capita

I ricordi non devono andarsene

Il ladro di cavalli non era lui, ma fu impiccato per comodità; l’uomo di profilo non si bastò, partì cercando l’altra sua metà; il capitano Achab non torna più dal viaggio contro l’impossibile.

Caro Nonno,
non ho tempo di scriverti, ma d’altra parte non ti ho scritto mai; o si di cose qui ne succedono, ma ci illudiamo di inventarle noi. Certo che ne è passato di tempo: 9 anni! Quanti che sono, tanti, troppi. Beh di cose ne sono cambiate da allora, vedessi come sono io ora, chi sono! Chissà se mi riconosceresti? Credo di si, tu mi hai sempre conosciuto e voluto bene, ora più che mai.Oggi siamo venuti a fare un “salto” da te, giusto per una preghiera, per usanza, per ricordo: è stato bello “starti un po’ vicino”. Facevo terza elementare, era un mercoledì(non potrò mai dimenticarlo, e forse è per questo che il mercoledì come giorno non mi piace, comunque…): esco da scuola e mi dicono che tu non ci sei più. Buio, paura. Era la prima volta che qualcuno che mi era stato veramente a cuore morisse, brutta storia questa. Così mi hai lasciato senza nemmeno avvisarmi, ti stavo vicino ma non mi rendevo conto di quanto stessi male, che il cancro ti consumava sempre di più! Non ci sei così nemmeno stato al mio esame di 5° elementare, a vedermi “studiare”, ero solo all’inizio della scuola e tu, che eri una certezza, te ne sei andato. Non è colpa di nessuno, di sicuro: si vede che era necessario che fosse così, magari subito non capisco; dopo, con l’aiuto del tempo tutto è più chiaro, insomma il destino ha la sua puntualità. Sai di te mi ricordo poche cose di precise: qualche dettaglio fisicio, il timbro di voce, la mano( che allora sembrava enorme); ma più che altro sono le sensazioni che provo per te, a tenerti in vita: indescrivibili, ma sono loro… Sai se ora ci fossi, magari saresti anche contento di me sono bravo in matematica, come lo sei stato tu; frquento amici e ambienti che mi danno la possibilità di esprimermi veramente per quel che sono, non mi costringono, come altrove, a rinchiudermi in me stesso, facendomi sentire stupido diverso inutile. Gioco anche a pallavolo, sono diventato il libero della squadra, a me paice, poi ci sono i miei amici quindi… Sai certe volte mi manchi tatno, vorrei che tu fossi qua a dirmi le stesse parole di allora “adagio”, “con calma”, “ti aiuto io…”; allora me le dicevi quando univo i puntini della settimana enigmistica, ora magari ne avrei bisogno per altro. Sai la nave della vita mi sta portando sempre più lontano e tutto sempre più difficle, sai per fortuna ho trovato amici in questo viaggio: amici veri, che si preoccupano se sono vivo o morto. Delle volte devi sapere che mi piace sentire racconti su di dalla nonna, cerco di conoscerti un po’ anche se tu non ci sei più. Però io sono convinto che tu ci sia ancora, siamo stati assieme 8 anni e un po’ di te è entrato in me, le persone vivono anche dopo la morte, basta rendere vivo e effettivo il ricordo; credo che da lassù tu possa vederci tutti, e aiutarci. Qua come tu ben sai la vita non è semplice, il tempo mischia bene le bibite, gli imperativi e quel che mando giù. Certe volte mi stupisco, gli altri vedono negli occhi miei quello che gli specchi non riflettono più, e non so nememno se sono io. Sai due anni fa’ se n’è anche andata la nonna Rita, il nonno Domenico non l’ho mai potuto conoscere e la nonna Isa è l’unica che rimane. Caspita, spero che un giorno ci portemo rincontrare sugli argini, abbracciarci: mi accadrà di sorridere come non speravo più. Ridammi indietro gli anni di quando c’eri tu, quegli anni belli in cui ero piccolo, non avevo tutte le paure che ho ora. Sai non rimpiango il passato, il presente va bene così com’è, ma certe volte vorrei veramente poter essere libero: fare le mie scelte, non essere preso in giro. Più passa il tempo più mi rendo conto di diventare introverso e chiuso, ma solo con persone aggressive e a cui non importa chi sei, ma cosa sembri. E’ difficile essere a contatto ogni giorno con loro, sentirsi giudicato come inferiore, ingenuo. Vabbè ora vado, grazie per avermi ascoltato, sono convinto che tu l’abbia fatto. Anche se non fosse però mi sono sfogato e ti ho detto tante cose che avrei sempre voluto dirti. Perdonami per lo stile, la grammatica, ma non è il momento (credo) di occuparsi di questo…Termino con una frase di una canzone che una persona mi ha fatto conoscere quest’estate e la ringrazio: “se ti scrivo solo adesso è che sono io così, e che arrivo spesso tardi, quando sono già ricordi che hanno preso casa qui”.
Un abbraccio
Luca

beh per chi mai leggerà questo commento: sapete non so nemmeno io perchè abbai voluto scriverlo sul blog, tanto cosa può  importare…però pensandoci ho voluto far così, sentivo che esprimere per iscritto i miei sentimenti forse era la cosa migliore, tenerli per me non avrebbe avuto senso, ma mettermi in gioco e renderli pubblici si! Sia chiaro che sono opinioni pesronali, non voglio criticare nessuno…beh per essere servito è servito, una lacrima dopo nove anni è di nuovo uscita, e l’occhio azzurro avrà un momento uguale all’occhio blu

                                                                                                                                        Ciao

“The ship is taking me far away. Far away from the memories of the people who care if I live or die”

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