di ritorno

ottobre 21, 2010

oggi è stata una di quelle giornate che è meglio avere finito. ti svegli col mal di gola, che fai fatica a deglutire. niente bici. si va col 67. Ammucchiati e ammassati, di fretta. Poi freddo nell’aula, stanchezza. Si corre a ritirare le tessere, di fretta che poi chiude. Si mangia da soli perchè non si fa in tempo a tornare per mangaire coi compagni. Si seguono lezioni, ma la gola si fa sentire, fa male. La concentrazione tende a calare, la mano inizia a dolere. Poi si torna a casa, 50 minuti di viaggio, traffico, gente schiacciata sul pullman, vento, freddo. Si scende dal pullan, si guarda l’ora e vedi che hai gisuto 50 minuti per startene a casa, ma

ora se fosse un film l’inquadratura sarebbe fissa sull’ora sul cellulare, chiusura di scatto e messo in tasca. Poi un dettaglio, porta l’inquadratura da tutt’altra parte il paesaggio. fantastico. Scendendo verso casa c’è torino alle 7 di sera, nuvole rosa in alto, montagne che vanno dissolvendosi all’orizzonte. La città è piena di vita ma così nitida, fresca e ben illuminata. Il sole le dona quel colore rossiccio del tramonto e le nuvole rosate sopra danno quel tocco di poesia. Ma dura poco, pochi secondi. GIusto il tempo di goderselo ricordarselo e respirare a pieni poloni. Se la giornata è valso questo… grazie.

poi dopo allenamento, torni a casa. mangi, c’è poco. nulla quasi, la dispensa è vuota. Ma c’è una sorpresa, un regalo. Un bacio di dama. ecco è qua, lo devo ancora mangiare. ma mi farà sorridere. ecco sono queste le piccole cose fantastiche che dobiamo portarci di ogni giornata. Quelle per cui vale la pena vivere. un saluto, uno sguardo, un bacio, un abbraccio. Alle volte mentre guardi un tramonto o mangi un bacio di dama la vita può essere più leggera e bella, però tornerà grigia. Aspettiamo domani

“…azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me…”

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questione di grafi

marzo 16, 2010

questione di relazioni. per capire il mondo, bisogna capire come funziona. Non troveremo mai la legge ultima, ma almeno averne un’idea aiuta! Già…perchè è soltanto quando metti le lenti giuste chi inizi a vedere il mondo diversamente. Cogli ciò che ti sfuggiva, quello che sembrava soltanto di sottofondo e invece era il tema dominante. Solo che tu che ci puoi fare?! la vita è quella. E a volte basta un grafo e tutto si chiarisce, l’importante è non avere troppe frecce, per ora.

Sono i piccoli piaceri le cose che ti rendono unica la giornata. che ti lasciano un sorriso addosso. Ti sanno rendere felice e senza pensieri. Ma nulla di complesso: andare all’università col 73, camminare per via Po e leggere i cartelli del Risorgimento, girare per la città in felpa, ascoltare la radio in macchina. Piccole nullità che da sole non sono motlo, ma messe tutte assieme ti salvano la vita, ti rendono felice. Quella felicità che era tempo che non provavi… che it lascia libero, senza pensieri solo, davvero, votato al presente!

poi sai già come finiscono questi episodi. li hai già letti quei libri. Non ti interessa nemmeno. Pura fromalità, solo che non ha senso. Non si può essere costruttori di un mondo nuovo, solo e isolato. Qualcosa dovrà pure cambiare. E ce ne vuole di coraggio. Di determinazione e di voglia di credere in noi stessi, nei mezzi che ci diamo. Era solo lo sguardo ciò che importava, la forza di combattere ci serviva, ce l’abbiamo messa ed eccoci. Pronti sempre a combattere.

“…I worry over situations I know I’ll be alright…”


nevica

novembre 28, 2008

neve… è bellissimo svegliarsi e trovar la neve che cade, e che già si è fermata sui tetti. Già, se poi devi uscire prima e spalarla, è un po’ meno bella, ma ha un suo fascino. PErchè quando nevica non fa poi tanto freddo, cioè ne potrebbe fare di meno…siamo attorno allo zero. E poi… c’è quella sensazione di magia tutto attorno. Ma la cosa bella è che spesso è improvvisa. Oggi ti svegli e non c’è traccia, domani sembra di essere in montagna. E’ questa la sua magia… che piano piano si appoggia e raffredda la superficie di tetti e asfalto fino a che non si appoggia comodamente come una leggera coperta sul divano quando fuori piove…

neve…perchè vuol dire silenzio. La pioggia per quanto fine è rumorosa, le gocce che si infrangono a terra, sugli ombrelli, nelel pozzanghere… invece la neve no… si posa leggermente, senza far il minimo rumore… chi la sente la neve? è soffice, leggera, pian piano si adagia e poi… poi tu stai a guardarla! E non sai a che pensare…perchè anche tu a starci in mezzo, ti raffreddi a poco a poco…finchè tu e la neve non diventate un’unica entità nell’ambiente.

neve… come un cuscino tutto attorno al mondo. A camminare tra le strade innevate ogni rumore è sordo. Non c’è quasi contatto con gli altri. Tutti stiamo stretti, ma in silenzio a guardare questa meraviglia della fisica. La gente per strada sembra più attenta ai dettagli, osserva in amniera diversa il mondo attorno… il lungo fiume, il ponte con tutta la neve sui bordi. I balconi, gli albrei, tutti spogli e che ora sono ricoperti da una strisciolina bianca

neve…mi piace pensare che a volte scenda per rassicurarci, coprirci con la sua leggera coperta, e ci consola e fa calare la pace sulle nostre anime, a volte troppo affannate dalle preoccupazioni di ogni giorno… per regalarci quella pace interiore che è il punto di partenza per una più lieve serenità!

“…the only living boy in New York…”