mattoncini

aprile 2, 2017

tratta da flick.com dall’album di “Fernando DC Ribeiro”

dobbiamo sempre ricordarci che è troppo facile semplificare. le cose sono sempre più complicate di quello che sembrano: perchè ci siamo dentro noi in prima persona, perchè i sentimenti, le paure e le emozioni sono nostri. perciò ogni volta che sentiamo una storia, dobbiamo fare uno sforzo enorme e capire che per chi ce la racconta alle volte anche farsi una risata può essere un’impresa quasi impossibile. empatia, o meglio, vedere l’altro in noi stessi. questo però non vuol dire che non bisogna semplificare, anzi, a volte serve proprio per poter avere una prospettiva diversa della propria vita, senza quel rumore di fondo che la distorce. è che non è mai facile.

sognare. perchè in fondo ci muove solo quello, nell’idea che il mondo possa cambiare. sperare. perchè per quanto le cose oggi vadano male, importa sempre pernsare che ci sarà un domani migliore. ricordare. perchè noi siamo la nostra memoria. non so dove andrò. alle volte è bene fermarsi e chiedersi qual è la propria rotta, dove stiamo andando e cosa abbiamo attraversato. fa paura per la prima volta nella vita avere una prospettiva così più lunga di quelle che ho avuto finora.

i mattoncini della Lego, o di come uno può vedere il mondo. da bambino mi ricordo che avevo tantissimi pezzi, presi da varie costruzioni: me le regalavano, io le montavo seguendo le istruzioni. bello. ma la cosa meravigliosa era quando poi le distruggevo e i pezzi negli scatoloni. così stavano assieme pezzi di navi di pirati, delle case della città, dei castelli e delle astronavi. e poi creavo. costruivo tanti mondi, avventure e storie. banali o meno, belle o brutte erano nuove, erano la serenità. seguire le istruzioni per poi non seguirle, quello mi ha reso felice e insegnato ad immaginare.

“…But if you try sometimes well you might find…”


incertezze e prospettive

novembre 20, 2016
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tratta da flickr.com dall’album di “Marco Poggiorini”

per avere una vita migliore dobbiamo sforzarci di praticare di più l’empatia. è troppo facile vedere gli altri tutti uguali e noi stessi al di fuori delle categorie con cui giudichiamo, fermiamoci: siamo tutti un po’ speciali, siamo tutti un po’ uguali. il giorno in cui lo accetteremo, vivremo più sereni. spesso appiattiamo le persone attorno a noi perchè non siamo disposte a fare lo sforzo di vedere il mondo dalla loro prospettiva e quindi fatti e azioni che per noi sono semplici e scontate in realtà hanno per altri un peso ben maggiore. il che non vuol dire che un errore non lo è più – resta tale. capire la prospettiva aiuta a trovare una soluzione, aiuta a sopportare meglio, aiuta a trovare le idee giuste, aiuta a vedere cose che tutti gli altri non vedono.

proviamo a preoccuparci un goccino di più del nostro prossimo – chiunque esso sia – e un po’ meno di noi stessi. riscopriremo, però, che è nel dare qualcosa di nostro a chi è nella nostra vita che completiamo e miglioriamo chi siamo e come stiamo. senza esagerare, ma tenendo anche conto degli altri, vivremo meglio. magari ogni tanto dovremo sopportare stranezze, torti, incomprensioni, ingiustizie, furbizie e cattiverie…però ci resterà una vita più piena, più lunga. un pezzettino di noi in qualche angolo del cuore di chi abbiamo la fortuna di avere attorno.

“capitano li abbiamo davvero battuti?” “sì, anche questi!” “ora le semifinali. nessuno ci credeva, eppure…” “eppure anche ‘sta volta ce l’abbiamo fatta” “ogni giorno mi chiedo come sia possibile che siamo noi a competere con questi squadroni, siamo così poca cosa” “non lo dire, non è vero. c’è stato un momento nella mia vita in cui ho pensato di provare a giocare con loro..” “poi come è finito qui?” “perchè non era il mio sogno quello”

“…Pochi capivano il jazz, troppe cravatte sbagliate…”


detto ora

giugno 5, 2011

tratta da flcikr.com dall'album di "Sauce Babilonia"

più ci penso, e più mi rendo conto di quanto certe scelte siano sbagliate, ma sul momento tu non te ne renda conto. c’è un fenomeno di perturbazione degli eventi, locale e globale. oggi cambia poco, ma ci sono dei giorni che sono davvero dei punti di svolta. e me li sarei persi. ci sono quelle volte in cui hai fatto bene ad esserci. Non è tanto la tua assenza a cambiare i fatti, ma la tua presenza. Se mi fossi ritrovato in quella situazione allora, ce l’avrei fatta, ora sarei libero, ma forse non sarebbe cambiato molto. forse sarebbe come prima.

delle volte cadiamo in circoli infiniti di ripetizioni. non riusciamo ad uscire dal nostro quotidiano.  le ore non passino. i minuti non si arrestano più. siamo in balia delle nostre precezioni. facciamo così fatica a guardare il mondo in maniera distaccata. analizziamo i successi globali, senza mai fermarci a darne una visione d’insieme. non riusciamo a vedere negli altri noi stessi, i nostri difetti, i nostri comportamenti. ci stiamo male per come una persona si comporta con noi, ma facciamo fatica ad ammettere che anche noi faremmo la stessa cosa. c’è paura a pensare che siamo uguali, vorremmo essere tutti diversi unici e speciali. putroppo, e per fortuna siamo soltanto noi.

la pioggia cade. dalla finestra del bar vedi le macchine che passano. vedi la gente che cammina proteggendosi con un ombrello, sotto i balconi. vedi le gocce d’acqua mosse dall’aria. piove e tu sei dentro. a guardare, a far passare il tempo. a cercare una realtà che non c’è, che appare. ho il terrore di finire solo, che alla fine della grande maratona non ci sia il mio capitano o il mio gregario. il mio compagno di viaggio. da solo non puoi farla la volata. non puoi arrivare in cima. il problema grosso è che troppe volte pensiamo soltanto alle scalate brevi, ma non ci rendiamo conto che la scalata continua della vita non si ferma e ci chiede sempre di più di salire.

“…i sax spingevano forte, come i ciclisti gregari in fuga…”


sei come me

marzo 6, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "Stigs"

perchè tu in fondo sei come me. pensi che nessuno sia cattivo, è semplicemente che non capiamo il suo di punto di vista, e che a volte si fanno scelte sbagliate. Anche tu ti fidi dell’altro, anche se in passato ti hanno sempre deluso, raggirato. Tu sei meglio di me. E’ più forte di te. Ti comporti come se all’altro importasse davvero qualcosa, come se l’altro fossi tu. E a volte davvero non ce la faccio. Ti vedo e trovo in te tutti gli errori che ho fatto nel corso di questi lunghi anni. Vorrei dirti quali evitare e quali no, ma non riesco. Ho preso certe botte che mai mi sarei aspettato, e che alla fine mi son servite ben poco. Altre mi hanno portato qui di fronte a te.

Non riesco a dirti che hai sbagliato qualcosa, forse ciò che io avrei voluto era diverso da quello che serviva o che tu volevi in quel momento. Non è la migliore delle scelte possibili, ma le regole le fai tu, mica io. Anzi no, le regole le fa chi vince. Chi, davvero crede che il mondo si possa e si debba cambiare. Nemmeno tu sei sempre convinto di quello che fai, ma ci metti comunque il cuore. Nemmeno tu pensi sempre di avere ragione, anzi fai  tanta di quella ginnastica per metterti nei panni dell’altro che hai quasi paura a vestire i tuoi di panni. Vivi con l’idea che è sempre l’altro ad avere l’idea migliore, a te capita solo a volte. Vivi con la paura di non arrivare alla fine della tua giornata. Anche a te da fastidio litigare con una persona, vorresti ragionare e capire dove sta la ragione per andarci assieme. Anche tu spesso sacrifichi più te stesso per non avere problemi con gli altri.

Ti assicuro che di rimpianti ne ho quanti ne vuoi. Delle volte mi siedo sul letto e mi vien da pensare come sarebbe la mia vita se avessi fatto scelte diverse. se avessi incontrato le stesse persone ma in altri momenti. se ci fosse qualcuno accanto a me. delle volte so che guardi il cellulare sperando che qualcuno ti scriva perchè gli interessa farsi sentire, sapere che c’è. senza che ci sia un vero perchè. Fa strano ma io quel messaggio lo aspetto da una vita e non arriva, ma nemmeno a te. se no quel cellulare non lo guarderesti più. se no semplicemente risponderesti, manderesti messaggi.

Quando sei sulla vetta della montagna per raggiungerne una più alta devi scendere per poi risalire lungo un’altra valle. Non è  facile. non è possbilie. Se pensi a quanto ti aspetta ancora della vita e a quanto sei stanco ti rattristi, però…

però delle volte ci sono quelle giornate piene di sole, di aria calda e di bei momenti che ti fanno capire che è davvero possibile un domani. Ti fanno sperare che le cose potrebbero andare meglio, domani. Che non siamo solo delle facce, ma delle persone, che valgono qualcosa. Che abbiamo anche noi un cuore e a qualcuno interessa davvero come stiamo. Tu non smettere mai di provare emozioni così forti, perchè se no finirai per spegnerti ingrigirti e diventare così distante da chi sei davvero che non ti riconoscerai più.

“…basta un giorno così…”


algebra, 2

gennaio 17, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "pingendiartifex"ricomincia la maratona, la 3000 siepi, chiamatela come volete!! siamo di nuovo al via. con delle analogie e dei cambiamenti… dopo un anno mi tocca rincominciare gli esami, ma questa volta del secondo anno! dopo un anno mi ritrovo di nuovo di fronte l’algebra, ma questa volta è sul serio difficile… dopo un anno ho capito cosa vuol dire prepararsi ad un esame, ma continuo ad essere teso. Dopo un anno cambi ma per certi aspetti rimani simile… solo che a volte ti spaventi, gaurdi nello specchio e non sai se sei più tu.

penso che gli sguardi delle persone siano degli oceani. degli orizzonti in cui si inabissano le pupille. E quando riesci a guardare negli occhi, dritto in quelle pupille a parlare.. sei in un mondo parallelo, solo in due! ci perdiamo tanto a non fermarci sullo sguardo, a volte ci diciamo che pare triste o cupo, ma poi ci fidiamo della parola dell’altro! a parole si maschera, ma nell’universo dei nostri occhi è impossibile mentire.. ed è stupendo saperlo leggere!

adoro il freddo, perchè lo puoi combattere, ti copri. Pulisce l’aria. quando esci e respiri a pieni polmoni l’aria gelida ti senti in corpo una scossa e un’ondata di leggerezza, sembra che entri e si porti via tutto: tutti i problemi tutte le preoccupazioni. Solo che ora non riesco a scavare a fondo nei polmoni…è brutto essere schiavi delle proprie ansie e paure, non riuscire a tuffarsi per paura di farsi male: la palla magari potresti prenderla… ci vuole solo il coraggio!

“…senza orologi quel volo tra stelle e cenere andrà…”


riassaporare

giugno 22, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di Hop Frog

tratta da flickr.com dall'album di "Hop Frog"

fa freddo… sono uscito per far fare la pipì a Charlie. Non sembra che fino all’altro ieri si moriva di caldo. Sembra di essere in quelle giorante invernali che magari sono tutte soleggiate ma che poi si abbassa la temperatura. tutti i nostri sensi diventano molto recettivi e l’aria ci sembra più fresca. entriamo in casa… quanto saremo stati fuori? 10 minuti… e nell’aprire la porta veniamo avvolti da un profumo, tisana: “pesca e frutto della passione”! Era da tanto tempo che non la bevevo, che non lasciavo liberare questo dolce aroma. E così mi riempio le narici chiudo gli occhi e mi sento in forze…

com’è strano cambiare in continuazione ambito, darsi da fare in situazioni diverse e lontane. Perchè non sai mai come approcciarti, cosa dire e come comportarsi. Gestire la tensione a seconda delle situazioni diventa un’arte. Ed è la bravura dell’artista che fa diventare un evento capolavoro. ci vuole solo esperienza, ma che fatica. E così oggi mi ritrovo come anni addietro a caricare piccoli frammenti di memoria, per giocare al tempo che ci cambia.

dobbiamo essere grati a chi ci mette ogni santo giorno i bastoni tra le ruote, a chi ci mette in discussione e nei casini. Perchè ci fa capire davvero cosa vogliamo noi. Per cosa lottiamo e tempra la nostra determinazione, senza portarla all’ossessione e alla cocciutaggine. Non sempre i mali vengono per nuocere, ma allora non sono mali… beh diciamo che a prima vista sembrano fallimenti, poi si rivelano grandi vittorie!!

“…he got joo-joo eyeball he one holy roller…”


penna, passato

giugno 14, 2009
tratta da filckr.com dallalbum di  *FataNera*

tratta da filckr.com dall'album di " *FataNera* "

poi è solo un momento di attesa, un attimo. e sei là, ad aspettare arenderti conto che queella cosa non la puoi fare, non c’è tempo..sempre di fretta e con altre urgenze! ma allora cosa ci stiamo a fare, liberi di scegiliere ma fino ad un certo punto… poi per fortuna tutto si risolve e il problema non c’è mai stato. e’ solo l’assenza di inforazioni che ci distrugge, ci incastra. PErchè ci costruiamo un mondo dentro fatto solo di scuse e fatti non veri! quando poi è la semplice reatlà a svelare tutto.

un sogno nel cassetto! una penna in mano e poche idee chiare… tutto malleablie, interpretabile, discutibile. Poi rimani là e ti rendi conto di come le cose cambino davvero poco di giorno in giorno ma ad una rapidità totale di ora in ora, di mese in mese. Infinitamente grande, infinitamente piccolo… e siamo qua a cheiderci cosa fare. A vedere un presente che ci rattrista, che ci deprime, ci fa stare male. Ma con la speranza nel cuore che qualsoa si possaa costruire… fino in fondo. fino all’ultimo!

come una fisioterapia alla gamba… ci vuole tempo perchè sia totale ed efficacie la riabilitazione. Così per certe nostre ferite della vita;: delusioni, colpi bassi, tristezze, dolori, sofferenze. E poi? poi il tempo passa e ci mette sopra una pezza. Torniamo anni dopo ad avere maturato quell’abilità di sporgerci senza farci male, di aver ribaltato la situazione.. finalmente. Ma è un passato. ora c’è il presente, ma foser a a votle ritornano….

“…sulla strada di Pescara venne assalito dai parenti ingordi…”