isola(to)

gennaio 4, 2010

tratto da flickr.com dall'album di "I'm not there"

io sono come lei… con la stessa voglia di alzarmi e di fare la differenza. con le stesse idee in testa da anni, che poi cosa ne ricaviamo?! nulla. io sono come lei…alturista, perchè in un mondo di egoisti ci vuole chi sappia fare la differenza. forse siamo tutti uguali in questo mondo, tutti stereotipati e impauriti da quel maledetto giorno in cui abbiamo capito di poter scegliere: se uniformarci, o dire la nostra. che è diverso perchè se la nostra è uguale, rimane diversa, perchè ha una sua motivazione. Perciò io sono come lei, solo.

voltandoci a guardare quella parete saltano all’occhio quelle foto, quel ritaglio di giornale e quel quadretto. Passato. Ne vorremmo appendere uno nuovo, ma non sappiamo cosa, liberi o prigionieri.. cosa va in voga ora?! chi lo sa… scendiamo e vediamo dalle scale una luce, è riflessa, viene da fuori. Sono i lampioni, è la notte che illumina. buio. e poi allora l’idea lo tappezziamo di libri: Dikens, Melville, Dumas, Svevo, Joyce, tuti là, tutti assieme… così almeno un po’ lo si legge. Perchè ormai non ne vogliamo trovare il tempo per noi.

la paura a volte blocca non ti fa nemmeno pensare di voler saltare. vuoi solo stare fermo, dove sei…perchè è meglio di dove rischi. il gioco non vale la candela, ma se vincessi, se anche solo una volta trovassi il coraggio per fare quei 10 metri finali?! credo allora che la volontà sarebbe al di fuori di tutto e di noi stessi. Senza limiti soltanto con quella maledetta sensazione addosso di essere sempre in due, di non poter mai rischiare. soli.

“…muratore un po’ faraone che si chiama Scarabeo..”

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freddo dei sogni

novembre 17, 2009

tratto dal sito "www.geograph.org.uk"

sto camminando e fa freddo. La sciarpa mi avvolge il collo e cerco ulteriore protezione dal vento. Sono qui pressato sul pullman alle 8 del mattino: tutti vanno a lavorare, tutti hanno da fare. Non ho voglia di ascoltare la musica, non ho voglia di leggere…guardo il mondo e mi accontento. Guardo gli studenti che sono stanchi e non hanno voglia. Guardo gli ingiaccacravattati che mantengono il loro rigore aspettando solo di scendere e iniziare la loro giornata. Poi ci sono le persone che non sai dove vadano… ti chiedi chissà cosa fanno?! e non ti puoi rispondere… ma forse è meglio guardare fuori, la città avvolta dal freddo.

non finiremo mai di sognare. Anche se realizziamo i nostri progetti, le nostre aspirazioni, non ci basteranno mai. Così siamo sempre in mezzo a correre, non sappiamo mai cosa fare e come risolvere la situazione. Insomma ci incasiniamo sempre di più… perchè forse non siamo in grado di accontentarci. E meno male, perchè è un segno che sappiamo di volere una vita sempre migliore, sempre più bella! solo che a volte non ce la si fa, e così ci rattristiamo!

questione di prospettive… è che a volte vediamo solo una faccia, che non è quella completa, ne è solo un riflesso. Così non ti aspetti di conoscerla diversamente..è come vedere il cielo nero e blu allo stesso tempo: non si può, ma entrambi sono la verità, nessuno nega l’altro. Solo non possono coesistere, così poi ti chiedi il perchè? che senso ha? e la risposta è la più scontata, il solito: nessuno! il resto si vedrà!!

“…I am sitting in the morning at the diner on the corner…”


vento in trincea

ottobre 12, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di Valter Jacinto | Algarve - PT

tratta da flickr.com dall'album di "Valter Jacinto | Algarve - PT"

cos’è che cambia le nostre giornate? non saprei proprio. A votle un dettaglio,a ltre serve direttamente l’intero quadro. Ma fattostà che le giornate evolvono, cambiano. E tu a votle ti vedi come un soldato che cerca di arrivare a fine giornata… che cerca di sopravvivere, e forse ce la fa anche, senza incasinarsi da solo. Lui! in trincea. in attesa che sia il momento giusto…ora è solo guerra di strategia, perdere il minor terreno possiblie, il resto si vedrà!

c’era vento oggi per strada, e tutte le foglie svolazzavano in giro. Sembrava la scena di American Beauty, solo che non eravamo in America e non c’era la voce fuoricampo che spiegava, c’erano solo i miei occhi che guardavano. E’ così complesso il mondo, quante difficoltà, differenze o piccoli particolari che oggi ci sfuggono, ma domani ci appariranno in tutta la loro pienezza. E’ che non sappiamo dove guardare, perchè non percepiamo mai la vera essenza delle cose, già tanto se siamo in grado di ricostruire mentalemente il mondo che ci circonda e le strade che percorriamo ogni giorno

il sonno a volte ti prende  non ti lascia, non è che nonn hai dormito la notte, è che ti senti stanco, vorresti chiudere gli occhi e lasciare che il tempo passi, senza nemmeno che tu te ne acorga, così vorresti poter dormire, ma la vita te lo impedisce, sempre! e allora che è più dura, quando non puoi! quando ti trovi senza forze..ma basta resistere, fino a quando il sonno se n’è andato e tutto resterà come prima…

“…I try to stay awake and remember my name…”


Favola dalla Cina

agosto 25, 2007

Semi e realtà…

Intorno al 250 a.C., nell’ antica Cina, per un principe della regione di Thing-Zda si stava avvicinando il giorno dell’incoronazione come imperatore. Secondo la legge, però, prima si sarebbe dovuto sposare. Poiché si trattava di scegliere la futura imperatrice, il principe doveva convolare a nozze con una giovane della quale potesse fidarsi ciecamente. Consigliato da un saggio,decise di convocare tutte le fanciulle della regione, al fine di trovare quella più degna.

Una vecchia donna, che serviva a palazzo da molti anni, udendo i commenti riguardo ai preparativi dell’udienza, fu pervasa da una tristezza infinita, poiché sua figlia nutriva un amore segreto per il principe. Tornò a casa e raccontò della grande agitazione alla giovane. Quando apprese che anche lei era intenzionata a presentarsi, sprofondò nello sgomento più totale. La donna era in preda alla disperazione:

“Come farai, figlia mia? Ci saranno le giovani più belle e più ricche della regione. Togliti questa idea insensata dalla testa! So perfettamente che stai soffrendo, ma non trasformare la sofferenza in follia!”.  “Mamma cara,” – rispose la figlia – ” io non sto soffrendo, e tanto meno sono impazzita. So che non verrò scelta, tuttavia è la mia unica opportunità di stare accanto al principe almeno per alcuni istanti, e già questo mi rende felice. È vero, il mio destino è un altro.”

La sera dell’udienza quando la giovane arrivò al palazzo,trovò effettivamente tutte le fanciulle più belle,con abiti sfarzosi e gioielli… Il principe annunciò la sfida: “Darò un seme a ciascuna di voi. Colei che mi porterà il fiore più bello entro sei mesi sarà la futura imperatrice della Cina”.

La fanciulla prese il seme e lo piantò in un vaso. Non era abile nell’arte giardinaggio, ma riservava a quella coltura un’enorme pazienza e un’infinita tenerezza: se la beltà del fiore avesse eguagliato la grandezza del suo amore non avrebbe dovuto preoccuparsi del risultato.

Passarono tre mesi e non sbocciò nulla. La giovane tentò mille strade ma non ottenne alcun risultato. Si sentiva ogni giorno più lontana dal suo sogno.

I sei mesi trascorsero ma nel suo vaso non sbocciò nulla. Pur sapendo di non avere niente da mostrare,forte solo della consapevolezza del proprio impegno e della propria dedizione,la giovane comunicò alla madre che si sarebbe recata al palazzo. Sarebbe stato l’ultimo incontro con l’amato e non voleva rinunciarvi per nulla al mondo.

Quando raggiunse il palazzo con il vaso senza pianta, vide che tutte le altre pretendenti avevano ottenuto buoni risultati: decine e decine di fiori, uno più bello dell’ altro, in una grande varietà di forme e colori. Il momento tanto atteso: il principe entrò e osservò ciascuna giovane con diligenza e attenzione. Dopo averle esaminate tutte,a nnunciò il risultato della gara: la figlia della serva sarebbe diventata la sposa!!!

Con voce tranquilla chiarì la ragione della scelta :

” Questa fanciulla è stata l’unica ad aver coltivato il fiore che l’ha resa degna di diventare imperatrice: il fiore dell’onestà… tutti i semi che vi ho consegnato erano sterili, e da essi non sarebbe potuto nascere Nulla…”

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A volte vogliamo apparire per come non siamo in realtà, ma per come sappiamo di essere accettati: andare contro questa mentalità non è semplice, anzi… si perdono molte sicurezze. Alcuni amici se ne andranno! Però chi rimane è qualcuno che veramente ci tiene a te. Una persona è unica sia per i suoi pregi, ma anche per i suoi difetti…
Chi sa essere se stesso senza essere una banderuola avrà, forse, meno amici ma più saldi e più profondi… personalmente so che a volte è difficile fare così, quand si è un po’ più piccoli la sicurezza di essere accettati è un grosso passo avanti. Ma poi si finisce per essere solo una maschera, dentro vuota.
So che a parole è tutto semplice, ma la vita vissuta è un’altra, la vita di tutti i giorni è quella dove si lotta e si soffre. Ma la mia idea comunuque non cambia, restate voi stessi, nei momenti più tristi rivolgetevi ai vostri veri amici o semplicemente a chi vi accetta per come siete, parlategliene…non abbiate paura, sapranno sicuramente cosa dirvi…
Ora non voglio essere come uno che dice le cose giuste o sbagliate e come farle…parlo un po’ anche della mia vita, come mi sono sentito in certi momenti, e come sono riuscito a superarli. Con me c’erano i miei amici, quelli che mi hanno sempre saputo ascoltare e con molta pazienza sopportare e consigliare..trovatevene di amici così! Sono la vostra salvezza….garantisco per esperienza personale…
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“l’importante è non cadere dal palco”