poi è lo stesso

marzo 8, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "adebsenator"

“generale cosa dobbiamo fare?”. è solo questione di orari. quello che cambia nella vita è renderti conto di essere un puntino perso nello spazio. valere poco, non valere nulla. se ci penso mi rendo conto che domani le cose finiranno e tutto tornerà più chiaro. non c’è nemmeno più il tempo per vedere un film. non vogliamo nemmeno più impegnarci, stancarci. solo avere tempo per noi. allora quando il soldato ci viene a chiedere cosa dobbiamo fare noi gli risponderemo di darci una spada e di combattere.

arriva poi un momento in cui tutto pare essere chiaro e limpido. in cui ti rendi conto di come devi lottare, di cosa devi fare. che la testa giù la devi mettere, senza fare storie, senza vedere gli altri cosa fanno. solo tu e i tuoi obiettivi. non possiamo lamentarci domani che non sappiamo fare qualcosa se in passato mai ci abbiamo provato. più ci mettiamo alla prova oggi più sapremo resistere ai duri colpi della vita.

ormai la bussola non segna più il Nord da qualche mese. tanto nessuno ci verrà mai a salvare. stiamo seduti in silenzio ad aspettare che tutto finisca. che le onde ci sovrastino fino a sommergerci. però, là in quelle acque, lontano da tutti senza possibilità di tornare ho capito dove volevo arrivare, chi davvero ero. putroppo mai più potrò dirlo. aiuto.

“…certi applausi ormai son dovuti per amore…”

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quale scelta

luglio 22, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "smwez"La realtà a volte ci è oscura. All’istante non la capiamo, è priva di significato. Dopo, anni dopo tutto torna chiaro. Le idee non cambiano, semplicemente cambia la nostra maniera di attuarle. Perchè è stata detta quella frase?! cosa c’entrava? Non lo so, ma sono sicuro che prima o poi capirò. Capire la realtà non vuol dire che debbanecessariamente essere logica. C’è un passo fondamentale in tutto, e sono le nostre priorità. senza sapere quel dato, quel motivo allora le “scelte” rimarranno per sempre oscure, buie. Fino a che non ci renderemo conto che sono le nostre priorità a cambiarci la vita.

Restare oggi per partire domani. Il viaggio resta la più grande avventura dell’uomo. Lo spingersi oltre, andare oltre le colonne d’Ercole della nostra vita. Ma la cosa più bella dello spostarsi è che ti devi portare dietro solo l’indispensabile, nulla di più. Uno zaino e via, con dentro tutto. Così inizi a dare il giusto peso alle cose, e ti ci affezioni. Credo che in quella stazione a quell’ora non fossi solo. Ma non me lo ricordo. Aiuto, buio. Tutto svanisce. Scegli, parti oggi, o domani. Strada lunga o strada breve. Attenzione, ci sono svantaggi e vantaggi. Strada lunga. adoro guardare il mondo fuori.

Cosa c’era al posto di quella panchina? dove stava una volta la gente. Non là. E’ nuova, l’hanno messa da poco. Hanno tolto una pianta, e nessuno se n’è accorto, per tutti è stato normale, ma quella pianta no. Quella pianta io me la ricordo. Ogni mattina che entravo a scuola la vedevo, certo era un istante, forse ormai nemmeno me ne accorgevo.Ora non c’è più. E nessuno mai me lo ha detto. E’ sempre così. Le cose finiscono e tu non te lo aspettavi, non lo sapevi e non puoi farci nulla.

“…ma cosa fanno i marinai quando arrivano nel porto…”


sentirsi soli

aprile 12, 2009
tratta da flick.com dallalbum di stromlinienbaby

tratta da flick.com dall'album di "stromlinienbaby"

perchè la cosa più pericolosa, in realtà, è sentirsi soli. Avete presente il film Cast away… beh non credo che se Chuck Noland là, su quell’isola, avesse saputo che la sua promessa sposa Kelly Frears si era sposata avrebbe avuto la forza per intraprendere il viaggio. Già lui non si sentiva solo. Ma lo era. Altre volte invece noi siamo circondati di gente, compagni di classe, amici, colleghi di lavoro, dompagni di squadra… ma ci sentiamo soli! sono per noi degli estranei. Abbiamol a sensazione di essere Robinson Crosue, lui sì che era solo, ma il problema non se lo poneva nemmeno, lui. Così la cosa davvero importante è come noi percepiamo il nostra essere, il nostro stare nel mondo. E non è una cosa semplice. Perchè ci rendiamo conto che spesso le perosne con più amici, sono poi quelle che si sentono più sole.

Non
fraintendetemi… avere tanti amici è bello. Ma come disse Michele Rossi “i veri amici li conti sulle dita di una mano”. E poi alla fine queste sono esperienze che ti cambiano dentro. Non che gli amici che hai non valgono, non sono alla tua altezza, ma non devono loro fare quello che tocca a te! perchè alla fine sei tu che ti devi rimboccare le maniche. Senza troppi pianti, musi lunghi o autocommiserazioni. Tu e basta! Così anche a distanza di spazio e di tempo le vere amicizie non si rompono mai, si affievoliscono, ma rimane sempre una fiammella pilota.

Alle volte penso che con certe persone, passa anche il tempo, ma sento che c’è qualcosa in particolare che mi lega. Che le rende uniche per me. E gliene sono grato, ma non è stato facile costruire questo legame… non saprei nemmeno ora fare un elenco, ma sapete…sono quelle sensazioni che provi pensando al futuro…al tuo essere domani… E ti chiedi cosa rimane della vecchia struttura. Penso che una verità di fondo ci sia comunque, ma a noi sia inaccessibile.

“…cosa fuggi non c’è modo di scappare…”


sciarpa sola

marzo 16, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di d@deluc

tratta da flickr.com dall'album di "d@deluc"

vabbè la sciarpa era lasciata là! ben salda alla ringhiera… con i suoi ciuffetti di filo colorato che spenzolavano… non faceva freddo! già, perchè se fa freddo chi se la dimentica la sciarpa! era una di quelle giornate in cui la temperatura varia dal mattino presto a mezzogiorno. Poi ti ritorovi dietro la giacca che non metti, per il troppo caldo

come è bello non sentirsi soli. Certo quando el cose vanno bene, che vogliamo ambientare le favole nella nostra vita! beh allora là si che è facile dire che c’è gnete attorno a noi…ma tutti i giorni questo non accade! penso che sia già stupendo sapere che una perosna ci ascolti, attivamente, che si renda conto di quello ch e dicaimo! ed è per questo che l’ascoltare fa bene, è come una grande valvola che regola il nostro corpo…dall’interno! e a volte basta davvero poco, ma siamo troppo assordati da noi stssi che non ci rendiamo conto di chi sta sussurrando!

e intanto quella sciarpa stava là! non era di nessuno. Ma nessuno nemmeno l’aveva notata! tutti concentrati, tutti a pensare ad altro! Ma quella sciarpa, di chi era?! Perchè l’ha diemnticata..io la mia non la dimenticherei mai! chissà… strano il mondo! che poi vai lontao e non ti ricordi più l’ultima volta che l’hai vista, e va persa..nei meandri della giornata!!

la lampadina si accende…poi fa uno strano rumore, una scintilla ed esplode! buio! totale…nessuna luce vicina di lampioni, camere o apaprecchi elettronici ad illuniare. così devi rendere la tua vista più sensibile, vedere ocn la memoria e andare avanti, fino al primo posto sicuro, e poi ancora oltre! Fino a che non arrivi alal meta! e poi ti puoi godere quel buoi isolatorio

“…è per te che il sole brucia a luglio…”


dormirci

dicembre 7, 2008

dicembre… e il Natale si avvicina. Tutto inzia a essere terribilmente ritualistico: i regali, gli auguri e i cenoni… ma chissà se davvero lo viviamo noi questo natale. Per chi non crede è una pacchia… vacanze e regali( da fare, ma anceh da ricevere); per chi crede invece è più complicato(o profondo?!). Già! perchè c’è tutto il lato spirituale… e quello è difficile da coltivare, perchè è nostra intima e terribilmente delicata!

Artù… è il gatto di Michi e Gabbone, ma è anche uno sguardo, una pappa da dare… una piccola parentesi nella vita domenicale. Perchè a votle è stupendo potersi ritagliare piccoli momenti di riflessione e di solitudine. Ma non di quelli che ti vai a cercare e che ti servono… di quelli che, semplicemente, ti capitano e devi saperne trarrre vantaggi. Mentre quel micio mangiava mi sono fermato e si è fermato anche un po’ il mondo! Perchè così va… tutto non ruota attorno a te, e a volte il tempo rallenta, specialmente la domenica.

mal di testa… già a volte ti prende e ti massacra. E’ insostenibile… l’unica cosa da farci è dormirci su… così puoi terminare un sabato sera alle 23.30 ed essere già a dormire, mentre il mondo fuori corre! Ma mentre ti addormenti sei fiducioso che tutto passerà, e  la mattina dopo hai le forze per svegliarti pieno di forze e con un bel sorriso sulla faccia, pronto per incominciare la giornata.

“…chi lo sa se il mio posto è qui o è sol ouna fatalità…”


esposizione

dicembre 1, 2008

la viola d’inverno… un fiore, una canzone, un pensiero! PErchè viola è il manifesto o il vestito… strano a volte i colori ci rimangono impressi e quando vengono fuori ci facciamo caso più che ad altri. Ma forse è il freddo o il vento e quella fotocopia oggi mentre mi passava tra le mani in quel limbo di solitudine mi ah fatto capire che un perchè c’è! chissà però quando lo capiremo

Odio chi fa pesare le proprie azioni... o chi vende per cose impossibli banali quotdianità o cose che altri hanno fatto stando zitti… perchè è solo per metterci in mostra e far sapere agli altri quanto noi siamo bravi e loro “solo” normali…

Che poi capire chi ti sta attorno è sempre difficile, ma non impossiblie. A volte conosciamo talmente bene le persone che le prevediamo e ragioniamo al loro posto… entriamo nella loro logica. Ma il bello della vi ta è che a volte la logica salta e ci troviamo come Alice nel paese delle meraviglie, in un mondo che è controllato dall’anti-logica. Ed è allora che non sai più che fare… se non arrangiarti e stare a galla…

Basterebbe un gesto per fermare quella catena di eventi…un saluto per rompere l’indifferenza, un bacio per rompere l’apatia, un abbraccio per rompere la tristezza. Ma davanti a quelle persone il meccanismo o bloccò, il suo corpo non sapeva come comportarsi… chissà perchè! e il bello è che lui non aveva fatto nulla, ma invece veniva trattato male, chissà… ma non è la vita di un singolo di noi…è quella di chi ogni giorno si sveglia e lotta solo per andare avanti… solo, ma con attorno tanti corpi indifferenti….

“…annusò un poco d’aria, fece un passo ma cascò…


Lo spettacolo della vita

settembre 20, 2008

Buionessuno in scena! Il sipario è chiuso e il pubblico sta aspettando. Come quando c’è attesa per un momento unico e indimenticabile. E’ la vita. Si arriva semrpe qualche minuto prima. E poi si aspetta…e appena scatta l’ora X allora tutto il corpo inizia a fremere. Ogni secondo di ritardo è un tormento. L’attesa ti distrugge. Spesso ci troviamo ad attendere per lungo tempo e a non sopportare pochi minuti di ritardo. Forse ci roviniamo le grandi occasioni con l’attesa spasmodica.
Ci imamginiamo tutto. Come deve essere, ogni singolo particolare è nella nostra mente. Dal colore delle tende, fino alle battute che tutti dovranno dire. Quello che attendiamo deve essere il nostro momento. Tutto dovrà essere perfetto… ma poi non è mai perfetto come lo pensiamo noi, è diverso e allora le cose iniziano a non andarci più bene.

Lucisi inizia a recitare! A ciascuno la sua parte. Chi fà il buono… chi è il cattivo… chi il giullare, chi lo stolto e chi l’aiutante. Nessuno però ha un ruolo fisso. Varia: da situazione a situazione. Cambia. E tu non hai più certezze. Diceva una canzone di Gaber “a scuola ai bravi un premio ai cattivi la punizione,ma in seguito nella vita è meno chiara la situazione...” e c’aveva ragione. Perchè la nostra vita non segue generi precisi. E’ un misto. Passiamo dalle commedie più esilaranti, ai drammi Shaksperiani, fino a situazioni dell’assurdo! Ma d’altronde il regista è uno che ci sa fare.

Buiofine primo tempo! C’è tempo per riposarsi e schiarirsi le idee. Quà, invece, è solo a teatro. Perchè per nessuno di noi c’è riposo. PErchè il pubblico non si stanca mai di giudicare e di applaudire, se lo ritene. Strano no… non ci viene mai data la possibilità di ripassare la parte. Di renderci conto se la nosta performance è accettabile, già…perchè si vive una volta sola! e non c’è tempo per le prove e a ogni errore si deve porre rimedio.
E forse è per questo che a volta cerchiamo un po’ di solitudine. Già, proprio quella che ci fa tanta paura, che fuggiamo come meglio possiamo, ma che prima o poi arriva…passa e lascia i suoi frutti! i suoi insegnamenti.

Lucisi torna in scena! Ogni situazione deve finire…e in bene o in male finirà! Il fatto è che ora si lascia tutto all‘improvvisazione e non ci viene detto quando finirà il copione…perchè la vita non ci viene detto quando finisce. E fino all’ultimo siamo noi a recitar la nostra parte. A tenere su lo spettacolo. Se non ci fossimo noi, con le nostre vita forse lo spettacolo non avrebbe più senso.
Non è importante chi siamo veramente, ma cosa contiamo per gli altri. Forse è difficile spiegare ad una persona quanto lei sia una guida per noi. Sapere che c’è, sempre e comunque…Rendersi conto che non siamo soli. E’ questo il segreto.

Buioapplausi e saluti finali. Entra anche in scena il regista! Perchè il merito è suo…è tuo…è vostro

“…Rotta per casa di Dio e siam già là con la testa….”