Profondità e prospettive

giugno 25, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Rodney Topor”

molti anni dopo, quando non esisteva neppure più il ricordo, trovai un’altra prospettiva. migliore. quello che restava però erano le azioni fatte, le compelssità delle scelte che ne erano derivate. i cambiamenti sono solo delle variazioni sul tema. a volte si improvvisa, altre volte si segue il copione. uno solo dei due approcci distruggerebbe, renderebbe inutile e senza interesse la scena. una grandiosa fiammata che si spegne, o una lenta combustione che brucia tutto senza fiamme.

dobbiamo sempre ricordarci che tutto è relativo. cosa sono 50cm in una maratona e nei 100m? dobbiamo poi pensare che anche le difficoltà lo sono, proprio perchè nostre. c’è chi, di fonte ad un’equazione, non vede nessun problema, e chi non sa nemmeno dove inziare. anche il miglior maratoneta avrà problemi a fare la staffetta 4×100, perchè non è bravo? no! perchè non è il suo mondo. e così dobbiamo sempre ricordarci che a fianco a noi non abbiamo la nostra copia, ma il nostro prossimo, con le sue diversità. magnifiche.

qual è la profondità di campo giusta? Come concetto è interessante, un po’ semplificato, è la parte a fuoco prima e dopo il punto di messa a fuoco ed è sempre in rapporto 1/3 e 2/3. così a seconda delle foto, dell’intento e della situazione sappiamo come dev’essere. così sappiamo quali sono le foto tecnicamente errate, ma non possiamo correggerla. così forse è il nostro dilemma su come pensare al passatoe e al futuro, per avere un risultato increbile, una scelta o una strada da incorniciare ed appendere.

“…You’ve done it all, you’ve broken every code…”