Paesaggi con occhi nuovi

giugno 30, 2018
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tratta da flickr.com dall’album di “Blink O’fanaye”

E d’improvviso ti rendi conto di quanta strada hai fatto. Ti rendi conto più nettamente di quali siano state le tue grandi scelte, quelle che ti hanno portato dove sei ora. Allora ci pensi, e rifletti sul fatto che alcune di esse le hai scelte in maniera molto istintiva, quasi inconscia… soprattutto non ti eri reso conto di quanto fossero davvero importanti. Ti resta solo da capire cosa ti ha ispirato in quei momenti, perchè molte scelte le abbiamo fatte nei momenti più duri della nostra vita, quando c’era bisogno di svoltare. Un concerto e un ponte.

I bei paesaggi che vediamo quando viaggiamo sono una serie di emozioni indescrivibili, credo che nulla potrà trasmettere quell’intensità, quella complessità ordinata, organizzata, armonica e sublime. Non resta che imparare qualche trucco per rilassarsi, per svuotare la mente- anche solo per qualche minuto – dai nostri problemi. Guardare l’orizzonte e sperare che il domani porti nuove opportunità.

Ci sono film che ho visto tantissime volte, che ho ascoltato mentre studiavo, che mi hanno tenuto compagnia… come essere ad un tavolino del bar e lasciare che le persone vivano la loro vita e tu, spettatore, le guardi. Eppure ci sono passaggi di questi film che ancora oggi mi sono nuovi, che mi sanno raccontare qualcosa di diverso. Non è cambiato il film, sono cambiato io.

“… Campi di lavanda e l’auto che va dietro…” 

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paesaggi e calma

agosto 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’album di “Peter Forret”

ci sono paesaggi che ti lasciano un ricordo indelebile. ci sono paesaggi che sono speciali per il momento in cui li vivi. ci sono paesaggi che non puoi fotografarne l’emozione che ti trasmettono. ci sono paesaggi che solo tu puoi vedere, perchè solo tu ci vedi orizzonti che non ci sono ancora. nulla è più bello di sentire il silenzio della natura, il vento, gli alberi, gli animali, gli insetti, l’acqua. quando sei in alto, quando vedi un pezzo di mondo da un’altra propsettiva ampia e innalzata, allora sei sereno.

quando è il panico, la sola cosa che ti può salvare è la calma e la razionalità. quando il tuo cervello esplode e pensa a mille conseguenze possibili, la sola cosa che ti resta da fare è sforzarti di mantere la calma. scrivi le tue idee. ordinale. dagli un nome. non lasciare che il panico ti affoghi.  esercita la calma quando nel tuo cuore e nel tuo cervello c’è la tempesta. calma non vuol dire lentezza, calma vuol dire che tra mille scelte ne prendo in considerazione solo 5, perchè è pur vero che dovrei sempre tenere in considerazione un asteroide che potrebbe cadere, ma così non sarei più in grado di fare nulla.

i libri raccontano storie, mondi e persone che non potremo mai vivere. i libri ci aiutano perchè restano: ci sono oggi e ci sono domani. siamo noi che cambiamo. ci sono così tanti libri da leggere che dobbiamo capire quali valgono la pena. alle volte è questione di fortuna, leggere il librio giusto al momento giusto. o forse è il contrario, tant’è che ci sono periodi della mia vita che lego a qualche libro che leggevo. e quella storia era la mia, chissà forse è solo he in tutto quello che ci capita impariamo a trovare qualcosa di noi, del nostro quotidiano per farci dire qualcosa che ancora non sappiamo.

“…alle prese con una verde milonga…”


di ritorno

ottobre 21, 2010

oggi è stata una di quelle giornate che è meglio avere finito. ti svegli col mal di gola, che fai fatica a deglutire. niente bici. si va col 67. Ammucchiati e ammassati, di fretta. Poi freddo nell’aula, stanchezza. Si corre a ritirare le tessere, di fretta che poi chiude. Si mangia da soli perchè non si fa in tempo a tornare per mangaire coi compagni. Si seguono lezioni, ma la gola si fa sentire, fa male. La concentrazione tende a calare, la mano inizia a dolere. Poi si torna a casa, 50 minuti di viaggio, traffico, gente schiacciata sul pullman, vento, freddo. Si scende dal pullan, si guarda l’ora e vedi che hai gisuto 50 minuti per startene a casa, ma

ora se fosse un film l’inquadratura sarebbe fissa sull’ora sul cellulare, chiusura di scatto e messo in tasca. Poi un dettaglio, porta l’inquadratura da tutt’altra parte il paesaggio. fantastico. Scendendo verso casa c’è torino alle 7 di sera, nuvole rosa in alto, montagne che vanno dissolvendosi all’orizzonte. La città è piena di vita ma così nitida, fresca e ben illuminata. Il sole le dona quel colore rossiccio del tramonto e le nuvole rosate sopra danno quel tocco di poesia. Ma dura poco, pochi secondi. GIusto il tempo di goderselo ricordarselo e respirare a pieni poloni. Se la giornata è valso questo… grazie.

poi dopo allenamento, torni a casa. mangi, c’è poco. nulla quasi, la dispensa è vuota. Ma c’è una sorpresa, un regalo. Un bacio di dama. ecco è qua, lo devo ancora mangiare. ma mi farà sorridere. ecco sono queste le piccole cose fantastiche che dobiamo portarci di ogni giornata. Quelle per cui vale la pena vivere. un saluto, uno sguardo, un bacio, un abbraccio. Alle volte mentre guardi un tramonto o mangi un bacio di dama la vita può essere più leggera e bella, però tornerà grigia. Aspettiamo domani

“…azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me…”


calma dal balcone

maggio 11, 2009

lassù, da quella finestra il mondo sembrava diverso. Torino più tranquilla e la città emno caotica. Il cielo era azzurro e passava il vento. Ero in attesa, quel paesaggio non poteva durare in eterno. Ma quell’atmosfera che ti lasciava nel cuore si. Perchè è straordinaria. La sogni di notte e vorresti passarci i pomeriggi, sdraiato sul prato a contatto con quel manto erboso che tanto sa di fresco. Ma sei in città, non puoi, dove? Ma questi spaccati ti fanno capire che la calma c’è, basta cercarla, basta trovarla…. ma è difficile.

mettere tutto in ordine. aspettare attendere. rendere la vita davvero infallibile, o almeno non perdere nessuna occasione, nessuna attesa. Solo tu e quell che ci tocca. Traendone le più grandi e importanti conseguenze. Poi non si sa nemmeno cosa e dove andarlo a cercare. E’ solo il mondo che sta per finire, che va avanti, ma senza attese, senze fretta solo lui…e tu dietro a correre.

“si stava megli quando si stava peggio”. Luogo comune? o forse dura ammissione che i cambiamenti non ci piacciono. Sappiamo cosa aspettarci. Se le cose poi vanno meglio diventiamo noi quelli che forse peggioriamo, sempre in tensione prima. E ti rendi conto di come devi a volte ringeraziare chi ti ha fatto sudare e piangere, star male e soffrire, ha saputo tirare fuori il tuo vero io. Ora bisogna solo lasciarlo crescere da solo, ed è quella la parte davvero importante.

“…a farsi belli, ma che magia…”