sapere dove stare

tartta da flickr.com dall’album di “luigi alesi”

quello era il suo posto. e gli stava bene. nè di più, nè di meno. là, fermo a guardare il mondo intorno, sapendo dove si è. sapendo qual è la visuale, la prospettiva, l’orizzonte si vive meglio. sapere di essere la riserva o di averla, ti aiuta. ti dà una posizione nel quadro. sai che non sei solo, che non sei fondamentale, ma allo stesso tempo sei indispensabile. stai talmente nell’ombra che nessuno ci fa caso se non quando sei chiamato a giocare. l’importante è che ti stia bene così. l’importante è che ti si riconosca quel ruolo.

non so dove mi sta portando il domani. non so cosa voglio dalla mia vita. non so se quello che vedo nello specchio sia davvero chi penso di essere. sono troppe le cose che non so. chissà, magari un giorno smetterò di cercare la risposta, mi limiterò alla domanda. stimo chi sa dove andare, chi ha poca incertezza in ciò che vuole essere. ha le idee chiare. lui. io, no.

‘capitano, di nuovo in campo’ ‘sta volta è semplice’  ‘ma…la difesa non corre e l’attacco è senza idee’ ‘siamo fuori allenamento’ ‘capitano. non ce la possiamo fare’ ‘gioca. lo sai che ce la faremo, abbiamo passato situazioni peggiori. ti ricordi?’ ‘sì’ ‘ecco, sappi che quella fatica, così, non la ritroverai mai più’

“…no hope, no love, no glory…”

 

 

 

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