cosa dal passato e sperare sempre nel futuro.

i colori del mare. i suoni. le onde che si infrangono. il vento che passa sopra la sabbia. i bambini che corrono e giocano. il caldo del sole che batte. la musica dalla radio. i cani che abbaiano. i gabbiani che strillano. Le nuvole che coprono il sole ad intermittenza. le persone che chiaccchierano. Concentrare tutte queste sensazioni assieme è impossibile, resta la bellezza di essere sul limite della terra, rilassato e sereno. Non capiremo mai il nostro prossimo se non ci avviciniamo e proviamo a dare un’occhiata nella sua vita.

“…mentre vedo tanta gente che non c’ha l’acqua corrente non c’ha niente, ma chi me sente…”


idee cehe maturano

maggio 31, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “gato-gato-gato”

che poi in fondo se pensi a tutta la strada fatta, non resta che esssere stupiti per dove siamo arrivati e cosa siamo stati in grado di fare. Forse posso sapere quello che farò domani, ma più vado in là col tempo, più la mia prospettiva diventa vaga e difficile da focalizzare. Così il futuro e il sogno alle volte si mischiano e ci danno quello che vorremmo fosse il nostro domani.

imparare a ritagliarsi del tempo per sè è unna delle cose per cui faccio più fatica. Ho riscoperto l’importanza di fare colazione con un po’ di calma, svegliandomi un quarto d’ora prima e trovando forse quella calma e concentrazione così preziose durante tutta la giornata. ritagliarsi del tempo non vuol dire escludere tutto il resto, ma vuol dire mettere qualcosa solo per sè nelle proprie giornate, senza sprecare tempo, facendo tutto quello che c’è da fare.

dove sono nate le tue migliori idee? quali sono state? dopo tanti anni, ti resta solo il ricordo e il giudizio della storia. Dopo tanti anni passati, scopri quali sono state davvero grandi idee e quali invece piccole trovate del momento, che alle olte ti hanno pure creato problemi.

“…Lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock…”


Una fatica serena

aprile 30, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “gi. ci.”

la pigrizia, o quell’indole che abbiamo a minimizzare lo sforzo e la fatica. Spesso attribuiamo alla pigrizia una connotazione negativa, ma se ci pensiamo è anche ciò che ci fa risparmiare le energie per il dopo. Dessimo il 100% in ogni singola cosa che facciamo, non riusciremmo a resistere. Però non possiamo cascare totalmente nel caldo abbraccio della pigrizia, su qualche fronte ci dobbiamo opporre: allenandoci ad essere migliori di quanto basterebbe. L’importante è avere un obiettivo, uno scopo. Finchè faremo le cose fine a se stesse, rimarranno sterili e pigre nella loro crescita. Perchè ci vuole fatica per andare oltre gli ostacoli.

Quale piatto di pasta ricordi? Ci ho pensato e non è soltanto uno, sono molti. Tagliatelle al pesto, rigatoni alla carbonara, bucatini all’amatriciana, pasta al tonno. Poi mi soffermo un attimo e chiarisco un fatto che li accomuna, che rende ogni cibo che ho nel cuore memorabile… era condiviso. C’era qualcuno davanti a me che stava mangiando, che stava passando del tempo con me. Mangiare in compagnia, forse, è la maniera più diretta per dare un’occhiata nella profondità degli altri.

Ho i colori in mente, mi mancano le forme. I vestiti sono pronti, mancano le facce che li indosseranno. Costruire un futuro fa paura. Sapere chi noi siamo è il primo passo, senza quello il nostro racconto sarebbe soltanto un picoclo riassunto che nessuno leggerà.

“…vuoto abissale sarà…”

 


Bivi

febbraio 28, 2018
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tratta da flcirk.com dall’album di “Luca Rossato”

potremo trovare la serenità quando le emozioni positive prevarranno su quelle negative, quando preferiremo voler bene o amare piuttosto che non soffrire. Perchè non nero non vuol dire bianco in un mondo pieno di sfumature. Perchè i sentimenti in qualche maniera costano, nel bene e nel male, positivi e negativi. E se scegliamo di investire qualcosa di noi, che sia davvero dal nostro profondo, genuino e vero. Perchè non possiamo raccogliere in abbondanza, se abbiamo seminato con parsimonia e coltivato poco.

Ci sono delle canzoni che restano legate a snodi della mia vita. E a distanza di tempo, anni, riescono in qualche maniera a risvegliare quelle emozioni che provavo. Ritorna un po’ del passato, e con gli occhi di oggi sembra avere una nuova forma, un nuovo orizzonte. Torna indietro, quale è stato quel momento, del tutto casuale allora, che ha originato la serie di eventi per cui sei qui? Forse è difficile pensare che un solo evento abbia condizionato quelli di anni successivi, però sono convinto che può esistere un singolo evento in grado di dare una grande svolta alla tua vita. Sette.

Impariamo a lasciarci dei promemoria, impare a fidarsi di se stessi nel tempo. Perciò è bene cambiare idea, ma dobbiamo renderci conto di averlo fatto, accettarlo e continuare a farci domande. Ridurre le proprie motivazioni a “si è sempre fatto così, continuiamo” è il preludio alla sconfitta. Il mondo e gli altri andranno avanti, e noi restermo a incastrare il mondo nelle categorie che ci eravamo fatti. La difficoltà di mettersi in discussione e voler cambiare sta nel fatto che domani non possiamo più essere chi eravamo ieri, e questo col passare degli anni ci destabilizza.

“…gli alibi che so a memoria non cambiano mai una storia..”