solo uno o zero

marzo 19, 2014

tratta da flickr.com dall’album di “haecceity_quiddity “

senza mezze misure. se volevamo ottenere 10 e abbiamo raggiunto 9, nel nostro delirio possiamo pure pensare di avere fallito. c’è sempre una dimensione della nostra vita in cui non ci basta essere piazzati, vogliamo il primo posto, indiscusso. il record del mondo. o tutto o nulla. questo ci spinge a migliorare, col rischio però di farci cadere in un vortice di autodenigrazione. lui fa 10, io 9. io non valgo nulla. no. le gradazioni rendono umano il mondo. ci fanno vivere meglio, ma in fondo non le sopportiamo. sei bianco o sei nero, sei buono o sei cattivo. sei bello o sei brutto. tutto risulterebbe essere più facile così. ma calssificarci semplicemente così è sbagliato perchè siamo ben più complessi di categorie mutuamente esclusive.

e alla fine ti ritrovi a guardare fuori dal finestrino. provare a capire il mondo. che per capire intendo dire collegare le azioni in maniera causale: cosa è causa e cosa è conseguenza. ci sono brevi momenti in cui riusciamo a capire e prevedere gli eventi. sono momenti che troppo spesso viviamo inconsciamente. senza saperlo davvero. il grosso problema sono le catastrofi. perchè possiamo rassegnarci a ciò che le ha causate, ma ci distrugge non essere più in grado di capire quali siano le conseguenze e come è cambiato ora il mondo. dopo la rivoluzione il re viene decapitato.

magari in un’altra vita. per ora so soltanto quello che non sono. so quali armi non ho, ma non ho ancora capito di cosa è fatto il mio arsenale. quando uno cade negli abissi più profondi la sola cosa da fare per riemergere è trovare in qualche maniera le forze in sè. chi o cosa ce le faccia trovare non conta, se la spinta non viene poi da noi non riemegeremo mai. ci piacerebbe tanto avere una bacchetta magica che ci risolva i problemi. puf. ma se non siamo stati capaci noi di risolverli essi si ripresenteranno periodicamente uno dopo l’altro uguali. e noi sempre incapaci di affrontarli senza la baccheta magica. puf.

“…but it’s been no bed of roses…”

 

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che preferisco è

aprile 16, 2009

“e io speriamo che me la cavo!” frase semplice ma tagliaente come la verità! riduttiva, ma mai abbastanza! è che serve un aiuto, uno grosso e noi ora che facciamo!? spesso ci troviamo in una situazione che non riusciamo a smettere… capisci dove ma non reisci a fermare il meccanismo, che può causare gravi danni strutturali abreve,medio e lungo termine! come è facile  fare così… uscirsene e dire che non ci possiamo fare nulla! è molto più difficile mettersi compeltamente in gioco, e ci proverò

come sarà la fine del mondo? forse sarà davvero arrivato il mometno in cui i buoni vincono e i cattivi perdono… gli altri pareggaino, ma è normale! solo che tutti là riuniti ci sarà un bel casino, e la gente spingerà, supererà… come alle poste! solo che questa votle, come altre, il giudizio è definitivo! E allora io sarei là, divorato dall’ansia dalla paura e dall’attesa a chiedermi come fare e che mi diranno!?  ma ormai non possiamo farci nulla! tremendo! tragico! e ancora di più è il fatto che… che solo allora avremmo tutto il tempo del mondo!

il film da cui è tratto il video risale a parecchi anni fa, quando lo vidi per la prima volta pensai fosse una presa in giro! e l’avevo trovata anche fastidiosa ed eccessiva, solo ora , riguardandolo mi rendo conto che quella presa in giro fastidiosa è la realtà, in chiave fiabesca, ma pur sempre la realtà! e con tutti gli stereotipi che ci vogliamo mettere è anche un po’ di oggi! Chissà?! a volte mi chiedo come è possibile?!e come fa male rendersene poi conto.

“… I no belive anybody can help me in many way…”