l’analisi filologica e Borghezio

febbraio 25, 2011

Qualche giorno fa a “otto e mezzo” su La7 erano invitati il giornalista A. Cazzullo del “Corriere della Sera” e l’ on. M. Borghezio, europarlamentare della Lega Nord. Premesso che non condivido nulla della protesta e contestazione che sta facendo la Lega contro i festeggiamenti per i 150anni dell’unità d’Italia. Borghezio ha espresso un concetto che mi ha fatto riflettere.

A inizio del video Borghezio risponde all’osservazione fatta da Benigni a Bossi con queste parole:

il 99,99 % delle persone, me compreso, [..] hanno pensato che quella frase volesse dire “schiava di Roma” perchè quello che rimane in testa è “schiava di Roma”, l’analisi filologica non l’ha fatta nessuno.

Molto spesso ho discusso sull’ignoranza degli elettori. Sostengo che la maggior parte degli italiani non sa, non si informa non ha un livello culturale abbastanza elevato da poter usare uno spirito critico su ciò che viene detto. Certo che questo è un problema, soprattutto quando (da destra e da sinistra) si dicono menzogne o si vendono verità nascoste. Chi è in grado di pensare può provare a capire se è d’accordo o meno, gli altri no.

Borghezio sostiene una tesi simpatica, nonchè totalmente errata. Provo ad applicarla per farvela capire meglio. Mettiamo per esempio che tutti fossimo dell’idea che la Terra è piatta, possiamo essere tutti d’accordo, ma non è così! Siamo noi nell’errore. Non chi ha fatto la Terra(o l’inno).

Se non mi informo non mi posso poi lamentare. Il concetto è molto popolare. in classe: “ma nessuno lo sa”. Col vigile: “ma tutti passano col rosso”. col giudice: “lo fanno tutti”. E’ come per dire che se c’è la maggioranza delle persone che capisce male allora ciò che è sbagliato è il concetto, non la comprensione.


Oriana Fallaci intervista Gheddafi (1979)

febbraio 24, 2011

Sul “Corriere della Sera” pubblicano un’intervista fatta da Oriana Fallaci a Gheddafi quasi 3o anni fa. Per quanto certi equilibri mondiali siano cambiati fa davvero paura cosa pensava allora di concetti come democrazia rivoluzione e popolo.

E va bene, parliamo della rivoluzione. Ma cosa intende per rivoluzione? Come non mi stancherò mai di ricordare, anche Papadopulos parlava di rivoluzione. Anche Pinochet. Anche Mussolini.
«La rivoluzione è quando le masse fanno la rivoluzione. La rivoluzione popolare. Ma anche se la rivoluzione la fanno gli altri a nome delle masse esprimendo ciò che vogliono le masse, può essere rivoluzione. Popolare perché ha l’appoggio delle masse e interpreta la volontà delle masse».

Ma quello che avvenne in Libia nel settembre del 1969 non fu mica una rivoluzione: fu un colpo di Stato. Sì o no?
«Sì, però dopo divenne rivoluzione. Io ho fatto il colpo di Stato e i lavoratori hanno fatto la rivoluzione: occupando le fabbriche, diventando soci anziché salariati, eliminando l’amministrazione monarchica e formando i comitati popolari, insomma liberandosi da soli. E lo stesso hanno fatto gli studenti, sicché oggi in Libia conta il popolo e basta».

Davvero? Allora perché ovunque posi gli occhi vedo soltanto il suo ritratto, la sua fotografia?
«Io che c’entro? È il popolo che vuole così. Io che posso fare per impedirglielo?».

Beh, proibisce tante cose, non fa che proibire, figuriamoci se non può proibire questo culto della sua persona. Per esempio, questo inneggiarla ogni momento alla televisione.
«Io che posso farci?».

Nulla. È che da bambina vedevo la stessa roba per Mussolini.
«Ha detto la medesima cosa a Khomeini».

L’intervista intergrale è qui.


Mario Cucinella: il mio piano casa

aprile 27, 2009

Leggendo questo articolo su Wired: Mario Cucinella: il mio piano casa. Ho riflettutomolto e mi ha fatto pensare. Perchè ormai l‘ecosostenibilità e l’impatto ambientale sono diventate delle nostre priorità! però…

c’è un però che non mi convince, e non sono le discariche… nemmeno i termovalorizzatori, nè chissà cosa… e che siamo figli di una mentalità pigra. Facciamo quel poco di raccolta differenziata perchè ci è comoda: la carta! Ma poi ce ne freghaimo altamente di fronte a situazioni magari più delicate.

usiamo la macchina per fare tratti di strada brevissima. Lasciamo i computer in stand-by invece che spegnerli. E’ che ci sono comode queste azioni. Ci fanno risparmiare scocciature e soprattuto guadagnare tempo. Il prezo, beh noi non lo pagheremo di sicuro a breve termine. siamo miopi.

Anche oggi, con questa crisi economica, come è possibile pensare di voler costruire una casa che oggi ti costa tanto, domani però ti farà risparmiare minimizzando emissioni di CO2(e chissenefrega direte voi), ma anche i costi di produzione di energia elettrica e termica(pannelli solari e altro….).

Ma non è così facile fare questa scommessa, oggi è una nostra priorità, e mi fa ridere… perchè fino a poco tempo fa eri quasi un estremista a pensarle, oggi no!

Ma non è l’ambiente da curare… siamo noi, le nostre abitudini. Ma quelle sono dure a cambiare…


L’era Glaciale – Il ministro Brunetta

aprile 26, 2009

Vi propongo l’intervista della trasmissione “l’era glaciale” in onda su rai 2. Daria Bignardi intervista Renato Brunetta, ministro dell pubblica amministrazione. Ho trovato l’intervista molto interessante soprattutto per come riesce a trasemttere lo sapccato e la visione che c’è dell’ “ente pubblico” in Italia.

Alcune considerazioni sono argomentabili, come quando sostiene che corsi universitari sono da 50 ore! Può anche essere vero, ma sono corsi minori. E mandari in politica giovani ragazze ingnoranti di politica mi sembra eccessvio. Oppure quando continua ad “attaccare” i dipendenti che si danno per malati, non è che li attacca, ma non disitngue chi lo è davvero e chi no! Per ciò, come sempre di fronte alla’rroganza e l’inganno delgi alti non possiamo che fermarci e cpaire che purtroppo paghiamo anche le truffe altrui.

Devo ammettere che è una persona molto puntuale e precisa, non si può sgarrare, ma è poco aperto a critiche ed è troppo estremista. Mi ha stupito come abbia a cuore il bene pubblico in un partito che comunque loda aperamente l’imprenditoria privata.


EU Profiler

aprile 26, 2009

ieri girando per Torino e vedendo qualche banchetto dei vari parititi minori, ho risnetito l’aria di elezioni, campagna elettorale. Così poi mi sono reso conto che in ben pochi sanno davvero cosa vanno a votare, perchè e quali influenze piò avere.

Si ragiona per luoghi comuni. Non si leggono mai i programmi dei partiti e ci si affida solo a quello che riportano i giornali. Penso che un po’ più di interesse alla nostra vita politica ci farebbe solo bene, come cittadini e come persone.

Non dico che tutti dobbiamo diventare analisti, e grandi statisti, ma sapere ed essere consapevoli delle nostre scelte è un grosso passo avanti.

Vi voglio consigliare questo sito EU Profiler:  è un questionario online che traccia un profilo sulla tua possibile scelta, non ti dice cosa devi votare, ma in base alla tua opinione a riguardo di certe tematiche a quali partiti sei più o meno vicino.

L’ho trovato molto utile più che per il risultato per rendermi cosciente di come bisogna seriamente riflettere su certi aspetti.


l’Abruzzo insegna

aprile 12, 2009
tratta dal sito lastampa.it

tratta dal sito "lastampa.it"

credo che tutti noi in qusti giorni non siamo rimasti impassibili di fronte a tutte le immagini che ci giungevano dall’Abruzzo. Da quelle zone devastate dalla natura e dall’uomo. Certo mi ha molto colpito la reazione globale del nostro bel Paese, che con una punta di orgoglio ha saputo mettere da parte questioni politiche e si è dato da fare.

Devo ammettere che il  governo ha davvero agito bene, Berlusconi(con fini mediatici/propagandistici o meno…ma) c’è stato da subito, e da buon imprenditore è (davvero) sceso in campo, dando direttive. E’ stato concreto, si è riboccato le maniche, sporcato la giacca di calcinacci, ma c’era. E vuol dire. Vi linko l’aritcolo di Massimo Gramellini che ho trovato leggero ma completo.

L’opposizione ha giocato anche il suo ruolo, senza voler scavalcare. Stando al suo posto. Tragedia annunciata? ma non c’è stata nessuna crociata contro. La dignità dei singoli sfollati, la loro forza di volontà ci ha toccato tutti. Quelle immagini di centri disabitati, rasi al suolo. Di dichiarazioni agghiaccianti. Di bare biamche. forse ci ha toccati!

E devo ammettere che un po’ contento di vedere che in fondo a questo nostro paese un po’ di umanità c’è… beh mi ha riacceso una speranza!

Vi assicuro, non voglio sminuire il dolore di quelle perosne. Guardando quelle immagini e provando anche solo per un attimo a immedesimarmi in loro ho capito che era qualcosa di troppo grande, che non poteva davvero essere sopportato. E’ una botta troppo forte, eprdere tutto, ma davvero tutto in pochi minuti, e non potere fare nulla. E poi quei corpi, fermi, immobili, sotto le macerie. Assolutamente il nulla. Il dolore.

Ma ora è anche tempo di fare analisi. Queste sono tragedie che oggi ci diciamo che non devono accadere mai più! Poi andiamo a vedere i dati e ci accorgiamo che la maggior parte delle strutture cadute a pezzi risaliva agli anni ’70. E ci si rende sempre di più conto come il crollo sia dovuto al mancato rispeto delle norme antisismiche.

Così torna quell’Italia che per un po’ se n’era sparita, ma questa volta è un fantasma, di trenta anni fa. Figlia di una miope volontà di guadagno. Certo oggi cerchiamo di guadagnare, domani…chissenefrega! Qualcuno ha imparato da questo? No. Perchè tra qualche mese le norme non saranno più controllate, la gente dimentica facilmente e tutto torna come prima.

E’ triste dirlo ma siamo un paese che lava velocemente le proprie colpe. Non siamo in grado di guardare al futuro. Gli antichi costruivano perchè resisetsse, noi oggi costruiamo per speculare e guadagnare. Ma le scuse ci sono sempre e ci sono tutte: la crisi, la povertà, la mafia. E c osì ciascuno invece di fare il proprio dovere è costretto a sopravvivere  e si deve adeguare.

Possono processare pure i responsabili di allora, sempre che siano ancora in vita o che si reiscano a rintracciare. Ma che scopo avrà? Punire una vecchai mentalità che ne ha forgiata una ancora più giovane e ancora più suicida. Un serpente che si morde la coda.

E così al prossimo terremoto, al prossimo alluvione o altre manifestazioni forti della natura, l’uomo non avrà fatto la sua parte per la comunità! Morirà di nuovo qualcuno e ci ritroveremo a dire “mai più!”(come direbbe Travaglio).


colletta alimentare 2008

novembre 28, 2008

ciao a tutti. Per chi non lo sapesse domani, sabato 29 novebre, in tutta Italia si orgaizza la colletta alimentare. E’ un’iniziativa che si fa una votla all’anno dal 1989. Nei supermercati aderenti all’inizativa(la maggior parte) sarà possibile donare cibi a persone bisognose.

Vi spiego circa come funziona:

all’entrata vi viene tutto e poi consegnato un sacchetto in cui, a vostra discrezione potrete, mettere prodotti, possibilemnte non deperibili(pasata, biscotti, pannolini, cibo in scatola). Dopo essere passati alla cassa (e averli pagati), se volete potrete lasciarli ai volontari. Che provvederanno a dividerli in scatoloni per categorie.

Il circuito è gestito da questa  associazione che poi localmente dà a comuni o a enti promotrici, senza scopo di lucro. Di guadagno non c’è per i volontari a cui può venir rialsciato una ttestato, ma nulla di più.

Trovo che sia un’attività molto utile e soprattutto volta a sensibilizzare le grosse necessità di persone con gravi problemi economici(barboni e senzatetto) che possono contare su aiuti.

Penso che una scatola di pasta non costi molto… ma sia concretamente utile. E’ vero veniamo continuamente bombardati da bisogni impellenti o altro.  Ma penso che aiutare chi ha davvero bisogno sia più semplice di quanto possa sembrare. E’ il gesto non deve essere un mettersi a posto l’anima, ma una gentilezza… così questo circuito può continuare e solamente migliorare. Il fatto che sia solo una volta all’anno è proprio per rendere lo sforzo concentrato e non troppo oppressivo, mi raccomando, se potete partecipate!!