tornare indietro, per poco

novembre 16, 2012

tratto da flickr.com dall’album di “Dimitris Iliopoulos”

capita a volte di rimpiangere il passato: come si stava bene allora. capita a volte di temere il passato: speriamo non accada più.capita a volte di ricordarsi il passato: ecco com’era.

per una serie di strani e fortunati eventi in questa settimana qua mi sono ritrovato, per poco tempo, catapultato ai tempi delle superiori, a situazioni che oggi come allora erano speciali, straordinarie. e proprio in quanto tali avevano un altro sapore. già, perchè l’università ti rende libero, è il recinto che ti fai tu che ti limita. sei tu che ti concedi di andar fuori.

entrare due ore dopo. mi ricordo, idealizzando ovviamente, quando alle superiori  ci leggevano la circolare che il giorno dopo si sarebbe entrati una o due ore dopo per mancanza di un professore. ecco, in quei momenti eri felice. ti avevano regalato qualche ora di pausa: nemmeno ci pensavi a metterti a studiare. dormivi di più. andavi a scuola con pullman vuoti, in strade quasi deserte e trafficate da facce che non erano quelle di tutte le mattine. e così se un professore ti dice che non ci sarà e ha le prime ore, poi dopo lezione, beh… conviene davvero goderti quella dormita. raramente ne avrai altre.

uscire prima. era più raro come evento. e quando capitava, come per prima, non stavi a pensare razionalmente quanto tempo avessi in più per studiare, pensavi piuttosto quanto tempo avevi per goderti il ritorno a casa. magari lo festeggiavi bevendo un caffè fuori al bar, sotto l’ombrellone di plastica rosso. uscire prima. rubare tempo alla propria frequenza forzata, e non sepre desiderata. specie quando fuori c’è il sole e un po’ di vento il tempo è fantastico e ti riempie dentro di felicità vedere quel cielo azzurro prima del solito. pare persino più azzurro.

non ho mai pensato a quanto mi mancano quei momenti che vivi solo alle superiori, ce ne sono altri. non ho mai più pensato a come li ho vissuti illo tempore, di sicuro sprecandoli col senno di poi. so solo che oggi, riassaporandoli leggermente diversi hanno un certo sapore unico, stupendo. Così ti rendi conto di quanto sia difficile, se non impossibili, godersi appieno un attimo. e anzi, quando te ne rendi conto è tutto sprecato.  ma per fortuna c’è il presente a rassicurarci!

“…fammi fuggire fuggire di qua…”

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La dura legge del Prioul

novembre 15, 2010

andre borch

è che alle volte ritornano. Ti saltano in mente ricordi come flash, non ci puoi fare nulla. Il perchè non lo sai… oggi vi ripropongo una di quelle cose che mi fanno tanto ricordare la quinta superiore. tutta. in ogni singolo dettaglio, anche insignificante. Certo è una di quelle cazzate che si fanno durante un delirio post-terza prova. L’autore non sono assolutamente io, onori a Nicola “Borch” Amoroso e Andrea “Prioul” Viola, loro i veri geni..

LA DURA LEGGE DEL PRIOUL by Prioul & Borch (versione integrale)

Chi le ha inventate le cose scentifiche?
Chi mi ha costretto a studiar qui le tue?
Che poi lo sappiamo…John Wayne ci fa il test.
Le facce nelle foto accanto a Prioul
entrate nel nostro annuario e poi,
levate di corsa…per non studiare mai..
quanti 2 in questi anni abbiam preso,
quanti col sorriso dopo il voto ci hanno insultato.
S’alza dalla sedia dell ultimo banco,
lentamene Prioul fa un sorriso e dice
voi..non capite un cazzo..
è un po come nel calcio.

E’ la dura legge del Prioul
fai un cazzo di studio però,
se c’hai culo tanto prendi 6… e poi riderem..
Vargiu sta seduta ma, alla prima opportunità,
s’alza subito e la mette in culo a noi,
la mette in culo a noi…
Da questi voti io nn lo direi
che di tutta sta gente solo noi
abbiam preso 6, senza studiare mai
sulla filosofia e sulla matematica
ci abbiam buttato pure un occhio,
ma per Prioul chi l’ha fatto? Chi per Borch lo farà?
Quanti in questi hanni c’han distrutto,
quanti col sorriso dopo il voto ci hanno cazziato.
S’alza della sedia del primo banco, lentamente Borch
fa un sorriso e dice: “Prioul non capisci un cazzo,
tra un po’ ci rifacciamo l’anno”.
E’ la dura legge del Prioul fai un gran bello studio,
però se non sai Lucrezio Mortifer s’incazza e poi ti sega.
Spugna sta seduto ma, alla prima opportunità,
ti chiede Hegel e la butta in culo a noi,
la butta in culo a noi.
Il tipo con il giubbotino blu,
quello tutto bello li è Prioul,
mi sa che è un cesso…
dopo che Borch c’ha pisciato su.
E quella nella foto accanto a Borch,
non è il fenomeno di Publia (chiusa),
quella che diceva: “scegli, o Pippo o me”.
Quante in questi anni ci han distrutto,
quante ci hanno preso e poi ucciso,
ci hanno interrogato…
S’alza della sedia dell ultimo banco
lentamente Luke fa un sorriso e dice:
“Prof non sono stato io,
è sempre colpa mia cazzo!”
E’ la dura legge del Prioul
gli altri studieranno però,
che spettacolo quando
veniamo interrogati noi e ci prendiam 6,
loro stanno chiusi a studiare
ma, cosa importa la nostra media.
Perchè in fondo i cervelloni siamo noi…
i cervelloni siamo noi…

Borch&Prioul