una fine. un inizio.

febbraio 24, 2017
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tratta da flcirk.com dall’album di “Roberto Taddeo”

buio. silenzio. pioggia.

“capitano così ha finito?” “già. non me ne rendo ancora conto: sono stati otto anni e mezzo straordinari”

una maglietta verde. sole.

“nessuno l’avrebbe mai detto, vero?” “all’inizio ero solo uno dei tanti!” “non dica così” “guarda che è vero, solo un bel po’ dopo ce l’ho fatta, perchè ho capito un po’ meglio chi ero. perchè ho cercato di essere il meglio di me, non meglio degli altri”

il cielo azzurro con delle nuvole.

“ho giocato partite che nemmeno immaginavo. ho conosciuto persone stupende. ho visto campi con una loro storia. ho sofferto e faticato. ho giocato contro squadre fortissime, alle volte anche vincendo” “cosa le resterà in fondo?” “le grandi sconfitte e tutte le incredibili vittorie”

ma ora si volta pagina

“ci mancherà lo sa!” “sì. anche voi. non sapete quanto…” (una lacrima…)

“…sono un vecchio sparring partner…”


cambiare per cambiare

gennaio 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “mumucs” 

Vedere orizzonti dove ci sono montagne, sentire musica dove è solo frastuono. Di tutti i giorni trascorsi le persone che più mi ricordo sono quelle che avevano un’idea propria, un parere. le persone che sanno cambiare idea ma anche restare salde su certi valori, avere dei pilastri. uno può condividerli o meno, ma quello è un altro discorso.

nella più grande paura del nulla e del buio la sola salvezza è la speranza. ma solo quello non basta, serve anche l’idea che un domani migliore sia possibile. dobbiamo smettere di aspettare il cambiamento per poi cambiare noi, subirlo. adattarci alla situazione che si è creata alle volte è inevitabile, altre volte è solo una scorciatoia. capitano le situazioni improvvise che ci obbligano a lasciare ciò che siamo per qualcos’altro. Altre volte passiamo i giorni nell’attesa che il cambiamento inizi per cambiare noi. non accadrà mai. delle volte le frasi motivazionali  sono ridicole, questa però è meno stupida di quanto sembri “se vuoi cambiare, cambia tu per primo”. perchè il cambiamento, qualunque esso sia deve essere il risultato e non la base di partenza. se ne saremo in grado avremo iniziato un processo inarrestabile. e a guardare indietro in fondo è sempre stato così.

“ora so la data della finale” “un’altra?” “no, questa è diversa. è l’ultima.” (pioggia. buio.)

“…Fiumi, poi campi, poi l’alba era viola…”


Linee e confini

dicembre 18, 2016
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tratta da flickr.com dall’album di “Marco Trovò”

ognuno di noi ha le proprie linee di etica e  di coerenza, e andando avanti con la vita ci capita sempre più spesso di averci a che fare. All’inizio è sempre tutto facile: siamo disposti a perdere qualche occasione o persona per i nostri valori o per la coerenza. Poi però il tempo passa e le occasioni cambiano, innanzitutto diminuiscono e il mondo attorno ci rendere molto più difficile scegliere: sui piatti della bilancia vanno aspettative, decisioni o responsabilità che una volta non c’erano. Perciò molto spesso ci capita di girare attorno a quelle linee: alle volte le superiamo, altre volte stiamo entro i confini. Sta a noi accettare questa debolezza quando andiamo oltre il confine, rendendosi conto a volte che i limiti che ci imponevamo erano troppo stretti o rigidi o senza un senso. Altre volte, invece, scoprendo che quel limite non lo dovevamo passare, perchè purtroppo indietro non si torna(quasi mai).

la nebbia. è il non vedere quello che c’è a distanza ravvicinata. è la paura di sbagliare. è il domani che non sai cosa ti riserva. è la pazienza, vera, che serve. perchè è facile esserlo quando i tempi sono brevi, è facile esserlo quando si sa che poi ce la si farà. ecco, è in quelle altre situazioni che serve davvero la pazienza, quando senti qualcosa che nel profondo ti divora.

“ma come facciamo a lottare? siamo una squadretta!” “ragazzi tra 10 minuti torniamo in campo per l’ultimo tempo, dobbiamo fare un gol per recuperare e uno per vincere.” “non ce la faremo mai…” “era tanto che non sentivo queste parole! no, dobbiamo crederci” “ma con questa pioggia, siamo stanchi e loro sono imbattibili” “allora cosa giochiamo a fare? no, ce la potremo fare solo se noi per primi ci crediamo. ma senza urlarlo e sbandierarlo, crederlo nel nostro cuore. solo da lì potremmo partire”

“…il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo…”

 

 

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incertezze e prospettive

novembre 20, 2016
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tratta da flickr.com dall’album di “Marco Poggiorini”

per avere una vita migliore dobbiamo sforzarci di praticare di più l’empatia. è troppo facile vedere gli altri tutti uguali e noi stessi al di fuori delle categorie con cui giudichiamo, fermiamoci: siamo tutti un po’ speciali, siamo tutti un po’ uguali. il giorno in cui lo accetteremo, vivremo più sereni. spesso appiattiamo le persone attorno a noi perchè non siamo disposte a fare lo sforzo di vedere il mondo dalla loro prospettiva e quindi fatti e azioni che per noi sono semplici e scontate in realtà hanno per altri un peso ben maggiore. il che non vuol dire che un errore non lo è più – resta tale. capire la prospettiva aiuta a trovare una soluzione, aiuta a sopportare meglio, aiuta a trovare le idee giuste, aiuta a vedere cose che tutti gli altri non vedono.

proviamo a preoccuparci un goccino di più del nostro prossimo – chiunque esso sia – e un po’ meno di noi stessi. riscopriremo, però, che è nel dare qualcosa di nostro a chi è nella nostra vita che completiamo e miglioriamo chi siamo e come stiamo. senza esagerare, ma tenendo anche conto degli altri, vivremo meglio. magari ogni tanto dovremo sopportare stranezze, torti, incomprensioni, ingiustizie, furbizie e cattiverie…però ci resterà una vita più piena, più lunga. un pezzettino di noi in qualche angolo del cuore di chi abbiamo la fortuna di avere attorno.

“capitano li abbiamo davvero battuti?” “sì, anche questi!” “ora le semifinali. nessuno ci credeva, eppure…” “eppure anche ‘sta volta ce l’abbiamo fatta” “ogni giorno mi chiedo come sia possibile che siamo noi a competere con questi squadroni, siamo così poca cosa” “non lo dire, non è vero. c’è stato un momento nella mia vita in cui ho pensato di provare a giocare con loro..” “poi come è finito qui?” “perchè non era il mio sogno quello”

“…Pochi capivano il jazz, troppe cravatte sbagliate…”


dietro le nostre azioni

ottobre 31, 2016

tartta da flickr.com dall’album di “rohypnol [Francesco Zaia]”

le azioni non sono assolute, le intenzioni contano. spesso mi rendo conto che la stessa azione che faccio avrebbe valori diversi a seconda di quello che ci sta dietro. se non realizziamo questo non riusciremo mai a vedere oltre il nostro vissuto. di fondo, ogni azione che facciamo ha un proprio tornaconto, un egoismo di fondo. un farci stare meglio o almeno non male. poi come questo si manifesta è un altro discorso e ben più complesso. però quando riesci ad avere i migliori propositi le azioni hanno anche esiti migliori.

cosa siamo disposti a perdere? cosa mettiamo in gioco? scegliere è sapere di lasciare per sempre indietro qualcosa o qualcuno. però dobbiamo sempre ricordare e focalizzarci su quello che abbiamo e che siamo. non dobbiamo mai smettere di credere che un domani migliore sia possibile, anche un po’ grazie a noi. scegliere ci permette di dare sfumature e tonalità, di dare un’ordinamento alla nostra vita.

“si rende conto che sta per giocarsi la semifinale da capitano? dopo tanti anni nessuno lo avrebbe mai detto” “lo so, nemmeno io ci avrei creduto” “è che non basta essere determinati e fortunati” “no, serve anche il talento, la capacità di stare in campo” “quella o ce l’hai o nulla però” “non proprio, la devi affinare negli anni. devi imparare a vedere orizzonti dove gli altri vedono montagne chi più chi meno un pochino ce l’abbiamo tutti, solo che non sempre la sappiamo ascoltare”

“…gli occhi dischiuse il vecchio al giorno…”


specchiare l’altro

settembre 30, 2016
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tratta da flicrk.com dall’album di “Roberto Taddeo”

l’invidia è un brutta crepa che si instaura nei rapporti, il problema è che è un sentimento profondo, spesso incontrollabile e per combatterlo una maniera è quella di razionalizzarla. spesso chi invidiamo sono quelle persone che riescono ad arrivare dove vorremmo, che ottengono risultati senza la stessa fatica, che trovano più fortuna nella loro strada. ed è qui il problema, che noi cambiamo quella che è la nostra prospettiva, invece di focalizzarci su di noi, capendo cosa va o non va pensiamo agli altri a cercare solo le differenze che ci fanno comodo. se io sono contento di chi sono e dove sono, perchè devo prendermela con gli altri se loro non mi danneggiano? alla fine è sempre questione di saper attendere. troppo veloce a volte va poco lontano.

il vero problema è iniziare a non avere più la sensibilità per capire le persone attorno a noi. a sminuire i loro problemi. a dire che quelli, per noi, non lo sarebbero. quando smettiamo di vedere l’altro in noi stessi, e preferiamo vedere noi nell’altro, allora è il momento di fermarsi e rendersi conto di quante persone si stanno piano piano allontanando. è facile dire come faresti tu, ora e subito, senza una storia prima ed una storia dopo. ben più difficile è cercare di guardare il mondo con gli occhi dell’altro che ci sta accanto. che ha bisogno. che ha fame. che ha paura. che ha sonno. che è stanco. che è triste. che è felice. che è allegro.

“capitano siamo arrivati agli ottavi! e non sappiamo come fare. tutte le squadre sono inarrivabili” “non guardare al futuro, non sai cosa ti aspetta. guarda a tutto ciò che è stato!” “e cosa è stato? abbiamo perso contro tutte le altre 15 squadre classificate” “però abbiamo anche vinto, qualche volta!” “e basta? ci raderanno al suolo” “ricordati sempre che è la speranza è ciò che ci fa correre quando tutti attono sono fermi!” “daje” “daje tutti”

“…e la primavera è come l’inverno…”


inavvicinabile

agosto 16, 2016

tartta da flickr.com dall’album di “lighthousenewsus”

domani resteranno le azioni che abbiamo fatto e le scelte che abbiamo preso, non le intenzioni o i desideri. è difficile lasciar qualcosa indietro oppure gettarsi in qualcosa di totalmente nuovo. perdere insomma quei pilastri che ci hanno sempre tenuto in piedi. perchè i mondi nuovi le grandi opportunità sono straordinare, ma anche terribili per tutto il vuoto che va riempito. il domani arriva e si porta via tutto quello che ora c’è, così dobbiamo spingerci a costruire qualcosa di profondo, solido, che guardi al futuro. e così mi interrogo sempre più sepsso su quale sia la mia prospettiva, le mie ambizioni. nebbia.

nel limbo in cui sono mi ritrovo a pensare a momenti passati. più vado indietro e più le sfumatrue si attenuano. mi rendo conto che tanti problemi che avevo, erano solo sciocchezze. che forse ho perso tanto, proprio per paura di perdere tanto. però mi rendo anche conto che serve sempre la giusta distanza quella per cui qualsiasi cosa è insormontabile e nulla è poi così importante. la verità è che a quell’idea che io non riuscivo a capire ci erano arrivati già due persone, da posizioni totalmente diverse. ci vuole una prospettiva nuova.

“capitano, ma se non ce la facessimo?” “tu non farti questa domanda, ora preoccupati solo di riuscire a correre” “non abbiamo la minima possibilità” “forse è vero, ma il punto è che se ti arrendi prima, se nemmeno provi ad imporlo un tuo gioco, giusto o sbagliato che sia, non ha nemmeno senso.” “va bene! ma quella volta che eravate 10 gol sotto?” “ecco, quella volta lì credo che avremmo perso in ogni caso, ma almeno imponendo un nostro gioco, non quello degli altri” “io non ce la faccio!” “stai tranquillo…”

“…tutto quanto si srotola del nostro film da pellicola…”