voler essere il più

marzo 11, 2014

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uno dei più grandi problemi che, in fondo, ognuno di noi ha è capire chi siamo davvero. non tanto intesa dal punto di vista di ricerca di un’identità in senso positivo quanto più l’affermazione del nostro io. perciò quando siamo persi nel non riconoscerci, nel non avere delle misure con cui rapportarci allora l’unica strategia resta quella di essere ‘più qualcosa’ rispetto agli altri. il fatto è che a breve termine questa strategia ci appaga, ci gratifica ci fa sentire meglio. ma una volta passata l’onda il vuoto resta, forse ancora più grande perchè ora non ci basta più dove siamo arrivati.

quando si è al chiuso il cielo fuori pare avere un colore più azzurro. il mondo all’esterno sembra essere più bello. vorremmo semplicemente non essere dove siamo, ma altrove. ci sono rari episodi in cui questo nostro desiderio di libertà viene esaudito, imprevisto di solito. e allora ci troviamo fuori, a respirare l’aria fresca sentendo quell’emozione addosso che ci rende il momento ancora migliore, diffficilmente riproducibile.

era un piano geniale. studiato in ogni minimo dettaglio. pianificato. fallì, il muro era quello sbagliato. la tattica era quella di non prendere gol, non bastava bisognava segnarne almeno uno. “buon lavoro ragazzi!”. giocare a non perdere è una tattica che funziona nelle emergenze, che dà frutti a breve termine, ma alla lunga demotiva. serve quando ciò che si vuole evitare è la sconfitta, ci vuole allora un cambio di mentalità. un nuovo piano da studiare.

“…fanno finta per non farsi infastidir…”

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sonno, sogno

agosto 15, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "TheAlieness GiselaGiardino"

silenzio attorno. Buio. Sotto le coperte a pensare a guardare attraverso la finestra. Senza capire cosa sia cambiato, cosa sia stato. Quella goccia che ha fatto traboccare il vaso. Con quella rassegnazione in corpo che ti fa dire “no”.  Poi pensi alla giornata, a come sia stata vuota. Ma quello è solo perchè non te la ricordi, la concettualizzi. E’ molto più intensa la vita che il passato. Waterloo, come se fossi in esilio a Sant’Elena. e poi?! poi si cerca di fuggire lontano, ma non arriveremo mai da nessuna parte.

siamo nel sogno ora. LA logica non c’entra. Solo i nostri pensieri, solo le nostre idee. Siamo noi a comandare. Così creiamo una realtà, ma affine, parallela. Un mondo uguale, tranne che per qualche legge. Come a dire: “è così, ma con una differenza”. Poi però inizi l’avventura. Chissà perchè ma i sogni mi capitano sempre in prima\terza persona. Forse li vivo con l’ottica in prima persona, ma è come se la narrazione e le scelte fossero altrui, e io sono solo uno spettatore. Poi si va avanti, fino a quel filo sottile di relatà sogno in cui rumore e luci del mondo si mischiano a rumori e suoni onirici, fine.

E ora col sole ti svegli, tutto è più chiaro. Hai capito. E’ come se un raggio di sole passasse attraverso un vetro trasparente, in realtà questo  non è così, filtra leggeremte la luce, la scurisce. Aprendo la finestra è più chiara, più serena.  Così nella vita. Questa è la chiave di tutto, un vetro attraverso cui ci passa la realtà e noi non la capiamo, noi non ce ne rendiamo conto di come la filtriamo. Ci vorrebbe qualcuno che questo vetro ce lo rompesse, il fatto è che poi fa freddo entra l’acqua e non siamo più protetti.

“…ombre dure adatte all’ora…”


utopie

febbraio 22, 2009
tratta da flickr.com dallalbum diparri67_I_tell_I_live

tratta da flickr.com dall'album di"parri67_I_tell_I_live"

se bastasse una canzone per andare un po’ lontano. Fuori dai problemi e dai giorni tristi e girgi. Se bastasse un astronave per volare su nel cielo, dove brillano le stelle e sta su anche la luna. Se bastasse una parola per spiegare i sentimenti, per capire cosa proviamo e per chiedere anche scusa. Se bastasse un po’ di sole per portare calore in cuore. Se bastasse un solo attimo per creare un rapporto, amicizia o sintonia. Se bastasse un giornale per sapere la verità… chi lo sa che mondo sarebbe!

E’ che a votle cerchiamo le soluzioni più comode, ci aspettiamo risposte che siano facili, che non costino fatica! MA la vita è in salita. Perchè le cose per cui vale la pena lottare fanno sudare e sanguinare, ma poi quando le hai, quando sono tue…beh ne è valsa la pena! E’ solo che a volte non basta la realtà, ci serve qualcosa in più…un’ispirazione che ci dia le forze per andare avanti.

Però al contrario a volte al posto di gesti plateali e complicati basta un piccolo e semplice gesto. L’importante è che sia intenso e pieno di sentimento…allora sarà davvero efficace al suo scopo. E se invece lo si elabora troppo si rischia di renderlo pesante e che l’effetto sia l’opposto! pazzesco vero…ma è così! Il problema è che è davvero difficile traslare i nostri pensieri nei ragionamenti degli altri e stupirci di quanto, in realtà, non siamo tanto diversi! Semplicemente manifestiamo diversamente

“…e si può credere alle favole anche se, fai a pugni con il mondo…”