incipit

novembre 8, 2014
cover

tredici ricordi

«Call me Ishmael»
(H. Melville, Moby Dick)

«Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito».
(G. G. Marquez, Cent’anni di solitudine)

Fermarsi e guardare l’inizio. Come siamo cambiati e cosa siamo diventati durante il tragitto. Perchè quando tutto finisce alle volte bisogna prendersi il tempo per ricordare la strada fatta. All’inizio la meta sembra sempre lontana, oscura e irraggiungibile: non ce la faremo mai.  E invece un piccolo passo alla volta si va avanti verso la cima.
L’incipit contiene in sè molto dell’opera. Forse è quello che ci resta di più.

Tutte prime pagine dei corsi che ho seguito durante l’università… e sono davvero tanti ricordi.

 

002

Algebra 1

 

001

Analisi Matematica 1

 

003

IPM – Introduzione al pensiero matematico

 

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Geometria 1 (*)

 

DSC_0031

Fisica 1 (*)

 

informatica

Informatica

 

009

Algebra 2

 

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Analisi Matematica 2 (*)

 

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CPS – Calcolo delle Probabilità e Statistica (*)

 

013.bmp

Laboratorio di LaTeX (**)

 

010

Geometria 2 (2009/2010)

 

011

Fisica 2 (2009/2010)

 

numerica

Analisi Numerica

 

014

Laboratorio di statistica (**)

 

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Laboratorio di Analisi Numerica (**)

 

 

017

Geometria 3

 

016

Analisi 3

 

019

Geometria 2 (2010/2011)

 

020.bmp

Laboratorio di visualizzazione geometrica (**)

 

018

Meccanica Razionale

 

022

Crittografia e codici correttori

 

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Fisica 2 (2010/2011)

 

023

Metodi di ottimizzazione

 

024

Metodi numerici per la grafica computerizzata

 

025

Statistica di base e data mining

 

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IAN – Istituzioni di Analisi Numerica

 

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IAM – Istituzioni di Analisi Matematica (2011/2012)

 

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ICP – Istituzioni di Calcolo delle Probabilità (2011/2012)

 

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Laboratorio di geometria per le applicazioni

 

029

MNED – Metodi Numerici per le Equazioni Differenziali

 

031

MA – Metodi di Approssimazione

 

Presentazione standard1

SDTC – Sistemi Dinamici e Teoria del Caos

 

033

IG – Istituzioni di Geometria

 

032

RN – Reti Neurali

 

035

Biomatematica

 

036

CAGD – Metodi Numerici per il CAGD

 

037

LabFis – Laboratorio di Fisica Sperimentale

 

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MMPF – Metodi e Modelli per la Pianificazione Finanziaria (*)

 

038

ICP – Istituzioni di Calcolo delle Probabilità (2012/2013)

 

039

IAM – Istituzioni di Analisi Matematica (2012/2013)

 

“…His mother told him someday he would be a man
and you would be the leader of a big old band…”

———————–
(*) non ho più trovato il quaderno e è la prima pagina del libro o delle dispense
(**) era un corso in cui non si prendevano appunti carta-e-penna.

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eppure un po’ mi manca

gennaio 26, 2014

tratta da flickr.com dall’album di “[auro]”

devo dire che un po’ mi manca la sessione esami. mi manca svegliarmi la mattina e sapere che ho sempre meno tempo di quando mi ero addormentato. mi mancano le pagine-ancora-da-fare. i sogni fuori dalla finestra. il callo da penna. le passeggiate. l’ansia. la desolazione. la disperazione. il successo o la disfatta. mi mancano, ma so che tra poco torneranno, diversamente certo.

trovare un’idea è impossibile. ti deve venire, stimolarsi a forza a pensare in maniera costruttiva è sterile come tattica. posso obbligarmi a studiare, a fare del lavoro ripetitivo. ma se devo trovare una soluzione non è stando sulle rotaie del consueto che la trovo, l’avrei già trovata. saper cogliere l’intuizione, poi da lì tutto sarà più semplice.

il fosso. ok ci siamo. è che il tempo non basta mai, ne vorremo sempre di più. ma spesso quello che ci viene dato non lo sappiamo apprezzare, gustare e viviere in fondo. lo sprechiamo facendo nulla o troppo. ingozzandoci o digiunando. in medio stat virtus. più ce lo ricordiamo, più capiamo quanto sia difficile.

“…gente che ballava sopra un’isola…”


tutto quello che so dell’analisi…

settembre 30, 2011

oggi mettendo in ordine ho trovato dei quaderni su cui ho studiato analisi 3 e meccanica, vi propongo perciò un live twetting della preparazione di questi due (ultimi) esami:

– tutto quello che so dell’Analisi me lo hanno insegnato Del Bosco e la Viola.

– la noia mi sta avvolgendo come miele.

– abbiamo una paura maledetta di sentirci soli. di non essere nessuno. di non valere nulla.

– il problema è non sapere contro chi devi combattere. che sia un nemico oscuro che agisce, tu non te ne rendi conto e devi combatterlo. ma non hai le armi, o forse le hai, ma non sai dove sparare.

– qui ci vuole un’idea.

– io guardo fuori dalla finestra e piove, guardo fuori e mi tranquillizo, mi calmo. vedo le piante che si bagnano e penso che non ci puoi fare null. la pioggia cambia tutto, e non sempre basta un ombrello.

– quale è stato il peggior periodo dell’anno? se chiudo gli occhi sento il freddo, il buoi, la stanchezza, il pullman, i libri, i classici. ora è lontano.

– scrivere che y() è pari mi ha già inculato una volta.

– troppa ruggine.

– è che in fondo non senti la giusta motivazione.

– seee e questo quando, dove e come mi sarebbe venuto in mente?

– ma quante cose mi devo ricordare?

– quand’è l’ultima volta che hai vinto?

– qui si va avanti a furia di caffè.

– se passo lo scritto ti offro colazione, pranzo e cena.

– è facile salire sul carro quando sta andando. ti accodi e poi magari vinci pure. la vera difficoltà resta farlo partire, spingelo, poi va. tu resti sopra e alla fine arrivi con tanta di quella gente che nemmeno ti pare vero di trovarti con le mani piene di calli per la fatica fatta in tre all’inizio.

– sai dove stiamo andando? no, ma preferisco andare che fermarmi.

– non ce la faremo mai.

– happy family.

– le parole sono importanti.

– S. Giovanni di Fisher.

– oggi qual è la tua storia?

– fino a qui tutto bene…

– ah, ma allora era facile. easy.

– se domani divento ricco parto e non torno più.

– Roger rabbit diceva che alel volte la sola cosa che ti salva la vita è una risata. non sbagliava. ridere serve. anche quanto tutto va male, trovare qualcosa per cui ridere ti aiuta.

– io parto e dove vado?

– Calvin & Hobbes.

– dov’è che abiti tu? io non mi ridordo l’ultima volta in cui ho potuto dormire.

– più passa il tempo più svuotiamo le nostre parole. più ripetiamo sempre le stesse. se chiediamo scusa, in realtà non è poi così sentita. se diciamo grazie deòòe vpòte è di riflesso. così svuotiamo il sentimento delle nostre frasi le rendiamo senza significato.

– nonostante tutto, ricordati che pure la peggiore giornata finisce e che da domani bisogna ricominciare.

– usiamo la formula.

– non ho scelta, te la devo scrivere.

– colonna sonora Lily Marlyn, che vedi sempre alla tv.

– alla fine se scegli bene il resto è poi solo fortuna e casualità. fortuna, quella dei latini.

– io ci credevo, giuro c’ho creduto.

– aiuto sto affogando.

– la soluzione ce l’hai sempre avuta.

=== insufficiente dello scritto di giugno, lo si ridà a settembre.===

– è un’altra storia studiare sul treno

– il limsup carissimo

–  ci abbiamo preso?

– la penna non scrive

– le parole sono importanti.

– er lemma.

– il fatto è che te ne accorgi di come si sente la gente: lo si vede e lo si sente. A volte semplicemente non vogliamo lasciarci fuorviare solo da un dettaglio.

– giunti ad una tappa.

– ricominciamo

– …e un pezzo lo abbiamo capito.

– e i calcoli se li fa lui?

– ormai il caldo mi perseguita.

– quanti ricordi di mare di studio, ricordi di geometria 1.

– che palle sto teorema è solo lungo. (ma mi ha davvero salvato)

– lo rifacciamo?

– devo capire una cosa e mezza.

– no, l’acqua no. non sugli appunti.

– inizia ad essere noioso.

– bisogna saper ballare, controllare il corpo, così andrai davvero avanti, così sappiamo chi sei.

– cala su tutto una grossa nebbia.

– diamoci di zeri.

– il grosso problema restano e saranno i punti di accumulazione.

– questa battaglia prima o poi la vincerò.

– i telefilm alla mattina mi ricordano quando ero bambino, che da malato potevo stare a casa e guardarli.

– altro che battaglia, è una guerra.

– e se provassimo a vedere il tutto da un’ottica diversa?

– e non l’ho ancora capito.

– tanti ricordi di referendum.

– sono arrivto ad un certo punto in cui non vuoi più lottare, vorresti davvero solo incassare.

– se c’è una speranza questa risiede nei prolet.

– e io dove lo trovo tutto ‘sto tempo?

– see vabbè.

– quello che mi ha detto ‘sì’ che mi ha tirato su il morale.

– dai, non mollare mai.

– possibile che sbagli?

– e pensavo dondolato dal vagone…

– e io ci sarei dovuto arrivare di mio?

– sono sulle montagne russe.

– ma sì, facciamo finta che funzioni.

– cosa ti è rimasto in fondo agli occhi lo sguardo non è più quello.

– venerdì, sabato, domenica.

– troppa notazione e formalismo non aiutano.

– ci  sono pagine avvolte nella nebbia.

– uno spiraglio di luce.

– ci vorrebbe un’idea semplice, ma oramai sono troppo strutturato.

– ‘furiaceka’ mi ha salvato la vita.

– adesso si balla.

– è ‘Francesco Brioschi’ la nebbia si dirada.

– ‘dove vai? se cerchi in giro non la troverai. la strada è buia se, prima non guardi dentro a te.’

– una speranza?

– che sbatti essere un supereroe.

– ook.

– per preparare l’esame mi servirebbe il macchinario di ‘Inception’.

– le serie di (Yves Saint) Laurent, che idiota.

– la mia bravura mi ha davver stupito.

– da non crederci.

– come Napoleone a Walterloo…o no?

– La funzione f soddisfa quindi lo stesso p.c. di g e per l’unicità locale della soluzione f=g quindi è pari/dispari.

– f lipshitziana in x uniformemente in t, in un intorno del punto iniziale esiste quindi una unica soluzione locale del p.c. assegnato.

– f C^1(Omega) quindi il p.c. assegnato ammette una ed una sola soluzione locale f.

– la quiete prima della tempesta.

===Scritto,18===

– ha davvero dei begli occhi da aquilotto

– è letteralmente una corsa al massacro.

– credo che metterò su i Doors.

– è come un incontro di boxe, e devi resistere 2 round.

– it’s shaun the sheep.

– facciamo un attimo il punto della situazione: non abbiamo tempo.

– altro che le fasi del cordoglio, siamo ampliamente alla rassegnazione.

– no non finirò mai, però è meglio provarci.

– che silenzio che c’è in giro. ma il tempo corre e le lancette che vanno avanti mi martellano.

– si inizia a scricchiolare.

– ora mi ‘mancano’ due settimane di puro terrore.

– h 15.44 finito di ripassare tutto una volta.

– non bocciarti ancora prima tu, lascia che siano loro a farlo.

===Orale, 23===

 

cronache di lezioni ed esercitazioni di meccanica razionale. strumenti che ti venivano in mente copiando alla lavagna la Bonadies:

alabarda

forcone

macete

schiacciasassi

fiocina

falce

fucile di precisione

disco rotante di Xena

arco

sguinzagliare un pitbull

pietre

cerbottana

bomba a mano in bocca

sfera pokè(per catturarla)

katana

terminiamo con una frase uscita in un momento di vera disperazione e noia: “ma all’università non le fanno le prove anti-incendio?”

=======

Credo che i grandi ricordi arriveranno poi, quando tutto sarà finito o quando sarò abbastanza lontano per riuscire bene a vedere oltre la nebbia delle emozioni e andare oltre, a quei ricordi davvero indelebili.

 


capire che musica

dicembre 28, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "Ferrari + caballos + fuerza = cerebro Humano"

una colonna sonora ci vuole. per una relazione, per una partita, per un’impresa. la musica di deve in qualche maniera poter accompagnare, cercare di risvegliare in noi sentimenti che proviamo in quel frangente. di sicuro in seguito ad una vittoria non ci verrebbe mai in mente di ascoltare una canzone lenta o triste, abbiamo vinto, vogliamo gioire. ecco, il fatto è che non riesco a leggere quale canzone associare ad “analisi 3”. da sempre ogni esame ha avuto la sua canzone, ma qui proprio non riesco a trovarla, è come se fosse insipida la parte che faccio adesso…mah.

quante volte nella giornata perdiamo tempo a guardare nel vuoto. ad ascoltare il mondo attorno invece di fare ciò che dobbiamo. la grossa difficoltà del vivere assieme ad altri, di convivere per un frangente o per sempre sono le regole. devono essere poche chiare e inviolabili, poi il resto sta a noi saperci girare attorno. con astuzia e tanta sensibilità. non è che non so comunicare, è che non sai rispondere.

tanto poi finisci sempre a lottare contro il tempo. a trovarti stanco e senza vie di fuga. meditare per rilassarsi. alle volte è stupendo trovare quindici minuti per godersi il giornale, farsi una passeggiata, ascoltare qualche canzone. poi si ritorna in sella. il fatto è che l’andamento concentrazione tempo è strano, alle volte perdere tempo farà gaudagnare dopo concentrazione. il difficile è capire con che ordine, con che frequenza.

“… io mi sto già preparando…”


urla da dietro

settembre 9, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "Jody Art"

sdraiato sulla panchina, il vento che tiar. i raggi che passano tra i rami. E i bambini che urlano dietro al parco giochi. ma non dà fastidio, anzi è un’urlo e una risata felice allegra. Si stanno divertendo. non hanno alcuna preoccupazione. e pure tu ti vorresti sentire così, pure tu vorresti tornare a non sentirti più lo zaino della vita carico di responsabilità e problemi. Così provi a chiudere gli occhi e a sentire il mondo attorno, ad apprezzarlo meglio. Inizi a toglierti le cuffie, ad ascoltare la radio e non sempre le stesse canzoni, a leggere i giornali, fumetti diversi. Cerchi di godere appieno tutti quei momenti tuoi che puoi avere… sapendo benissimo che appena ti renderai conto della situazione tutto l’incantesimo svanirà.

La paura è qualcosa che ti pietrifica. La paura non ti fa mangiare, dormire, pensare ad altro. Concentri la tua vita in un istante. Poi capita di avere paure continue, insetti, volare, buio, vertigini. Così ti basta semplicemente il più possibile evitare le situazioni di paura potenziale. E poi, poi ci sono gli altri. Avere paura di una persona ti può rovinare la vita, vederla come un nemico da cui allontanarsi, come un’ostacolo insormontabile. Che poi ti ritrovi a capire che quelle parole senza senso in realtà ti davano la forza e la grinta di andare avanti, di convivere e superare quella tua grossa paura, che hai per te stesso.

finito lo scritto era esausto. Freddo, ma lo adora, solo che era in maglietta. Un buco in pancia e la testa vuota, senza pensieri. Senza più capire cosa ci troviamo a fare. senza più renderci conto di come è difficile stare al passo. Prima batteria di qualificazione fatta, non siamo primi, si aspettano i ripescaggi. E poi ti rendi conto che è solo un trattenere il fiato, spingerti oltre e andare. andare lontano fin dove ti porta la tua vita. Così tira un respiro di sollievo, si alza e va a sciacquarsi la faccia, quasi come a dire che si deve risvegliare da quella corsa folle.

“…voglio tornare indietro a casa mia…”


algebra, 2

gennaio 17, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "pingendiartifex"ricomincia la maratona, la 3000 siepi, chiamatela come volete!! siamo di nuovo al via. con delle analogie e dei cambiamenti… dopo un anno mi tocca rincominciare gli esami, ma questa volta del secondo anno! dopo un anno mi ritrovo di nuovo di fronte l’algebra, ma questa volta è sul serio difficile… dopo un anno ho capito cosa vuol dire prepararsi ad un esame, ma continuo ad essere teso. Dopo un anno cambi ma per certi aspetti rimani simile… solo che a volte ti spaventi, gaurdi nello specchio e non sai se sei più tu.

penso che gli sguardi delle persone siano degli oceani. degli orizzonti in cui si inabissano le pupille. E quando riesci a guardare negli occhi, dritto in quelle pupille a parlare.. sei in un mondo parallelo, solo in due! ci perdiamo tanto a non fermarci sullo sguardo, a volte ci diciamo che pare triste o cupo, ma poi ci fidiamo della parola dell’altro! a parole si maschera, ma nell’universo dei nostri occhi è impossibile mentire.. ed è stupendo saperlo leggere!

adoro il freddo, perchè lo puoi combattere, ti copri. Pulisce l’aria. quando esci e respiri a pieni polmoni l’aria gelida ti senti in corpo una scossa e un’ondata di leggerezza, sembra che entri e si porti via tutto: tutti i problemi tutte le preoccupazioni. Solo che ora non riesco a scavare a fondo nei polmoni…è brutto essere schiavi delle proprie ansie e paure, non riuscire a tuffarsi per paura di farsi male: la palla magari potresti prenderla… ci vuole solo il coraggio!

“…senza orologi quel volo tra stelle e cenere andrà…”


riassaporare

giugno 22, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di Hop Frog

tratta da flickr.com dall'album di "Hop Frog"

fa freddo… sono uscito per far fare la pipì a Charlie. Non sembra che fino all’altro ieri si moriva di caldo. Sembra di essere in quelle giorante invernali che magari sono tutte soleggiate ma che poi si abbassa la temperatura. tutti i nostri sensi diventano molto recettivi e l’aria ci sembra più fresca. entriamo in casa… quanto saremo stati fuori? 10 minuti… e nell’aprire la porta veniamo avvolti da un profumo, tisana: “pesca e frutto della passione”! Era da tanto tempo che non la bevevo, che non lasciavo liberare questo dolce aroma. E così mi riempio le narici chiudo gli occhi e mi sento in forze…

com’è strano cambiare in continuazione ambito, darsi da fare in situazioni diverse e lontane. Perchè non sai mai come approcciarti, cosa dire e come comportarsi. Gestire la tensione a seconda delle situazioni diventa un’arte. Ed è la bravura dell’artista che fa diventare un evento capolavoro. ci vuole solo esperienza, ma che fatica. E così oggi mi ritrovo come anni addietro a caricare piccoli frammenti di memoria, per giocare al tempo che ci cambia.

dobbiamo essere grati a chi ci mette ogni santo giorno i bastoni tra le ruote, a chi ci mette in discussione e nei casini. Perchè ci fa capire davvero cosa vogliamo noi. Per cosa lottiamo e tempra la nostra determinazione, senza portarla all’ossessione e alla cocciutaggine. Non sempre i mali vengono per nuocere, ma allora non sono mali… beh diciamo che a prima vista sembrano fallimenti, poi si rivelano grandi vittorie!!

“…he got joo-joo eyeball he one holy roller…”