un dizionario per capire

tratta da flickr.com dall’album di “Daniel Mennerich”

prima c’era un pensiero, poi un’idea. resta sempre il problema di raccontare ciò che abbiamo dentro a chi abbiamo ci sta attorno. uno degli ostacoli è quello della lingua. spesso mi rendo conto che raccontare le cose utilizzando una lingua che non conosco bene come l’italiano mi aiuta a focalizzare i punti importanti di ciò che devo dire. mi aiuta ad essere conciso e mirato nell’esprimere ciò di cui ho bisogno. alle volte attenuiamo i concetti con mille sfumature solo perchè ci fa comodo. Superato il problema della lingua arriva un problema insormontabile, che è quello del vocabolario. Ad esprimere a parole i nostri pensieri facciamo fatica, perchè la parola scritta o orale, comunque detta è comunque sempre una semplificazione di quello che proviamo. e quindi alle volte il mondo che percepiamo, che ci immaginiamo dipende fortemente da questo nostro vocabolario. e si creano montagne di problemi in un mondo in cui ciò che io chiamo pera per te è una mela. alcuni dei nostri di tutti i giorni problemi derivano proprio dalla difficoltà con cui comunichiamo. per ciò esistono forme non verbali, meno strutturate in cui traspirano più nel profondo le nostre emozioni. per fortuna.

ci sono dei giorni che mi chiedo se un cambiamento può essere in male o in bene. nel senso che  il cambiamento di per sè non lo è mai, ciò che ne determina la sua qualità è forse come noi ci comportiamo. poi in realtà è molto più complicato come discorso. è che alle volte penso più che altro che il cambiamento abbia un verso, un’orizzonte, una prospettiva, ieri o oggi. scegliamo noi dove voler andare. non è semplice. non lo è mai!

“ma quindi capitano lui non voleva smettere?” “no. si ostinava ad andare avanti” “tanti gli dicevano di mollare, che il suo ricordo sarebbe stato quello di un grande giocatore, invece” “ma non valeva più nulla?” “ormai non più. caratterialmente non riusciva a gestire i compagni giovani. le tattiche erano troppo complesse per la sua ottica. il fisico era sempre più debole” “però se ricordo lo mettevano spesso in campo…” “è stata la sua maledizione, il voler dimostrare di aver ancora qualcosa da dare, senza poterlo fare…” “e ora?” “ora tutti lo hanno dimenticato, tutti ricordano come è finito e non cosa è stato…”

“…portami lontano a naufragare…”

 

 

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