På gjensyn

tratta dall'album mio profilo di Facebook

è solo che a volte ci ripenso.

partiamo da Torino una fredda domenica di novembre. Il cielo e grigio, fa freddo. Si vanno a prendere tutti i passeggeri, incastrandoci bene noi e i bagnagli nella macchina del viaggio. Poi si parte, verso Orio al Serio, verso il parcheggio. Già con un passo verso la meta. E alla fine poi da quando lascio la macchina  diventa tutto un fiume di ricordi che rapidi si susseguono…

il bar che non ci voleva far sedere all’areoporto. il soffitto scoperto.  la divisione dei NOK. il viaggio. l’arrivo. la scommessa tra Elisa e Gabri sul patto di Shengen. il pullman all’uscita. i bagali disposti in maniera ordinata. il buio. le case illuminate sulla via. la voce dell’autista. l’arrivo a Oslo. il viaggio verso l’ostello. il freddo. la stanza. il bagno che aveva la doccia divisa solo da una tendina dal resto. le stovigilie. la cena portat da Torino e mangiata nei piatti di plastica. la partita a calcetto. la prima notte. le chiccchierate notturne. la sveglia. i gabbiani di furoi. il buio. la colazione nel locale a fianco. l’inizio della visita. il freddo. le bici. le casette.il sole che inizia a sorgere.  tisane. le stovigle da affittare. le lenzuola di carta. il caclceltto. la città. Deli de Luca, 7 Eleven. le camminate. Il passo di marcia Serena e Elisa. Porte delle casette. Case colorate. milioni di foto. il Palazzo Reale. la guardia amica del Nero. la vera colazione di sere. il tram che era bloccato da una macchina posteggiata male. le coperte sui tavoli esterni dei locali. le bici col freddo. Gabbo gps umano. Vigelandsparken (che alla fine invece era bello) .le statue. la colonna. Bygody. la traversata. il camioncino che si ferma per farci passare. i fiordi. la cassa automaitca. la fame. buio in centro alle 4 del pomeriggio. il municipio. nobel per la pace per obama. mercatino. paesaggi notturni. hard rock cafè e le magliette trasmarenti. l’area pedonale. Sone Gagate. la luminaria. la macchina foto di Elisa, defunta. il grande icebar. il sole alle 9 del mattino. la piazza principale. la mia amica all’info tourist point. Drobak. il paese dei pescatori e di Babbo Natale. le lanterne. chiesetta. la cinquecento. paesaggi meravigliosi. foto, e ancora foto. l’aria fredda. le pozzanghere ghiacciate. le barchette ormeggiate. tramonti. l’ufficio di Babbo Natale. babbo natale. letterine di babbo natale. il negozietto con solo articoli natalizi, e le donne. impazzivano. Il castello a Oslo. le foto sbilenchi. L’opera. il tetto. la ciambella calda. lo shopping per gli amici. la ricerca del ristorante tipico a poco prezzo. la paseggiata al freddo. il gioco di carte. le risate. la collina sopra Oslo.La neve, finalemente. il trampolino per il salto con gli sci. i cappellini del nero. il nostro vagare con le borse. l’autista che rallenta per farci fare le foto. la felpa di Gabri. il contare i soldi per non tornare con il monetame. il cambio al volo di una maglietta all’Hard Rock. il ritorno all’areoporto. il pranzo da Mc donald’s, di nuovo. le valigie ordinate. i paesaggi che ci salutano. i ricordi congelati. la nostalgia che senti che tutto è finito. il freddo arrivati all’areoporto. l’attesa. a Bergamo. pantaloni bianchi a quadri per viaggiare.l’aereo del museo vicino al parcheggio. sulla strada del ritorno. la tangenziale libera. la pausa cena all’autogrill .ciao Nero. ciao Sere. ciao Eli. ciao Gabbo

På gjensyn, arrivederci Oslo. e grazie di tutto.

Già, mi sarò dimenticato qualcosa. avrò commesso qualche imprecisione. ma Oslo è stato questo. Non c’è tono commemorativo o celebrativo. Però, a un anno di distanza, quanti ricordi, quante emozioni che riesci ad associare. già. E alla fine quello che ti resta è ben più di una maglietta, una cartolina, una penna e una bottiglietta d’acqua. Quello che ti resta nel cuore è quel viaggio. lasciando tutto qua. con gli amici. con voi.

mi basta chiudere gli occhi e ripensare a quel freddo, a quel buio a quell’aria. per un istante, solo uno. mi sento più leggero.

“…mi prendi allo stomaco, mi fai morire…”

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One Response to På gjensyn

  1. Gabbo ha detto:

    Finalmente un post veramente bello. Vorrei averlo scritto io.

    Già… la scommessa.

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