intuire

gennaio 19, 2014

tratta da flickr.com dall’album di “Darek Zon”

l’intuizione è vincente. coglie velocemente sfumature o aspetti che ad occhio nudo sfuggono e che, cercandoli con attenzione, si trovano. la prima idea viene sempre massacrata, perchè è frettolosa, perchè non guarda il contesto, perchè è avventata, perchè non può mai funzionare. anche se ci penso più volte non mi è ami venuta in mente una volta in cui la prima misura non era poi così sbagliata, solo che un margine di errore c’è, alle volte non lo puoi accettare e allora si rielabora e si controlla nel dettaglio, trovando a volte piccoli errori. il più delle volte inserendone.

le domeniche in cui piove sono l’anticamera del purgatorio. l’eternità ad asepettare, che finisca di piovere o che finisca la domenica. e per quanto tu abbia da fare, ogni tanto lo sguardo ti si perde oltre il vetro, oltre la collina davanti, tra il gridio del cielo, attraversano le gocce d’acqua per circordaii com’è il cielo azzurro. l’attesa.

all’inzio pensavi fosse volontaria come scelta. ma, dopo, per come si evolveva il tutto non aveva senso l’ipotesi iniziale, andava messa in discussione. facendo crollare tutto. ricostruire da zero. quando si spezza il mattone più basso delle mura nulla rimane, tutto ciò che è costruito su di un supporto debole è destinato a crollare, non potendo sopportare gli urti e i cambiamenti. non si può costruire un ponte per attraversa il fosso.

“…una vecchia bretone…”


dopo la pioggia

aprile 29, 2013

Sono sempre a disagio con la pioggia. Ti vincola: o hai l’ombrello o la mantellina o non te ne puoi andare in giro in libertà. l’acqua cade su tutti, e ognuno si protegge a suo modo. Certo, almeno una volta nella vita bisognerebbe lasciarsi bagnare, tornare a casa zuppi, ma con quella sensazione piacevole delle gocce che ti cadono addosso.

Il fatto e’ che in fondo la pioggia ci da’ speranza, che il sole primo o poi tornerà. Speriamo.


piove e non so dove andare

novembre 5, 2011

tratta da flickr.com dall'album di 'danifeb'

il sogno oltre il vetro. vivo sempre di più rivolgendo il mio sguardo al mondo esterno, me lo sento man mano scivolare via. vedo tutto attorno il movimento e io me ne sto qui. come se mi preparassi, ma per cosa? sono sicuro che lotterò e che magari ce la farò. il buio che la sera mi circonda mi tranquillizza, certo riduce le mie forze e forse rattrista un po’, ma pacifica. Come il rumore della pioggia. Se piove e sei al coperto il silenzio rotto solo dalle gocce è qualcosa di unico, che rilassa. quando poi esci è tutta un’altra storia.

Sono indeciso sulla strada che devo fare. sono indeciso perchè non so bene nè dove voglio arrivare nè cosa voglio vedere. mare o montagna? il problema di fondo è quello. Mettere sulla bilancia luoghi, persone o situazioni che si equivalgono. E così ti ritorvi muto senza saper scegliere, senza saper guardare oltre la tua visione. Io credo che sceglierò di andare al mare, d’inverno. A vedere la pioggia che bagna il mare.

Piuttosto stai zitto. Invece di dire stupidaggini smetti di parlare. Il problema è che a finire per ragionare così, portando al limite questa idea, non si dice più nulla. Quando un idiota che passa dice idiozie vendendole per verità assolute tu come ribatti? si trasforma con un ‘la mia parola contro la tua’ e allora sei spiazzato. tantovale allora stare in silenzio ascoltare e fare domande, se tanto la gente non vuole ascoltare.

“… una crociera su una nave tutta bianca…”


freddo e pioggia

novembre 2, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "marcodede"

è solo che di lunedì piove sempre. è un mese che di lunedì cade acqua dal cielo. e oggi ha piovuto tutto il girono, quasi che non bastasse mai. fermo e guardi fuori dalla finestra e cosa vedi?! cosa c’è?! nulla. solo gocce che cadono, una dopo l’altra. tutte a terra, sui vetri, sulle piante.  Così inizi a sentire le ossa fredde e umide, è novembre. c’è nebbia attorno. il sole sembra lontano, ma tanto tu sai già che è solo dietro le nuvole.

perchè poi basta una sciocchezza per ridere. per distendere le labbra e mostrare i denti, chiudere leggermente gli occhi e basta. sorridere. nulla di che, però ti può alleggerire la giornata tutta. ti può far star meglio. è che non ci crediamo sul serio a quanto sia importante ridere, quando si può. insomma “effatti na’ cazzo di risata” perchè anche se tutto va male sorridere per un video comico o un film idiota, alle volte è l’unica cosa che ti resta. l’unico punto da cui partire.

ci siamo. occhio  a contare. bisogna portare a termine ogni punto della lista. è eterna e lunga, ma finita. vi è mai capitato di dire “no io al suo posto non ce la farei, meno male che a me è capitato diversamente”, e poi a sguazzare nel guano, ancora peggio tocca a te e…ce la fai. sopravvivi, insomma non molli e stai a galla. perchè?! forse è dovuto al fatto che sotto pressione quando non abbiamo alternative rendiamo di più, meglio. vedremo.

“…mata mi dolor…”


questione di sincronia

settembre 14, 2009

la vita è tremendamente casuale. bastavano 20″ e non sarebbe successo nulla. Ed era meglio così. E’ che mi pare che ultimamente mi piace incasinarmi la vita. Come se fosse un nodo e io invece di districarlo lo rendo ancora più un casino. Messaggi, simboli, altro?! che ne so. E’ la vita. ed è così una grande e grossa scocciatura, ma ne sono terribilmente pazzo. E vivo per l’adrenalina e la  tensione del domani. Per me è come una droga.

Pioggia… da quanto non la sentivo. E non era il solito temporale estivo: caldo e violento. Era diversa aveva addosso un altro odore. Un altro sapore. Ti avvolgeva come a portarti piano piano verso l’autunno, la stagione delle foglie gialle e dell’arrivo del freddo. Era tanto che non mi svegliavo così, sveglia e poi.. poi quelle gocce una dopo l’altra che si schiantano contro i vetri a dirmi che fuori il tempo passa.

per passare su a volte ci vuole una bella botta. Un dolore enorme si cicatrizza velocemnte ma poi non se ne va. perchè è grosso e noi non siamo dei robot. E’ una ferita? no, è un livido. Ma quel grand’uomo me l’aveva detto: pazienza, Luca, pazienza.Prima di spirare vi dirò che aveva ragione…

“…Christ, you know it ain’t easy you know how hard it can be…”


tergicristalli

aprile 27, 2009
tratat da flickr.com dallalbum diconfusedvision

tratat da flickr.com dall'album di"confusedvision "

sta piovendo in questi ultimi due giorni… piove tanto, piove a dirotto, piove incessantemente! e non è facile adattarsi, soprattuto dopo aver respirato l’aria del sole. E ci stai ancora peggio a vedere il Grande Fiume ingrossato che scorre sporco di terra…marrone e si porta con la sua corrente tutta l’acqua che incontra. PEr le strade, quel sentirsi baganti dentro, quel tornare a casa e mettersi i vestiti nuovi per essere e sentire l’asciutto! ma è una sensazione breve… poi ci torniamo a baganre…ma fin dentro le ossa…

tergicristalli… tu seduto sul sedile, girando il volante guardi oltre i lvetro… tutte gocce sul finestrino, tutta la luce si infrange e dà origine a bellissime istantanee. Poi passa il tergicristallo e in un batter d’occhio pulisce tutto, torna senza più quelle macchie… ma poi l’acqua si posa di nuovo così, all’infinito e più  via veloce più lo schianto farà dilatare la goccia… ed è uno spettacolo bellissimo!

a volte anche se tutto attorno è grigio, se le tue giornate le vivi scandite solo di doveri, impegni e necessità.. un raggio di sole lo trovi. ti dà la forza di andare avanti, di rialzarti, di cammianre, di asciugare le parti bagnate. E poi? poi è bello perhcè dopo la pioggia c’è sempre l’arcobaleno…la luce, e allroa tuto diventa più snsato, come con una speranza in fondo recondita che ti dà le forze nei momenti bui.

“…ora la guerra paura non fa, bruciano le divise dei soldati la sera….”


fatica e finestrini

aprile 24, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di Sonietta46

tratta da flickr.com dall'album di "Sonietta46"

nel panorama di quella finestra c’era un non so che di unico e assolutamente indescrivibile… finestrino! come tute le volte che lungo un viaggio lontano passiamo il viaggio seduti sui posti di dietro, guardare fuori e pensare, andare lontano con la mente, con gli occhi, con gli orizzonti. Non dobbiamo mai accontentarci, andare oltre, ma sapendo il nostro limite, che la terra sia tonda o che non possiamo volare, dipende… ma sapendo fin dove ci possiamo spingere riusciremo a rendere meglio, a essere e mostrare noi!

un sacco pesante. dentro cosa c’era? sabbia? sassi? ciottoli? Non so… vedo solo che è difficile da spostare. Non basta una persona, ne servono tante… e così ci si ritrova tutti attorno e si fatica assieme, ma verso un’unica direzione… certo è difficile coordinare, mettersi d’accordo, mediare… perchè alla fine quando ci si impone, ci sentiamo liberi… allora poi si inizia a non capire cosa fare e cosa dire! Perchè è sottile e non è facile. Nessuno lo insinua, mai… ma certo criticare!!

pioggia, di primavera fanno piacere, paura e pensare! Perchè ricordano il passato! Ci rimandano a situazioni pericolose amare e fredde. E poi ci lasciano il tempo di poter aprire la mente, vedere quello che non ci viene normalmente! ci cambia nel modo di approcciarci alla realtà, al mondo. Ma poi è questo che vogliamo, nel mondo! Ma così lontana e così faticosa… aiutarci l’un l’altro.. è e rimane l’unica soluzione!

“…if everybody had an ocean across the U.S.A. …”