tutto quello che so dell’analisi…

oggi mettendo in ordine ho trovato dei quaderni su cui ho studiato analisi 3 e meccanica, vi propongo perciò un live twetting della preparazione di questi due (ultimi) esami:

– tutto quello che so dell’Analisi me lo hanno insegnato Del Bosco e la Viola.

– la noia mi sta avvolgendo come miele.

– abbiamo una paura maledetta di sentirci soli. di non essere nessuno. di non valere nulla.

– il problema è non sapere contro chi devi combattere. che sia un nemico oscuro che agisce, tu non te ne rendi conto e devi combatterlo. ma non hai le armi, o forse le hai, ma non sai dove sparare.

– qui ci vuole un’idea.

– io guardo fuori dalla finestra e piove, guardo fuori e mi tranquillizo, mi calmo. vedo le piante che si bagnano e penso che non ci puoi fare null. la pioggia cambia tutto, e non sempre basta un ombrello.

– quale è stato il peggior periodo dell’anno? se chiudo gli occhi sento il freddo, il buoi, la stanchezza, il pullman, i libri, i classici. ora è lontano.

– scrivere che y() è pari mi ha già inculato una volta.

– troppa ruggine.

– è che in fondo non senti la giusta motivazione.

– seee e questo quando, dove e come mi sarebbe venuto in mente?

– ma quante cose mi devo ricordare?

– quand’è l’ultima volta che hai vinto?

– qui si va avanti a furia di caffè.

– se passo lo scritto ti offro colazione, pranzo e cena.

– è facile salire sul carro quando sta andando. ti accodi e poi magari vinci pure. la vera difficoltà resta farlo partire, spingelo, poi va. tu resti sopra e alla fine arrivi con tanta di quella gente che nemmeno ti pare vero di trovarti con le mani piene di calli per la fatica fatta in tre all’inizio.

– sai dove stiamo andando? no, ma preferisco andare che fermarmi.

– non ce la faremo mai.

– happy family.

– le parole sono importanti.

– S. Giovanni di Fisher.

– oggi qual è la tua storia?

– fino a qui tutto bene…

– ah, ma allora era facile. easy.

– se domani divento ricco parto e non torno più.

– Roger rabbit diceva che alel volte la sola cosa che ti salva la vita è una risata. non sbagliava. ridere serve. anche quanto tutto va male, trovare qualcosa per cui ridere ti aiuta.

– io parto e dove vado?

– Calvin & Hobbes.

– dov’è che abiti tu? io non mi ridordo l’ultima volta in cui ho potuto dormire.

– più passa il tempo più svuotiamo le nostre parole. più ripetiamo sempre le stesse. se chiediamo scusa, in realtà non è poi così sentita. se diciamo grazie deòòe vpòte è di riflesso. così svuotiamo il sentimento delle nostre frasi le rendiamo senza significato.

– nonostante tutto, ricordati che pure la peggiore giornata finisce e che da domani bisogna ricominciare.

– usiamo la formula.

– non ho scelta, te la devo scrivere.

– colonna sonora Lily Marlyn, che vedi sempre alla tv.

– alla fine se scegli bene il resto è poi solo fortuna e casualità. fortuna, quella dei latini.

– io ci credevo, giuro c’ho creduto.

– aiuto sto affogando.

– la soluzione ce l’hai sempre avuta.

=== insufficiente dello scritto di giugno, lo si ridà a settembre.===

– è un’altra storia studiare sul treno

– il limsup carissimo

–  ci abbiamo preso?

– la penna non scrive

– le parole sono importanti.

– er lemma.

– il fatto è che te ne accorgi di come si sente la gente: lo si vede e lo si sente. A volte semplicemente non vogliamo lasciarci fuorviare solo da un dettaglio.

– giunti ad una tappa.

– ricominciamo

– …e un pezzo lo abbiamo capito.

– e i calcoli se li fa lui?

– ormai il caldo mi perseguita.

– quanti ricordi di mare di studio, ricordi di geometria 1.

– che palle sto teorema è solo lungo. (ma mi ha davvero salvato)

– lo rifacciamo?

– devo capire una cosa e mezza.

– no, l’acqua no. non sugli appunti.

– inizia ad essere noioso.

– bisogna saper ballare, controllare il corpo, così andrai davvero avanti, così sappiamo chi sei.

– cala su tutto una grossa nebbia.

– diamoci di zeri.

– il grosso problema restano e saranno i punti di accumulazione.

– questa battaglia prima o poi la vincerò.

– i telefilm alla mattina mi ricordano quando ero bambino, che da malato potevo stare a casa e guardarli.

– altro che battaglia, è una guerra.

– e se provassimo a vedere il tutto da un’ottica diversa?

– e non l’ho ancora capito.

– tanti ricordi di referendum.

– sono arrivto ad un certo punto in cui non vuoi più lottare, vorresti davvero solo incassare.

– se c’è una speranza questa risiede nei prolet.

– e io dove lo trovo tutto ‘sto tempo?

– see vabbè.

– quello che mi ha detto ‘sì’ che mi ha tirato su il morale.

– dai, non mollare mai.

– possibile che sbagli?

– e pensavo dondolato dal vagone…

– e io ci sarei dovuto arrivare di mio?

– sono sulle montagne russe.

– ma sì, facciamo finta che funzioni.

– cosa ti è rimasto in fondo agli occhi lo sguardo non è più quello.

– venerdì, sabato, domenica.

– troppa notazione e formalismo non aiutano.

– ci  sono pagine avvolte nella nebbia.

– uno spiraglio di luce.

– ci vorrebbe un’idea semplice, ma oramai sono troppo strutturato.

– ‘furiaceka’ mi ha salvato la vita.

– adesso si balla.

– è ‘Francesco Brioschi’ la nebbia si dirada.

– ‘dove vai? se cerchi in giro non la troverai. la strada è buia se, prima non guardi dentro a te.’

– una speranza?

– che sbatti essere un supereroe.

– ook.

– per preparare l’esame mi servirebbe il macchinario di ‘Inception’.

– le serie di (Yves Saint) Laurent, che idiota.

– la mia bravura mi ha davver stupito.

– da non crederci.

– come Napoleone a Walterloo…o no?

– La funzione f soddisfa quindi lo stesso p.c. di g e per l’unicità locale della soluzione f=g quindi è pari/dispari.

– f lipshitziana in x uniformemente in t, in un intorno del punto iniziale esiste quindi una unica soluzione locale del p.c. assegnato.

– f C^1(Omega) quindi il p.c. assegnato ammette una ed una sola soluzione locale f.

– la quiete prima della tempesta.

===Scritto,18===

– ha davvero dei begli occhi da aquilotto

– è letteralmente una corsa al massacro.

– credo che metterò su i Doors.

– è come un incontro di boxe, e devi resistere 2 round.

– it’s shaun the sheep.

– facciamo un attimo il punto della situazione: non abbiamo tempo.

– altro che le fasi del cordoglio, siamo ampliamente alla rassegnazione.

– no non finirò mai, però è meglio provarci.

– che silenzio che c’è in giro. ma il tempo corre e le lancette che vanno avanti mi martellano.

– si inizia a scricchiolare.

– ora mi ‘mancano’ due settimane di puro terrore.

– h 15.44 finito di ripassare tutto una volta.

– non bocciarti ancora prima tu, lascia che siano loro a farlo.

===Orale, 23===

 

cronache di lezioni ed esercitazioni di meccanica razionale. strumenti che ti venivano in mente copiando alla lavagna la Bonadies:

alabarda

forcone

macete

schiacciasassi

fiocina

falce

fucile di precisione

disco rotante di Xena

arco

sguinzagliare un pitbull

pietre

cerbottana

bomba a mano in bocca

sfera pokè(per catturarla)

katana

terminiamo con una frase uscita in un momento di vera disperazione e noia: “ma all’università non le fanno le prove anti-incendio?”

=======

Credo che i grandi ricordi arriveranno poi, quando tutto sarà finito o quando sarò abbastanza lontano per riuscire bene a vedere oltre la nebbia delle emozioni e andare oltre, a quei ricordi davvero indelebili.

 

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One Response to tutto quello che so dell’analisi…

  1. tommaso89 ha detto:

    Eh quelle armi… 🙂

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