un facile nascondiglio

“avevo bisogno di staccare la spina, di distrarmi.” queste semplici parole le usiamo troppo spesso per giustificare la nostra pigrizia e ammettere quanto è facile e bello sguazzare nel mare dell’ignoranza.

Smorzare la tensione della concentrazione è una necessità. Se studiamo non abbiamo le capacità per essere efficienti per 3 ore, uno stacco, la pausa-caffè ci vuole. Qualche minuto e poi si rinizia. Più in grande ci vogliono pure dei momenti in cui facciamo “riposare” il nostro cervello. Almeno io la penso così. Intere giornate passate solo a studiare sono state altrettanto redditizie di quelle in cui ho studiato calibrando bene studio e pause. In ogni caso quello dello studio è un mondo vicino al mio, ma credo che nel lavoro, sia altrettanto valido. Le modalità non sono così libere, ma c’è una necessità di allontanarsi da quello che si fà.

Delle volte vedo persone che per rilassarsi fanno cose ancora più faticose. Dicono che si rilassano a scrivere righe di codice, dicono che si rilassano a giocare a scacchi, dicono che si rilassano a… Insomma a ognuno il suo. Quello che però tristemente vedo in giro è che le persone per staccare la spina passano il tempo in maniera idiota. Che non vuol dire che ogni cosa che tu fai deve essere utile, ma deve avere un suo perchè. La televisione è uno dei grandi re del male in questo campo.

Quanta gente vedo che perde i pomeriggi o le serate a violentarsi guardando “uomini & donne”, “GF”, “isola dei famosi”, le fiction peggiori del mondo? Quanta gente è così pigra da guardare un film solo perchè lo trasmettono e non fare lo sforzo di cercare qualunque cosa migliore. Certo vedere Steven Segal che prende a calci i nemici è bello, ma per 5 minuti, dopo? Certo vedere Luca Zingaretti che guarda assorto i paesaggi Siciliani è piacevole, ma dopo un po’ non vi viene quella sorta di senso di rifiuto?

Quello che voglio dire è che non dobbiamo sempre leggere Proust, ma ci sono modi e modi per allentare la pressione. Se volgiamo vedere un film(e dal momento che possiamo) scegliamone uno “bello”,  non necessariamente da Oscar, ma scegliamo prodotti o attività che abbiano una loro bellezza. Perchè a forza di nasconderci dietro la nostra stanchezza finiamo per distruggere quel poco di cultura e senso critico che ci è rimasto.

“…Bologna coi suoi orchestrali…”

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2 Responses to un facile nascondiglio

  1. Gabbo ha detto:

    Bello, sono d’accordo

    • =Luca= ha detto:

      il fatto che educare al gusto essendo un investimento in termini di tempo/economici è diventata una cosa da elitè. quindi “non da me,che sono uno chiunque.”

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