ricordare con limiti

settembre 30, 2017
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tratta da flicrk.com dall’album di “Filippo Borselli”

avere limiti e paletti per assurdo ci aiuta a valorizzarci. Poter agire liberamente è un desiderio che hanno tutti, e quando non possiamo ci lamentiamo e desidereremmo tanto avere carta bianca, non avere vincoli. però è proprio nella situazione in cui vorremmo tanto una cosa che non possiamo in quei termini che la desideriamo che la nostra mente si attiva, che il nostro pensiero rende possibile idee e sogni fino a prima impossibili.

se non sappiamo dove stiamo andando, dobbiamo ricordarci tutti quei momenti in cui abbiamo provato la stessa sensazione di smarrimento. non possiamo costruirci la fortuna, però dobbiamo imparare a cogliere ogni occasione, scartare quelle che non ci fanno crescere e resteremo soddisfatti a costruire piano piano i nostro presente. credo sia illusorio volersi costruire un futuro, perchè se il nostro obiettivo è solo uno cosa capiterebbe se non ce la facessimo. allora la soluzione in questi casi è costruire un solido presente, che possa resistere a scosse e imprevisti fuguri. così, dopo la tempesta, quando le acque si saranno calmate a noi resterà qualcosa del passato, non solo i ricordi: le opere.

Ci sono delle canzoni che lego ad alcuni momenti della vita, ci sono alcuni cibi che saranno sempre legati ad un passato. E i ricordi più belli, i ricordi più forti ed emozionanti sono proprio quelli che non ho cercato di costruire, ma che ho vissuto, da cui mi sono fatto trovare. Anche nel più buio dei momenti della mia vita, qualcosa mi è restato, qualche piccola scheggia che ogni tanto mi capita di incontrare e ricordare. e pensare che ciò che ci salva è la speranza per il domani, è l’idea che si possa cambiare.

“…portami lontano sulle onde…”

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paesaggi e calma

agosto 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Peter Forret”

ci sono paesaggi che ti lasciano un ricordo indelebile. ci sono paesaggi che sono speciali per il momento in cui li vivi. ci sono paesaggi che non puoi fotografarne l’emozione che ti trasmettono. ci sono paesaggi che solo tu puoi vedere, perchè solo tu ci vedi orizzonti che non ci sono ancora. nulla è più bello di sentire il silenzio della natura, il vento, gli alberi, gli animali, gli insetti, l’acqua. quando sei in alto, quando vedi un pezzo di mondo da un’altra propsettiva ampia e innalzata, allora sei sereno.

quando è il panico, la sola cosa che ti può salvare è la calma e la razionalità. quando il tuo cervello esplode e pensa a mille conseguenze possibili, la sola cosa che ti resta da fare è sforzarti di mantere la calma. scrivi le tue idee. ordinale. dagli un nome. non lasciare che il panico ti affoghi.  esercita la calma quando nel tuo cuore e nel tuo cervello c’è la tempesta. calma non vuol dire lentezza, calma vuol dire che tra mille scelte ne prendo in considerazione solo 5, perchè è pur vero che dovrei sempre tenere in considerazione un asteroide che potrebbe cadere, ma così non sarei più in grado di fare nulla.

i libri raccontano storie, mondi e persone che non potremo mai vivere. i libri ci aiutano perchè restano: ci sono oggi e ci sono domani. siamo noi che cambiamo. ci sono così tanti libri da leggere che dobbiamo capire quali valgono la pena. alle volte è questione di fortuna, leggere il librio giusto al momento giusto. o forse è il contrario, tant’è che ci sono periodi della mia vita che lego a qualche libro che leggevo. e quella storia era la mia, chissà forse è solo he in tutto quello che ci capita impariamo a trovare qualcosa di noi, del nostro quotidiano per farci dire qualcosa che ancora non sappiamo.

“…alle prese con una verde milonga…”


cosa ti fa dormire?

luglio 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Andi Campbell-Jones”

cosa ci fa andare a dormire la sera? nella risposta c’è un po’ della nostra idea di vita. è perchè siamo stanchi dalla giornata o per potersi poi svegliare domani? ultimamente dormo male, nel senso che non mi riposo quando chiudo gli occhi, però dormo. dormo perchè le sfide non finiscono mai, domani ha sempre in serbo qualcosa per noi. Forse allentando la presa, il ritmo e la tensione tornerà anche il riposo. vedremo.

non ci sono soluzioni giuste, ottime o ideali nella maggior parte delle cose della vita. Ci sono soluzioni migliori o peggiori di altre. ci sono azioni. ci sono scelte. c’è il nostro prossimo. è troppo facile rintanarsi nel non fare il male. facciamo il bene, siamo costruttivi. proviamoci almeno e se falliremo – capita sempre – dobbiamo volere rialzarci, imparare e riprovarci. oggi, domani e dopodomani. e dobbiamo farlo per vivere noi meglio, così che anche gli altri vivano meglio. chi ci è rimasto nel cuore dopo tanti anni?

per quanto sia difficile, assurdo e inspiegabile, troveremo tutte le riposte alle nostre domande in un momento in cui non le staremo cercando. perchè i nostri pensieri hanno bisogno di organizzarsi filtrarsi e sintetizzarsi. il che non vuol dire non farsi domande, quello mai!!, ma vuol dire che alle volte la risposta giusta arriva quando, dove e da chi meno ci aspettiamo. fiducia.

“…Elle avait des bagues à chaque doigt…”

 


il profumo delle fragole

maggio 30, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Michele Ursino”

ci sono dei profumi che ci fanno sorridere. ci sono degli odori che ogni volta che sentiamo ci fanno rivivere qualche momento della nostra vita. la loro semplicità è quello che ce li fa ricordare, ce li fa associare ad istanti che sembrano passati. l’odore delle fragole appena raccolte quando rientri a casa. il frappe alla nocciola. Il profumo della salsa di pomodoro fatta d’estate. La confettura di susine. Le mani che sanno di mandarino dopo che l’hai sbucciato. la pasta al pesto. i cornetti alla marmellata appena sfornati. quando sono nell’aria, per un brevissimo istante, fino a quando li sentiamo come odori nuovi, ecco… è allora che ci sanno strappare un sorriso.

cadiamo dove siamo, non dove vorremmo. e poi ci sono dei giorni in cui riesci a non pensare ai problemi, vedi qualche metro oltre il presente. fai progetti, ci credi davvero. vedi ostacoli e sai che li si possono superare. non hai fretta. non hai ansia. poi ci sono dei giorni in cui ci sembra che sia già un grande traguardo arrivare a sera. in cui ogni nostra azione è sbagliata e non poterà a nulla. giorni in cui vediamo solo gli errori che abbiamo fatto e che ci ostiniamo a fare. per fortuna, per quanto bui, quei giorni passano. quello che possiamo sperare è che non distruggano il lavoro tirato su con pazienza nei giorni in cui una prospettiva ce l’abbiamo.

il pensiero e il ragionamento scritto è qualcosa di meraviglioso. vedere da schizzi e appunti come prende forma un’idea è uno spettacolo incredibilie. vedere dalle agende e dai quaderni come si è evoluto il pensiero, come l’idea si è concretizzata. concetti presenti e vivi, ma sconnessi, si uniscono. organizzare il pensiero nel visualizzarcerlo. saperlo raccontare in maniera semplice. focalizzarsi solo sulle parti importanti. all’inizio è tutto caos. poi ci ragioni, e il tuo pensiero si muove. vedo che all’inzio do importanza a tutto, poi piano piano, andando avanti gli schemi contengono solo l’essenziale, che è radicalemente diverso da quello che era. è l’istantanea del mio ragionamento. è una bellezza immensa.

“…e la tua faccia e l’allegria, ma al bar mi dicono che tu sei sempre appena andato via…”


alla fine, non ora

aprile 30, 2017
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tratta da flirck.com dall’album di “Alessandro Rampazzo”

sono i piccoli dettagli che restano. alle volte assorbono in sè tutto il ricordo, altre volte lo tengono a galla. però sono le piccolezze a rendere tutto più intenso e parte del nostro passato. Anche durante il diluvio e la tempesta, ci sono delle piccole cose che ci resteranno in mente per come erano semplici, per come erano messe lì.

alla fine, conta quello che abbiamo fatto. alla fine restano solo le nostre azioni. il motivo per cui agiamo è fondamentale però, e ce lo dimentichiamo troppo spesso. un sacco di volte compariamo le azioni in quell’istante, ma quante volte ci diamo del tempo per capire davvero? guardare un passo oltre il nostro orizzonte ci fa ricordare però che dobbiamo pensare anche al domani, vivendo l’oggi e lasciano qualche buon seme e qualcherobusto albero per cosa capiterà domani.

imparare ogni giorno è difficile, ma non impossibile. sta a noi porci con curiosità alle cose che ci capitano. sta a noi non metterle sempre in schemi prefissati, ma scoprirne di nuovi. sta a noi essere curiosi piuttosto che pigri. sta a noi avere pazienza. guardare il mondo ogni giorno con un po’ più di interesse, cercando sempre di vedere cose che ieri ci erano ignote.

“…No place to be ending but somewhere to start…”


mattoncini

aprile 2, 2017

tratta da flick.com dall’album di “Fernando DC Ribeiro”

dobbiamo sempre ricordarci che è troppo facile semplificare. le cose sono sempre più complicate di quello che sembrano: perchè ci siamo dentro noi in prima persona, perchè i sentimenti, le paure e le emozioni sono nostri. perciò ogni volta che sentiamo una storia, dobbiamo fare uno sforzo enorme e capire che per chi ce la racconta alle volte anche farsi una risata può essere un’impresa quasi impossibile. empatia, o meglio, vedere l’altro in noi stessi. questo però non vuol dire che non bisogna semplificare, anzi, a volte serve proprio per poter avere una prospettiva diversa della propria vita, senza quel rumore di fondo che la distorce. è che non è mai facile.

sognare. perchè in fondo ci muove solo quello, nell’idea che il mondo possa cambiare. sperare. perchè per quanto le cose oggi vadano male, importa sempre pernsare che ci sarà un domani migliore. ricordare. perchè noi siamo la nostra memoria. non so dove andrò. alle volte è bene fermarsi e chiedersi qual è la propria rotta, dove stiamo andando e cosa abbiamo attraversato. fa paura per la prima volta nella vita avere una prospettiva così più lunga di quelle che ho avuto finora.

i mattoncini della Lego, o di come uno può vedere il mondo. da bambino mi ricordo che avevo tantissimi pezzi, presi da varie costruzioni: me le regalavano, io le montavo seguendo le istruzioni. bello. ma la cosa meravigliosa era quando poi le distruggevo e i pezzi negli scatoloni. così stavano assieme pezzi di navi di pirati, delle case della città, dei castelli e delle astronavi. e poi creavo. costruivo tanti mondi, avventure e storie. banali o meno, belle o brutte erano nuove, erano la serenità. seguire le istruzioni per poi non seguirle, quello mi ha reso felice e insegnato ad immaginare.

“…But if you try sometimes well you might find…”


cambiare per cambiare

gennaio 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “mumucs” 

Vedere orizzonti dove ci sono montagne, sentire musica dove è solo frastuono. Di tutti i giorni trascorsi le persone che più mi ricordo sono quelle che avevano un’idea propria, un parere. le persone che sanno cambiare idea ma anche restare salde su certi valori, avere dei pilastri. uno può condividerli o meno, ma quello è un altro discorso.

nella più grande paura del nulla e del buio la sola salvezza è la speranza. ma solo quello non basta, serve anche l’idea che un domani migliore sia possibile. dobbiamo smettere di aspettare il cambiamento per poi cambiare noi, subirlo. adattarci alla situazione che si è creata alle volte è inevitabile, altre volte è solo una scorciatoia. capitano le situazioni improvvise che ci obbligano a lasciare ciò che siamo per qualcos’altro. Altre volte passiamo i giorni nell’attesa che il cambiamento inizi per cambiare noi. non accadrà mai. delle volte le frasi motivazionali  sono ridicole, questa però è meno stupida di quanto sembri “se vuoi cambiare, cambia tu per primo”. perchè il cambiamento, qualunque esso sia deve essere il risultato e non la base di partenza. se ne saremo in grado avremo iniziato un processo inarrestabile. e a guardare indietro in fondo è sempre stato così.

“ora so la data della finale” “un’altra?” “no, questa è diversa. è l’ultima.” (pioggia. buio.)

“…Fiumi, poi campi, poi l’alba era viola…”