tre cose per una storia

tratta da flickr.com dall'album di "the|G|™"

in una storia serve un personaggio. qualcuno su cui focalizzare la nostra attenzione, con cui confrontarci, di cui affezzionarci. di solito il protagonista è migliore di noi, di chiunque, di solito il protagonista  è come noi, altre volte è così lontano dal poter essere come noi che capiamo che non potremmo mai esserlo, anche se alla fine si avvicina sempre.

In una storia serve una rottura. una situazione iniziale: buona o cattiva. insomma il ritmo deve variare. a nessuno gli importa di un sasso che cade, a meno che quel sasso non abbia un significato e la sua caduta non sia così facile. spezzare il ritmo vuol dire creare una discontinuità: dopo che le cose sono peggiorate, torno indietro e tutto è come prima. no.

in una stora ci vuole un finale. odio i finali aperti che ti fanno capire e non capire. il fatto è che ci vorrebbe un finale che possa maturare e cambiare nel tempo. oggi è così, domani pure, ma tra sei mesi forse lo rivaluterei. ma un finale ci vuole. c’è sempre, per tutto. tacito o no un finale è ciò che ci ridà il nostro personaggio.

“…affezzionata a quella gonna un po’ lunga…”

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