l’umore con cui ci si sveglia

gennaio 21, 2016

tratta da flickr.com dall’album di “Gerard Hermand”

ci sono delle giornate in cui ci svegliamo di buon umore e carichi di energie, felici di essere al mondo. Facciamo un sacco di cose e ci vengono bene. ci sentiamo pronti ad affrontare ogni sfida. ci sono poi delle giornate in cui ci svegliamo con un macigno addosso. siamo negativi, non riusciamo ad azzeccarne una. vorresti solo chiuderti in casa e aspettare che il tempo passi. e poi c’è domani, non possiamo scegliere noi quale dei due sarà. però possiamo imparare a fare tesoro dei giorni positivi ricordando come si affrontano le avversità restando positivi e dai giorni negativi come resistere senza spezzarsi.

ci sono delle giornate che ti cambiano molto la vita. non tanto perchè ti succede qualcosa, semplicemente perchè ti cambiano la prospettiva da cui guardare il mondo. alcune te le ricordi di più di altre, per dei dettagli: le due canzoni che avevi sul cellulare, la neve, un cocktail, una finestra, un ponte. dopo tanti anni penso sempre  a quanto era diverso il mondo in cui pensavo di vivere. dopo tanti anni è stato bello aver avuto la forza di cambiare idea.

“capitano cosa possiamo fare? come ci muoviamo, sbagliamo. dobbiamo fermarci?” “mai. chi si ferma è  perduto.” “e allora?” “ricostruiamo il problema!” “c’è difesa e manca l’attacco” “per ora allora teniamo palla, poi si vedrà”.

“…Stevie, Stevie dai, non smettere mai…”

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davanti allo specchio

giugno 8, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "angelocesare"

ci pensate mai a quello che eravate un anno fa?  ci pensate mai ai cambiamenti graduali che vi capitano. salvo rare eccezzioni da un giorno all’altro cambiamo ben poco; può capitare un fatto raro e straoridnario, ma solitamente oggi siamo più o meno gli stessi di ieri. Se allunghiamo il nostro intervallo di analisi ad un anno cosa ne viene fuori? la prima grande domanda resta sempre ‘che battaglie ho vinto e quali ho perso?’, ‘dov’ero e dove sono?’,  ‘cosa mi ha lasciato la strada che ho fatto?’. insomma fare un bilancio. un anno è tanto tempo, ma  non troppo. Ci rendiamo conto che ci sono stati dei cambiamenti, anche grossi, ma (salvo sempre eccezzioni) abbastanza controllabili. Una cosa che cambia molto da un anno all’altra è la ‘prospettiva’ della tua vita. più andaimo avanti e meno sappiamo sognare, meno vogliamo sognare. non abbiamo le forze, non abbiamo il tempo. delle volte però capita che si rivalutino degli eventi, una sconfitta può diventare la più grande vittoria e, viceversa. col passare del tempo impariamo a distaccarci dagli eventi, ad avere una visione ‘dall’alto ‘, e questo può servire per guardare il percorso generale.

la grande idea sta in noi. dobbiamo solo riuscire a formularla, dobbiamo solo riuscire a trovarla. delle volte pensiamo che a suggerircela siano la TV, le canzoni, i libri, gli altri, il paesaggio…no. loro ci danno la chiave giusta, il resto sta a noi, a ciò che possiamo pensare. mi capita molto spesso di vedere gli altri sempre fare la cosa giusta e io di sbagliare. vedere gli altri che sanno cosa fare, perchè ci vanno sicuri, e io mi impanico. poi, parli con qualcuno e ti rendi conto che è così per tutti. che addirittura tu sembri sicuro. io? certo il fatto èche troppo spesso analizziamo e confrontiamo i comportamenti tra le persone dando per scontato una chiarezza e semplicità eccessiva.

certe volte per proteggerti prendi i tuoi sentimenti le tue emozioni, si chiudi in una scatola di metallo e li lasci lì a marcire fino a quando non sei tu a volerli aprire, o quando loro stessi riescono a venir fuori. vivere la vita da ‘protetto’ da se stesso ti uccide. passerai ogni giorno provando emozioni controllate, predefinite. E’ vero non soffirrai mai, ma nemmeno potrai raggiungere quella felicità che vedi negli altri. quel sorriso per un saluto. quella gioia nel fare colazione. quella spensieratezza che ci sta nella musica. tutto sarebbe come attutito e non sentiresti nulla, se non grosse emozioni che muoiono intrappolate in una grigia gabbia. rischiare fa male, perchè se perdi…perdi due volte: la posta in gioco e un po’ di te stesso. ma se vinci…vinci tutto. alle volte è eccesivo pensare che o si vince o si perde, c’è il pareggio, ci sono quelle situazioni a metà, già. si sopravvive di quelle.

“…sguardi persi oltre i vetri, oltre di noi…”


mi basta poter sperare

febbraio 5, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "Racchio"

io ci voglio credere che sia possibile andare oltre. io ci devo credere che non mi posso fermare qua, dove tutto è nebbia. dove tutto è freddo. avere la speranza di poterlo saltare quel fosso, lo stesso di una volta? non so.  mi basta la speranza, che non parta già all’inizio sapendo che ho perso, è diverso sapere che hai perso o che perderai…perchè, nonostante tutto, almeno sei sceso in campo. ti sei beccato un 4 a 0 ma ci hai provato. spesso ti dici che tanto valeva non provarci, che era meglio ritirarsi, ma poi… poi magari pareggi, magari te ne esci con un 2a1 che ti tira su il morale, hai perso, ma hai segnato. non sei un inetto. la prossima volta andrà meglio! torvala la prossima volta.

oggi camminavo per strada e ho visto uno spettacolo stupendo, il sole basso che illuminava di rosa e di rosso le nuvole, il cielo limpido, l’aria fresca attorno. sono rimasto 10 secondi a fissare quelle colline, svuotando il cervello. poi si è di nuovo riempidto di domande le solite, quelle a cui mai puoi dare risposta, però in quei dieci secondi di infinito qualcosa mi è stato chiaro. come se ti si accendesse per un istante una luce che spiegassse tutto, che lega assieme l’oggi e il domani. come se quel tramonto ti aesse portato in una dimensione oltre il tempo, in cui capisci cosa sei e per un solo istante riesci a vederti da fuori. ma come Pietro sulle acque ache tu appena ten e rendi conto e hai pura..cadi, crossi e torni al mondo normale. lasciando uqel tramonto a sè e la tua vita passata.

la verità è che siamo una ruota di scorta, in senso buono. la verità è che la nostra grandezza sta nell’esserci senza fare troppe domande, senza avere troppe pretese. quanti di noi vorrebbero essere il centro del mondo? ma non è così. non lo saremo mai, per nessuno. certo l’amore ce ne dà l’impressione, ma quello che sogno è un sistema a due in perfetto equilibrio: le giuste distanze con attrazioni.  che non vuol dire fermi. in movimento ma stabili. ecco le relazioni sono come dei sistemi e, forse, a studiarli ti rendi conto che prolungando la soluzione questa se ne scappa via…capita. purtroppo.

“…si bagna la fiamma, rimane la cera…”


a costruire

novembre 1, 2010

tratta da flicr.com dall'album di "Natman"

bene, la nebbia passerà. mi risveglio dove non c’è tempo. il passato è il presente, è il futuro. è il solo istante quello che conta. però poi ti ritrovi a sorridere e non sai perchè. poi sei in ansia e il motivo ti è sconosciuto. come se le tue percezioni, i tuoi sensi ossero alterati, momentaneamente. guardo da quel volto così lontano che quasi mi spaventa. ma sono senza occhiali, è sfocato. risaltano solo quegli occhi. quell’oceano di bellezza. quelle pupille che sempre ti catturano.

improvvisamente trovi un tassello e il quadro della vita sembra cambiare aspetto. eri già congiunto e legato a lui, nonostante il tempo, gli anni, le distanze e le differenze c’era un’unione. a capirla, a saperla. ma tutto ti è stato chiaro quando hai capito il primo dei tre dettagli. come se gli ultimi due, da soli erano superflui. invece. il fatto è che quello stesso tassello trovato ti ha saputo dare la motivazione delle tue scelte, fino in fondo. fino alla fine.

nel piccolo paese vicino al castello, distrutto dalle inondazioni e dall’avidità dei suoi padroni, stava tornando la vita. nessuno più da tempo andava al castello per avere notizie. nessuno più si ricordava del tunnel. nessuno più voleva assediare le mura. solo ricostruire, là vicino. poi si vedrà. ma è ora che i nomadi trovino un luogo ove accamparsi.

“…che fine hai fatto ti sei sistemato…”


in cocci

marzo 1, 2010

tratta da flicrk.com dall'album di "Patti Federico OFF"

fermi, stop. pausa, ora però si riparte. era scontato come finale, però non sono sicuro che ora ci siano gli applausi. è come se avessi la sensazione che ora inizi tutto. Ma non ha senso. questa era la fine, questa era l’ultima scena. e ora? ora i nostri attori non sanno più che fare.si ritorvano senza parte a metà del loro spettacolo. il panico aleggia, tutti stanno a guardarsi in faccia. ci sono là in scena tre persone ignare del dramma, che stanno terminando l’atto, la senza, e invece devono ancora scoprire che è solo un preludio… pausa.

No, non si fa come hai da sempre imparato. E fatto. Come ti è stato detto era approssimativo, così ci resti male. Ti rendi allora conto che le tue certezze sono fragili. Poi ci sono quelli che pur di non essere da meno la storia se la inventano, se l’adattano insomma a ciascuno dicono una loro realtà. Così tu finisci per non capire più il limite tra invenzione e fatto. Non sai più se mente a tutti o solo a te. Perchè c’è terrore nel non essere all’altezza.

te ne stai solo ad aspettare che ti chiamino, seduto sulla poltroncina. con mille pensieri vuoti nella testa. No, non hai paura. E’ solo una formalità, burocrazia. Così sei leggero e sereno, non ti preoccupano le mille ore di studio che ti aspettano; non sei angosciato per quel problema, no… sei là e ti viene in mente che le finestre sono belle perchè hanno il vetro. Di tante cose, proprio quella. Tutti i dettagli insieme e solo un oggetto, singolo. Perenne. Ma senza la possibilità di guardare fuori sarebbero diverse, tristi, girige, senza speranza….

“…pace amore e gioia infinita…”


algebra, 2

gennaio 17, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "pingendiartifex"ricomincia la maratona, la 3000 siepi, chiamatela come volete!! siamo di nuovo al via. con delle analogie e dei cambiamenti… dopo un anno mi tocca rincominciare gli esami, ma questa volta del secondo anno! dopo un anno mi ritrovo di nuovo di fronte l’algebra, ma questa volta è sul serio difficile… dopo un anno ho capito cosa vuol dire prepararsi ad un esame, ma continuo ad essere teso. Dopo un anno cambi ma per certi aspetti rimani simile… solo che a volte ti spaventi, gaurdi nello specchio e non sai se sei più tu.

penso che gli sguardi delle persone siano degli oceani. degli orizzonti in cui si inabissano le pupille. E quando riesci a guardare negli occhi, dritto in quelle pupille a parlare.. sei in un mondo parallelo, solo in due! ci perdiamo tanto a non fermarci sullo sguardo, a volte ci diciamo che pare triste o cupo, ma poi ci fidiamo della parola dell’altro! a parole si maschera, ma nell’universo dei nostri occhi è impossibile mentire.. ed è stupendo saperlo leggere!

adoro il freddo, perchè lo puoi combattere, ti copri. Pulisce l’aria. quando esci e respiri a pieni polmoni l’aria gelida ti senti in corpo una scossa e un’ondata di leggerezza, sembra che entri e si porti via tutto: tutti i problemi tutte le preoccupazioni. Solo che ora non riesco a scavare a fondo nei polmoni…è brutto essere schiavi delle proprie ansie e paure, non riuscire a tuffarsi per paura di farsi male: la palla magari potresti prenderla… ci vuole solo il coraggio!

“…senza orologi quel volo tra stelle e cenere andrà…”


una ruota di scorta

ottobre 25, 2009

tratta da flickr.com dallalbum di giallinovagabondo

tratta da flickr.com dall'album di "giallinovagabondo"

“bisogna tener duro in questo gran via vai” lo dice Scrubs, ma è terribilmente vero. E’ una di quelle verità che sai, ce le hai dentro ma non riesci ad esternarle…a tirarle fuori del tutto! E poi più che altro non ci pensi mai. Solo che a volte ti ritrovi nell’agiata condizione di spettatore, certo tifi per una suqadra ma non puoi far niente per cambiare il risultato…c’est la vie! Eppure mentre tu ti godi lo spettacolo ti rendi conto che la stabilità ci vuole, ci vuole sempre! Perchè non stiamo fermi, ami…ci muoviamo in continuaizione e un punto di appoggio primo o poi lo dovremo trovare.

Creare
dal nulla, difficile? impossibile. Come ti senti quando hai un’idea ma non hai i mezzi… impotente! deluso dalla tua vita, che non ti da l’opportunità di rifarti,di eccellere. Ci ritroviamo con computer vecchi su cui devono girare programmi d’avanguardia. E così mentre i nostri concorrenti sono all’avanguardia, noi ce la caviamo, facciamo quel che possiamo. Con che risultati… questo non si sa ancora, purtroppo i dati parziali non sono assolutamente confrontabili, anzi spesso sviano! Ma che soddisfazione creare dal nulla, o quasi.

Il tempo per vedere le stelle è passato. Ora ci sono le nuvole…il cielo è buio e fa freddo. Siamo avvolti dall’autunno, da quel suo clima da sei del pomeriggio: sole basso, colori forti e stupendi e una stanchezza addosso enorme, quasi non vogliamo creder che manca una vita alla fine…alla fine dell’anno. Ma strano a dirsi è proprio così che si risolve la situazione. Perchè che tu sia una ruota di scorta, o una pezza, o un cerotto…per quanto marginale sia il tuo ruolo è l’esempio di qualcosa che si usa poco, ma quando serve non ne possiamo fare a meno…

“…Really this dance has got something, something, no way you can’t beat it. …”