sono seduti

luglio 2, 2011

tratta da flcikr.com dall'album di "neonove"

di per sè l’idea era buona. il tempo era quello, non ce n’era altro. erano in tre seduti a quel tavolo, erano in tre che cercavano una soluzione. loro almeno ci provavano.

a sentire certe canzoni poi ti viene in mente il passato. ti riaffiora giorno dopo giorno, all’istante tutto. poi di colpo ti fermi. pensa anche solo per un istante se quattro anni fa ti avessero detto come sarebbe stato il tuo domani, ma tu ci avresti creduto? le scelte che facciamo sono così forti che cambiano la nostra vita e questo ci fa tremendamente paura. abbiamo il terrore di non essere più noi, di non conoscerci più. cambiare e crescere fa paura, tocca a tutti. sempre.

uno-due. destro e sinistro. gancio secco e poi dritto in faccia. di nuovo. ma questa non è la tua palestra? ma qui sul ring tu c’eri o cosa? tempo fa incassai, ora è diverso. ho i muscoli che non avevo. c’è un grande supereroe in ognuno di noi, e il bello è che esce fuori quando davvero ne abbiamo bisogno, quando stiamo seduti ad aspettare che il mondo finisca. il nostro di mondo. esce salva tutti e se ne va. e non sai nemmeno tu da dove viene, però ti ha salvato.

dove se ne sta il sole? dietro le nuvole. ma allora da dove viene sempre la luce?

“…Alles klar, Herr Kommissar?…”

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davanti allo specchio

giugno 8, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "angelocesare"

ci pensate mai a quello che eravate un anno fa?  ci pensate mai ai cambiamenti graduali che vi capitano. salvo rare eccezzioni da un giorno all’altro cambiamo ben poco; può capitare un fatto raro e straoridnario, ma solitamente oggi siamo più o meno gli stessi di ieri. Se allunghiamo il nostro intervallo di analisi ad un anno cosa ne viene fuori? la prima grande domanda resta sempre ‘che battaglie ho vinto e quali ho perso?’, ‘dov’ero e dove sono?’,  ‘cosa mi ha lasciato la strada che ho fatto?’. insomma fare un bilancio. un anno è tanto tempo, ma  non troppo. Ci rendiamo conto che ci sono stati dei cambiamenti, anche grossi, ma (salvo sempre eccezzioni) abbastanza controllabili. Una cosa che cambia molto da un anno all’altra è la ‘prospettiva’ della tua vita. più andaimo avanti e meno sappiamo sognare, meno vogliamo sognare. non abbiamo le forze, non abbiamo il tempo. delle volte però capita che si rivalutino degli eventi, una sconfitta può diventare la più grande vittoria e, viceversa. col passare del tempo impariamo a distaccarci dagli eventi, ad avere una visione ‘dall’alto ‘, e questo può servire per guardare il percorso generale.

la grande idea sta in noi. dobbiamo solo riuscire a formularla, dobbiamo solo riuscire a trovarla. delle volte pensiamo che a suggerircela siano la TV, le canzoni, i libri, gli altri, il paesaggio…no. loro ci danno la chiave giusta, il resto sta a noi, a ciò che possiamo pensare. mi capita molto spesso di vedere gli altri sempre fare la cosa giusta e io di sbagliare. vedere gli altri che sanno cosa fare, perchè ci vanno sicuri, e io mi impanico. poi, parli con qualcuno e ti rendi conto che è così per tutti. che addirittura tu sembri sicuro. io? certo il fatto èche troppo spesso analizziamo e confrontiamo i comportamenti tra le persone dando per scontato una chiarezza e semplicità eccessiva.

certe volte per proteggerti prendi i tuoi sentimenti le tue emozioni, si chiudi in una scatola di metallo e li lasci lì a marcire fino a quando non sei tu a volerli aprire, o quando loro stessi riescono a venir fuori. vivere la vita da ‘protetto’ da se stesso ti uccide. passerai ogni giorno provando emozioni controllate, predefinite. E’ vero non soffirrai mai, ma nemmeno potrai raggiungere quella felicità che vedi negli altri. quel sorriso per un saluto. quella gioia nel fare colazione. quella spensieratezza che ci sta nella musica. tutto sarebbe come attutito e non sentiresti nulla, se non grosse emozioni che muoiono intrappolate in una grigia gabbia. rischiare fa male, perchè se perdi…perdi due volte: la posta in gioco e un po’ di te stesso. ma se vinci…vinci tutto. alle volte è eccesivo pensare che o si vince o si perde, c’è il pareggio, ci sono quelle situazioni a metà, già. si sopravvive di quelle.

“…sguardi persi oltre i vetri, oltre di noi…”


mi basta poter sperare

febbraio 5, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "Racchio"

io ci voglio credere che sia possibile andare oltre. io ci devo credere che non mi posso fermare qua, dove tutto è nebbia. dove tutto è freddo. avere la speranza di poterlo saltare quel fosso, lo stesso di una volta? non so.  mi basta la speranza, che non parta già all’inizio sapendo che ho perso, è diverso sapere che hai perso o che perderai…perchè, nonostante tutto, almeno sei sceso in campo. ti sei beccato un 4 a 0 ma ci hai provato. spesso ti dici che tanto valeva non provarci, che era meglio ritirarsi, ma poi… poi magari pareggi, magari te ne esci con un 2a1 che ti tira su il morale, hai perso, ma hai segnato. non sei un inetto. la prossima volta andrà meglio! torvala la prossima volta.

oggi camminavo per strada e ho visto uno spettacolo stupendo, il sole basso che illuminava di rosa e di rosso le nuvole, il cielo limpido, l’aria fresca attorno. sono rimasto 10 secondi a fissare quelle colline, svuotando il cervello. poi si è di nuovo riempidto di domande le solite, quelle a cui mai puoi dare risposta, però in quei dieci secondi di infinito qualcosa mi è stato chiaro. come se ti si accendesse per un istante una luce che spiegassse tutto, che lega assieme l’oggi e il domani. come se quel tramonto ti aesse portato in una dimensione oltre il tempo, in cui capisci cosa sei e per un solo istante riesci a vederti da fuori. ma come Pietro sulle acque ache tu appena ten e rendi conto e hai pura..cadi, crossi e torni al mondo normale. lasciando uqel tramonto a sè e la tua vita passata.

la verità è che siamo una ruota di scorta, in senso buono. la verità è che la nostra grandezza sta nell’esserci senza fare troppe domande, senza avere troppe pretese. quanti di noi vorrebbero essere il centro del mondo? ma non è così. non lo saremo mai, per nessuno. certo l’amore ce ne dà l’impressione, ma quello che sogno è un sistema a due in perfetto equilibrio: le giuste distanze con attrazioni.  che non vuol dire fermi. in movimento ma stabili. ecco le relazioni sono come dei sistemi e, forse, a studiarli ti rendi conto che prolungando la soluzione questa se ne scappa via…capita. purtroppo.

“…si bagna la fiamma, rimane la cera…”


urla da dietro

settembre 9, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "Jody Art"

sdraiato sulla panchina, il vento che tiar. i raggi che passano tra i rami. E i bambini che urlano dietro al parco giochi. ma non dà fastidio, anzi è un’urlo e una risata felice allegra. Si stanno divertendo. non hanno alcuna preoccupazione. e pure tu ti vorresti sentire così, pure tu vorresti tornare a non sentirti più lo zaino della vita carico di responsabilità e problemi. Così provi a chiudere gli occhi e a sentire il mondo attorno, ad apprezzarlo meglio. Inizi a toglierti le cuffie, ad ascoltare la radio e non sempre le stesse canzoni, a leggere i giornali, fumetti diversi. Cerchi di godere appieno tutti quei momenti tuoi che puoi avere… sapendo benissimo che appena ti renderai conto della situazione tutto l’incantesimo svanirà.

La paura è qualcosa che ti pietrifica. La paura non ti fa mangiare, dormire, pensare ad altro. Concentri la tua vita in un istante. Poi capita di avere paure continue, insetti, volare, buio, vertigini. Così ti basta semplicemente il più possibile evitare le situazioni di paura potenziale. E poi, poi ci sono gli altri. Avere paura di una persona ti può rovinare la vita, vederla come un nemico da cui allontanarsi, come un’ostacolo insormontabile. Che poi ti ritrovi a capire che quelle parole senza senso in realtà ti davano la forza e la grinta di andare avanti, di convivere e superare quella tua grossa paura, che hai per te stesso.

finito lo scritto era esausto. Freddo, ma lo adora, solo che era in maglietta. Un buco in pancia e la testa vuota, senza pensieri. Senza più capire cosa ci troviamo a fare. senza più renderci conto di come è difficile stare al passo. Prima batteria di qualificazione fatta, non siamo primi, si aspettano i ripescaggi. E poi ti rendi conto che è solo un trattenere il fiato, spingerti oltre e andare. andare lontano fin dove ti porta la tua vita. Così tira un respiro di sollievo, si alza e va a sciacquarsi la faccia, quasi come a dire che si deve risvegliare da quella corsa folle.

“…voglio tornare indietro a casa mia…”


assuefazione

agosto 30, 2010

tratta da flicrk.com dall'album di "Di felizberto - Emmanuel Avetta"

E ‘ come se non riuscissi a descrivere la realtà. Non che ti mancano le parole, ma per come la percepisci. Non riesci a vedere nessun aspetto dominante, come se si fosse azzerato l’evento, poteva anche non accadere. Cosa ci sta dietro a tutto?! sapere dove cade il sasso, le certezze di cui abbbiamo bisogno sono di questo tipo: certe per eventi fortuiti. A volte è questione di attimi, di inezie e il sistema, che non è stabile cambia radicalemnte il corso degli eventi. La vita non è commutativa nè invertibile, eventi in ordine diverso non possono portare allo stesso risultato, nè è possibile rendere nullo un evento, al massimo sarà trascurabile.

come passa in fretta il tempo, nemmeno ce ne accorgiamo. Siamo in mezzo al pieno dei nostri giorni e ci sembrano pasasre così, come stelle cadenti. Così quando i mometni liberi si riducono inizi a riscoprire piaceri semplici, che erano diventati ormai privi di significato: una pizza a casa di amici, un film di pomeriggio, colazione, ascoltare la radio, fare una passeggiata. Tutte cose fini a se stesse, tutte azioni da assaporare lentamente nel loro trascorrere, che ti portano ad essere grato di tutto quello che il mondo ti dà.

la cura dei particolari per i piccoli oggetti. Come se quel libro potesse darti davvero una spinta in più. Cosa faremo oggi?! A volte ci capita di sentirci soli, ma un po’ di piace anche, perchè ci fa eroi del nulla. Ma riflettendoci ci tocca ammettere che senza gli “altri” noi non saremmo mai nulla, senza una relazione coi nostri simili chi mai potremmo pensare di essere?! Penso che la mia più grande paura se dovessi naufragare su un’isola sarebbe di non ricordarmi le persone, di vivere per sempre da solo, senza il ricordo.

“…we are young, we are strong…”


alibi

luglio 28, 2010

vi siete mai chiesti da dove arriva quella forza che ci fa fare gli ultimi 100 metri? che ci fa rendere di più alla fine. Dove arriva la forza dello scatto finale?! non lo so. E’ in noi e non ci possiamo fare nulla, non la possiamo controllare. Impariamo a livellarci su un certo standard, ma nel finale c’è un picco, un ultimo sprint. e poi?! e poi siamo qui a goderci l’arrivo. a vedere gli alti indietro. sentendoci poi tutti una grande famiglia, tutti amici e compagni, tutti arrivati alla fine.

non so cosa ci facessi. La mia attenzione era per un posto al mare. Per il sole tra le montagne. Tra le nuvole a svolazzare. A pensarmi libero e leggero. Il fatto è che spesso troviamo solo alibi per i nostri insuccessi. Il prof. è stronzo, gli altri sono egoisti, la squadra non gira… solo alibi. E noi?! quand‘è che ci prendiamo le nostre responsabilità per non aver passato un esame, per essere stati trattati male o per aver perso una partita?! quand’è che smettiamo di vedere come si comportano gli altri e non ci focalizziamo su di noi?! la gente dice “ma a loro..” “ma lui…”! balle. Pensiamo solo a noi stessi. Siamo nel torto?! bene cambiamo. E’ solo quello il segreto.

I problemi tra le persone nascono per soli due motivi, penso, egoismo e incomprensione.  Già perchè siamo solo bravi a criticare, a parlare male. a dire che lui ha sbagliato. e poi!? il fatto è che è questione di priorità, di gerarchie. Se sapessimo quali sono le priorità degli altri, qual è la logica della loro vita allora tutto sarebbe più facile. Capiremmo i perchè, se ne discuterebbe, ma avendo dati concreti, non flebili delucubrazioni o ipotesi assurde. A parlare di più e pensare anche al nostro prossimo si fa un po’ di fatica, è vero, ma si renderebbe anche questo mondo un po’ migliore, un posto più sereno.

“…Maybe life is like a ride on a freeway…”