cercare la voglia

agosto 19, 2012

tratta da flickr.com dall’album di “bandini’s.on.fire”

scegliere non è per tutti. quale strada intraprendere è sempre una dura decisione; delle volte ti capitano stradine che ti portano poco lontano, ma ci sono altre volte in cui è difficile se non impossibile tornare indietro. tutte le scelte sul nostro futuro, tutte le grandi decisioni della nostra vita. e torniamo ad un paradosso della scelta, scegliere di non avere un’opionione è una scelta: se ad un bivio mi fermo il tempo di sicuro non mi aspetta e forse quelle vie che potevo percorrere piano piano si chiudono l’una dopo l’altra. di una sola cosa sono sicuro, che tutte le strade ci portano avanti, all’ultimo traguardo, quando là sì che saremo dei grandi vincitori.

tendo ad essere poco produttivo quando fa troppo caldo o troppo freddo, ci vogliono le mezze stagioni. la verità per ora penso che sia che non mi sono ancora convinto a voler lottare sul serio, come se puntassi semplicemente a gareggiare, senza nemmeno volermi piazzare. come a dire che è più facile non confrontarsi, preparsi male e poi ovviamente andare male. non è la quantità che conta, ma la qualità della quantità. ‘capitano che si fa?’

c’è un tempo per tutto, precorrere troppo i tempi rischia di bruciare la nostra percezione. fareste mai leggere il ‘Don Chiscotte della Mancia’ ad un 13enne? se anche ce la facesse tante di quelle citazione andrebbero perse. molto spesso mi rinterrogo su quanto mi sia perso da certi classici letti quando, forse, non ero ancora pronto. il grande problema è che poi tutto questo scompare e preferiamo abbandonarci alla non lettura. sono comunque pochi i libri che ho avuto la forza di rileggere, non a ricominciare dopo averli abbandonati, e provare a ricapire. uno su tutti: ‘il Giovane Holden’.

“…The smile on your face  let’s me know that you need me…”


cosa voglio?

maggio 20, 2012

tratta da flickr.com dall’album di “federica.piersimoni”

non è mai facile capire dove vogliamo andare. c’è chi ha un solo sogno, da sempre; c’è chi sa cosa non vuole; c’è chi guarda solo agli altri: c’è chi semplicemente aspetta. il problema è che il tuo sogno si può infrangere, che alle strette ti ritrovi a dover fare quello che odiavi, che gli altri pure possono sbagliare e che il destino ti lasci semplicemente andare avanti, senza meta. porsi un obiettivo, vivere con delle mete a breve medio e lungo termine. io ho paura di sognare a medio termine. a lungo non ci provo nemmeno. perchè so che ormai il tempo passa e forse certe scelte non le puoi più fare, ora.

le generazioni non si sanno parlare. chi è più vecchio pensa di sapere tutto e chi è più giovane non accetta di imparare. delle volte è difficile cedere il passo, sapere quando c’è bisogno di esperienza o quando di novità. il fatto è che far pendere l’ago di una bilancia solo da un lato o dall’altro comporta squilibri e cedimenti. e spesso, a sfidarsi, giovani contro non-più-giovani, finiscono sempre a prevalere i secondi, più che altro perchè sanno a cosa vanno incontro. ma non si va avanti scontrandosi.

il vero piacere sta nel cogliere un’occasione casuale e valorizzarla. basta poco in fondo, una canzone, un balcone e un piatto di pasta. sogno la perfezione di quel tramonto. sogno di lasciare fuori tutti i miei pensieri e le mie responsabilità. io, ci voglio credere insomma. che poi alla fine basta davvero poco e tutto all’improvviso diventa nostalgico. come direbbe una mia amica “ti ci vogliono questi momenti”, “sì, ho bisogno di vedere che il caos più totale da lontano è quasi fermo”.

“…mentre la tiù diceva, bevila perchè…”


quanto crediamo nel domani?

febbraio 7, 2011

tratta da flcikr.com dall'album di "atta."

l’arma vincente per quando il mondo va a rotoli è un sorriso. Non tuo, non siamo banali. Ma della persona giusta, al momento giusto. Pensateci, se sulla vostra capanna piove a dirotto vedere gli altri tutti belli e sorridenti vi indispone ancora di più verso il mondo. C’è chi la vive com un senso di ingiustizia, chi invece se ne sbatte e pensa semplicemente che l’uomo è diviso in due categorie: a chi va bene, e a chi va male.

ci vuole un sorriso della persona giusta, al momento giusto. basta anche solo che ti saluti sorridendo, cambiando espressione solo per te. basta anche solo ti dica grazie. oppure ti guardi, anche solo per un istante. tutto cambierà. almeno, nonostante la pioggia a dirotto, sai che una luce fuori c’è. e ci puoi arrivare, perchè è vicina a te. Viviamo troppo spesso trincerati nei nostri sentimenti, di odio o di amore; non riusciamo a capire dove mai andremo a finire, cosa ci porta il domani. non riusciamo perchè la nostra posizione è irremovibile. siamo conservatori nostalgici di professione. pensiamo che la perfezione stia nel passato. quanti hanno davvero fiducia nel domani?

pensare che smetta di piovere durante la stagione delle pioggie è da illusi. immaginarsi che dopo il terremoto tutto torni alla normalità è follia. la vita spesso è soggetta a piccoli o grossi smottamenti, ma nessuno, ripeto, nessuno crede che si potrà mai arrivare ad un domani. manca la progettazione, manca l’intuito. la prima domanda deve essere cosa vogliamo dal nostro domani? poi tiriamo fuori gli attrezzi che abbiamo(il nostro passato, la nostra persona). a questo punto bisogna pensare a dove vogliamo arrivare e quale strada percorrere. così sarebbe facile,  il problema è che non possiamo fare un tragitto rettilineo. andiamo avanti e scopriamo la strada in corso(magari la strada più veloce non è la migliore, o nemmeno ci arriva. tragitto locale, tragitto globale.

“…anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti…”


non sapere di vincere

febbraio 5, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "HOLLi*"

nessuno di noi si ritiene fortunato. ci diciamo sempre che la fortuna gira solo per gli altri e mai per noi. e il bello è che a chiedere agli “altri” nemmeno a loro le cose vanno bene. nessuno è ami felice. Alle volte il mondo è perfetto, ma quelle sono rare eccezioni, momenti che poi passano, nel bene e nel male. l’unica grande verità è che siamo affossati da questo enorme peso che è la vita. tutto sembra franarti addosso, e solo a te. ti senti al centro del tuo mondo e non capisci che in realtà anche l’altro se la passa male, se non peggio. così è la vita e tu ci puoi far ben poco se non incassare la maggior parte delle volte e poi ogni tanto sferrare qualche colpo. alla fine ne uscirai sconfitto, come sempre…ma almeno hai lottato con intelligenza. pronto a nuove sfide, che magari vincerai.

alle volte capita di vincere la lotteria e di non saperlo. capita di camminare per strada e quello dietro di te ti salva la vita. capita che le cose vadano bene a te, ma lontano da te. il fatto è che non ce ne rendiamo conto, siamo troppo concentrati a vedere le cose vicine. miopi. e ci perdiamo spesso i colpi migliori. altre volte ci sembra che il biglietto che ci è capitato più che una vittoria, sia una sconfitta, ma anni dopo non sarà più così. la difficoltà nel valutare un’azione è nel rapportarla al tempo. non possiamo volere solo cose negative oggi e positive domani, andando avanti così ci saremmo privati di una fetta della nostra, se non tutta. come nemmeno possiamo volere solo cose buone subito, alla lunga ci farebbero solo male. equilibrio.

“da quant’è che non ascolti un disco?” già. ci sono dei piaceri di cui ci priviamo troppo spesso perchè ci sembrano inutili o non sappiamo trovargli tempo. non sappiamo che le cose vanno male punto e basta. non sappiamo che non saranno quei cinque dieci minuti a cambiare l’esito del mio futuro, sopratutto se è per un lavoro. dare il massimo ma ottimizzando, perchè a usare tutto il tempo finisci che sei poco produttivo, mentre invece a usarne poco dai il massimo(ma potevi fare di più…)! è ciò ceh ci è ignoto, da sempre. per sempre.

“…e forse un giorno lo capirai…”


far far away

gennaio 19, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "www.synkadv.com"

“one unpon a time…” e poi si inizia con la storia. bella o brutta, ma inizia la narrazione. e tu te la immagini.  ci metti immagini del tuo passato, delle tue esperienze, dei film che hai visto. tutto in un gran calderone, l’intreccio si svolge, ma in realtà lo sviluppo è a livello di singolo dettaglio. non riesci a focalizzare il tutto, ambienti e caratterizzi idealizzando, c’è solo un dettaglio che risalta.  così ambientiamo in non luoghi in universi che ci sono noti, ma che non sempre sappiamo riconoscere. sono quotidiani, ma lontani.

“there was a princess who lived in a castle…” sì, ma che castello? e questa principessa com’era? come si vestiva, come si comportava. che pronuncia aveva. è un po’ come quando conosci di fretta le persone. le caratterizzi al volo in maniera superficiale, non perchè non hai dati, ma perchè le devi catalogare. devi cercare di costruire rapporti a breve termine, non puoi andare a scavare affondo, devi navigare in superficie, in una superficie in cui anche lei galleggi. così cerchi qualche interesse comune, luoghi o persone che vi associno, non è che faccia tanto, ma aiuta. è come se per transitivià un piccolo passo fosse già fatto. ma alla fine ci rendiamo conto che è davvero esiguo il numero di persone che obiettivamente possimao dire di conoscere. non tanto perchè è quantitaviamente poco, ma è qualitativamente scadente, in media. siamo soli? no, c’è gente che conta attorno troviamola.

“…and they all lived happily ever after.” il gran finale. ci siamo sbattuti per tutta la giornata, per tutta la nostra vita, per tutto il periodo in questione, abbiamo ucciso draghi, salvato principesse, sconfitto streghe e maghi girato il mondo, e ora ci vuol un gran finale. che finsica bene per i buoni e male per i cattivi. ma mettere un punto definitivo non si può, e inoltre la vita va a scale. a volte scendi e a volte sali, non è che una sia meglio dell’altra, sono altre prospettive. il grosso problema è che non accettiamo i finali che ci propongono. pensiamoci un attimo. siamo sempre a desiderare qualcosa che non abbiamo. vediamo sempre la macchia, il lato negativo. questo può spingere una persona a migliorarsi, ma rischia, alla lunga di non rendere al vita un bello spettacolo. alle volte ci penso e vorrei tanto potermi sedere a bere una bella tazza di the, leggendo il giornale e ascoltando la radio, senza pensieri. ti dici che in settimana non puoi, nel week end c’hai le tue cose da fare e non c’è mai tempo. così rimandi tutto alle vancaze, ma ti rendi conto che non ha lo stesso sapore, là vorresti esser pieno di cose da fare, e invece il tempo non passa mai. il fatto è che non ci accontentiamo mai. bene, si deve migliorare, ma alla lunga ti logora dentro vedere sempre il mondo dal lato scomodo.

“…like a rolling stones…”


mettere in ordine

febbraio 18, 2009

 

tratta da flickr.com dallalbum di kosenrufu_mama

tratta da flickr.com dall'album di "kosenrufu_mama"

 

rieccoci qua. Con qualche domanda in più e le solite risposte che non ci sono… che non sai nemmeno dove cercare. E’ che a volte la giornata si capovolge così rapidamente che non te ne rendi nemmeno conto…che prima sei triste e preoccupato. Poi ti ritrovi con un sorriso sulle labbra che ti fa pensare che c’è speranza. che le cose andranno meglio, prima o poi…. E’ semplicemente una questione di percezione del mondo. Perchè serve davvero una sola scintilla a innescare il processo e a veder tutto con un’ottica migliore… così come basta un granello di polvere a rovinare ogni cosa…siamo instabili.

mettere ordine…già!quante volte ci viene detto dai nostri genitori? quante volte siamo noi a voler mettere in ordine nella nostra vita!? e quante volte ci riusciamo!? raramente. Già perchè penso che mettere ordine voglia dire applicare una logica allo spazio-tempo in cui viviamo…perciò credo poco nelle persone che vogliono loro risolverti la vita, che sono loro a metterti a posto! Perchè per quanto possano avere una logica simile alla tua, non sarà mai uguale e così arriverà il giorno in cui non riuscirai a trovare ciò che cerchi…a rovistare nella tua vita e a incasinarla ancora di più…

Credo invece nelle persone che ti aiutano… che ti dicono cosa devi ottenere, che ti dimostrano come hanno agito loro, lasciandoti poi libero. Perchè sei tu che devi mettere ordine…sei tu che devi dare le etichette a ogni raccoglitore. Poi tutto si sistemerà e solo ogni tanto bisognerà spoleverare e cambiare radicalmente non sarà più necessario…basterà ogni tanto cambiare il posto ai mobili.

Jazz…è che me lo ritorvo quando meno me lo aspetto. Sempre. Quando non ho idee, quando non centra… invece compare e starvolge quello che pensavo di quell’istante, di quel posto di quella persona. Solo che… solo che rimane poi lontano e oscuro.

“…I think about the implications…”


stati d’animo

febbraio 18, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di blo0wlTt

tratta da flickr.com dall'album di "blo0wlTt"

E’ che alle volte è brutto svegliarsi con un senso di nausea addosso. Che non hai fame, che non ti va di fare nulla, che rimandi sempre a dopo le cose… non perchè non hai voglia, ma perchè non hai le forze. Ti sembra tutto tempo perso. Poi però ti sidei un attimo e ti rendi conto che la vita è più un casino, e che se anche ti siedi a vederla lei va avanti… e quando c’è una valanga che tu sia in un rifugio o in pista verrai comunque travolto se ti fermi.

Non so nemmeno io come mi sento in questi giorni. Ho sbalzi di umore, alle votle mi sembra di vivere la vita al rallentatore, altre di viverla ai mille all’ora. Non capisco nemmeno io cosa aspettarmi dal futuro che mi ha insegnato quanto possa essere oscuro e imprevedibile. Perchè magari ti prepari bene per un qualche esame vai e sei a mala pena sufficiente… ti ripresenti ugualmente preparato ed è andato davvero meglio… chissà?! potessimo saperlo.

Ma il giorno è bello, perchè ci regala un sole caldo e luminoso che ci imbianca la pelle e ci fa sentire quasi vicini alla fine… o all’inizio?!

“…che responsabilità si hanno nei confronti degli altri esseri umani che ci vivono accanto….”