capire e ricordare

tratta da flickr.com dall’album di “Damien Clauzel”

fissiamo le idee in maniera diversa. quello che mi affascina tremendamente del confrontarsi assieme, su qualunque cosa, è lo schema mentale con cui ragioniamo. A scuola ci dovrebbero insegnare a farne di semplici ed efficienti per tutte le situazioni: che tu parli di politica, giurisprudenza, letteratura o fisica. Lo schema è sempre il punto di partenza, senza aver appena studiato quell’argomento lo schema ci aiuta ad averlo a portata di mano, a fissare subito le idee base e a iniziare a ragionare sopra. raramente veniamo incentivati a farci i giusti modelli nella nostra testa, si perde tempo e a breve termine – come spesso ci riduciamo – non sono ottimali. A distanza di 5 anni mi accorgo che non mi ero fatto nessuno schema nella mia testa di filosofia, tutto a memoria, al volo; ora non mi ricordo nulla. Di letteratura latina, per quanto lontanta anche lei dalla pratica quotidiana qualcosa mi ha lasciato.

lasciamo perdere dove siamo, ma chiediamoci dove stiamo andando. quello che ci fa paura del futuro è la sua assoluta imprevedibilità e la nostra capacità nulla di controllarlo. innanzitutto è difficile fare dei piani a lungo termine, mettersi scadenze lontane. un anno fa dove pensavamo saremmo stati oggi? e due anni fa? la grande verità è che la vita è troppo veloce e il nostro oggi è fatto delle scelte di ieri, alcune granitiche e importanti che fanno da solida base al nostro quotidiano, altre insignificanti o trascurabili che finiscono per non contare nulla. il problema è riconoscerle.

‘credo di non avere mai vinto nulla, sempre grandi secondi posti o panchine illustri’. ‘nemmeno io alla tua età. Però oggi siamo qua e fino a che non sentiremo quei 3 fischi non usciremo dal campo’. E intanto fuori pioveva, tuonava e ogni tanto c’erano pure raffiche di vento. la pioggia sembrava sarebbe caduta fino al giorno del giudizio – come un anno fa. ‘odio l’umidità del campo bagnato’. se avessero giocato quella partita altre mille volte, però, la pioggia sarebbe mancata – a tutti. Anche quella era un avversario che c’era e andava battuto. ‘ma quindi come impostiamo la partita?’

“…da questa falsa personalità…”

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