aiutare poi sparire

tratta da flicrk.com dall’album di “Luisa Veronese”

ci sono dei momenti in cui basta davvero poco per aiutare chi ci è davanti. anche solo dire come alzare un peso. era la confusione totale, tutta la razionalità era andata. non sapevi più quale strada prendere. poi arriva, ti dice cinque parole e tutto è più facile. ci sono delle volte che lo sforzo che ci costa essere d’aiuto è pressochè nullo, soprattutto rispetto ai benefici che diamo. non dimentichiamocelo mai. passare aiutare e andare, quasi senza una faccia, quasi senza esistere. conta, dà speranza.

accumulo sempre troppe scadenze, troppi impegni. rimando sempre a domani quello che posso non fare oggi. mi riduco all’ultimo e in fondo mi piace. mi rendo pure conto che molte volte faccio di più in un’ora che in un giorno. ma non può essere sempre così, quella concentrazione è difficile da trovare e quando sei sull’onda fai tutto, non lasciarti nulla indietro, chissà quando ritornerà l’onda.

un film. un libro. una canzone. non so in cosa siano più radicati i miei ricordi. ciascuno si ritaglia un po’ di spazio. e dopo tanto tempo mi rendo conto che quella era la tattica giusta. può un dialogo, un personaggio o una melodia impersonare una sensazione? di sicuro qualcosa va oltre le parole che abbiamo, nulla può spiegare il vuoto dentro. non esistono parole per trasmettere la stachezza che ci distrugge. come compagni di viaggio: non eri solo.

“…Someday when I’m awfully low…”

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