Prospettive del nuovo

gennaio 17, 2019
6521153533_a5892287fe_b

tratta da flickr.com dall’album di “Dave Hilditch Photography”

Quando il cambiamento ci è imposto, dobbiamo imparare ad adattarci quanto più velocemente possibile alla nuova situazione. Trovare nuovi spazi, tempo per noi e anche prospettive e poi da lì ripartire. Darsi la possibilità di cambiare ci pone di fronte alla domanda su chi siamo stati/siamo/saremo. In tanti anni mi sono reso conto che queste risposte non le ho mai avute al momento del cambiamento, solo in tremendo ritardo quando ho capito davvero cosa è stato quel passaggio nel percorso della mia vita. La giusta prospettiva.

Ci sono delle scelte che non facciamo per paura di quello che potrebbe capitare. Immaginiamo che le conseguenze siano enormi, tremente e non valgano la pena di rischiare. Perchè? In fondo sto bene dove sono ora… come potrei riunuciare a tutto questo? Più cresciamo più la lista dei pro e dei contro diventa complessa da analizzare e valuare, ma soprattutto – andando avanti – perdiamo la capacità e la forza per riuscire a rialzarci. Certo se scegliamo sempre la sicurezza o il noto, domani ci troveremo più al sicuro sulla stessa strada di ieri, ma davvero ne vale la pena? Ho paura che a lungo termine ci renda vuota e piatta la nostra vita, senza emozioni belle o brutte. Solo un vuoto tragitto in attesa di un qualche improbabile futuro.

“non gli avrei dato mai fiducia con quel cappello, la sciarpa di lana e la giacca di una taglia più larga…” “invece?” “invece era uno dei più lungimiranti dirigenti che abbia mai incontrato” “ha vinto tanto?” “non lo so nemmeno, ma non è quello il punto. Era cosa aveva fatto, chi aveva cresciuto e come aveva cambiato la società” “Ok, ma in cosa era…” “lungimirante? sapeva ascoltare in silenzio, era calmo ma deciso, faceva sempre domande precise e mai scontate. In quei primi miei anni – quando giocavo là – era tra quelli che credevano di più…”  “in lei? nella squadra? di vincere il campionato?” “no, nel futuro.”

“…tienimi forte, stasera qualcuno verrà…”

Annunci

Alternative e opportunità

gennaio 9, 2019
5568423570_f7f6471120_z

tratta dad flcikr.com dall’album di “Pat David”

viaggiare aiuta e fa crescere. Viaggiare ci fa a conoscere culture diverse e tante persone nuove. Viaggiare ci fa maturare. Essere convinti che quello che facciamo sia il meglio è l’unica scelta che abbiamo, se pensiamo che non esistano delle alternative. Conoscere altre chiavi di lettura del mondo ci dà nuove prospettive su quello che sappiamo e che facciamo, ci dà la possibilità di scoprire aspetti che noi davamo per sottointesi o scontati. Non muoversi dalle proprie origini ti lascia quell’idea che le cose si possono fare in un solo modo perchè si sono sempre fatte così e a te non resta che andare avanti e far passare il tempo e non saper rispondere a chi ti dice che le cose così non vanno bene.

Se non usciamo di casa le opportunità per il domani non ci potranno mai capitare. Sperare che il mondo ci aspetti, è ridicolo. Le occasioni sono dove noi le sappiamo vedere. Come per una fotografia, le occasioni – certo – sono date dal contesto ma sta a noi saper vedere in quel paesaggio che cambia qualcosa di unico. Delle volte siamo noi che le andiamo a cercare, altre volte sono loro che ci vengono incontro… però starà sempre a noi saperle prendere.

“Mister allora da dove iniziamo?” “Dalla fine. Perchè la squadra si è sciolta.” “La delusione della sconfitta, la paura di sentirsi non all’altezza, le differenze di vedute” “Non erano una squadra, ma solo tanti giocatori con una stessa divisa” “L’ultimo anno fu tragico: arrivavano, giocavano o si allenavano e andavano via. Basta” “Ecco il problema, era morta la squadra… allora dobbiamo ricominciare proprio da quello che è mancato. L’emozione di giocare assieme.” “E dove la troviamo?” “Qualche nome ce l’ho…”

“…No giving up when you’re young and you want some…”


Specchio nel tempo

dicembre 29, 2018
9611912273_a2a1ccb8b6_c

tratta da flickr.com dall’album di “gianluca locicero”

guardarci allo specchio ogni giorno ci aiuta ad affrontare le giornate, controlliamo come stiamo e poi usciamo. però guardare la nostra immagine giorno dopo giorno annebbia quelli che sono i cambiamenti. se il cambiamento è appena percepibile allora non ci rendiamo nemmeno conto di dove stiamo andando. Tanti piccoli passi sono in grado di portarci lontano da dove eravamo, nel bene e nel male. Ed è allora per questo che dobbiamo ricordare, noi siamo la nostra storia. Guardare nello specchio del tempo ci aiuta a capire meglio chi eravamo, chi siamo e chi stiamo diventando, cercando sempre di essere felici. Una foto, un ricordo, delle persone, una canzone.

Ci sono volte che ci spingiamo a mangiare delle novità: cucine straniere, piatti mai assaggiati, rivisitazioni e sperimentazioni. Alcune volte va bene, altre ce ne pentiamo. Capita, è giusto che sia così, ed è anche la sola maniera che abbiamo di conoscere nuovi orizzonti. Poi ci sono altre volte in cui cerchiamo la sicurezza di un sapore conosciuto. Allora la maggior parte delle volte va a finire che non sentiamo nulla, mangiamo un ricordo, niente di nuovo. Fino a quando non si accende una scintilla e qualcuno è in grado di riproporci il solito piatto, cucinato come sempre, facendoci provare una sensazione nuova. Un profumo, un colore, un sapore, una consistenza che ci sono sempre state, ma in secondo piano. scoprire.

“Come è andata la riuione? Siete rimasti in quella stanza per 3 ore…” “Dovremmo ricominciare da capo e creare la nuova squadra.” “Sì, ma questo già lo sapevamo.” “Esatto.” “Ma ci sono novità?” “Sì, te le racconterò poi, ma prima dobbiamo capire se abbiamo la stessa prospettiva. Perciò, qual è la tua?” “Crescere, Provare, Sbagliare, Rialzarsi, Imparare e…” “…Cambiare. Bene, sei la persona giusta.”

“…Era la vita che avevo già immaginato, ma diversa nel finale…”


Emozioni dal vivo

novembre 20, 2018
411599127_699b03d2f0_b

tratta da flickr.com dall’album di “Ramón”

l’emozione della musica dal vivo – live – è indescrivibile. Suoni che arrivano direttamente all’orecchio, come pieni di un’energia e un sentimento che puoi cogliere solo lì. Ci sono concerti e concerti, dove si canta tutti assieme o dove stai in sileznio lasci che la melodia faccia il suo corso. La musica dal vivo, in fondo, è piena di minime imperfezioni legata alla complessità dell’evento, ma proprio per questo è un’esperienza unica e irripetibile. E in quel breve istante che intercorre tra l’udito e l’ascolto, là le nostre emozioni si faranno più intense e prenderanno spazio, ci sembrerà di essere lontano dai problemi o, almeno, allevieremo la stretta.

Per quanto ci sembra banale, dobbiamo avere a che fare col nostro passato: è inevitabile e non è semplice. Tra i rischi che possiamo correre c’è quello volerlo rivivere in continuazione e il suo opposto dimenticarlo come se non ci fosse mai stato. La prima strada ci porta ad idealizzare un passato – che a volte nemmeno c’è stato – a volerlo rivivere a spiegare il presente con quegli schemi, riconducendo tutto ad un momento della vita in cui ci era sembrato di capire l’inizio e la fine. Poi il mondo cambia, e noi restiamo indietro. Oppure c’è sempre la possibilità di dimenticare, cancellare ciò che è stato. Lasciandoci così la sensazione di vivere sempre in eterno presente, con poca memoria ed emozioni acerbe. In medio stat virtus…

“in questo momento sono in balia degli eventi, e se ci pensi fa paura” “ce l’ha sempre fatta. e anche sta volta riusciremo a tirare su la squadra” “stavolta è diverso, è un mondo nuovo…” “lo è sempre stato, lo avete sempre detto” “Sì, ma guarda è tutto distrutto e abbandonato, non so nemmeno da dove cominciare” “ecco, questo può essere un punto di inizio” “giusto… poi si vedrà. Ti ricordi?” “non ce la faremo mai…” “…ma alla fine ce l’abbiamo sempre fatta”

“…ragazzi scimmia del jazz, così eravamo noi…”

 

 

 


Consigli dal futuro

ottobre 31, 2018
7480203774_2d4a268456_z

tratta da flickr.com dall’album di “Marco”

Tra le tante domande che vorrei fare al me del futuro in questo periodo ce n’è una che più mi torna in mente: “quando hai sprecato il tuo tempo?”. Come un avviso, a ricordarmi dove val la pena avere pazienza e dove invece è meglio passare oltre. Perchè da vicino, molte cose sembrano problemi oppure meraviglie, allontandoci ci rendiamo conto che il mondo è diverso. Nel lavoro come nella vita, e focalizzarsi i propri valori, avere un progetto, una prospettiva, un sogno e un bel ricordo. Far crescere le piante e vedere i frutti.

La routine aiuta perchè alleggerisce la fatica di pensare le azioni. La mattina appena svegli avere un ordine con cui fare le cose ha un che di rilassante. Ci sono mattine in cui sei più con calma e hai quei minuti che ti prendi per te, ascoltando la radio, la musica o la televisione. Altre volte di fretta, ma sempre con una routine, quasi una coreografia introduttiva allo spettacolo che sta per iniziare. la giornata.

“Non so nemmeno da dove iniziare.” “Cosa c’è da fare?” “Tirare su una squadra da zero, torvare un campo e strutturare una società, per iniziare” “Vabbè ma prendiamo quello che è rimasto” “Non possiamo ricostruire sulle macerie. Dobbiamo ricominciare da capo, servono nuove idee.” “E il vecchio lo buttiamo vita tutto?” “assoltuamente no,saraà il materialec on cui inizieremo a ricostruire le colonne portanti”

“…Ahi Velasquez, com’è duro questo amore…”


idee cehe maturano

maggio 31, 2018
10685354604_68ff0bb0f9_b

tratta da flickr.com dall’album di “gato-gato-gato”

che poi in fondo se pensi a tutta la strada fatta, non resta che esssere stupiti per dove siamo arrivati e cosa siamo stati in grado di fare. Forse posso sapere quello che farò domani, ma più vado in là col tempo, più la mia prospettiva diventa vaga e difficile da focalizzare. Così il futuro e il sogno alle volte si mischiano e ci danno quello che vorremmo fosse il nostro domani.

imparare a ritagliarsi del tempo per sè è unna delle cose per cui faccio più fatica. Ho riscoperto l’importanza di fare colazione con un po’ di calma, svegliandomi un quarto d’ora prima e trovando forse quella calma e concentrazione così preziose durante tutta la giornata. ritagliarsi del tempo non vuol dire escludere tutto il resto, ma vuol dire mettere qualcosa solo per sè nelle proprie giornate, senza sprecare tempo, facendo tutto quello che c’è da fare.

dove sono nate le tue migliori idee? quali sono state? dopo tanti anni, ti resta solo il ricordo e il giudizio della storia. Dopo tanti anni passati, scopri quali sono state davvero grandi idee e quali invece piccole trovate del momento, che alle olte ti hanno pure creato problemi.

“…Lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock…”


Solide basi

marzo 31, 2018
2315219708_b277d7ecf5

tratta da flickr.com dall’album di “Patrizio Cuscito”

quando è che è successo che sei caduto? Tempo fa, ma tanto, anni. Mi sono accorto in ritardo che non riuscivo a stare al passo, così quando fui travolto la botta fu grande, la caduta eterna e ne passò di tempo prima che decidessi – davvero – di rialzarmi? In che senso davvero? Nel senso che delle volte decidiamo di cambiare, ma senza una motivazione profonda che riesca a superare le difficioltà e fatiche del cambiamento. Ci vuole pazienza.

Di tutte le canzoni prodotte ce ne sono alcune che mi fanno ricordare precisi eventi del mio passato, altre che invece risvegliano proprio delle emozioni. Sono poche le ultime. Però quando le riascolto sento il freddo che c’era quell’inverno, le coperte addosso e il libro che leggevo, l’aria frizzante del sabato mattina. Non è un ricordo razionale e critico, semplicemente sono emozioni che riemergono. Nulla resta per sempre, dobbiamo andare oltre, ma tenere sempre cari quei pulsanti che ci fanno rivivere e ricordare.

quando costruiamo la nostra vita dobbiamo ragionare in termini di solidità, ma anche di altezza. E spesso le due cose sono incompatibili, una maggiore altezza può creare minore stabilità, tuttavia un buon compromesso è quello che ci fa andare avanti, a vivere giornate piene e soddisfacenti. Poi è necessario, ogni tanto, considerare le catastrofi. Pensare al terremoto e all’inondazione. Cosa resterà dopo? Cosa si porteranno via le acque?

“…But I never wanted all those things…”