Soggetti sempre uguali

settembre 30, 2018
SONY DSC

tratta da flickr.com dall’album di “Angélique Haÿne”

guardando al passato, ci sono dei punti di svolta nelle nostre vite: bivi che ci porteranno tempo dopo ad una situazione migliore. Perchè nel più buio dei nostri giorni, se ci pensiamo, dopo ne siamo in qualche maniera usciti, non indenni o senza cicatrici, ma ne siamo fuori. E allora questi punti di svolta alle volte sono momenti terribilmente semplici in cui, a differenza di tutte le altre volte, abbiamo deciso di provare a prendere in mano la nostra vita e andare oltre. Un tavolino di un bar all’aperto, un posto finestrino su di un regionale, una piazzetta di un parco vicina ad un ponte.

A distanza di anni,  ho rifatto una foto uguale di uno stesso soggetto, come a dirmi che quel soggetto mi ispira quello. E’ un commento che non mi era mai capitato, non era fatto in senso negativo o positivo, era una semplice constatazione. Però mi ha fatto riflettere, di come il mondo che noi vediamo passi sempre per i nostri occhi, canoni e gerarchie. Che in fondo il nuovo e il vecchio sono solo evoluzioni di idee, sensazioni ed emozioni. Ed è a questo punto, quando sembra che non ti sei mosso, che ti rendi conto di quale è il tuo punto fisso e tutto quello che si è mosso attorno a quell’idea.

“Perchè ritornare?” “Me lo sono chiesto anche io. E ho capito che era un bisogno profondo di un’idea da trasmettere” “Sì, ma aveva vinto praticamente tutto allora, sembra un accanirsi col passato” “No, perchè ora torno da mister, non da giocatore.” “Ed è per questo che riparte – dalle ormai macerie – della sua vecchia società?” “Sì, lì ho capito che dovevo essere il meglio di me. il resto sarebbe venuto dopo” “Grazie. e in bocca al lupo”

“…c’è sempre un motivo per tornare a capire…”

Annunci

la linea del cambiamento

settembre 17, 2018
5416969154_621890e99d_b

tratta da flickr.com dall’album di “David Yu”

esiste una sottile linea, che è quella del cambiamento. Ci sono temi per cui siamo schierati per lasciare le cose come sono, altri in cui combattiamo per andare oltre il “si è sempre fatto così”. E’ difficile vivere ogni giorno essendo disposti a perlustrare il cambiamento: perchè vuol dire mettersi in gioco, accettare di aver sbagliare, mettere in conto che magari stiamo sbagliando e che comunque ci toccherà ancora evolvere la nostra posizione o idea. Questo non vuol dire che diremo tutto e il contrario di tutto, dei pilastri nella nostra vita ci vogliono, piuttosto vuol dire che la visione che noi abbiamo del mondo potrebbe variare. solo che è tremendamente faticoso. Se non ce lo ricordiamo il rischio sarà quello continuare a vivere in un nostro mondo, fatto solo di ricordi, che non esiste più.

uno dei trucchi per imparare è quello di andare a dormire ogni giorno sapendo una cosa in più di tutte quelle che sapevi la mattina, ma qualunque cosa davvero: una formula, una canzone, una battaglia, un modo di perlustrare un grafo, qualunque cosa che mi ha reso diverso da quello che ero quando mi sono svegliato. Non è così semplice, perchè oltre a saperla bisonga ricordarla. La curiosità ci deve spingere lontano, a guardare il cielo e il mare e sperare in nuovi orizzonti. Ci vuole però il coraggio di lasciare i propri lidi e le sicurezze acquisite per muoverci lontano ad esplorare.

girare per le città me le fa conoscere meglio, più da vicino. Rifare ogni giorno lo stesso percorso mi fa paura, perchè magari hai trovato il più veloce, ma hai perso il piacere di conoscere ed esplorare. Fare soltanto i percorsi principali, senza perdersi e girare a caso, mi sembra di visitare quel posto a metà. Non perchè la vera anima è nascosta, piuttosto per avere nuove prospettive. Essere originale, vivere una mia esperienza.

buio “…non ce la faremo mai!” una porta che si apre “sarà più difficiel, ma almeno proviamoci!”

“…It feels so good to just get lost sometimes…”

 


Patina

agosto 31, 2018

Ci sono dei ricordi che si sedimentano e difficilmente riusciamo a rielaborarli. Non tanto perché sono complessi quanto più perché sono mitizzati, hanno attorno un’aura di perfezione di quel passato che mai è esistito. Credo, che per andare oltre serve semplicemente fare altro, costringersi a pensare diversamente e lontano. Piano piano si affievoliranno e sarai in grado di ricorde.

Il più lungo dei giorni che mi è capitato di vivere è sempre durato 24h, ma in quelle stesse mi è capitato come non mai di pensare concretamente ad alternative della mia vita. A cosa sarebbe diventato il mondo se… Poi tutto si è aggiustato. Io ho continuato la mia strada, ma con la consapevolezza che ce ne sono altre.
Alla fine mi domanderanno “perché?”, la risposta sarà semplice “non averlo fatto sarebbe stato peggio, e io la sera devo potermi addormentare” . Allora in silenzio ripenso a chi mi ha reso felice, a chi mi ha sorpreso e chi mi ha ascoltato. Tutte le volte hanno lasciato un segno, grande, così grande però nemmeno loro lo immaginavano.
“… Ricordo ma non tornerei…”

Patina

agosto 31, 2018

Ci sono dei ricordi che si sedimentano e difficilmente riusciamo a rielaborarli. Non tanto perché sono complessi quanto più perché sono mitizzati, hanno attorno un’aura di perfezione di quel passato che mai è esistito. Credo, che per andare oltre serve semplicemente fare altro, costringersi a pensare diversamente e lontano. Piano piano si affievoliranno e sarai in grado di ricorde.

Il più lungo dei giorni che mi è capitato di vivere è sempre durato 24h, ma in quelle stesse mi è capitato come non mai di pensare concretamente ad alternative della mia vita. A cosa sarebbe diventato il mondo se… Poi tutto si è aggiustato. Io ho continuato la mia strada, ma con la consapevolezza che ce ne sono altre.
Alla fine mi domanderanno “perché?”, la risposta sarà semplice “non averlo fatto sarebbe stato peggio, e io la sera devo potermi addormentare” . Allora in silenzio ripenso a chi mi ha reso felice, a chi mi ha sorpreso e chi mi ha ascoltato. Tutte le volte hanno lasciato un segno, grande, così grande però nemmeno loro lo immaginavano.
“… Ricordo ma non tornerei…”

Idee e colori per rialzarsi

luglio 29, 2018
26330090671_cd2ed31c95_b

tratta da flcirk.com dall’album di “Federico Palucci”

quando nel film “La Haine” Huber dice che “il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”, riassume un concetto molto sottile, ma tremendamente importante. L’istante in cui cadiamo dura davvero poco, quello che ci resta sono le conseguenze: le botte, i lividi e a volte molto peggio. Il fatto è che per quanto noi cerchiamo di non sporgerci, di non correre rischi a volte le cadute non dipendono da noi, ma da ciò che ci circonda. Allora sarà avvantaggiato chi in qualche maniera si è abituato a cadere, chi ha sviluppato i riflessi per attuttire la caduta. Nessuno in fondo se lo augura, ma casomai dovessimo cadere ci sarà quindi di aiuto la memoria di quelle volte che è già capitato: quanto male fa, in quanto passa e come rialzarsi senza avere paura o terrore di cadere di nuovo.

Concretizzare un’idea è complicato. Il primo problema è che le idee non nascono dal nulla, si sviluppano e crescono e perciò bisogna avere pazienza e saperle nutrire. Passare una giornata intera a farsi venire idee è la più grande perdita di tempo che possiamo immaginare: dobbiamo prima di tutto fare. Ed è nel fare che ci vengono idee: vedere con una prospettiva nuova le cose che sono vecchie. Le idee però sono delle scintille, dei germogli: non basta un buon seme per farle crescere, ci vuole anche un terreno attorno che le sostenga, e l’esperienza di chi le coltiva. Le idee hanno un costo, di tempo e di energie per svilupparle. Le idee sono anche un rischio, possano fallire. Così tante volte ci ritroviamo con in mano un misero fallimento quando abbiamo fatto tutto bene: semplicmente l’idea non era sufficientemete buona per dare frutti. Svilupapre idee è proprio questo: non scoraggiarsi mai, imparare sempre qualche cosa dal passato e sperare sempre nel futuro.

i colori del mare. i suoni. le onde che si infrangono. il vento che passa sopra la sabbia. i bambini che corrono e giocano. il caldo del sole che batte. la musica dalla radio. i cani che abbaiano. i gabbiani che strillano. Le nuvole che coprono il sole ad intermittenza. le persone che chiaccchierano. Concentrare tutte queste sensazioni assieme è impossibile, resta la bellezza di essere sul limite della terra, rilassato e sereno. Non capiremo mai il nostro prossimo se non ci avviciniamo e proviamo a dare un’occhiata nella sua vita.

“…mentre vedo tanta gente che non c’ha l’acqua corrente non c’ha niente, ma chi me sente…”


Paesaggi con occhi nuovi

giugno 30, 2018
6330798810_b23ebf9477_b

tratta da flickr.com dall’album di “Blink O’fanaye”

E d’improvviso ti rendi conto di quanta strada hai fatto. Ti rendi conto più nettamente di quali siano state le tue grandi scelte, quelle che ti hanno portato dove sei ora. Allora ci pensi, e rifletti sul fatto che alcune di esse le hai scelte in maniera molto istintiva, quasi inconscia… soprattutto non ti eri reso conto di quanto fossero davvero importanti. Ti resta solo da capire cosa ti ha ispirato in quei momenti, perchè molte scelte le abbiamo fatte nei momenti più duri della nostra vita, quando c’era bisogno di svoltare. Un concerto e un ponte.

I bei paesaggi che vediamo quando viaggiamo sono una serie di emozioni indescrivibili, credo che nulla potrà trasmettere quell’intensità, quella complessità ordinata, organizzata, armonica e sublime. Non resta che imparare qualche trucco per rilassarsi, per svuotare la mente- anche solo per qualche minuto – dai nostri problemi. Guardare l’orizzonte e sperare che il domani porti nuove opportunità.

Ci sono film che ho visto tantissime volte, che ho ascoltato mentre studiavo, che mi hanno tenuto compagnia… come essere ad un tavolino del bar e lasciare che le persone vivano la loro vita e tu, spettatore, le guardi. Eppure ci sono passaggi di questi film che ancora oggi mi sono nuovi, che mi sanno raccontare qualcosa di diverso. Non è cambiato il film, sono cambiato io.

“… Campi di lavanda e l’auto che va dietro…” 


idee cehe maturano

maggio 31, 2018
10685354604_68ff0bb0f9_b

tratta da flickr.com dall’album di “gato-gato-gato”

che poi in fondo se pensi a tutta la strada fatta, non resta che esssere stupiti per dove siamo arrivati e cosa siamo stati in grado di fare. Forse posso sapere quello che farò domani, ma più vado in là col tempo, più la mia prospettiva diventa vaga e difficile da focalizzare. Così il futuro e il sogno alle volte si mischiano e ci danno quello che vorremmo fosse il nostro domani.

imparare a ritagliarsi del tempo per sè è unna delle cose per cui faccio più fatica. Ho riscoperto l’importanza di fare colazione con un po’ di calma, svegliandomi un quarto d’ora prima e trovando forse quella calma e concentrazione così preziose durante tutta la giornata. ritagliarsi del tempo non vuol dire escludere tutto il resto, ma vuol dire mettere qualcosa solo per sè nelle proprie giornate, senza sprecare tempo, facendo tutto quello che c’è da fare.

dove sono nate le tue migliori idee? quali sono state? dopo tanti anni, ti resta solo il ricordo e il giudizio della storia. Dopo tanti anni passati, scopri quali sono state davvero grandi idee e quali invece piccole trovate del momento, che alle olte ti hanno pure creato problemi.

“…Lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock…”