incertezze e prospettive

novembre 20, 2016
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tratta da flickr.com dall’album di “Marco Poggiorini”

per avere una vita migliore dobbiamo sforzarci di praticare di più l’empatia. è troppo facile vedere gli altri tutti uguali e noi stessi al di fuori delle categorie con cui giudichiamo, fermiamoci: siamo tutti un po’ speciali, siamo tutti un po’ uguali. il giorno in cui lo accetteremo, vivremo più sereni. spesso appiattiamo le persone attorno a noi perchè non siamo disposte a fare lo sforzo di vedere il mondo dalla loro prospettiva e quindi fatti e azioni che per noi sono semplici e scontate in realtà hanno per altri un peso ben maggiore. il che non vuol dire che un errore non lo è più – resta tale. capire la prospettiva aiuta a trovare una soluzione, aiuta a sopportare meglio, aiuta a trovare le idee giuste, aiuta a vedere cose che tutti gli altri non vedono.

proviamo a preoccuparci un goccino di più del nostro prossimo – chiunque esso sia – e un po’ meno di noi stessi. riscopriremo, però, che è nel dare qualcosa di nostro a chi è nella nostra vita che completiamo e miglioriamo chi siamo e come stiamo. senza esagerare, ma tenendo anche conto degli altri, vivremo meglio. magari ogni tanto dovremo sopportare stranezze, torti, incomprensioni, ingiustizie, furbizie e cattiverie…però ci resterà una vita più piena, più lunga. un pezzettino di noi in qualche angolo del cuore di chi abbiamo la fortuna di avere attorno.

“capitano li abbiamo davvero battuti?” “sì, anche questi!” “ora le semifinali. nessuno ci credeva, eppure…” “eppure anche ‘sta volta ce l’abbiamo fatta” “ogni giorno mi chiedo come sia possibile che siamo noi a competere con questi squadroni, siamo così poca cosa” “non lo dire, non è vero. c’è stato un momento nella mia vita in cui ho pensato di provare a giocare con loro..” “poi come è finito qui?” “perchè non era il mio sogno quello”

“…Pochi capivano il jazz, troppe cravatte sbagliate…”


curve e calore

giugno 30, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di -LucaM-

tratta da flickr.com dall'album di "-LucaM-"

era una calda gioranta. non stiamo a precisare quando e dove! potrebeb anche essere oggi, domani o ieri… l’importatne è che faceva caldo. Si sta scomodi nei propri vestiti quando si suda…. e anche senza maglietta si muore lo stesso dal caldo, il sudore ti cola fin dal collo lungo tutto il petto… fastidioso. E’ in questi momenti che preferisci il freddo, perchè ti puoi coprire da quello, ti puoi proteggere, dal caldo no! Servirebbe un bel bagno in pisicna, ma non c’è tempo… nonse ne trova o forse non si vuole trovare….

fa impressione come percepiamo il mondo. Quanto varia la nostra dimensione della realtà. Oggi siamo delusi da quella persona, e poi scopriamo che in silenzio ci ha voluto più bene di tanti altri chiacchieroni. Solo che se dovessimo discutere ogni scelta non si finirebbe più! E poi? poi scopri che sei tu che ti sei fatto un’idea distorta. Basta aspettare, il cielo si schiarisce tutto torna chiaro e le incomprensioni volano via. E’ già la seconda volta che mi capita simile ma diversa… e ho sempre fatto sempre la scelta migliore a pensare bene… grazie!

che sia una sua caratteristica peculiare? però non può essere che una curva sia sempre così ripida! E che per quanto il guidatore possa essere bravo alla fine cade e non arriva tanto oltre. Strade… fanno paura poi. Non sai come prenderle, troppo veloce perdi il controllo, troppo lento non hai abbastanza velocità per i tornanti. E così fa piacere vedere di non essere il solo ad essersi impiantato a quella curva, forse bisogna calibrare l’assetto o, meglio, cambiare strada. Teoria del ristorante.

“… girls be all on us, from London back down to the US…”


blocchi e barricate

giugno 16, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di ari force One

tratta da flickr.com dall'album di "ari force One"

è dura dover trovarsi dall’altra parte della barricata! perchè ti rendi conto di quanto sia impossibile difendere certi ideali, proprio per impossibilità di azione. Capsici di più gli altri e ti chiedi se allora eri tu che sbagliavi. Se era solo un’eccezione. E rimani là fermo. Ora capisci cosa vuol dire… e non è bello. COsì invidi quei tempi passati, belli, ma lontani e irripetibili! Non capisci, sei in una dimensione lontana, senza tempo… continua, quando c’è sempre stato un salto!

Una pulce all’orecchio… ti chiedi però come sia possibile che nessuno mai ci abbia provato e che tu, nel tuo piccolo sia il primo?! o comquneu uno dei pochi. Allora il dubbio diventa se nessuno abbia mai voluto. Come se si sentissero legittimati, da quella continuità che ora è l’odinario. Sempre qualcosa davanti, pronti a giustificare l’ingiustificabile, a difendere il colpevole, ma senza parole di fronte a chi ci prova… perchè sta in mezzo. Ma diventa questo avere coraggio.

Finalmente succede, andare allo sbaraglio, sapendo che non ce la faremo, ma per il gusto di provarci. Senza nulla da perdere, questa volta, ma le prossime… sì che sarà dura! sì che si vedrà la resa dei conti. Ma penso che sia ciò di cui abbiamo bisogno, una batteria preliminare di scrematura, di allenamento… per poi! Per poi andare e credere che ce la possiamo fare. Fino in fondo, fino all’ultimo. Ora sta solo a noi andare non con la paura di sbagliare, ma con l’arroganza di potercela fare, se tanto non c’è nulla da perdere.

“…con due mani così lievi che sentivo dolore solo un po’…”