sbiadire o cambiare

agosto 31, 2015

tratta da flickr.com dall’album di “Elisabetta Stringhi”

ci sono stati momenti nella mia vita in cui ho trovato forze che non avrei immaginato. ci sono stati dei momenti che ancora oggi mi chiedo come abbia fatto ad uscirne, a sopportarli. uno lo fa, certo, ma alle volte non rendendosi conto del ‘come’. una grande nostra virtù è la resilienza, praticamente è il deformarsi senza rompersi a sollecitazioni forti e impulsive. certo tutto questo spesso lascia dietro dei ricordi e del dolore. ma è dal ricordo che riemerge la speranza, la speranza che anche domani ce la potremo fare. ed è dal dolore passato che si aprono nuove prospettive, per capire meglio la realtà in cui siamo.

ripulendo la cantina trovo spesso degli spunti per ripensare a ciò che è stato. uno di questi è un po’ la tendenza che ho ad avere dei ricordi tangibili, qualcosa che magari non ha tanto un valore di per sè nel ricordo, ma lo rievoca essendone parte. un quaderno, una foto, un gioco, una cartolina. all’inizo dici di tenere queste cose per ricordarti il fatto, solo che poi col passare degli anni il ricordo si sedimenta o sbiadisce, senza lasciare tracce. così alle volte svuotando le cantine mi trovo a buttare via cose che avevo tenuto, proprio perchè ormai il ricordo è cambiato e non è più contenuto in quell’oggetto o perchè è svanito e nemmeno l’oggetto lo riporta a galla.

“capitano, quando tutto era nebbia e pioggia…” “nebbia che nemmeno vedevi l’altro lato, pioggia che ti infradiciava tutto” “sì ecco, quando era così. come riuscivate a giocare?” “vedi, le nostre migliori partite le abbiamo giocate proprio quando abbiamo dovuto davvero capire cosa potevamo fare per superare tutte le difficoltà…” “lei guidò quelle grandi vittorie” “sì, ma c’ero anche quando le prendemmo come non mai…alla fine è più questione di tattica”

“…Tengo gana de bailar el nuevo compass…”

 

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stilografica

novembre 23, 2008

era un oggetto comune, ma lo teneva in mano con una particolare attenziione! Credo che non valesse più di 20 euro ora(una votla no), ma lo proteggeva quasi fosse vitale per lui…e forse lo era! Così seduto a quel tavolo, davanti a tutti i suoi compagni se ne stava seduto pensando che forse avrebbe fatto meglio a non svegliarsi quella mattina… ma ormai era là!

Le foto sono meravigliose, perchè immortalano il momento, l’istante e lo eternizzano! Ma a volte fanno paura…a volte è difficile riguardarle, perchè ci portano alla memoria momenti passati che forse avevamo rimosso… forse ci mettono di fronte a una realtà passata che ci ha fatto male! Così è sempre difficile confrontarsi con il passato, la storia, che sia monumentale o antiquaria… ma è sempre la storia! E dobbiamo confrontarci.

Stringeva le mani così forte che si erano arrossate, voleva proteggerlo, dagli sguardi casuali…dagli urti, dagli schizzi d’acqua… Era quello tutto il suo passato, e lui aveva deciso di portarlo con sè quel giorno. Però forse aveva timore che a risvegliare il passato il suo ricordo sarebbe cambiato… La porta si apre, ed entra una signora, col sorriso sulle labbra e un plico di fogli in mano…passa e distribuisce.

Certe volte mi capita di idealizzare le persone attorno a noi… ed è una cosa che mi piace tanto. Già perchè quando penso a qualcuno che mi è molto caro, non mi vengono in mente tanti frammenti che messi assieme formano la persona… ma bensì una forma unica da cui deriva tutto il resto. E’ fantastico… ed è forse il segreto dei rapporti forti e duraturi…l’idea! Quello che va oltre il singolo aspetto, ma guarda la persona nella sua globalità. Quanto è difficile conoscere qualcuno in tutti i suoi lati. Già perchè alcuni lati ci piacciono, altri ci spaventano e altri li odiamo… ma le persone sono questo!

Era la stilografica di suo nonnno, col pennino d’oro… ed era là per quell’esame. Per quella sua prima volta al confronto. Non voleva sentirsi solo… no! PErchè anceh se non conosceva molto chi c’era attorno a lui, beh almeno un punto fisso ce l’aveva. E così quando l’inchiostro nero iniziò a scivolare sul foglio riempendo tutte le venature della carta quella D prese forma e poi tutto il cognome…si iniziava l’esame!

Così noi ci troviamo spesso a dover combattere con gli altri. Perchè è inevitabile e forse necessario. Abbiamo però paura, una paura tremenda di perdere quelel persone che tanto amiamo o a cui siamo legate…perchè sono rami portanti della nostra vita. Ma penso che a volte momenti di lontananza o di vuoto parziale visti col senno del poi possano solo rafforzare il legame, per renderlo più forte e motivato. A volte un po’ di sofferenza è inevitabile, passerà….

“…ho sbagliato tante volte che ormai non lo so più…”