again and again

ottobre 23, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "gengish"

come se si fosse chiusa una traiettoria. inizio e fine. la simmetria di allora ora, come una traslazione. vite diverse e universi paralleli. l’uomo è quello che è stato, ma nulla ci dice che non saremmo lo stesso avendo fatto cose diverse. c’è un granello di polvere nella finestra. ora lo tolgo, ma prima mi fermo e penso che poi, alla fine, è questione di dove focalizziamo il nostro sguardo. mille interrogativi.

Aiuto, sto cadendo dal precipizio. paura. no! era solo un’impressione, al buio non si vede nulla. se la nostra vita seguisse una linearità sarebbe alquanto banale. in realtà è una semplice funzione vettoriale. una sola incongita, il tempo ma uno sviluppo articolato. allora poi vedi che talvolta cadi in punti doppi, tripli e  ti rendi conto che non c’è un perchè. è solo così.

la risata è contagiosa. la risata è tutto. la risata ti cura. ma la felicità è tutt’altro. la felicità, la spensieratezza, il senitrti libero da tutti e tutto.  quello è davvero qualcosa di speciale. e io spero che ognuno di noi possa dire di essere stato felice almeno una volta nella sua vita. poi basta. poi ci saranno stati bei momenti, ma ora. su due piedi. qual è il tuo momento migliore?!

“…abbiamo il sole in piazza rare volte, il resto è pioggia che ci bagna…”

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acqua sotto i ponti

settembre 27, 2009

un anno di distanza. di tempo ne è passato. Ed è tutto diverso, la percezione che ne ho. Ricominciano le lezioni, ma non è più la prima volta! Non c’è più quel salto nel vuoto… è piuttosto uno stare a galla nell’acqua. Fa impressione come lo stesso giorno si possa vivere così diversamente a seconda che sia una novità o la semplcie quotidianità… perchè alla fine fatto uno, fatti tutti! Sarà il freddo, non so… ma oggi c’era il sole. Solo che ci accorgiamo di come funziona il mondo sempre troppo tardi, per poi non farcela. Ma dopo ci riusciremo.

stare fermo e seduto sopra un ponte a guardare l’acuqa che passa, quello che porta e quello che lascia. E noi lì fermi a pescare, ad aspettare che passi il pesce grosso che ci possa cambiare la vita. Così poi arrivano dei momenti in cui ti fermi e rivedi tutto quello che è passato in mezzo, e ti rendi conto di come è cambiato tutto, come certi equilibri siano inspiegabili e terribilmente instabili, ma un giorno ce la faremo! riusciremo a legare tutte le corde a districare i nodi e a procedere lineari nella nostra vita. Anche se è proprio vero che non c’è sale senza ostacolo….

scegliere è difficile, lo diventa sempre di più perchè da piccolo le scelte si equivalevano e non erano necessariamente esclusive! ora però non si scherza più. e a volte una scelta per cui ti piange il cuore, che ci stai male, ti fa sentire dopo bene, più libero più sereno. Ma è questione di punti di vista! non di altro. Essere di peso? no grazie…meglio non esserci, non sarò ricordato ma nemmeno dimenticato!

“…oye como va, que ritmo…”


strade

aprile 20, 2009

è che in effetti non ci ho mai pensato! perchè per non avere preoccupazioni finiamo per non percepire la realtà tale com’è! La vediamo discretamente, senza percepire la sua continuità, ricorsività… e soprattutto la tendenza stessa a equilibrarsi. Non soffriremo sempre allo stesso modo, in qualche maniera cambierà! E che poi alla fine tutto si aggiusta, e poi… non ti resta che ricominciare a costruire case su case! Per evitare i problemi…. o solo per affossarli, ma i morti ritornano.

Le tue mani son piene di fiori. Come se incontrassimo un uomo per strada e che in faccia ha qualcosa a cui non puoi resistere. E’ un sorriso. Una bella faccia. Ed è un dono intrinseco, che ha con sè e che ti dà…senza chiderti di ricambiare, di rispondere o di fare altro… lui ti sorride, ora la mossa sta a te! Ci sono giorni che non capisci come faccia a sorridere, quando tutto va male…quando ti senti l’unico scemo che non riesce in nulla! E altri giorni in cui quella fonte di calore umano sei tu… è solo questione di punti di vista.

strada buia...luci e poi la strada va… avanti! tu semplicemente seduto a guardare il finestrino e il tempo che fa fuori.. piove, le gocce si rompono sul vetro…sempre più veloci… si frantumano e poi vanno via. portate dal vento dall’aria dallo spostamento. Ma non capisco come farei… a vivere a questo ritmo. Con questa ansia addoso…certo allora capisco il perchè di tanto! E’ semplicemente il volersi scaricare!

“…I never thought I die alone…”


serate

aprile 17, 2009
tratta da flickr.com dallalbum dila_febbra

tratta da flickr.com dall'album di"la_febbra"

ci vuole davvero poco per rendere la serata piacevole. Per provare quelle sensazioni che raramente capitano…. quando sei tu e il mondo potrebbe non esistere, si ferma! quando il tempo passa ma è come se non fosse! allora seduto a quella sedia, con i tuoi problemi addosso, con le tue preoccupazioni, però… sai che quel momento è solo e unicamente tuo! e devi esserne grato, perchè dà senso ad altre volte in cui invece le cose non vanno…

non è questione di persona, ma di mentalità! se si ha un ruolo, purtroppo a volte questo ruolo precede la persona, la scavalca! E allora ci troviamo ad essere impopolari… odiati e invidiati o calunniati! Ma è nel ruolo che ci scegliamo… e purtroppo mai nulla andrà sempre bene, c’è sempre chi beve fuori dal coro. Allora cerchi di accontentarlo, ma poi ti rendi conto che non si può. Che è molto meglio avere una posizione fissa, piuttosto che mantenerle tutte e due. E’ molto meglio scegliere piuttosto che restare in bilico. Paura?! forse, ma è così che si construiscono i giorni…

come appariamo diventa importante quando il tempo è breve! se possiamo permetterci di costruire una realzione duratura allora possiamo davvero essere noi! se invece abbiamo poco tempo, alle volte certi compromessi sono indispensabili, eprhcè se no finiamo per essere solo visti e non guardati o conosciuti! perciò diventa davvero importante la comunciazione non verbale… quello che ci portiamo dietro anche in silenzio, stando fermi…

“…fingendo di non aver paura il Cerutti monta in fretta….”


canzoni perdute

febbraio 8, 2009
tratta da flickr.com dallalbum diabuz56

tratta da flickr.com dall'album di"abuz56"

Un lato negativo del fatto di scaricare le canzoni è che non ci si affezziona più. Già perchè una votla c’era il cd, o la cassetta. E si era più legati a tutte le canzoni. Oggi no, oggi invece ci piace un gruppo, beh si prende tutto quello che gli altri hanno. Non sappiamo più fare scelte. Raramente abbiamo il coraggio di spendere soldi per un cd, e sono soldi ben spesi se il cd vale! Ve lo assicuro. Perchè il piacere di tenere in mano la musica, di vedere la copertina, di leggere i titoli di coda.. ma questo ormai è da perdenti… si vuole tanto e subito!

così d’un tratto scopri che hai avuto da sempre una canzone che ti piaceva… per il testo, per la musica, e per quello che trasmette, ma… ma era sommersa tra le mille e più canzoni che ti sei scaricato! Così scopri che la conoscevi già, che te l’eri ascoltata, ma non avevi fatto attenzione, non eri concentrato! COsì ti era passata, ma solo quando ti sei fermato ti sei reso conto che ce l’avevi. E di quanto fosse bella.

E pura nella vita è così. Passiamo le giornate a cercare il coraggio per fare azioni, e non ci rendiamo conto che quel coraggio ce lo avevamo già. Siamo alla ricerca di un cervello, quando poi alla fine le cose le sappiamo, sono solo difficili da far venire in mente. E’ che noi le cose le abbiamo già dentro, solo che sono difficili da far uscire… E a volte per la fretta le facciamo uscire, ma gli altri non le capiscono, perchè non stanno ascoltando la musica che vogliono, così poi finisce che ci sentiamo incomrpesi. La verità è che le potenzialità le abbiamo, dobbiamo solo tirarle fuori

“…non spari comandante, non mi spari presidente…”


granelli

gennaio 9, 2009

solo che a volte mi sembra di vivere una vita diversa… è strano come tante cose possano cambiare, da un giorno, all’altro! da quando fa bello a quando fa brutto. Perchè poi ci viene da dire che la vita sia bella e che tutto vada sempre per il meglio. Ma in quei momenti è logico che sia così, quando il mondo ti sorride. Altre volte c’è tutto che va storto. E allora ti sembra di vivere una vita orribile, pesante e supreflua. Sono momenti che si alternano. ma…

Ma ci sono dei giorni in cui sei felice per poche cose.un messaggio, una chiacchierata in coda, la neve sui marciapiedi, un fumetto sul gioranle, una tisana, un teorema capito. E poi, poi scopri che mentre ti sembrava che tutto stesse andando male, in realtà si posavano le basi per la tua felicità! Ma come è difficile accorgersene, anche perchè alle volte davvero sembra che tuto vada storto, ma c’è sempre una speranza. E allora è bello pensare che la felicità non sia fatta di gesti enormi, ma da granellini di sabbia.

Vado a dormire più contento se riesco a ricordare di avere rubato un sorriso a qualcuno o se qualcuno me l’ha rubato. Sono più leggero se ho riso, se mi sono rilassato, se non ho preso tutto come una questione di vita o di morte, per quello ci sarà tempo! ma ora no… quindi penso che il trucco stia ne capire quando è il momento giusto. E viverlo a fondo, nel bene e nel male… per poi non avere il rimpainto di averlo lasciato passare.

“..sai ti conosco oramai ho capito chi sei…”


a Natale puoi

dicembre 21, 2008

sapete personalmente amo il Natale, il fatto che si possa avere l’occasione di fare un regalo! perchè farne uno senza motivo è raro, capita quasi mai. Se c’è l’occasione è un’ulteriore dimostrazione del fatto che teniamo all’altro. Trovo che sia bello pensare che dietro a un regalo ci sia una scelta, un pensiero, un po’ di tempo. che insomma non sia un gioco. Che sia qualcosa di ponderato. E’ bellissimo, soprattuto quando vedi l’altro che rimane sorpreso dal tuo regalo,che stupito e quando, tempo dopo lo usa!

ma il Natale lo odio anche. Tutta l’ipocrisia che c’è dietro. Tutti i falsi auguri che ci facciamo, le rimapatriate forzate. I gesti che sono inutili, i regali obbligati. Odio vedere una persona una votla all’anno e stare fermo ore a parlare del nulla, del vuoto e a far finta di essere legato. A non poter dire “che cretino che sei”. PErchè Natale avvicina tutti, chiunque si sente in dovere nei confronti dell’altro, ma in senso negativo. Sentirsi in dovere di fare un regalo è una cosa brutta, am inevitabile, perchè se no si rischia di incrinare qualcosa.

C’erano tanti libri, romanzi, saggi, di fotografie, fumetti… ed ero perso a guardarli. uno a uno. Scorrevano sulle mie lenti un po’ sporche. E i titoli mi passavano per la testa come dei titoli di coda, che non ci fai quasi caso. Poi alzo gli occhi, un paio di gambe e uno sgaurdo, che strano. non avrei mai detto che l’avrei torvata quella risposta, quella domanda, ma anche quella certezza. Era tutta in quello sguardo da pochi secondi. che fai quasi fatica a reggere.

vorrei andare via da questa vita, diceva quel ragazzo. Fuggire e non tornare mai più! E così era semrpe insoddisfatto della sua esistenza, del suo stato. Ma non si rendeva conto di quello che aveva. Del fatto che anche altri non hanno quello che lui odia, ma loro non per scelta. E così finiamo a rimpiangere il nulla, a essere tristi per niente. E a non apprezzare i piccoli gesti degli altri, che ci riscaldano le giornate.

“…niente paura, ci pensa la vita…”