la sottile linea

maggio 15, 2011

è molto sottile la linea che divide luce e buio. se siamo in pieno giorno o in piena notte questi problemi non ci sono, sono certezze. il vero problema è quando ci si avvicina all’uno o all’altro. tramonto e alba. le prime luci dell’alba le ultime luci del tramonto. fa paura pensare che per poco per nulla rishciamo di stare  da una parte o dall’altra. e così pure nella vita. c’è un breve istante in cui sei sospeso nel nulla, nel terrore di esserti ritrovato a tua insaputa dall’altra parte. e senza poterci più tornare indietro. panico.

alle volte mi capita di scoprire che la mia prima impressione su qualcosa era giustaa. tutti mi dicevano l’opposto, che ero io che mi sbagliavo, che ero io che non capivo. passano i giorni, i mesi e gli anni e alla fine scopri che avevi ragione. non è tanto per dire “te l’avevp detto”, ma quanto più per riflettere che sempre più spesso la verità è quella della maggioranza. in una stanza con 100 persone, se 90 dicono una cosa e 10 l’altra, saranno i 90 ad avere ragione, perchè sono di più. quindi finisce che la tua argomentazione che dice “guarda che non è così perchè semplicemente non è vero…”crolla. il fatto è che non sempre si può dimostrare l’incorrettezza di un pensiero. spesso servono basi e prerequisiti che non sono comuni e quindi si finisce per dare ragione a chi se la sa prendere. e tu te ne resti con un palmo di mano, ma con la verità dalla tua parte.

io devo arrivare lontano.  tu devi superare l’orizzonte. noi dobbiamo andare oltre. perchè non siamo mai alla fine. non ci deve mai bastare la vetta. o forse non ci possiamo stare per sempre. molti di voi, io per primo, pensano che ci sono dei momenti della vita in cui stavamo davvero bene. avevamo tutto quello che volevamo, eravamo felici insomma. eravamo in cima ad una montagna. poi è passato il tempo e questi momenti se ne sono andati. talvolta per causa nostra: non ci bastavano, siam voluti andare oltre, trovare una nuova vetta. altre volte per cause a noi ‘esterne’: gli altri, il tempo. penso che l’equilibrio e lo stato di una sitauzione non sia estendibile all’infinito, accade che prima o poi si debba scendere da quella vetta, e andare a cercarne un’altra. solo che prima devi scendere e son dolori, poi devi risalire ed è fatica.

“…Ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite…”


impacchettare

gennaio 2, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "Incompiuto Siciliano"

in realtà dopo che ti spiegano come va a finire tutto è più chiaro, certo! lo capisce chiunque. Il vero genio è colui che precede i tempi, gli altri. alle volte leggendo lezioni di matematica, mi faccio delle domande, sembrano stupide, il libro ci glissa sopra, poi in realtà capiotli dopo le tratta approfonditamente. il fatto è che è davvero migliore chi si fa la domanda prima. perchè la risposta magari è già in giro, ma se nessuno fa la domanda…

sta alla nostra bravura vendere la verità, ciò che è per noi il nostro mondo, le nostre ragioni. troppo spesso non è importante il contentuo ma come lo presenti, la forma. Il fatto è che poi veniamo istruiti a non curarla, e anche la froma ha bisongo di una sua attenzione, che sia per conformarsi o peresprimere davvero quel concetto, se si pensa solo al regalo e non al pacchetto qualcosa comunque si trasmette. sta a noi parlare anche attraverso i fatti e coi fatti.

non sono stanco, ma mi devo attrezzare per resistere. mi devo preparare per la grande maratona. il fatto è che ci vuole preparazione fisica e mentale. saper reistere nel tempo e nello sforzo. non è la corsa di 42 km, sono le batterie degli 800m, media distanza tanto sforzo e tante volte. ecco, il fatto è che risulta difficile resitere nelle finali, daje…

“… Fellas, I’m ready to get up and do my thing…”


sospiro

ottobre 17, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "camil tulca"

Patch Adams. un uomo. un film. un ricordo. non so come mi sia tornato alla mente. poi mi fermo, e camminando avvolto dal freddo di questi giorni lo capisco. il film, l’inzio. sono 16′ geniali, fantastici. La chiave di tutto è questa: “ho trovato la diritta via, ma nel posto più improbabile”.  Ecco, è quello che avevo in mente. Nel posto più improbabile. Pensavo di essere caduto in un abisso, e invece no. Il fatto è che non sai come e quando ti riesci a rendere conto di dove sei. Ma alle volte dove meno te lo aspetti puoi trovare l’informazione che nemmeno sapevi di cercare, che ti servisse. Ma ora hai tutta un’altra prospettiva.

Alle volte penso che la vita sia come un film. Già ma la mia non è la vita dei protagonisti, la mia al massimo può essere la vita di un comparsa. già perchè ci avete mai fatto caso alle comparse. ai figuranti. a chi c’è e dice anche solo una battuta, a chi entra nel bar, mentre tutti sono seduti a mangiara la loro colazione con la loro valigetta, ed entra c’è uno che pure lui mangia, ma non è importante, non è nessuno. sono io. siamo noi.

Alla fine penso che sia una questione di resistenza. e una fottuta maratona che stai correndo da quando ti hanno regalato le scarpe. Altro che batterie dei 100 m. qua si corre. Qui si corre secco. E non c’è spazio per i se e i ma. Si corre punto e basta, senza però capire dove andiamo. E’ come un gioco di strategia, hai delle limitazioni. Che senso essere sotto, alle strette e calare le tue quattro carte migliori!? tientele per dopo. il fatto è che alle votle perdiamo la visione globale di della vita su noi stessi. Proviamo a farlo il giochino, raccontiamoci la nostra vita. che ne pensiamo ora!?

“…ogni volta che mi tocca di venire, mi prendi allo stomaco, mi fai morire…”


questione di sincronia

settembre 14, 2009

la vita è tremendamente casuale. bastavano 20″ e non sarebbe successo nulla. Ed era meglio così. E’ che mi pare che ultimamente mi piace incasinarmi la vita. Come se fosse un nodo e io invece di districarlo lo rendo ancora più un casino. Messaggi, simboli, altro?! che ne so. E’ la vita. ed è così una grande e grossa scocciatura, ma ne sono terribilmente pazzo. E vivo per l’adrenalina e la  tensione del domani. Per me è come una droga.

Pioggia… da quanto non la sentivo. E non era il solito temporale estivo: caldo e violento. Era diversa aveva addosso un altro odore. Un altro sapore. Ti avvolgeva come a portarti piano piano verso l’autunno, la stagione delle foglie gialle e dell’arrivo del freddo. Era tanto che non mi svegliavo così, sveglia e poi.. poi quelle gocce una dopo l’altra che si schiantano contro i vetri a dirmi che fuori il tempo passa.

per passare su a volte ci vuole una bella botta. Un dolore enorme si cicatrizza velocemnte ma poi non se ne va. perchè è grosso e noi non siamo dei robot. E’ una ferita? no, è un livido. Ma quel grand’uomo me l’aveva detto: pazienza, Luca, pazienza.Prima di spirare vi dirò che aveva ragione…

“…Christ, you know it ain’t easy you know how hard it can be…”


appesi a un traino

settembre 13, 2009
tratat da flickr.com dallalbum di Vincepal

tratat da flickr.com dall'album di "Vincepal"

un peso da trainare. è difficile, si fa fatica e da soli non ce la potrai mai fare. Come nella vita, e il bello è che in certe situazioni ti ci metti tu, senza nemmeno cascarci dentro. E poi non sai nemmeno come ingegnarti. E’ come spostare da solo dei tronchi, è questione di tecnica. Trovato il modo giusto tutto funziona! tutto! Solo che cambia il percorso e la composizione così deve anche cambiare la tecnica, la forza che ci metti e i punti da cui spingere, da cui tirare.

Penso che la vita sia così, una corda. Che devi tirare fino al limite. Ma senza esagerare perchè si spezza. Però nemmeno mettendoci poca forza perchè non si progredisce. Il minimo errore può essere fatale, perchè ci porta a conseguenze estreme. Ma d’altronde cosa ci possiamo aspettare dal domani. Sono le nostre decisioni che ci dicono quanto stiamo tirando e se la direzione è giusta, solo che… la paura di spezzarla è troppa!

Ci vuole un colpo di genio. Un’idea geniale, di quelle da sette del mattino. La memoria certo può aiutare, ma… ma è così lontana. Così tremenda. Rimbocchiamoci le maniche. Non dobbiamo sfondare la linea Maginot. Il vecchio esercito si era fermato, grazie a Dio, al confine. Sono i canali secondari che ci importano. Sono quelle cose che non posssono esserci, che non sono normali su cui puntiamo. Una spia, perhcè è quella la tattica.

“…si farebbe molto prima se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere…”


ripresa

marzo 30, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di*RICCIO il colore del ricordo inganna

tratta da flickr.com dall'album di"*RICCIO "il colore del ricordo inganna"

nella pianura l’acqua scorreva lungo il fiume! faceva caldo… e i piedi si rinfrescavano prendendo un po’ di aria! Non era ancora estate…era solo marzo, ma faceva caldo! perhcè poi in queste giornate ti metti a pensare ai momenti più assurdi, più lontani e a ricordare bei paesaggi di mare, di montagna; col sole e le nuvole che passano. Ma ora sei qua, ti tocca spostare queste casse, e aspettare! aspettare che passi il tempo…che l’estate arrivi e tutto si chiarisca.

Non ci avrei mai creduto! Ma davvero… anche solo pochi mesi fa non l’avrei detto che sarebbe mai accaduto… ma solo ora me ne sto rendendo ocnto. PErchè dopo tanti anni di secche, di false speranze e di basso mercato! ora il commercio gira, lo so lo so, c’è la crisi! ma a volte il commercio è solo un’attività! e a volte può servire come metafora! basta stare attento a non capire che gli amici siano la merce… lì allora sì che si sbaglia!

A votle ripenso a quello che avrei detto in certe situazione, mi rendo conto che forse sarebbe andata meglio, oppure mi chiedo come sarebbe potuta andare! allora poi passa il tempo, cambia l’ottica e il tuo modo di capire e di pensare. Ti ritrvovi lontano e ti succedono cose per cui anni prima avresti ucciso! Cose che non ti capaciti che siano davvero possibili… ma sei felice, di quel piccolo gesto! ti fa sorridere per la sua natuar e ti alleggerisce di un peso che forse fai ancora fatica a smaltire

“…I’m a professional cynic but my heart’s not in it …”


senza voce

marzo 26, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di cavi dacciaio al posto del cuore

tratta da flickr.com dall'album di "cavi d'acciaio al posto del cuore"

senza voce! ma non fa male…ricorda l’estate! che già dopo 5 minuti che sei su a Vinadio inizi a scendere di toni, fino a diventare afono… ma qua siamo a Tornio, e la voce serve… non si fa nulla se no! Così ti torna in mente, quel consiglio… della vecchia della montagna, che chissà ora che fine ha fatto… chissà chi era, ma una cosa l’ha detta! che poi è lo stesso consiglio di un’altra che trovi al bar… e che non ti apettavi… un po’ di limoni, risciaqui e poi via…in serentià, con l’acido in bocca, ma anche un bel ricordo in testa…

Sempre problemi… ma alla fine forse è anche bello starci dentro ai nostri problemi, senza vedere poi le tragedie che travolgono i vicini, e quelle sì che sono davvero situazioni al limite! limite… che parola strana! Un mio amico mi disse una frase, famosa…ma detta da lui era diversa “al peggio non c’è limite…”! così oggi ci piangiamo addosso, per poi desiderare di star male, perchè in fondo ci da ragione di che lamentarci e non essere felici..perchè quella sì che oggigiorno è una sfida!

Se questa storia fosse un film di certo inizierebbe dall’ultima sequenza, per poi ricondurci all’inizio, a quando le cose non erano così chiare, e le persone ancora insicure..Poi ci sarebbe una presentazione, del protagonista, del luogo e dei tempi… E poi la storia avrebbe inizio…senza più richiami al finale…con qualche flashback e una voce giuda, narrante…. e seguirebbe ogni azione, lungo la giornata! perchè il film è breve e intenso…dura solo un giorno! finisce quando sotto le coperte le luci si spengono e fuori da quella finsetra senza le tapparelle calate si vede la luna, le stelle…e le nuvole che vanno!

varrebbe la spesa sedersi… sdraiarsi sul prato verde e stare là in silenzio a guardare il tempo che passa! non con la nostalgia di dire che è sprecato o perso, ma che è tempo per noi… Perchè siamo sempre subissati di impegni, emergenze, affanni studi e poi ci dimentichiamo di darci un po’ da fare per noi. Troppe volte si cadrebbe nell’ozio, ma nel mezzo sta la virtù! Che sia il caso ad avermi messo davanti a questa scelta? non lo so sinceramente…ma sono sicuro che ci sia un perchè! che senza mille sacrifici prima non sarei qua ora, e così! solo che è questione di fiducia, fede.

“…il senso del possesso che fu pre-alessandrino…”