Maschere e ruoli

ottobre 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “rrphotos”

ci sono quei momenti in cui sei smarrito, che non sai quale sia il tuo ruolo. e’ una grande sicurezza avere un nostro posto, qualcosa che ci e’ richiesto. avere un luogo nello spazio e nel tempo ci rasserena. il problema nasce quando il mondo va avanti e quella maschera che eravamo soliti indossare, quel ruolo che era nostro o non esiste piu’ o e’ stato assegnato ad altri. quello che ci resta da fare e’ reinventarci.

meno male che attorno a noi ci sono delle persone che sono piu’ brave a fare qualcosa di quello che siamo noi. meno male che attorno a noi ci sono persone che ne sanno di piu’ di noi. meno male che c’e’ sempre in giro gente da cui possiamo imparare – e allo stesso tempo dobbiamo essere anche disposti ad insegnare, calmi e pazienti. meno male che abbiamo modelli e maestri a cui ispirarci. queste persone non sono meglio di noi, semplicemente in quel piccolo frangente sono migliori/piu’ bravi/esperti, la persona e’ la complessita’ del mettere assieme se stesso e la vita che vive. meno male che possiamo imparare. scegliamo i migliori.

non funziona mai nulla al primo colpo. la pazienza e’ non demoralizzarsi a vedere i frutti acerbi. chissa’ come si sentono quelle persone che non vedono il vero frutto del loro lavoro, ma solo una piccola parte. come ci si sente a non sapere quale pianta abbiamo seminato, perche’ i frutti si vedranno anni dopo, quando addirittura saranno scambiati per altro.

“…l’acqua ribolliva lentamente ad est…”

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ricordare con limiti

settembre 30, 2017
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tratta da flicrk.com dall’album di “Filippo Borselli”

avere limiti e paletti per assurdo ci aiuta a valorizzarci. Poter agire liberamente è un desiderio che hanno tutti, e quando non possiamo ci lamentiamo e desidereremmo tanto avere carta bianca, non avere vincoli. però è proprio nella situazione in cui vorremmo tanto una cosa che non possiamo in quei termini che la desideriamo che la nostra mente si attiva, che il nostro pensiero rende possibile idee e sogni fino a prima impossibili.

se non sappiamo dove stiamo andando, dobbiamo ricordarci tutti quei momenti in cui abbiamo provato la stessa sensazione di smarrimento. non possiamo costruirci la fortuna, però dobbiamo imparare a cogliere ogni occasione, scartare quelle che non ci fanno crescere e resteremo soddisfatti a costruire piano piano i nostro presente. credo sia illusorio volersi costruire un futuro, perchè se il nostro obiettivo è solo uno cosa capiterebbe se non ce la facessimo. allora la soluzione in questi casi è costruire un solido presente, che possa resistere a scosse e imprevisti fuguri. così, dopo la tempesta, quando le acque si saranno calmate a noi resterà qualcosa del passato, non solo i ricordi: le opere.

Ci sono delle canzoni che lego ad alcuni momenti della vita, ci sono alcuni cibi che saranno sempre legati ad un passato. E i ricordi più belli, i ricordi più forti ed emozionanti sono proprio quelli che non ho cercato di costruire, ma che ho vissuto, da cui mi sono fatto trovare. Anche nel più buio dei momenti della mia vita, qualcosa mi è restato, qualche piccola scheggia che ogni tanto mi capita di incontrare e ricordare. e pensare che ciò che ci salva è la speranza per il domani, è l’idea che si possa cambiare.

“…portami lontano sulle onde…”


paesaggi e calma

agosto 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Peter Forret”

ci sono paesaggi che ti lasciano un ricordo indelebile. ci sono paesaggi che sono speciali per il momento in cui li vivi. ci sono paesaggi che non puoi fotografarne l’emozione che ti trasmettono. ci sono paesaggi che solo tu puoi vedere, perchè solo tu ci vedi orizzonti che non ci sono ancora. nulla è più bello di sentire il silenzio della natura, il vento, gli alberi, gli animali, gli insetti, l’acqua. quando sei in alto, quando vedi un pezzo di mondo da un’altra propsettiva ampia e innalzata, allora sei sereno.

quando è il panico, la sola cosa che ti può salvare è la calma e la razionalità. quando il tuo cervello esplode e pensa a mille conseguenze possibili, la sola cosa che ti resta da fare è sforzarti di mantere la calma. scrivi le tue idee. ordinale. dagli un nome. non lasciare che il panico ti affoghi.  esercita la calma quando nel tuo cuore e nel tuo cervello c’è la tempesta. calma non vuol dire lentezza, calma vuol dire che tra mille scelte ne prendo in considerazione solo 5, perchè è pur vero che dovrei sempre tenere in considerazione un asteroide che potrebbe cadere, ma così non sarei più in grado di fare nulla.

i libri raccontano storie, mondi e persone che non potremo mai vivere. i libri ci aiutano perchè restano: ci sono oggi e ci sono domani. siamo noi che cambiamo. ci sono così tanti libri da leggere che dobbiamo capire quali valgono la pena. alle volte è questione di fortuna, leggere il librio giusto al momento giusto. o forse è il contrario, tant’è che ci sono periodi della mia vita che lego a qualche libro che leggevo. e quella storia era la mia, chissà forse è solo he in tutto quello che ci capita impariamo a trovare qualcosa di noi, del nostro quotidiano per farci dire qualcosa che ancora non sappiamo.

“…alle prese con una verde milonga…”


una fine. un inizio.

febbraio 24, 2017
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tratta da flcirk.com dall’album di “Roberto Taddeo”

buio. silenzio. pioggia.

“capitano così ha finito?” “già. non me ne rendo ancora conto: sono stati otto anni e mezzo straordinari”

una maglietta verde. sole.

“nessuno l’avrebbe mai detto, vero?” “all’inizio ero solo uno dei tanti!” “non dica così” “guarda che è vero, solo un bel po’ dopo ce l’ho fatta, perchè ho capito un po’ meglio chi ero. perchè ho cercato di essere il meglio di me, non meglio degli altri”

il cielo azzurro con delle nuvole.

“ho giocato partite che nemmeno immaginavo. ho conosciuto persone stupende. ho visto campi con una loro storia. ho sofferto e faticato. ho giocato contro squadre fortissime, alle volte anche vincendo” “cosa le resterà in fondo?” “le grandi sconfitte e tutte le incredibili vittorie”

ma ora si volta pagina

“ci mancherà lo sa!” “sì. anche voi. non sapete quanto…” (una lacrima…)

“…sono un vecchio sparring partner…”


inavvicinabile

agosto 16, 2016

tartta da flickr.com dall’album di “lighthousenewsus”

domani resteranno le azioni che abbiamo fatto e le scelte che abbiamo preso, non le intenzioni o i desideri. è difficile lasciar qualcosa indietro oppure gettarsi in qualcosa di totalmente nuovo. perdere insomma quei pilastri che ci hanno sempre tenuto in piedi. perchè i mondi nuovi le grandi opportunità sono straordinare, ma anche terribili per tutto il vuoto che va riempito. il domani arriva e si porta via tutto quello che ora c’è, così dobbiamo spingerci a costruire qualcosa di profondo, solido, che guardi al futuro. e così mi interrogo sempre più sepsso su quale sia la mia prospettiva, le mie ambizioni. nebbia.

nel limbo in cui sono mi ritrovo a pensare a momenti passati. più vado indietro e più le sfumatrue si attenuano. mi rendo conto che tanti problemi che avevo, erano solo sciocchezze. che forse ho perso tanto, proprio per paura di perdere tanto. però mi rendo anche conto che serve sempre la giusta distanza quella per cui qualsiasi cosa è insormontabile e nulla è poi così importante. la verità è che a quell’idea che io non riuscivo a capire ci erano arrivati già due persone, da posizioni totalmente diverse. ci vuole una prospettiva nuova.

“capitano, ma se non ce la facessimo?” “tu non farti questa domanda, ora preoccupati solo di riuscire a correre” “non abbiamo la minima possibilità” “forse è vero, ma il punto è che se ti arrendi prima, se nemmeno provi ad imporlo un tuo gioco, giusto o sbagliato che sia, non ha nemmeno senso.” “va bene! ma quella volta che eravate 10 gol sotto?” “ecco, quella volta lì credo che avremmo perso in ogni caso, ma almeno imponendo un nostro gioco, non quello degli altri” “io non ce la faccio!” “stai tranquillo…”

“…tutto quanto si srotola del nostro film da pellicola…”


l’umore con cui ci si sveglia

gennaio 21, 2016

tratta da flickr.com dall’album di “Gerard Hermand”

ci sono delle giornate in cui ci svegliamo di buon umore e carichi di energie, felici di essere al mondo. Facciamo un sacco di cose e ci vengono bene. ci sentiamo pronti ad affrontare ogni sfida. ci sono poi delle giornate in cui ci svegliamo con un macigno addosso. siamo negativi, non riusciamo ad azzeccarne una. vorresti solo chiuderti in casa e aspettare che il tempo passi. e poi c’è domani, non possiamo scegliere noi quale dei due sarà. però possiamo imparare a fare tesoro dei giorni positivi ricordando come si affrontano le avversità restando positivi e dai giorni negativi come resistere senza spezzarsi.

ci sono delle giornate che ti cambiano molto la vita. non tanto perchè ti succede qualcosa, semplicemente perchè ti cambiano la prospettiva da cui guardare il mondo. alcune te le ricordi di più di altre, per dei dettagli: le due canzoni che avevi sul cellulare, la neve, un cocktail, una finestra, un ponte. dopo tanti anni penso sempre  a quanto era diverso il mondo in cui pensavo di vivere. dopo tanti anni è stato bello aver avuto la forza di cambiare idea.

“capitano cosa possiamo fare? come ci muoviamo, sbagliamo. dobbiamo fermarci?” “mai. chi si ferma è  perduto.” “e allora?” “ricostruiamo il problema!” “c’è difesa e manca l’attacco” “per ora allora teniamo palla, poi si vedrà”.

“…Stevie, Stevie dai, non smettere mai…”


attendi e fai

dicembre 11, 2015

tratta da flickr.com dall’album di “Piermario”

se ci aspettiamo che gli altri facciano quello che facciamo noi, è inutile, perchè ci siamo già noi a farlo. c’è bisogno di qualcosa che noi non possiamo o sappiamo fare. se ci aspettiamo che gli altri facciano quello che noi vorremmo, prima o poi ci stuferemo. e – comunque – saranno sempre più le delusioni che le soddisfazioni. no. dobbiamo imparare ad apprezzare gli altri come sono. E in un mondo in cui sono l’altro per il mio prossimo, ogni giorno devo avere un solo obiettivo: svegliarmi e cercare di essere il meglio che posso. io ci provo, ma non ce la faccio mai davvero. nessuno ce la fa. però noi ci dobbiamo provare sempre. non smettere di impare dai nostri sbagli. dobbiamo provare sempre a correggerci e migliorarci. per migliorare il mondo attorno a noi, per migliorare gli altri.

era meravigliosa quella foto. il mare blu e calmo. il cielo azzurro e limpido. gli occhi felici e sereni. il sorriso contagioso e solare. i capelli un po’ sparsi dal vento. oramai tempi passati e spensierati. riguardare ogni tanto il passato deve farci vivere positivamente il nostro oggi, perchè la trappola è sempre pensare: “com’era bello una volta…”, “avessi fatto diversamente…”. se oggi siamo felici, domani sopporteremo tutto.

“capitano cosa ha pensato quando ha perso quella partita?” “prima di scendere in campo eravamo terrorizati, ci dicevamo che se non avessimo vinto tutta la nostra carriera sarebbe finita.” “durante?” “credo di non aver mai vissuto peggio una sconfitta in campo. crederci perchè dovevo, inutile e patetico” “dovevate assolutamente vincere, non bastava un pareggio?” “No! e per quanto ci provavamo nemmeno un gol, nulla. poi due gol subiti allo scadere. 0 a 2” “ecco. alla fine cosa pensò?” “sa. credevo mi si sarebbe chiuso il mondo. un tunnel da cui non sarei mai potuto uscire. ma nello stesso istante in cui finì la partita – e tutto stava crollando – , mi resi conto che c’era un domani da cui cominciare – da cui ricostruire – . e ci mettemmo al lavoro.” “… e se ben ricordo alla fine ce l’avete fatta!” “…già”

“…The hour when the ship comes in…”