le false premesse

tratta da flickr.com dall’album di “JMVerco”

ogni strada è diversa a seconda della direzione in cui la percorri. rilassarsi e guidare, stare seduti a guardare fuori. la strada resta, sei tu che ti muovi. di tante esperienze abitudinarie che facciamo nella nostra vita di sicuro ci sarà stato qualche viaggio che  ricordiamo; sia ben chiaro viaggio lungo o corto è comunque sempre uno spostarsi. Dei tanti che mi posso ricordare ora alcuni sono legati a forti emozioni, altri a bei ricordi e tutti inevitabilmente cadono nel mito. ma il viaggio resta la grande meta delle nostre destinazioni. Quei paesaggi, quella pioggia che cade, la neve, le montagne, l’autostrada deserta, il buio delle provinciali. il viaggio è qualcosa che resta dentro, a volte più della destinazione.

Sono dell’idea che troppe volte sono le false premesse a farci sbagliare. E’ come se avessimo delle ipotesi errate, incomplete o contradditorie. Sarebbe troppo bello se la vita fosse lineare e reversibile: sbaglio, posso tornare indietro e ripartire, senza memoria. Perchè a pensarci non è tanto dove siamo che cambia, ma il cammino con cui ci siamo arrivati. Non è tanto essere alla finale dei 100m, quanto più come ci siamo qualificati, quanto allenamento. Immaginate due corpi, uno che sta candendo e l’altro che è stato lanciato dal basso, ci sarà un istante in cui occupano lo stesso spazio, sono uguali, ma se avessimo la pazienza di guardarli ancora per un po’ di tempo vedremmo come si comportano divesamente. E’  una questione di premesse, soprattutto davanti a chi non conosciamo a fondo, che non sappiamo da dove arriva nè dove andrà.

I gesti più semplici sono quelli che mi affascinano di più, che adoro di più guardare studiare e capire. Nella scena finale del film ‘Traingspotting’ si vede il protagonista che prende un bicchiere sporco di liquore all’uva  lo riempe con l’acqua del rubinetto e lo beve di filato. Ecco la perfezione dei gesti  è qualcosa che mi lascia senza parole. Le diverse maniere in cui magiamo una pizza, giraiamo la schiuma del cappuccino, battiamo sui tasti del portatile, leggiamo un libro, ci allacciamo le scarpe. Il fatto è che corriamo troppo, ed è anche giusto così, solo che rischiamo di perderci delle piccole esperienze sensoriali che non ci cambiano la vita, ma le sanno dare fascino.

“…mi insomnio es mi castigo…”

 

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