sulla barca

tratta da flickr.com dall'album di "gnugkx"

qualche anno fa, quasi casualmente, ascoltai un brano tratto da un libro: Moby Dick. Mi prese, soprattutto quando parlava di umido e piovviginoso novembre. Così provai ad andare oltre, a conoscere la Balena. Da allora ho provato ad imbarcambi sul Pequod ben tre volte, credo che tra poco bisongerà risalire seriamente. Allora lascerò tutti i miei beni più inutili o i miei pensieri a terra, salperò tre anni per poi tornare.

mi rendo conto di come sia scivolato tutto via. Di come le giornate oggi abbiano un sapore diverso, che ieri. Di come fa paura svegliarsi, meglio dormire, per sempre. Però ti perdi tutto,; scopri che anche il piacere di una cioccolata calda passeggiando e ascoltando la musica può dare piacere. La verità è che mi ammazza non avere una routine, avere vincoli mi ha sempre aiutato a sopravvivere, a non sbandare.

Quell’uomo aveva sempre ragione, capiva ogni dettagli anche i più invisibili. Nessuno lo ascoltava. Pandora no? ecco, quell’uomo sapeva di aver eragione, ma come poteva farla prevalere su chi era agressivo, su chi era un buon ciarlatano e su chi pensava di aver ragione solo lui. Così giorno dopo giorno cadde nel silenzio, non parlava perchè tanto nessuno lo ascoltava, pensava soltanto. Un giorno un ragazzo gli chiese un parere su una stora d’amore; disse la sua e venne ascoltato. la luce iniziò a tornare, assieme alla parola.

“…salvami ancora Jeeves…”

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