di nuovo al via

gennaio 6, 2010

tratto da flickr.com dall'album di "DashDano"

tornati indietro o andati avanti? il dubbio. ma quella risposta non si può trovare se non nel passato, in quel tempo lontano e glorioso. sarà come la scorsa volta o il passo si farà?! è che deve cambiare l’assetto, l’equilibrio. svuotare un barile per riempirlo di nuovo. mi viene in mente come stavo attendendo questo momento e di come ora temo il varco, il conflitto, perchè ne esce vincitore solo chi resiste. aiuto.

pensandoci poi non era così male. darei la vita per tornare là, in quel banco in quella scuola a quelle ore. non sentendosi in prigione ma guardando sempre fuori a ricordare quelle finestre che mi davano salvezza. ora invece più libertà è meno spensieratezza. pagherei per tornare,ma non posso non si può… ed è giusto così le occasioni bisogna prenderle al volo..sempre, perchè così è, così sempre sarà! ed è brutto pensare di averle potute perdere.

quando il sonno ti prende, ti porta piano piano a sè… tu non ci puoi fare nulla, ma tenti di cadere a a quella velocità che diventa sempre più spedita e non ti puoi opporre. gli occhi si fanno pesanti, ma resisti, l’attenzione cala, ma ci provi, l’udito ti fa sentire lontana ma ci senti. poi di colpo passi, crolli ti addormenti, e il tempo is ferma, per sempre, per ora. fino a quando non si torna, con la stessa idea di non voler dormire, ma il sonno è necessario. e i sogni a volte fan paura!

“…this is the way you left me…”

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stilografica

novembre 23, 2008

era un oggetto comune, ma lo teneva in mano con una particolare attenziione! Credo che non valesse più di 20 euro ora(una votla no), ma lo proteggeva quasi fosse vitale per lui…e forse lo era! Così seduto a quel tavolo, davanti a tutti i suoi compagni se ne stava seduto pensando che forse avrebbe fatto meglio a non svegliarsi quella mattina… ma ormai era là!

Le foto sono meravigliose, perchè immortalano il momento, l’istante e lo eternizzano! Ma a volte fanno paura…a volte è difficile riguardarle, perchè ci portano alla memoria momenti passati che forse avevamo rimosso… forse ci mettono di fronte a una realtà passata che ci ha fatto male! Così è sempre difficile confrontarsi con il passato, la storia, che sia monumentale o antiquaria… ma è sempre la storia! E dobbiamo confrontarci.

Stringeva le mani così forte che si erano arrossate, voleva proteggerlo, dagli sguardi casuali…dagli urti, dagli schizzi d’acqua… Era quello tutto il suo passato, e lui aveva deciso di portarlo con sè quel giorno. Però forse aveva timore che a risvegliare il passato il suo ricordo sarebbe cambiato… La porta si apre, ed entra una signora, col sorriso sulle labbra e un plico di fogli in mano…passa e distribuisce.

Certe volte mi capita di idealizzare le persone attorno a noi… ed è una cosa che mi piace tanto. Già perchè quando penso a qualcuno che mi è molto caro, non mi vengono in mente tanti frammenti che messi assieme formano la persona… ma bensì una forma unica da cui deriva tutto il resto. E’ fantastico… ed è forse il segreto dei rapporti forti e duraturi…l’idea! Quello che va oltre il singolo aspetto, ma guarda la persona nella sua globalità. Quanto è difficile conoscere qualcuno in tutti i suoi lati. Già perchè alcuni lati ci piacciono, altri ci spaventano e altri li odiamo… ma le persone sono questo!

Era la stilografica di suo nonnno, col pennino d’oro… ed era là per quell’esame. Per quella sua prima volta al confronto. Non voleva sentirsi solo… no! PErchè anceh se non conosceva molto chi c’era attorno a lui, beh almeno un punto fisso ce l’aveva. E così quando l’inchiostro nero iniziò a scivolare sul foglio riempendo tutte le venature della carta quella D prese forma e poi tutto il cognome…si iniziava l’esame!

Così noi ci troviamo spesso a dover combattere con gli altri. Perchè è inevitabile e forse necessario. Abbiamo però paura, una paura tremenda di perdere quelel persone che tanto amiamo o a cui siamo legate…perchè sono rami portanti della nostra vita. Ma penso che a volte momenti di lontananza o di vuoto parziale visti col senno del poi possano solo rafforzare il legame, per renderlo più forte e motivato. A volte un po’ di sofferenza è inevitabile, passerà….

“…ho sbagliato tante volte che ormai non lo so più…”


morte a scuola

novembre 23, 2008

Penso che sia ingiusto morire così, a quell’eta, in quel modo e soprattutto là: a scuola! Già questa è la sorte che è toccata a un ragazzo, Vito Scafidi, del liceo Darwin di Rivoli giusto ieri. Il controsoffitto dell’edificio è crollato, gli è caduto addosso, a lui e ad altri compagni… loro feriti lui morto.

Penso che non sia concepibile morire a scuola. Facciamo campagne per le morti bianche sul lavoro, ma in effetti a volte capita nel lavoro situazioni rischiose, che poi non si debba morire è un’altro discorso, ma le situazioni potenziali a volte capitano, ma a scuola no!

Chissà come si possono sentire i genitori ora, che sentimento di rabbia verso quella scuola che avrebbe potuto regalargli un qualche futuro e ora… morire per esercitare il diritto/dovere allo studio. Penso che sia una cosa che non deve succedere, senza se e senza ma. Sono incidenti questi, che andrebbero prevenuti, che non ha senso considerare.

Nei luoghi in cui ci sentiamo più tutelati e seguiti scopriamo poi che cadono a pezzi, che non sono a norma per superficiali revisioni. Bello?! è questo il mondo che c’è e che ci aspetta!

Ora il problema è agli occhi di tutti, stutture vecchie e poco sicure… costruite in anni in cui i piani antincendio erano parole sconosciute. Forse il governo su questo potrebbe investire? O è un’esagerazione? perchè si mettono a posto quelle scuole politicamente utili, e altre no? chissà, rigirandoci attorno uno studente è morto e la nostra vita continua, la sua no! è giusto?!


discorsi e profezie

ottobre 31, 2008

L’ho letto oggi alle macchientte, ve lo ripropongo… è interessante!E’ tratto da un discorso di Calamandrei fatto nel ’50.

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Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
– rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
– attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
– dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].

Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell’art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: “Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato”. Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche […]. Ma poi c’è un’altra questione che è venuta fuori, che dovrebbe permettere di raggirare la legge. Si tratta di ciò che noi giuristi chiamiamo la “frode alla legge”, che è quel quid che i clienti chiedono ai causidici di pochi scrupoli, ai quali il cliente si rivolge per sapere come può violare la legge figurando di osservarla […]. E venuta cos” fuori l’idea dell’assegno familiare, dell’assegno familiare scolastico.

Il ministro dell’Istruzione al Congresso Internazionale degli Istituti Familiari, disse: la scuola privata deve servire a “stimolare” al massimo le spese non statali per l’insegnamento, ma non bisogna escludere che anche lo Stato dia sussidi alle scuole private. Però aggiunse: pensate, se un padre vuol mandare il suo figliolo alla scuola privata, bisogna che paghi tasse. E questo padre è un cittadino che ha già pagato come contribuente la sua tassa per partecipare alla spesa che lo Stato eroga per le scuole pubbliche. Dunque questo povero padre deve pagare due volte la tassa. Allora a questo benemerito cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, per sollevarlo da questo doppio onere, si dà un assegno familiare. Chi vuol mandare un suo figlio alla scuola privata, si rivolge quindi allo Stato ed ha un sussidio, un assegno […].
Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? » un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica.

Per portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l’arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non è mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l’arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri! […]. Dunque questo giuoco degli assegni familiari sarebbe, se fosse adottato, una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che può essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito“.

Piero Calamandrei, 1950

“…ma che disgrazia io mi maledico, ho scelto te una donna per amico…”


leggi 133 137

ottobre 29, 2008

intervento un po’ politico sta volta… perchè in quanto studente non posso restare impassibile davanti a quello che è successo oggi.

iniziamo però dall’inizio… ad agosto in senato(mentre noi ce la spassavamo sulle spiagge e i telegiornali erano ubriacati dalle olimpiadi) in senato hanno votato una legge, la legge 133. Che per chiarire le idee non è legata solo all’istruzione, ma è una legge di carattere economico che traccia le linee guida per ingenti tagli ai diversi enti pubblici. perfetto…

fine agosto…Il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini introduce nuove regole o provvedimenti(come ad esempio la valutazione numerica alle scuole medie). Ora, quello che hanno votato oggi in Senato è il decreto legge 137, che riguarda invece direttamente l’istruzione e il mondo della scuola.

Girando qua e la su internet si possono trovare tutti i dibattiti a riguardo e un riasunto dei diversi provvedimenti… quello che è grave è che il governo per far fronte al debito pubblico, alla crisi economica arrivata decide di tagliare i fondi(perchè i soldi da qualche parte bisogna pur prenderli.). Unico problema…li prende dall’istruzione pubblica…

Insomma decide di investire meno soldi nella scuola e nell’università, già e le persone lo motivano anche dicendo che così si manderanno a casa gli esuberi e i fannulloni. Se si deve tirare la cinghia..via chi c’è e non lavora, ma… ma non possiamo avere ricambi. praticamente il rapporto è di 5:1, assurdo. Però torniamo ad un concetto importante, tagliare fondi alle scuole. Perchè, volenti o nolenti, la legge 133 dice proprio così…

Che senso ha? ora vi dico come la penso io… non ha senso! perchè l’univeristà siamo noi, siamo gli italiani. E’ il cervello del nostro paese…come l’istruzione ne è il muscolo… qua andrebbe fatto un discorso sull’importanza dell’univeristà, che non deve essere di massa(vi immaginate 1000 laureati quando lo trovano lavoro?), ma deve essere pubblica e aperta a tutti(tutti devono poterci andare, a livello economico). Se ci pensiamo noi costiamo un macello allo stato(provate a fare 2 conti…se uno studente fa l’univeristà sono alla fine 18 anni di studio).

Comunque non sono d’accordo a tagliare sull’istruzione, è importante. Preferirei tagliare che ne so, esercito? diritti TV? stipendi parlamentari? spese parlamentari? Piccola considerazione, è vero forse le tasse le taglieranno, ma questi soldi in meno che arrivano da qualche parte bisogna farli saltare fuori. e i fortunelli questa volt siamo noi.

Bisogna opporsi! Ma come? e qua che manca l’Italia, perchè oggigiorno non è più possibile alcuna opposizione. Già, perchè per quanto una legge o decreto, possa essere discusso, contestato, concordato…beh alla fine è la maggioranza che lo vota, e ormai le votazion iin Italia sono sempre destra contro sinistra, insomma, nessuno ha una sua idea…si segue quella del partito, che sarà sempre opposta a quella degli oppositori, a priori, senza nemmeno pensarci su.

Gli studenti hanno dimostrato una grande unione, si sono mobilitiati in molti, hanno manifestato, hanno fatto passare voce, ma… ma chi li ascolta? perchè, e questo è solo colpa di chi non capisce l’importanza dello studio, ogni riforma viene ostacolata. Ora(indipendentemente che fosse di SInistra) la riforma Fioroni dava un taglio abbastanza serio alla scuola: non sei sufficiente, bocciato. poche storie. E non me la menate col fatto che non ha senso essere bocciati per una sola materia…si studia! Ma forse è questo il problema, che si vuole tutto facile.

Così si organizzano manifestazioni, si fa baccano, ma poi alla fine chi studiava prima saranno anche quelli che studieranno dopo(anzi forse qualcuno di meno se le tasse universitarie si alzano), ma difficilmente mi posso immaginare uno studente ceh prima non faceva nulla, e ora si ritrova gobbo sui libri. Il lupo perde il pelo…ma non il vizio.

manifestare serve, non di sicuro il giorno dopo che si vota! Perchè cosa si vuol fare? paura? disastri? già, così, come a Milano dove la valida motivazione della scuoal si è andata  far benedire ed è scesa in campo la politica! Una bella rissa, di quelle da G8. GIà, perchè sencondo voi domani tutte le manifestazioni saranno pacifiche? secondo voi si manifesta per dire io non sono d’accordo o per dire “vaffanculo” che ormai sembra andare di moda!

non ho mai creduto nelle manifestazoni, ma non vuol dire che non servano. Penso però che se vogliamo dare un segnale forte, oltre alle parole, servono i fatti. Facciamola vedere al governo quanto sia importante lo studio, quanto serva… cresciamo la nostra cultura. Chissà, che in un futuro lontano, quando si andrà a scuola interessati, motivati, con delle aspirazioni non ci ritroveremo lo stato che ci da materiali e strumenti migliori per capire…già, ma per ora è un sogno…e credo che dopo tutto il tam tam..le cose rimarranno sempre le stesse.

Inoltre vorrei solo far notare come durante la campagna elettorale, nessuno dei due candidati abbia mai parlato esplicitamente della scuola. Stiamo attenti quando torneremo a votare e a capire perchè bisogna mettere un po’ di ordine nel nostro mondo, ma a partire dalla nostra realtà.

“…c’è sempre un motivo…”


Ritorno da spettatore

settembre 14, 2008

Domani è il 15 di settembre e iniziano le scuole…dopo tutte le vacanze dell’estate si deve tornare sui banchi. A rivedere i professori. Ma quest’anno c’è qualcosa di diverso per me! Già… con l‘università mi godo questo spettacolo dalle tribune! E’ una sensazione stranza, senza qualcosa…

SI, perchè domani mattina, per la prima volta dopo 13 anni mi mancherà non essere davanti alla scuola ad aspettare la campana per entrare! A rivedere i compagni e come sono cambiati dopo 2 mesi. E poi i professori, le aule, i bagni, il bar, il cortile…per tutto è passata l’estate, ma questa cotla è diverso! Già, perchè ora io ho un’altro punto di vista!

L’ultimo giorno delle vacanze. Un giorno che ricordo come orribile! Perchè non sai nemmeno tu come ti senti: curioso per l’anno che deve arrivare; esausto per i compiti che hai fatto(all’ultimo); rassegnato al fatto che deve ricominciare e trascorrere un anno intero. Poi c’è la nottata che trascorrevo piena di interrogativi e incognite? come sarà? come ne uscirò?

Mi mancherà non fare la gara per arrivare in classe e scegliere il posto in fondo vicino al muro; il passarsi le versioni che poi alla fine in classe sono tutti uguali(non ti preoccupare, la copio cambiando parole!ma quando mai…ihihi); mi mancherà non dovermi sorbire gli spiegoni e i programmi dei prof; mi mancherà non leggermi la Comix già quasi tutta il primo giorno, per poi rimandare la lettura finale a maggio. Mi mancherà…

Forse è anche questo il salto per l’univeristà, il perdere tutte le tue abitudini e le certezze, i pilasti su cui ti basavi. Chissà… so solo che da domani ne sarò un po’ senza…

“…la fine del mondo non ci interessa più, il problema è Riche che sposa Brooke…”

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Bocciato? Si, ma ricorro!

agosto 5, 2008

Oggi mentre ero al bar è caduto il mio occhio su un’articolo: parlava del ricorso di uno studente a seguito di una bocciatura; l’articolo è questo.

Sono davvero rimasto di sasso a leggerlo, assurdo. L’ho riletto due volte perchè non potevo credere che la causa fosse stata vinta. A un ragazzo, bocciato con cinque materie insufficienti, viene decretato nullo il voto di scrutinio in quanto la scuola non ha fornito i corsi di recupero necessari(ne ha forniti solo alcuni).Forse la scuola avrà avuto le sue colpe “formali” (non stiamo a tirare in ballo i soldi di questi corsi, non ci sono stati di tutte le materie…), ma ricorrerre a seguito di una situzione del genere. Anche perchè se la famiglia non era informata, forse vuol dire che c’era una attenzione superficiale alla vita di scuola del figlio. Penso che non serva studiare tanto, ma bene.

E’ vero, la scuola non avrà provveduto ai corsi, ma essere insufficienti anche in educazione fisica, forse è sentore di un poco impegno. Avere cinque materie sotto, vuol dire che non c’hai neanche provato a recuperarle. E dubito fortemetne che nemmeno l’alunno sapesse i suoi voti. Perchè i voti migliori, quelli veri, ce li diamo noi nel buio e lontano antro della sincerità.

La scuola sta davvero decadendo, basti vedere quanta gente piuttosto che lottare e faticare sceglie strade alternative; quanta poca voglia c’è di studiare. Ma questo è tutto dovuto all’ipocrisia di oggi. Si pensa che tutti possano fare tutto. Invece no, la “triste”(che non è affatto una tristezza, anzi…) verità, è che ognuno di noi ha predisiposizioni per certe disicpline e non per altre. Dovremmo educare le generazioni a capire e sfruttare i propri limiti e le proprie doti. Non possiamo essere tutti dei pecoroni che studiano e fanno le stesse cose, finiremmo per uniformarci, ed è invece nella diveristà che sta la salvezza per le nuove società.

immagine tratta da: http://www.lucanovelli.com