Cambiare e sperare

novembre 21, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Angela Schlafmütze”

l’idea che si possa cambiare verso il futuro. Cioè quella speranza per cui esista un futuro migliore a cui mirare. Non dobbiamo cedere alle tentazioni di voler ristabilire un ordine del passato – come a dire che quella era serenità – ma dobbiamo sempre andare oltre il nostro presente. La speranza verso un futuro migliore deve essere quello che ogni giorno ci spinge a svegliarci e a volerlo costruire noi: sbagliano alle volte, riprovandoci e non mollando mai, sapendo che solo le nostre opere resteranno. Solo che il futuro spaventa, perchè non sappiamo cosa ci aspetta e dove ci porterà.

 

I cambiamenti non sono nè in meglio nè in peggio, semplicemente sono il passare da una situazione ad un’altra: è come noi ci approcciamo che è fondamentale. Un’idea che abbiamo è quella dei rapporti immutabili, che devono essere domani come erano ieri. Però così dimentichiamo che il tutto cambia, si muove e nulla resta dove lo abbiamo trovato. Cambiare spesso vuol dire mettersi a ricostruire, cambiare vuol anche dire mettersi in gioco da 0, cambiare vuol dire avere coraggio e lasciare cosa si sa per l’incerto o l’ignoto. Cambiare e sperare, solo questo ci fa andare avanti.

Dobbiamo vivere ogni giorno felici, contenti di ciò che abbiamo e di chi siamo. Per quanto ci siano cose da fare, per quanto “non ce la faremo mai”, per quanto non lo sappiamo fare… conta di più essere felici. Motivati. Buoni. Avremo lo stesso tempo per fare le cose, ma ci sentiremo meglio. Ci faremo venire in mente le migliori idee, ma con serenità. Impareremo, e con motivazione. Trovate persone che non si lamentano di dove sono, trovate persone che non sono invidiose degli altri, trovate persone che vedano il bello nel mondo. E anche se la nave della vostra vita è nella peggiore delle tempeste loro potranno essere i vostri fari per un domani migliore.

“…e la canzone andava avanti sempre più affondata nell’aria…”

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Maschere e ruoli

ottobre 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “rrphotos”

ci sono quei momenti in cui sei smarrito, che non sai quale sia il tuo ruolo. e’ una grande sicurezza avere un nostro posto, qualcosa che ci e’ richiesto. avere un luogo nello spazio e nel tempo ci rasserena. il problema nasce quando il mondo va avanti e quella maschera che eravamo soliti indossare, quel ruolo che era nostro o non esiste piu’ o e’ stato assegnato ad altri. quello che ci resta da fare e’ reinventarci.

meno male che attorno a noi ci sono delle persone che sono piu’ brave a fare qualcosa di quello che siamo noi. meno male che attorno a noi ci sono persone che ne sanno di piu’ di noi. meno male che c’e’ sempre in giro gente da cui possiamo imparare – e allo stesso tempo dobbiamo essere anche disposti ad insegnare, calmi e pazienti. meno male che abbiamo modelli e maestri a cui ispirarci. queste persone non sono meglio di noi, semplicemente in quel piccolo frangente sono migliori/piu’ bravi/esperti, la persona e’ la complessita’ del mettere assieme se stesso e la vita che vive. meno male che possiamo imparare. scegliamo i migliori.

non funziona mai nulla al primo colpo. la pazienza e’ non demoralizzarsi a vedere i frutti acerbi. chissa’ come si sentono quelle persone che non vedono il vero frutto del loro lavoro, ma solo una piccola parte. come ci si sente a non sapere quale pianta abbiamo seminato, perche’ i frutti si vedranno anni dopo, quando addirittura saranno scambiati per altro.

“…l’acqua ribolliva lentamente ad est…”


ricordare con limiti

settembre 30, 2017
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tratta da flicrk.com dall’album di “Filippo Borselli”

avere limiti e paletti per assurdo ci aiuta a valorizzarci. Poter agire liberamente è un desiderio che hanno tutti, e quando non possiamo ci lamentiamo e desidereremmo tanto avere carta bianca, non avere vincoli. però è proprio nella situazione in cui vorremmo tanto una cosa che non possiamo in quei termini che la desideriamo che la nostra mente si attiva, che il nostro pensiero rende possibile idee e sogni fino a prima impossibili.

se non sappiamo dove stiamo andando, dobbiamo ricordarci tutti quei momenti in cui abbiamo provato la stessa sensazione di smarrimento. non possiamo costruirci la fortuna, però dobbiamo imparare a cogliere ogni occasione, scartare quelle che non ci fanno crescere e resteremo soddisfatti a costruire piano piano i nostro presente. credo sia illusorio volersi costruire un futuro, perchè se il nostro obiettivo è solo uno cosa capiterebbe se non ce la facessimo. allora la soluzione in questi casi è costruire un solido presente, che possa resistere a scosse e imprevisti fuguri. così, dopo la tempesta, quando le acque si saranno calmate a noi resterà qualcosa del passato, non solo i ricordi: le opere.

Ci sono delle canzoni che lego ad alcuni momenti della vita, ci sono alcuni cibi che saranno sempre legati ad un passato. E i ricordi più belli, i ricordi più forti ed emozionanti sono proprio quelli che non ho cercato di costruire, ma che ho vissuto, da cui mi sono fatto trovare. Anche nel più buio dei momenti della mia vita, qualcosa mi è restato, qualche piccola scheggia che ogni tanto mi capita di incontrare e ricordare. e pensare che ciò che ci salva è la speranza per il domani, è l’idea che si possa cambiare.

“…portami lontano sulle onde…”


paesaggi e calma

agosto 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Peter Forret”

ci sono paesaggi che ti lasciano un ricordo indelebile. ci sono paesaggi che sono speciali per il momento in cui li vivi. ci sono paesaggi che non puoi fotografarne l’emozione che ti trasmettono. ci sono paesaggi che solo tu puoi vedere, perchè solo tu ci vedi orizzonti che non ci sono ancora. nulla è più bello di sentire il silenzio della natura, il vento, gli alberi, gli animali, gli insetti, l’acqua. quando sei in alto, quando vedi un pezzo di mondo da un’altra propsettiva ampia e innalzata, allora sei sereno.

quando è il panico, la sola cosa che ti può salvare è la calma e la razionalità. quando il tuo cervello esplode e pensa a mille conseguenze possibili, la sola cosa che ti resta da fare è sforzarti di mantere la calma. scrivi le tue idee. ordinale. dagli un nome. non lasciare che il panico ti affoghi.  esercita la calma quando nel tuo cuore e nel tuo cervello c’è la tempesta. calma non vuol dire lentezza, calma vuol dire che tra mille scelte ne prendo in considerazione solo 5, perchè è pur vero che dovrei sempre tenere in considerazione un asteroide che potrebbe cadere, ma così non sarei più in grado di fare nulla.

i libri raccontano storie, mondi e persone che non potremo mai vivere. i libri ci aiutano perchè restano: ci sono oggi e ci sono domani. siamo noi che cambiamo. ci sono così tanti libri da leggere che dobbiamo capire quali valgono la pena. alle volte è questione di fortuna, leggere il librio giusto al momento giusto. o forse è il contrario, tant’è che ci sono periodi della mia vita che lego a qualche libro che leggevo. e quella storia era la mia, chissà forse è solo he in tutto quello che ci capita impariamo a trovare qualcosa di noi, del nostro quotidiano per farci dire qualcosa che ancora non sappiamo.

“…alle prese con una verde milonga…”


cosa ti fa dormire?

luglio 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Andi Campbell-Jones”

cosa ci fa andare a dormire la sera? nella risposta c’è un po’ della nostra idea di vita. è perchè siamo stanchi dalla giornata o per potersi poi svegliare domani? ultimamente dormo male, nel senso che non mi riposo quando chiudo gli occhi, però dormo. dormo perchè le sfide non finiscono mai, domani ha sempre in serbo qualcosa per noi. Forse allentando la presa, il ritmo e la tensione tornerà anche il riposo. vedremo.

non ci sono soluzioni giuste, ottime o ideali nella maggior parte delle cose della vita. Ci sono soluzioni migliori o peggiori di altre. ci sono azioni. ci sono scelte. c’è il nostro prossimo. è troppo facile rintanarsi nel non fare il male. facciamo il bene, siamo costruttivi. proviamoci almeno e se falliremo – capita sempre – dobbiamo volere rialzarci, imparare e riprovarci. oggi, domani e dopodomani. e dobbiamo farlo per vivere noi meglio, così che anche gli altri vivano meglio. chi ci è rimasto nel cuore dopo tanti anni?

per quanto sia difficile, assurdo e inspiegabile, troveremo tutte le riposte alle nostre domande in un momento in cui non le staremo cercando. perchè i nostri pensieri hanno bisogno di organizzarsi filtrarsi e sintetizzarsi. il che non vuol dire non farsi domande, quello mai!!, ma vuol dire che alle volte la risposta giusta arriva quando, dove e da chi meno ci aspettiamo. fiducia.

“…Elle avait des bagues à chaque doigt…”

 


Profondità e prospettive

giugno 25, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Rodney Topor”

molti anni dopo, quando non esisteva neppure più il ricordo, trovai un’altra prospettiva. migliore. quello che restava però erano le azioni fatte, le compelssità delle scelte che ne erano derivate. i cambiamenti sono solo delle variazioni sul tema. a volte si improvvisa, altre volte si segue il copione. uno solo dei due approcci distruggerebbe, renderebbe inutile e senza interesse la scena. una grandiosa fiammata che si spegne, o una lenta combustione che brucia tutto senza fiamme.

dobbiamo sempre ricordarci che tutto è relativo. cosa sono 50cm in una maratona e nei 100m? dobbiamo poi pensare che anche le difficoltà lo sono, proprio perchè nostre. c’è chi, di fonte ad un’equazione, non vede nessun problema, e chi non sa nemmeno dove inziare. anche il miglior maratoneta avrà problemi a fare la staffetta 4×100, perchè non è bravo? no! perchè non è il suo mondo. e così dobbiamo sempre ricordarci che a fianco a noi non abbiamo la nostra copia, ma il nostro prossimo, con le sue diversità. magnifiche.

qual è la profondità di campo giusta? Come concetto è interessante, un po’ semplificato, è la parte a fuoco prima e dopo il punto di messa a fuoco ed è sempre in rapporto 1/3 e 2/3. così a seconda delle foto, dell’intento e della situazione sappiamo come dev’essere. così sappiamo quali sono le foto tecnicamente errate, ma non possiamo correggerla. così forse è il nostro dilemma su come pensare al passatoe e al futuro, per avere un risultato increbile, una scelta o una strada da incorniciare ed appendere.

“…You’ve done it all, you’ve broken every code…”

 

 


il profumo delle fragole

maggio 30, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Michele Ursino”

ci sono dei profumi che ci fanno sorridere. ci sono degli odori che ogni volta che sentiamo ci fanno rivivere qualche momento della nostra vita. la loro semplicità è quello che ce li fa ricordare, ce li fa associare ad istanti che sembrano passati. l’odore delle fragole appena raccolte quando rientri a casa. il frappe alla nocciola. Il profumo della salsa di pomodoro fatta d’estate. La confettura di susine. Le mani che sanno di mandarino dopo che l’hai sbucciato. la pasta al pesto. i cornetti alla marmellata appena sfornati. quando sono nell’aria, per un brevissimo istante, fino a quando li sentiamo come odori nuovi, ecco… è allora che ci sanno strappare un sorriso.

cadiamo dove siamo, non dove vorremmo. e poi ci sono dei giorni in cui riesci a non pensare ai problemi, vedi qualche metro oltre il presente. fai progetti, ci credi davvero. vedi ostacoli e sai che li si possono superare. non hai fretta. non hai ansia. poi ci sono dei giorni in cui ci sembra che sia già un grande traguardo arrivare a sera. in cui ogni nostra azione è sbagliata e non poterà a nulla. giorni in cui vediamo solo gli errori che abbiamo fatto e che ci ostiniamo a fare. per fortuna, per quanto bui, quei giorni passano. quello che possiamo sperare è che non distruggano il lavoro tirato su con pazienza nei giorni in cui una prospettiva ce l’abbiamo.

il pensiero e il ragionamento scritto è qualcosa di meraviglioso. vedere da schizzi e appunti come prende forma un’idea è uno spettacolo incredibilie. vedere dalle agende e dai quaderni come si è evoluto il pensiero, come l’idea si è concretizzata. concetti presenti e vivi, ma sconnessi, si uniscono. organizzare il pensiero nel visualizzarcerlo. saperlo raccontare in maniera semplice. focalizzarsi solo sulle parti importanti. all’inizio è tutto caos. poi ci ragioni, e il tuo pensiero si muove. vedo che all’inzio do importanza a tutto, poi piano piano, andando avanti gli schemi contengono solo l’essenziale, che è radicalemente diverso da quello che era. è l’istantanea del mio ragionamento. è una bellezza immensa.

“…e la tua faccia e l’allegria, ma al bar mi dicono che tu sei sempre appena andato via…”