Scelte consapevoli

febbraio 13, 2019
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tratta da flickr.com dall’album di “Peter Gawthrop”

una scelta vuol dire lasciare indietro qualcosa. essere consapevoli di quello che non sarà è fondamentale. Prima di tutto ci fa capire meglio dove stiamo andando e poi ci aiuta meglio a definire chi siamo. Per le scelte importanti indietro non si può tornare, al massimo con molta fatica si possono sbiadire gli effetti, ma la reversibilità totale non esite. Così ogni tanto dobbiamo fare un esercizio e pensare cosa sarebbe la nostra vita se avessimo scelto diversamente. Vedere la nostra vita da un’altra prospettiva è un’ottima idea per chiarire chi siamo, e chi siamo diventati. Per essere felici.

Ci sono dei romanzi che faccio fatica a leggere: troppo caotici o troppo descrittivi. Non che siano brutti libri, è che non sono il mio genere. Ci metto un sacco a finirli e dopo qualche anno nemmeno mi ricordo cosa raccontavano, pur sapendo di averli letti. Invece ci sono libri che sono dei fulmini, mi prendono dalle prime pagine. Sono catapultato in quella realtà e riesco a vedere personaggi e luoghi oltre le parole del libro. Ricordo storie, passaggi e frasi. Mi lasciano qualcosa. Una storia e un’idea.

“Bene la squadra siete voi…” Ci fu un attimo di silenzio in cui tutti si guardarono, anche se alcuni si conoscevano già era una prima volta assieme. “Non sarà facile… Grazie che avete deciso di credere in questa idea…” Il silenzio nelle pause del discorso era rotto dai respiri profondi e dalla pioggia. “Nel momento più buio di questa squadra abbiamo deciso di ricominciare. Non sono il migliore, ma ho ancora qualcosa da dire. Abbiamo tutti da dimostrare qualcosa sul campo. Non diamoci per sconfitti prima ancora di esser scesi in campo. La prima partita di campionato è tra un mese…” “daje mister…” “daje tutti!”

“…lasciaci tornare ai nostri temporali…”

 

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Prospettive del nuovo

gennaio 17, 2019
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tratta da flickr.com dall’album di “Dave Hilditch Photography”

Quando il cambiamento ci è imposto, dobbiamo imparare ad adattarci quanto più velocemente possibile alla nuova situazione. Trovare nuovi spazi, tempo per noi e anche prospettive e poi da lì ripartire. Darsi la possibilità di cambiare ci pone di fronte alla domanda su chi siamo stati/siamo/saremo. In tanti anni mi sono reso conto che queste risposte non le ho mai avute al momento del cambiamento, solo in tremendo ritardo quando ho capito davvero cosa è stato quel passaggio nel percorso della mia vita. La giusta prospettiva.

Ci sono delle scelte che non facciamo per paura di quello che potrebbe capitare. Immaginiamo che le conseguenze siano enormi, tremente e non valgano la pena di rischiare. Perchè? In fondo sto bene dove sono ora… come potrei riunuciare a tutto questo? Più cresciamo più la lista dei pro e dei contro diventa complessa da analizzare e valuare, ma soprattutto – andando avanti – perdiamo la capacità e la forza per riuscire a rialzarci. Certo se scegliamo sempre la sicurezza o il noto, domani ci troveremo più al sicuro sulla stessa strada di ieri, ma davvero ne vale la pena? Ho paura che a lungo termine ci renda vuota e piatta la nostra vita, senza emozioni belle o brutte. Solo un vuoto tragitto in attesa di un qualche improbabile futuro.

“non gli avrei dato mai fiducia con quel cappello, la sciarpa di lana e la giacca di una taglia più larga…” “invece?” “invece era uno dei più lungimiranti dirigenti che abbia mai incontrato” “ha vinto tanto?” “non lo so nemmeno, ma non è quello il punto. Era cosa aveva fatto, chi aveva cresciuto e come aveva cambiato la società” “Ok, ma in cosa era…” “lungimirante? sapeva ascoltare in silenzio, era calmo ma deciso, faceva sempre domande precise e mai scontate. In quei primi miei anni – quando giocavo là – era tra quelli che credevano di più…”  “in lei? nella squadra? di vincere il campionato?” “no, nel futuro.”

“…tienimi forte, stasera qualcuno verrà…”


Paesaggi con occhi nuovi

giugno 30, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “Blink O’fanaye”

E d’improvviso ti rendi conto di quanta strada hai fatto. Ti rendi conto più nettamente di quali siano state le tue grandi scelte, quelle che ti hanno portato dove sei ora. Allora ci pensi, e rifletti sul fatto che alcune di esse le hai scelte in maniera molto istintiva, quasi inconscia… soprattutto non ti eri reso conto di quanto fossero davvero importanti. Ti resta solo da capire cosa ti ha ispirato in quei momenti, perchè molte scelte le abbiamo fatte nei momenti più duri della nostra vita, quando c’era bisogno di svoltare. Un concerto e un ponte.

I bei paesaggi che vediamo quando viaggiamo sono una serie di emozioni indescrivibili, credo che nulla potrà trasmettere quell’intensità, quella complessità ordinata, organizzata, armonica e sublime. Non resta che imparare qualche trucco per rilassarsi, per svuotare la mente- anche solo per qualche minuto – dai nostri problemi. Guardare l’orizzonte e sperare che il domani porti nuove opportunità.

Ci sono film che ho visto tantissime volte, che ho ascoltato mentre studiavo, che mi hanno tenuto compagnia… come essere ad un tavolino del bar e lasciare che le persone vivano la loro vita e tu, spettatore, le guardi. Eppure ci sono passaggi di questi film che ancora oggi mi sono nuovi, che mi sanno raccontare qualcosa di diverso. Non è cambiato il film, sono cambiato io.

“… Campi di lavanda e l’auto che va dietro…” 


Bivi

febbraio 28, 2018
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tratta da flcirk.com dall’album di “Luca Rossato”

potremo trovare la serenità quando le emozioni positive prevarranno su quelle negative, quando preferiremo voler bene o amare piuttosto che non soffrire. Perchè non nero non vuol dire bianco in un mondo pieno di sfumature. Perchè i sentimenti in qualche maniera costano, nel bene e nel male, positivi e negativi. E se scegliamo di investire qualcosa di noi, che sia davvero dal nostro profondo, genuino e vero. Perchè non possiamo raccogliere in abbondanza, se abbiamo seminato con parsimonia e coltivato poco.

Ci sono delle canzoni che restano legate a snodi della mia vita. E a distanza di tempo, anni, riescono in qualche maniera a risvegliare quelle emozioni che provavo. Ritorna un po’ del passato, e con gli occhi di oggi sembra avere una nuova forma, un nuovo orizzonte. Torna indietro, quale è stato quel momento, del tutto casuale allora, che ha originato la serie di eventi per cui sei qui? Forse è difficile pensare che un solo evento abbia condizionato quelli di anni successivi, però sono convinto che può esistere un singolo evento in grado di dare una grande svolta alla tua vita. Sette.

Impariamo a lasciarci dei promemoria, impare a fidarsi di se stessi nel tempo. Perciò è bene cambiare idea, ma dobbiamo renderci conto di averlo fatto, accettarlo e continuare a farci domande. Ridurre le proprie motivazioni a “si è sempre fatto così, continuiamo” è il preludio alla sconfitta. Il mondo e gli altri andranno avanti, e noi restermo a incastrare il mondo nelle categorie che ci eravamo fatti. La difficoltà di mettersi in discussione e voler cambiare sta nel fatto che domani non possiamo più essere chi eravamo ieri, e questo col passare degli anni ci destabilizza.

“…gli alibi che so a memoria non cambiano mai una storia..”

 


limiti e ottimismo

gennaio 31, 2018
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tratta da flcikr.com dall’album di “* Polly *”

per tutta la vita conviviamo con quelli che possiamo chiamare i nostri limiti. ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo frentati e frustratii da questa nostra incapacità di andare oltre a qualcosa. Di non poter essere e fare come le persone che vediamo attorno. Però nei momenti di lucidità dobbiamo fermarci e capire che forse i nostri limiti sono la nostra più grande risorsa in quanto ci spingono a trovare strade alternative per raggiungere obiettivi. Ed è nella ricerca di queste ‘seconde’ opzioni che cresciamo, che conosciamo meglio noi stessi e che sviluppiamo le nostre sfumature. Capiterà che falliremo? Ogni giorno. Tutti gli obiettivi sono raggiungibili? Assolutamente no! Allora cosa resta? Rialzarsi ogni giorno, imparare e guardare al domani.

Chiediti chi sono le persone felici attorno a te e cosa fanno per esserlo. Circondati di persone che sono serene del loro quotidiano. Ascolta chi è ottimista e fiducioso del futuro. Buona parte del restante sono solo pesi. Se ci circondiamo di persone ottimiste, bei momenti e semplicità. Tutto quello che faremo e che vivremo, anche le situazioni più complesse e pesanti, saranno momenti di crescita e non solo un passare del tempo. saranno momenti che non avremo paura di rivivere, perchè per quanto duri avevamo gli strumenti emotivi per afforntarli. Se ci pensiamo ci sono invece momenti della nostra vita che ci fanno paura, e che per nulla al mondo rivivremmo mai non tanto perchè erano difficili, ma perchè ci mancavano gli strumenti, le capacità e l’esperienza per affrontarli.

Più passano gli anni più i ricordi cambiano e le emozioni sbiadiscono. Visto da sufficientemente lontano tutto quello che abbiamo passato sembra più semplice di quello che allora pensavamo. Non è che sbagliavamo, e continuiamo a farlo, è solo che oggi ci manca l’idea di quale sia l’orizzonte. Perciò oggi, quel lungo mese che avevi passato un anno fa ti sembra solo un ricordo. E razionalizzate le paure, le ansie e i dubbi restano giorni uguali a tanti altri. di passaggio, di attesa, di cambiamento.

“…le vigne stanno immobili nel vento forsennato…”


cosa ti fa dormire?

luglio 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Andi Campbell-Jones”

cosa ci fa andare a dormire la sera? nella risposta c’è un po’ della nostra idea di vita. è perchè siamo stanchi dalla giornata o per potersi poi svegliare domani? ultimamente dormo male, nel senso che non mi riposo quando chiudo gli occhi, però dormo. dormo perchè le sfide non finiscono mai, domani ha sempre in serbo qualcosa per noi. Forse allentando la presa, il ritmo e la tensione tornerà anche il riposo. vedremo.

non ci sono soluzioni giuste, ottime o ideali nella maggior parte delle cose della vita. Ci sono soluzioni migliori o peggiori di altre. ci sono azioni. ci sono scelte. c’è il nostro prossimo. è troppo facile rintanarsi nel non fare il male. facciamo il bene, siamo costruttivi. proviamoci almeno e se falliremo – capita sempre – dobbiamo volere rialzarci, imparare e riprovarci. oggi, domani e dopodomani. e dobbiamo farlo per vivere noi meglio, così che anche gli altri vivano meglio. chi ci è rimasto nel cuore dopo tanti anni?

per quanto sia difficile, assurdo e inspiegabile, troveremo tutte le riposte alle nostre domande in un momento in cui non le staremo cercando. perchè i nostri pensieri hanno bisogno di organizzarsi filtrarsi e sintetizzarsi. il che non vuol dire non farsi domande, quello mai!!, ma vuol dire che alle volte la risposta giusta arriva quando, dove e da chi meno ci aspettiamo. fiducia.

“…Elle avait des bagues à chaque doigt…”

 


cambiare per cambiare

gennaio 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “mumucs” 

Vedere orizzonti dove ci sono montagne, sentire musica dove è solo frastuono. Di tutti i giorni trascorsi le persone che più mi ricordo sono quelle che avevano un’idea propria, un parere. le persone che sanno cambiare idea ma anche restare salde su certi valori, avere dei pilastri. uno può condividerli o meno, ma quello è un altro discorso.

nella più grande paura del nulla e del buio la sola salvezza è la speranza. ma solo quello non basta, serve anche l’idea che un domani migliore sia possibile. dobbiamo smettere di aspettare il cambiamento per poi cambiare noi, subirlo. adattarci alla situazione che si è creata alle volte è inevitabile, altre volte è solo una scorciatoia. capitano le situazioni improvvise che ci obbligano a lasciare ciò che siamo per qualcos’altro. Altre volte passiamo i giorni nell’attesa che il cambiamento inizi per cambiare noi. non accadrà mai. delle volte le frasi motivazionali  sono ridicole, questa però è meno stupida di quanto sembri “se vuoi cambiare, cambia tu per primo”. perchè il cambiamento, qualunque esso sia deve essere il risultato e non la base di partenza. se ne saremo in grado avremo iniziato un processo inarrestabile. e a guardare indietro in fondo è sempre stato così.

“ora so la data della finale” “un’altra?” “no, questa è diversa. è l’ultima.” (pioggia. buio.)

“…Fiumi, poi campi, poi l’alba era viola…”