Una fatica serena

aprile 30, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “gi. ci.”

la pigrizia, o quell’indole che abbiamo a minimizzare lo sforzo e la fatica. Spesso attribuiamo alla pigrizia una connotazione negativa, ma se ci pensiamo è anche ciò che ci fa risparmiare le energie per il dopo. Dessimo il 100% in ogni singola cosa che facciamo, non riusciremmo a resistere. Però non possiamo cascare totalmente nel caldo abbraccio della pigrizia, su qualche fronte ci dobbiamo opporre: allenandoci ad essere migliori di quanto basterebbe. L’importante è avere un obiettivo, uno scopo. Finchè faremo le cose fine a se stesse, rimarranno sterili e pigre nella loro crescita. Perchè ci vuole fatica per andare oltre gli ostacoli.

Quale piatto di pasta ricordi? Ci ho pensato e non è soltanto uno, sono molti. Tagliatelle al pesto, rigatoni alla carbonara, bucatini all’amatriciana, pasta al tonno. Poi mi soffermo un attimo e chiarisco un fatto che li accomuna, che rende ogni cibo che ho nel cuore memorabile… era condiviso. C’era qualcuno davanti a me che stava mangiando, che stava passando del tempo con me. Mangiare in compagnia, forse, è la maniera più diretta per dare un’occhiata nella profondità degli altri.

Ho i colori in mente, mi mancano le forme. I vestiti sono pronti, mancano le facce che li indosseranno. Costruire un futuro fa paura. Sapere chi noi siamo è il primo passo, senza quello il nostro racconto sarebbe soltanto un picoclo riassunto che nessuno leggerà.

“…vuoto abissale sarà…”

 

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Solide basi

marzo 31, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “Patrizio Cuscito”

quando è che è successo che sei caduto? Tempo fa, ma tanto, anni. Mi sono accorto in ritardo che non riuscivo a stare al passo, così quando fui travolto la botta fu grande, la caduta eterna e ne passò di tempo prima che decidessi – davvero – di rialzarmi? In che senso davvero? Nel senso che delle volte decidiamo di cambiare, ma senza una motivazione profonda che riesca a superare le difficioltà e fatiche del cambiamento. Ci vuole pazienza.

Di tutte le canzoni prodotte ce ne sono alcune che mi fanno ricordare precisi eventi del mio passato, altre che invece risvegliano proprio delle emozioni. Sono poche le ultime. Però quando le riascolto sento il freddo che c’era quell’inverno, le coperte addosso e il libro che leggevo, l’aria frizzante del sabato mattina. Non è un ricordo razionale e critico, semplicemente sono emozioni che riemergono. Nulla resta per sempre, dobbiamo andare oltre, ma tenere sempre cari quei pulsanti che ci fanno rivivere e ricordare.

quando costruiamo la nostra vita dobbiamo ragionare in termini di solidità, ma anche di altezza. E spesso le due cose sono incompatibili, una maggiore altezza può creare minore stabilità, tuttavia un buon compromesso è quello che ci fa andare avanti, a vivere giornate piene e soddisfacenti. Poi è necessario, ogni tanto, considerare le catastrofi. Pensare al terremoto e all’inondazione. Cosa resterà dopo? Cosa si porteranno via le acque?

“…But I never wanted all those things…”

 

 


Bivi

febbraio 28, 2018
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tratta da flcirk.com dall’album di “Luca Rossato”

potremo trovare la serenità quando le emozioni positive prevarranno su quelle negative, quando preferiremo voler bene o amare piuttosto che non soffrire. Perchè non nero non vuol dire bianco in un mondo pieno di sfumature. Perchè i sentimenti in qualche maniera costano, nel bene e nel male, positivi e negativi. E se scegliamo di investire qualcosa di noi, che sia davvero dal nostro profondo, genuino e vero. Perchè non possiamo raccogliere in abbondanza, se abbiamo seminato con parsimonia e coltivato poco.

Ci sono delle canzoni che restano legate a snodi della mia vita. E a distanza di tempo, anni, riescono in qualche maniera a risvegliare quelle emozioni che provavo. Ritorna un po’ del passato, e con gli occhi di oggi sembra avere una nuova forma, un nuovo orizzonte. Torna indietro, quale è stato quel momento, del tutto casuale allora, che ha originato la serie di eventi per cui sei qui? Forse è difficile pensare che un solo evento abbia condizionato quelli di anni successivi, però sono convinto che può esistere un singolo evento in grado di dare una grande svolta alla tua vita. Sette.

Impariamo a lasciarci dei promemoria, impare a fidarsi di se stessi nel tempo. Perciò è bene cambiare idea, ma dobbiamo renderci conto di averlo fatto, accettarlo e continuare a farci domande. Ridurre le proprie motivazioni a “si è sempre fatto così, continuiamo” è il preludio alla sconfitta. Il mondo e gli altri andranno avanti, e noi restermo a incastrare il mondo nelle categorie che ci eravamo fatti. La difficoltà di mettersi in discussione e voler cambiare sta nel fatto che domani non possiamo più essere chi eravamo ieri, e questo col passare degli anni ci destabilizza.

“…gli alibi che so a memoria non cambiano mai una storia..”

 


limiti e ottimismo

gennaio 31, 2018
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tratta da flcikr.com dall’album di “* Polly *”

per tutta la vita conviviamo con quelli che possiamo chiamare i nostri limiti. ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo frentati e frustratii da questa nostra incapacità di andare oltre a qualcosa. Di non poter essere e fare come le persone che vediamo attorno. Però nei momenti di lucidità dobbiamo fermarci e capire che forse i nostri limiti sono la nostra più grande risorsa in quanto ci spingono a trovare strade alternative per raggiungere obiettivi. Ed è nella ricerca di queste ‘seconde’ opzioni che cresciamo, che conosciamo meglio noi stessi e che sviluppiamo le nostre sfumature. Capiterà che falliremo? Ogni giorno. Tutti gli obiettivi sono raggiungibili? Assolutamente no! Allora cosa resta? Rialzarsi ogni giorno, imparare e guardare al domani.

Chiediti chi sono le persone felici attorno a te e cosa fanno per esserlo. Circondati di persone che sono serene del loro quotidiano. Ascolta chi è ottimista e fiducioso del futuro. Buona parte del restante sono solo pesi. Se ci circondiamo di persone ottimiste, bei momenti e semplicità. Tutto quello che faremo e che vivremo, anche le situazioni più complesse e pesanti, saranno momenti di crescita e non solo un passare del tempo. saranno momenti che non avremo paura di rivivere, perchè per quanto duri avevamo gli strumenti emotivi per afforntarli. Se ci pensiamo ci sono invece momenti della nostra vita che ci fanno paura, e che per nulla al mondo rivivremmo mai non tanto perchè erano difficili, ma perchè ci mancavano gli strumenti, le capacità e l’esperienza per affrontarli.

Più passano gli anni più i ricordi cambiano e le emozioni sbiadiscono. Visto da sufficientemente lontano tutto quello che abbiamo passato sembra più semplice di quello che allora pensavamo. Non è che sbagliavamo, e continuiamo a farlo, è solo che oggi ci manca l’idea di quale sia l’orizzonte. Perciò oggi, quel lungo mese che avevi passato un anno fa ti sembra solo un ricordo. E razionalizzate le paure, le ansie e i dubbi restano giorni uguali a tanti altri. di passaggio, di attesa, di cambiamento.

“…le vigne stanno immobili nel vento forsennato…”


accorgersi dei dettagli

dicembre 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’alum di “coffee-dog”

la speranza per un domani. che in fondo dopo tanti anni smetti di avere le forze per sperare, per credere che le cose possano andare meglio. Ci rassegnamo, pensiamo solo che quello che resta da fare è stare a galla. Nessuno sa cosa ci aspetta, sappiamo soltanto cosa ci è capitato. Sta a noi decidere se vale o no la pena di costruire qualche cosa che resti domani. Sta a noi capire quali vogliono essere i nostri pilastri!

se non cambiamo, sappiamo già come le cose andranno a finire. se non ammettiamo le nostre debolezze e paure non otterremo mai nulla. Ci vuole coraggio e forza a stare in piedi, ce ne vuole a rialzarsi e a camminare. Il cambiamento è ciò che c’è di più diffiicle, perchè scardina le nostre certezze per poter andare oltre. Così è nella motivazione del nostro cambiamento che sta il segreto. La direzione, beh quella viene dopo e in qualche maniera si può aggiustare, ma cosa ci spinge no.

Alle volte penso ai libri, ai film alle canzoni. penso ai dettagli. Alla scelta degli aggettivi, ai titoli di coda, ai passaggi strumentali. Sottigliezze che spesso risultano in secondo piano. Sottigliezze che spesso risultano dimenticate, per poi essere riscoperte ad una seconda rilettura, una seconda visione o ad un altro ascolto. ma lontano nel tempo. Quando siamo divevtati delle persone diverse, forse sempre più sensibili.

“…una vita da mediano a recuperar palloni…”


Cambiare e sperare

novembre 21, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Angela Schlafmütze”

l’idea che si possa cambiare verso il futuro. Cioè quella speranza per cui esista un futuro migliore a cui mirare. Non dobbiamo cedere alle tentazioni di voler ristabilire un ordine del passato – come a dire che quella era serenità – ma dobbiamo sempre andare oltre il nostro presente. La speranza verso un futuro migliore deve essere quello che ogni giorno ci spinge a svegliarci e a volerlo costruire noi: sbagliano alle volte, riprovandoci e non mollando mai, sapendo che solo le nostre opere resteranno. Solo che il futuro spaventa, perchè non sappiamo cosa ci aspetta e dove ci porterà.

 

I cambiamenti non sono nè in meglio nè in peggio, semplicemente sono il passare da una situazione ad un’altra: è come noi ci approcciamo che è fondamentale. Un’idea che abbiamo è quella dei rapporti immutabili, che devono essere domani come erano ieri. Però così dimentichiamo che il tutto cambia, si muove e nulla resta dove lo abbiamo trovato. Cambiare spesso vuol dire mettersi a ricostruire, cambiare vuol anche dire mettersi in gioco da 0, cambiare vuol dire avere coraggio e lasciare cosa si sa per l’incerto o l’ignoto. Cambiare e sperare, solo questo ci fa andare avanti.

Dobbiamo vivere ogni giorno felici, contenti di ciò che abbiamo e di chi siamo. Per quanto ci siano cose da fare, per quanto “non ce la faremo mai”, per quanto non lo sappiamo fare… conta di più essere felici. Motivati. Buoni. Avremo lo stesso tempo per fare le cose, ma ci sentiremo meglio. Ci faremo venire in mente le migliori idee, ma con serenità. Impareremo, e con motivazione. Trovate persone che non si lamentano di dove sono, trovate persone che non sono invidiose degli altri, trovate persone che vedano il bello nel mondo. E anche se la nave della vostra vita è nella peggiore delle tempeste loro potranno essere i vostri fari per un domani migliore.

“…e la canzone andava avanti sempre più affondata nell’aria…”


Maschere e ruoli

ottobre 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “rrphotos”

ci sono quei momenti in cui sei smarrito, che non sai quale sia il tuo ruolo. e’ una grande sicurezza avere un nostro posto, qualcosa che ci e’ richiesto. avere un luogo nello spazio e nel tempo ci rasserena. il problema nasce quando il mondo va avanti e quella maschera che eravamo soliti indossare, quel ruolo che era nostro o non esiste piu’ o e’ stato assegnato ad altri. quello che ci resta da fare e’ reinventarci.

meno male che attorno a noi ci sono delle persone che sono piu’ brave a fare qualcosa di quello che siamo noi. meno male che attorno a noi ci sono persone che ne sanno di piu’ di noi. meno male che c’e’ sempre in giro gente da cui possiamo imparare – e allo stesso tempo dobbiamo essere anche disposti ad insegnare, calmi e pazienti. meno male che abbiamo modelli e maestri a cui ispirarci. queste persone non sono meglio di noi, semplicemente in quel piccolo frangente sono migliori/piu’ bravi/esperti, la persona e’ la complessita’ del mettere assieme se stesso e la vita che vive. meno male che possiamo imparare. scegliamo i migliori.

non funziona mai nulla al primo colpo. la pazienza e’ non demoralizzarsi a vedere i frutti acerbi. chissa’ come si sentono quelle persone che non vedono il vero frutto del loro lavoro, ma solo una piccola parte. come ci si sente a non sapere quale pianta abbiamo seminato, perche’ i frutti si vedranno anni dopo, quando addirittura saranno scambiati per altro.

“…l’acqua ribolliva lentamente ad est…”