attendi e fai

dicembre 11, 2015

tratta da flickr.com dall’album di “Piermario”

se ci aspettiamo che gli altri facciano quello che facciamo noi, è inutile, perchè ci siamo già noi a farlo. c’è bisogno di qualcosa che noi non possiamo o sappiamo fare. se ci aspettiamo che gli altri facciano quello che noi vorremmo, prima o poi ci stuferemo. e – comunque – saranno sempre più le delusioni che le soddisfazioni. no. dobbiamo imparare ad apprezzare gli altri come sono. E in un mondo in cui sono l’altro per il mio prossimo, ogni giorno devo avere un solo obiettivo: svegliarmi e cercare di essere il meglio che posso. io ci provo, ma non ce la faccio mai davvero. nessuno ce la fa. però noi ci dobbiamo provare sempre. non smettere di impare dai nostri sbagli. dobbiamo provare sempre a correggerci e migliorarci. per migliorare il mondo attorno a noi, per migliorare gli altri.

era meravigliosa quella foto. il mare blu e calmo. il cielo azzurro e limpido. gli occhi felici e sereni. il sorriso contagioso e solare. i capelli un po’ sparsi dal vento. oramai tempi passati e spensierati. riguardare ogni tanto il passato deve farci vivere positivamente il nostro oggi, perchè la trappola è sempre pensare: “com’era bello una volta…”, “avessi fatto diversamente…”. se oggi siamo felici, domani sopporteremo tutto.

“capitano cosa ha pensato quando ha perso quella partita?” “prima di scendere in campo eravamo terrorizati, ci dicevamo che se non avessimo vinto tutta la nostra carriera sarebbe finita.” “durante?” “credo di non aver mai vissuto peggio una sconfitta in campo. crederci perchè dovevo, inutile e patetico” “dovevate assolutamente vincere, non bastava un pareggio?” “No! e per quanto ci provavamo nemmeno un gol, nulla. poi due gol subiti allo scadere. 0 a 2” “ecco. alla fine cosa pensò?” “sa. credevo mi si sarebbe chiuso il mondo. un tunnel da cui non sarei mai potuto uscire. ma nello stesso istante in cui finì la partita – e tutto stava crollando – , mi resi conto che c’era un domani da cui cominciare – da cui ricostruire – . e ci mettemmo al lavoro.” “… e se ben ricordo alla fine ce l’avete fatta!” “…già”

“…The hour when the ship comes in…”

 


la prima pietra

marzo 18, 2012

tratta da flickr.com dall'album di "Luke Stearns "

se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo iniziare a farlo noi, nelle nostre vite. come possiamo pensare di mettere d’accordo popoli se  non riusciamo a trovare un compromesso con gli amici. come possiamo predicare il rispetto se poi appena veniamo ‘pugnalati’ rispondiamo occhio per occhio? guarda chi ti sta attorno, sfido a trovarne uno di cui tu non dica ” potrebbe invece fare…”! prima sii tu a farlo, il resto verrà dopo; e se non sarà così sai di sicuro che di più non potevi fare. cambia il tuo mondo oggi, e sarà diverso anche quello di chi ti sta accanto, domani.

io sinceramente non so cosa avrei fatto in quelle situazioni. mi sarei sentito immobilizzato, in silenzio e avrei aspettato che passassero. io, però, non ci sarei mai finito. un chiodo diffilmente ti finisce nella mano se di solito non ne pianti. la grande verità è che cambia il contesto e quindi resto sempre più convinto che relativamente a ciascuno la gravità dei problemi è diversa e incomparabile. non posso desiderare i problemi degli altri, perchè non so qual è il loro bagaglio di vita. sembra strano e paradossale, ma se ci pensate è così. e non sto tirando fuori un giudizio, concludendo che sia sbagliato. così è, se vi pare.

la strada. c’è un momento mentre stai guidando in cui incroci lo sguardo di un passante. poi il semaforo è verde e uno dei due si deve muovere. c’è un momento in cui sei in metro e guardi cosa sta leggendo quello di fronte a te, lui abbassa il libro, vi fissate e poi si torna la fare ognuno quello che stava facendo. c’è un solo momento in cui ci si sente felici, il resto è ricerca, ricordo, rimpianto.

“…You were the first one. You were the last one. “


il fattore C.

giugno 3, 2011

tratta da flicrk.com dall'album di "diego quintana"

non dobbiamo mollare. non siamo soli, ci sarà sempre qualcuno nella nostra vita. alle volte se ne sta dietro di noi, a nostra insaputa a volerci bene, forse basterebbe girarsi e trovarlo. Oggi ho fatto un viaggio bello lungo in treno, 4 ore e mezza su un regionale. passare davanti al mare in treno ti fa pensare, ti fa riflettere, ti calma, ti fa venire in mente delle idee. Alla volte le foto non bastano per cogliere anche quegli odori, l’aria del finestrino, la tua stanchezza addosso. Il paesaggio è unico la sua emozione tua. così te ne stai in piedi affacciato al finestrino a vedere i paesini di mare che iniziano a vivere, che iniziano l’esate. Calmi, come sei tu là, come devi esserlo.

la verità è che per fare il colpo grosso ci vuole culo. per quanto tu possa pianificare, osservare, studiare; ciò che distingue la vita da un algoritmo è che c’è un tasso di imprevedibilità. qualcosa che sfugge al nostro controllo e ci può portare là, dove non saremmo altrimenti potuti arrivare, o forse ce l’vremmo pure fatta ma in maniera più sporca. trovarti in giro a quell’ora, avere proprio tu quel libro, sapere a memoria quel numero di telefono. Sono cose da nulla, ma è nel contesto che davvero ci danno quella grossa spinta che non avremmo. è come nel film “match point”, la pallina cade da una parte o dall’altra per ‘fortuna’, bisogna coglierla, e rendersi conto di quanto sia indispensabile. aggancio.

Io non credo che si possa essere davvero felici. ci sono momenti in cui lo siamo, ma sono brevi e sfuggevoli. ci sono momenti in cui tante cose ci vanno bene, ma non ci rendiamo conto di quanto in reatà le cose stinao davvero andando bene, e le lasciamo passare. Poi ci sono quelle volte che non sai come esserlo felice, ci provi, ma non c’è mai nulla che ti vada bene. Tranne nel primo caso, anni dopo ci si accorge di quello che è passato, ci si accorge che è possibile essere felici. ma c’è il rischio di cercare solo quella di felicità, quella felicità che è voltata e che mai più tornerà, per fortuna. domani ci riserva sempre qualcosa di nuovo, così mi accontento di andare a dormire e sapere che una speranza c’è per tutti e che le forze le abbiamo dentro da sempre, serve solo saperle tirare fuori. il resto è solo gestione e tattica. ma su quello siamo davvero esperti.

“…hoping for the best, but expecting the worst…”


e la neve arriva

novembre 28, 2010

tratta da flcikr.com dall'album di "Lidal-K"

asa neve. vi è mai capitato di svegliarvi prima del dovuto? gaurdare l’ora e rendervi conto che avete ancora un’ora per poter stare sotto le coperte.  Ci sono periodi nell’anno in cui le ore di sonno sono ridotte al minimo. Non c’è tempo per dormire. Così quando ci capita di poterci godere ancora un po’ di letto è ancora meglio. E’ un piacere unico. Ecco, oggi mi è successo, oggi mi sono svegliato, guardo l’ora mi rimetto a letto sotto le coperte, ma vedo fuori dalla finestra la neve, tutto bianco. sorriso.

non so se sia la neve, se è il bianco tutto attorno, se sono i rumori attutit, se è il caldo che c’è in casa. Ma quando nevica(e non devo spalare…) sono contento. Mi sento rilassato, quasi come quando vedo piovere al mare.  Tutti vanno più piano, forse hanno paura di cadere, di sbandare. Il mondo attorno è come se rallentasse e te lo puoi godere più intensamente.  Sapendo, però, che da domani è tutto finito e bisogna ricominciare a correre.

è solo che sorridere alle volte è così difficile. è che davvero non ce la fai.  Poi però pensi a quanto ti faccia bene vedere gli altri che sorridono a te. Che in qualche maniera ti rendono partecipi della loro felicità, del loro sentirsi più leggeri. Non è importante quanto la vita sia pesante, quello che importa è che si voglia sorridere, è un bene così prezioso e può davvero dare le forze o cambiare la percezione delle giornate a chi ci sta attorno… proviamo, sorridiamo.

“…il circo arriva in piazza ed il villaggio si risveglia… “


again and again

ottobre 23, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "gengish"

come se si fosse chiusa una traiettoria. inizio e fine. la simmetria di allora ora, come una traslazione. vite diverse e universi paralleli. l’uomo è quello che è stato, ma nulla ci dice che non saremmo lo stesso avendo fatto cose diverse. c’è un granello di polvere nella finestra. ora lo tolgo, ma prima mi fermo e penso che poi, alla fine, è questione di dove focalizziamo il nostro sguardo. mille interrogativi.

Aiuto, sto cadendo dal precipizio. paura. no! era solo un’impressione, al buio non si vede nulla. se la nostra vita seguisse una linearità sarebbe alquanto banale. in realtà è una semplice funzione vettoriale. una sola incongita, il tempo ma uno sviluppo articolato. allora poi vedi che talvolta cadi in punti doppi, tripli e  ti rendi conto che non c’è un perchè. è solo così.

la risata è contagiosa. la risata è tutto. la risata ti cura. ma la felicità è tutt’altro. la felicità, la spensieratezza, il senitrti libero da tutti e tutto.  quello è davvero qualcosa di speciale. e io spero che ognuno di noi possa dire di essere stato felice almeno una volta nella sua vita. poi basta. poi ci saranno stati bei momenti, ma ora. su due piedi. qual è il tuo momento migliore?!

“…abbiamo il sole in piazza rare volte, il resto è pioggia che ci bagna…”


urla da dietro

settembre 9, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "Jody Art"

sdraiato sulla panchina, il vento che tiar. i raggi che passano tra i rami. E i bambini che urlano dietro al parco giochi. ma non dà fastidio, anzi è un’urlo e una risata felice allegra. Si stanno divertendo. non hanno alcuna preoccupazione. e pure tu ti vorresti sentire così, pure tu vorresti tornare a non sentirti più lo zaino della vita carico di responsabilità e problemi. Così provi a chiudere gli occhi e a sentire il mondo attorno, ad apprezzarlo meglio. Inizi a toglierti le cuffie, ad ascoltare la radio e non sempre le stesse canzoni, a leggere i giornali, fumetti diversi. Cerchi di godere appieno tutti quei momenti tuoi che puoi avere… sapendo benissimo che appena ti renderai conto della situazione tutto l’incantesimo svanirà.

La paura è qualcosa che ti pietrifica. La paura non ti fa mangiare, dormire, pensare ad altro. Concentri la tua vita in un istante. Poi capita di avere paure continue, insetti, volare, buio, vertigini. Così ti basta semplicemente il più possibile evitare le situazioni di paura potenziale. E poi, poi ci sono gli altri. Avere paura di una persona ti può rovinare la vita, vederla come un nemico da cui allontanarsi, come un’ostacolo insormontabile. Che poi ti ritrovi a capire che quelle parole senza senso in realtà ti davano la forza e la grinta di andare avanti, di convivere e superare quella tua grossa paura, che hai per te stesso.

finito lo scritto era esausto. Freddo, ma lo adora, solo che era in maglietta. Un buco in pancia e la testa vuota, senza pensieri. Senza più capire cosa ci troviamo a fare. senza più renderci conto di come è difficile stare al passo. Prima batteria di qualificazione fatta, non siamo primi, si aspettano i ripescaggi. E poi ti rendi conto che è solo un trattenere il fiato, spingerti oltre e andare. andare lontano fin dove ti porta la tua vita. Così tira un respiro di sollievo, si alza e va a sciacquarsi la faccia, quasi come a dire che si deve risvegliare da quella corsa folle.

“…voglio tornare indietro a casa mia…”


questione di grafi

marzo 16, 2010

questione di relazioni. per capire il mondo, bisogna capire come funziona. Non troveremo mai la legge ultima, ma almeno averne un’idea aiuta! Già…perchè è soltanto quando metti le lenti giuste chi inizi a vedere il mondo diversamente. Cogli ciò che ti sfuggiva, quello che sembrava soltanto di sottofondo e invece era il tema dominante. Solo che tu che ci puoi fare?! la vita è quella. E a volte basta un grafo e tutto si chiarisce, l’importante è non avere troppe frecce, per ora.

Sono i piccoli piaceri le cose che ti rendono unica la giornata. che ti lasciano un sorriso addosso. Ti sanno rendere felice e senza pensieri. Ma nulla di complesso: andare all’università col 73, camminare per via Po e leggere i cartelli del Risorgimento, girare per la città in felpa, ascoltare la radio in macchina. Piccole nullità che da sole non sono motlo, ma messe tutte assieme ti salvano la vita, ti rendono felice. Quella felicità che era tempo che non provavi… che it lascia libero, senza pensieri solo, davvero, votato al presente!

poi sai già come finiscono questi episodi. li hai già letti quei libri. Non ti interessa nemmeno. Pura fromalità, solo che non ha senso. Non si può essere costruttori di un mondo nuovo, solo e isolato. Qualcosa dovrà pure cambiare. E ce ne vuole di coraggio. Di determinazione e di voglia di credere in noi stessi, nei mezzi che ci diamo. Era solo lo sguardo ciò che importava, la forza di combattere ci serviva, ce l’abbiamo messa ed eccoci. Pronti sempre a combattere.

“…I worry over situations I know I’ll be alright…”