accorgersi dei dettagli

dicembre 31, 2017
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tratta da flickr.com dall’alum di “coffee-dog”

la speranza per un domani. che in fondo dopo tanti anni smetti di avere le forze per sperare, per credere che le cose possano andare meglio. Ci rassegnamo, pensiamo solo che quello che resta da fare è stare a galla. Nessuno sa cosa ci aspetta, sappiamo soltanto cosa ci è capitato. Sta a noi decidere se vale o no la pena di costruire qualche cosa che resti domani. Sta a noi capire quali vogliono essere i nostri pilastri!

se non cambiamo, sappiamo già come le cose andranno a finire. se non ammettiamo le nostre debolezze e paure non otterremo mai nulla. Ci vuole coraggio e forza a stare in piedi, ce ne vuole a rialzarsi e a camminare. Il cambiamento è ciò che c’è di più diffiicle, perchè scardina le nostre certezze per poter andare oltre. Così è nella motivazione del nostro cambiamento che sta il segreto. La direzione, beh quella viene dopo e in qualche maniera si può aggiustare, ma cosa ci spinge no.

Alle volte penso ai libri, ai film alle canzoni. penso ai dettagli. Alla scelta degli aggettivi, ai titoli di coda, ai passaggi strumentali. Sottigliezze che spesso risultano in secondo piano. Sottigliezze che spesso risultano dimenticate, per poi essere riscoperte ad una seconda rilettura, una seconda visione o ad un altro ascolto. ma lontano nel tempo. Quando siamo divevtati delle persone diverse, forse sempre più sensibili.

“…una vita da mediano a recuperar palloni…”

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l’alba se li porta via

agosto 6, 2011
tratta da flickr.com dall'album di "unNickrme"

tratta da flickr.com dall'album di "unNickrme"

pensandoci dovrei scrivere un libro su tutte le tampe che ho preso in matematica. ci farei un’enciclopedia. perchè le trappole più comuni sono banali, ci cascano tutti e spesso non se ne allontanano troppo, le migliori sono quelle da intermedio, da avanzato. quando possiedi buoni strumenti e gli argomenti che tratti sono i più vari e disparati. e così ti rendi conto che delle volte impari più teoria facendo un esercizio che studiando paginate di teoremi. altre volte invece fatichi come un cane perchè brancoli nel buio nella teoria. è roba seria, mica storielle.

più ci penso e più mi torna in mente la città di notte. coi suoi silenzi. con le macchine che si muovono. i taxi in attesa di clienti e qualche bar aperto 24h. io se potessi vivrei di notte, perchè di notte tutto è più chiaro, di notte ogni cosa è nitida e i rumori sono attutiti. sembra quasi che quando arriva l’alba e il sole si porti via l’incanto e il mondo, la città torni a strillare.

ora bisogna ricominciare. andare oltre, seguire l’istinto. credere che sia possibile vincere quella battaglia. il campo è sfavorevole e pure la stagione. se ci pensi però di battaglie ne hai vinte in passato, certo allora era tutto diverso. ora però se tu non sei convinto non ha nemmeno senso scendere in campo a giocare. pausa. tu stai tranquillo, io adesso entro e non faccio passare nemmeno un giocatore dal mio lato. era terzino, giocava a calcetto. c’aveva la faccia.

“…e dopo la terra il mare…”


vento in trincea

ottobre 12, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di Valter Jacinto | Algarve - PT

tratta da flickr.com dall'album di "Valter Jacinto | Algarve - PT"

cos’è che cambia le nostre giornate? non saprei proprio. A votle un dettaglio,a ltre serve direttamente l’intero quadro. Ma fattostà che le giornate evolvono, cambiano. E tu a votle ti vedi come un soldato che cerca di arrivare a fine giornata… che cerca di sopravvivere, e forse ce la fa anche, senza incasinarsi da solo. Lui! in trincea. in attesa che sia il momento giusto…ora è solo guerra di strategia, perdere il minor terreno possiblie, il resto si vedrà!

c’era vento oggi per strada, e tutte le foglie svolazzavano in giro. Sembrava la scena di American Beauty, solo che non eravamo in America e non c’era la voce fuoricampo che spiegava, c’erano solo i miei occhi che guardavano. E’ così complesso il mondo, quante difficoltà, differenze o piccoli particolari che oggi ci sfuggono, ma domani ci appariranno in tutta la loro pienezza. E’ che non sappiamo dove guardare, perchè non percepiamo mai la vera essenza delle cose, già tanto se siamo in grado di ricostruire mentalemente il mondo che ci circonda e le strade che percorriamo ogni giorno

il sonno a volte ti prende  non ti lascia, non è che nonn hai dormito la notte, è che ti senti stanco, vorresti chiudere gli occhi e lasciare che il tempo passi, senza nemmeno che tu te ne acorga, così vorresti poter dormire, ma la vita te lo impedisce, sempre! e allora che è più dura, quando non puoi! quando ti trovi senza forze..ma basta resistere, fino a quando il sonno se n’è andato e tutto resterà come prima…

“…I try to stay awake and remember my name…”


I love radio

settembre 11, 2009
tratto da flickr.com dallalbum di ross Muarry

tratto da flickr.com dall'album di "ross Muarry"

adoro la radio… ma non per le canzoni che passa, per le risate che ti fa fare. Ci sono due cose che per me la rendono unica. La voce e la compagnia. Già, provate ad ascoltare la radio, le voci dei presentatori, come sono limpide, pulite, scandite. Le adoro. Hanno un’intonazione hce non è da microfono, nè da recitazione, è da radio…e resta poco! Che bello sentire quelle vocali così marcate quelle parole così quotidiane, ma importanti, perchè ora stanno in radio. La radio non è solo musica, solo pubbilictà, solo approfondimenti… la radio è anche compagnia. Quell’interazione che c’è tra te ascoltatore e tu presentatore. Quel sapere che sei ascoltato, rende la percezione dei programmi ancora più sofisticata….

Ciascuno ha i suoi mezzi per ascoltare la radio… c’è chi la sintonizza sullo stereo. Chi se ne compra una portatile, e la mette sulla scrivania dell’ufficio. Chice l’ha sul cellulare; chi la ascolta online; chi si è comprato quelle radioline portatili, chi l’autoradio. Ognuno il suo. Nessuno giusto, nessuno sbagliato. Solo forme diverse. Perchè poi è vero che ci può piacere perchè è comoda, o perchè varia, ma quello che ci piace è che c’è sempre! Ed è una sicurezza, forse è ridicolo ma sapere che accendendola posso sentire qualcuno, beh…a volte aiuta. Non dicono verità assoltue, semplicemente oggettivano quello che tu hai sempre pensato, ma detto alla radio è tutto diverso

Ci sono vari momenti in cui possiamo ascoltare la radio. E mi piace sempre immaginarli. Dopo pranzo sdrarito sul letto, al computer mentre lavori. In ufficio o al posto di lavoro. E comunque noi tutti che la ascoltiamo siamo accomnati dalla nostra natura. C’è chi aspetta assieme il fine settimana. Chi la fien della giornata. Poi adoro chi ha ancora il coraggio di ascoltare le partite per radio, forse più per necessità che per scelta, ma è stupendo il sentire e l’immaginare il gioco e poi…situazioni che ribaltano tutto senza che tu nemmeno lo possa dire. Fantastico. Ecco. Forse la verità è che adoro la radio, perchè è semplice… e qualsiasi cosa trasmettono passa per la mia imamginazione, grazie!

“…vecchia pista da elefanti stesa sopra il Macàdam…”


gennaio 7, 2009

è che alle volte c’è un senso di oppressione su di noi. Come un’ansia continua. Di che cosa?! non lo so bene… forse di avere sbagliato, di avere combianto un guaio irrimediabile. O che ne so… Già e difficilmente ce ne liberiamo. E’ faticoso superare il pregiudizio verso di noi e verso le nostre critiche. Ma poi, alla fin fine, siamo noi a vivere male. A non sentire il momento, perchè siamo proiettati a proteggerci per il dopo.

Avete prensente quando alle volte capita un fatto, che te ne risolve 3 e ti dà una speranza in più. Una serie di fortunati eventi. Ne capitano raramente, ma non ne siamo mai grati, lo riteniamo il minimo. E invece no. Dovremmo saper dire anche in qusti momenti “grazie” e renderci conto del disegno su di noi. Perchè a volte è  difficile, ma pian piano le linee si delimitano, i colori si marcano e le ombre si inscuriscono… fino a disegnare quell’unica strada che è la vita.

è che fa piacere tornare… dopo un po’ di tempo. Dopo essersene andati, non tanto per volontà nostra, ma per necessità e dovere. Così col tempo la situazione si assesta e finalmente è chiaro ciò che c’è. Come quando si scolpisce il legno. Le sceggie e i ritagli vanno a sovrapporsi all’oggetto e così i dettagli si perdono, ma poi con un soffio, tutto è più bello, chiaro e definito. Ed è un po’ così anche la vita. Che a votle fa bene fissare le idee la situazione.

Non ero solo in quella stanza. C’era un altro signore, alto, con la giacca verde e il giorale sotto il braccio. Occhiali spessi. Ma nel suo viso c’era qualcosa di strano, come una ruga di tristezza e di stanchezza, come se il tempo non lo sorreggesse. Come se non bastassero le forze, ma lui era là, ad aspettare, a sotterrare queste impressioni, per dimostrare chi era. Poi basta poco, una vite che cade, un cellulare che squilla o un clacson fuori e il silenzio si rompe, così ogni dettaglio catturato prima, in quell’uncia occhiata svanisce… e rimane annebbiato nella memoria.

“… don’t go talking too loud, you’ll cause a landslide, Mr. Jones….”