Peppino Impastato

dicembre 27, 2007

 …Peppino… 

 

Peppino Impastato Vi ricordate che mi ero proposto di presentare un personaggio al mese…beh di Novembre non ce l’ho fatta, ma a dicembre sì! eccolo qua…è lui Peppino Impastato!

 

"Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare, aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato, si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. "

 

Ecco una sua breve descrizione tratta dalla canzone "I cento passi" dei Modena city ramblers. Chi è Peppino Impastato, beh è un eroe dei giorni nostri, un eroe tragico, che muore piano piano dopo aver quasi portato a termine la sua missione! Ho detto piano piano per dire che gli vengono dati molti segnali di preavviso!!

Parente di un noto Capomafia (Gaetano Badalamenti), si è dedicato per anni alla lotta contro la mafia, per mano della quale è stato assassinato.

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La prima volta che ho sentito parlare di Peppino è stato durante la coogestione due anni fà, allora incuriosito dall’argomento trattato mi informai e conobbi bene questa persona, ciò che ha fatto! Recentemente poi ho visto il film "I cento passi", che mi ha trasmesso quella sensazione che raramente provo nel guardare un film…

Peppino è il simbolo della legalità, che buffo proprio questa sera mi è capitato di parlarne, comunque… è il simbolo, di quel valore che sempre più ci manca, perchè amiamo la vita facile, se possiamo… non siamo in grado di dare uguali opportunità a tutti, perchè abbiamo paura di essere superati, di non farcela. Allora ricorriamo agli amici degli amici, ai parenti, a cose che non ci appartengono di merito, ma di nascita. E allora sappiamo scavalcare la gente. E questo sempre…anche nella vita di tutti i giorni…qual è il nostro concetto di legalità?di stato? Diciamo che tutto è corrotto, da cambiare, ma poi siamo i primi a farne parte e a mantenerlo in vita!

Anadare contro le regole? se è sbagliato sì, ma visto che le nostre leggi, se seguite sarebbero giuste…perchè non seguirle…perchè ci vorrebbe tempo e umiltà! cose che non tutti hanno! Penso che una maggiore istruzione mirata alla legalità e al senso della persona sarebbe molto più utile che non sapere tanti concetti vuoti…perchè vedete di concetti vuoti ce ne isegnano tanti… e non dite "il latino", perchè dalla storia di Roma vediamo un chiaro esempio di legalità, di stato, di unione…che prima ci sono e man mano si sgretolano! chissà dove siamo noi?

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"…c’è una casetta piccola così, con due finestrelle colorate…"


Cesare

ottobre 15, 2007

  …non ci resta che…

ve li ricordate i personaggi, quelli famosi! Beh ecco a voi quello di questo mese: Giulio Cesare.

Voi tutti lo conoscete, spero…è lo stesso Cesare che disse“veni, vidi, vici”; è lo stesso che disse “alea iacta est” e anche “Tu quoque Bruto…”

Cesare Riassumendo brevemente la sua vita, nasce da una famiglia benestante e di nobili origini, la iens Iulia. Faceav parte della fazione dei “populares” che era opposta agli “optimates”. Fu protagonsita di numerose guerre, cove mostrò un’incredibile abilità militare. Sotto le ingiustizie del Senato e di Pmpeo, prese di pugno la situazione, varcò armato la soglai del Rubicone e si diresse a Roma; fu ucciso poi da una congiura organizzata tra tanti dal suo figlio adottivo Bruto. Muore alle idi di Marzo del 44 a.C. . Mi fà venire in mente i bei tempi della terza, quando ero in un mondo “nuovo” che ha saputo cambiarmi forgiarmi così come sono adesso. Cesare è una figura carismatica che mi ha sempre colpito per la sua semplictà: vive nello stesso periodo di Cicerone, ma ha una mentalità e degli scritti totalmente opposti. E’ un uomo di tutti i giorni, che però è riuscito ad andare oltre.

Ecco vedete oggi mi sento un po’ così come Cesare…. Sin da quando l’ho studiato seriamente alle superiori l’ho sempre ammirato come persona, era un esempio di etica. Dai suoi scritti, dalla sua vita, dal suo carattere trapela una forte forza di volontà e di pragmatismo.  Cesare forse fu ucciso proprio perchè fu un precursore dell’impero che sarebbe poi stato instaurato con Augusto. Cesare è un pò il punto di partenza della decadenza dell’impero… Però è anche un grande generale, comanda , ma le mani se le sporca anche lui..stà coi suoi soldati: è il suo generale! Vive una vita sana e basata  sui principi più nobili, certo la storia ce ne ha lasciato una figura un po’ mitica, anche lui avrà avuto i suoi difetti, i suoi vizi e le sue debolezze. Però Cesare è unico proprio perchè è un populares, cerca di essere disposto al dialogo. Una cosa che mi ha sempre colpito di lui è una delle sue ultime volontà: quella di dare ai veterani dell’esercito terreni dello stato.

A volte ci si sente pugnalati alle spalle; ci si dà da fare, il più possibilie, senza volerlo far vedere, ma a volte capita ed è inevitabile. Quando non si può contare sulle proprie forze beh allora è difficile andare avanti…ma non impossibilie. a volte nella vita è bene fermarsi e chiedersi “Chi siamo?”. Sono il primo a dire viviamo il presente per come ci viene dato: con i suoi alti e i suoi bassi; però c’è sempre il futuro, il futuro che incombe… Rendesi conto dei nostri valori è importante, avere una scala delle priorità. Dobbiamo saperci rispondere cosa sia per noi ogni nostra parte della vita, quanto sia importante.

Certo costa sacrificio questo e ne costa tanto perchè a volte delude credere nei valori.  Non si può mai spiegare all’altro cosa si prova, è impossibile, perchè ognuno di noi prova sensazioni diverse per situazioni diverse. Tenerci a qualcosa è semplice da dimostrare, ma tenerci veramente, beh…òp è ancora di più! Se ci si dà da fare si viene visti come gente di cui bisogna sbarazzarsi, ipocrita e arrogante, che tutto quello che fà, lo fà per mettersi in mostra.

Se invece si lascia che le cose ti vengano addosso, beh a quel punto tutto è diverso, perchè ci si lamenta solo! Non esistono cose giuste sempre e sbagliate in maniera assoluta…non che uccidere sia così perdonato, ma se lo si è fatto per un secondo si è pensato(anche inonsciamente) che fosse giusto! La nostra vita è difficile, piena di salite e discese: a volte vengono a mancare le basi e allora dobbiamo imparare a farne a meno, proviamoci e facciamo come Cesare: “siamo grandi militari, grandi politici, ma soprattutto grandi uomini”

“E cerco di imparare quello che non so, io cerco e anche se non capisco prima o poi capiro’…”


Anguilla

agosto 22, 2007

Ritorno

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. “

Eccomi qua con il primo personaggio: Anguilla…

 

canelli
Anguilla è il personaggio principale del romanzo di Cesare Pavese “La luna e i falò”. romanzo ambientato negli anni 50, si racconta la vita di Anguilla tra presente e passato, ponendo a confronto i due periodi più significativi della sua esistenza: l’adolescenza del ragazzo e quindi il passato, in contrapposizione al presente caratterizzato dal ritorno del protagonista nella sua terra d’origine.
Rifacendosi a ciò si può porre in evidenza uno dei temi del romanzo, i falò: mentre nel passato erano simbolo di unione e venivano accesi per stare allegri in compagnia; nel presente, invece sono emblema di rovina prima sociale, dunque paesaggistica.

Anguilla è un orfano, che non sa nulla delle sue origini, nemmeno dove sia nato, viene adottato da una famiglia di contadini solo per ricevere mensilmente cinque lire di compenso.
Dopo quarant’anni vissuti da emigrato in America torna ricco nel paese in cui è cresciuto, Canelli, e scopre che tutto quello che aveva lasciato è cambiato: le persone che lui amava sono morte, le cascine, simboli della sua giovinezza sono ormai o abbandonate oppure abitate da estranei, solo il paesaggio è rimasto immutato al passare degli anni.

Durante la sua permanenza egli incontra Cinto, ragazzino con una malformazione alle gambe, la quale gli impedisce di muoversi agilmente e di condurre una vita al pari dei suoi coetanei. Egli impietosisce il protagonista, il quale cerca di interessarlo con i suoi racconti e di essergli amico, riconoscendo in Cinto la sua fanciullezza. Anguilla non prende però il posto del padre, quando il Cinto rimane orfano, ma lo affida a Nuto, amico d’infanzia e modello di vita. Il giovane Cinto gli ricorda se stesso da bambino, così ripensa agli avvenimenti più importanti accadutegli durante l’infanzia e l’adolescenza e chi ha influenzato la sua vita.
Il suo viaggio nel paese natale è per lo più un viaggio nei propri ricordi, un tentativo di riportare in vita vecchi sentimenti, persone ormai scomparse. Egli torna per ritrovare se stesso, le sue radici, per confrontarsi con il proprio passato, per capire che è diventato ricco, ma che dentro di se è sempre stato ed è un povero contadino (come dimostrano le sue mani, che ancora portano gli antichi segni).

Molti ricordi lo legano al suo paese e al suo passato: l’amore platonico che lo legava alle due padroncine Silvia e Irene, ripensa alle feste a cui si recava; al suo primo salario, a quando credeva che il mondo iniziasse e finisse in quel piccolo paese sulle colline e il suo unico desiderio era diventare come il suo amico e maestro Nuto. I ricordi di una vita si intrecciano ad amari avvenimenti presenti, a nuovi falò non più accesi per rallegrare le feste, ma per uccidere e distruggere e a cadaveri che testimoniano la crudeltà di una guerra ormai terminata ma che ha lasciato ancora grosse ferite.

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Anguilla è un personaggio molto nostalgico, complesso e affascinante…Parte lasciando tutto alla ricerca di nuove fortune, le trova e dopo 40 anni di lontananza ritorna. Torna per ritrovare il suo passato per capire chi è ora. Per sapere chi siamo, infatti è sempre necessario renderci conto di chi siamo stati, delle nostre scete passate, giuste o sbagliate. Solo così potremo renderci conto cosa siamo diventati realmente. Il tempo cambia tutte le persone, e anche ciò che noi consideriamo la nostra casa, cambia se noi ci allontantiamo! E’ vero, si potranno, come Anguilla, trovare molte cose migliori, ma ciò che siamo stati non cambia e tutto và considerato. Come dice Anguilla a un certo punto, un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di tornare. Infatti il nostro passato è la base del nstro presente e del nostro futuro, è vero, tutto può cambiare, ma ogni giorno ci costruiamo un pezzetto di domani e spesso voler lasciar tutto e cambaire è una scelta azzardata. E poi comunque, come succede ad anguilla il passato primo o poi ritorna, più forte che prima.

Tornare alla propria casa, alla fine, è sempre bello. Ritroviamo ciò che abbiamo lasciato…In questo mese di “ritorno” per poi ricominciare la vita di tutti i giorni, la figura di Anguilla è sempre stata un esempio…desideroso di trovare tutte le belle cose che la sicurezza del passato può dare, pronto per definire meglio la nostra persona nel presente
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dopo le mie vicissitudini oggi ho ripreso con il mio bar”