maggio 20, 2012

tratta da flickr.com dall’album di “federica.piersimoni”
non è mai facile capire dove vogliamo andare. c’è chi ha un solo sogno, da sempre; c’è chi sa cosa non vuole; c’è chi guarda solo agli altri: c’è chi semplicemente aspetta. il problema è che il tuo sogno si può infrangere, che alle strette ti ritrovi a dover fare quello che odiavi, che gli altri pure possono sbagliare e che il destino ti lasci semplicemente andare avanti, senza meta. porsi un obiettivo, vivere con delle mete a breve medio e lungo termine. io ho paura di sognare a medio termine. a lungo non ci provo nemmeno. perchè so che ormai il tempo passa e forse certe scelte non le puoi più fare, ora.
le generazioni non si sanno parlare. chi è più vecchio pensa di sapere tutto e chi è più giovane non accetta di imparare. delle volte è difficile cedere il passo, sapere quando c’è bisogno di esperienza o quando di novità. il fatto è che far pendere l’ago di una bilancia solo da un lato o dall’altro comporta squilibri e cedimenti. e spesso, a sfidarsi, giovani contro non-più-giovani, finiscono sempre a prevalere i secondi, più che altro perchè sanno a cosa vanno incontro. ma non si va avanti scontrandosi.
il vero piacere sta nel cogliere un’occasione casuale e valorizzarla. basta poco in fondo, una canzone, un balcone e un piatto di pasta. sogno la perfezione di quel tramonto. sogno di lasciare fuori tutti i miei pensieri e le mie responsabilità. io, ci voglio credere insomma. che poi alla fine basta davvero poco e tutto all’improvviso diventa nostalgico. come direbbe una mia amica “ti ci vogliono questi momenti”, “sì, ho bisogno di vedere che il caos più totale da lontano è quasi fermo”.
“…mentre la tiù diceva, bevila perchè…”
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giugno 5, 2011

tratta da flcikr.com dall'album di "Sauce Babilonia"
più ci penso, e più mi rendo conto di quanto certe scelte siano sbagliate, ma sul momento tu non te ne renda conto. c’è un fenomeno di perturbazione degli eventi, locale e globale. oggi cambia poco, ma ci sono dei giorni che sono davvero dei punti di svolta. e me li sarei persi. ci sono quelle volte in cui hai fatto bene ad esserci. Non è tanto la tua assenza a cambiare i fatti, ma la tua presenza. Se mi fossi ritrovato in quella situazione allora, ce l’avrei fatta, ora sarei libero, ma forse non sarebbe cambiato molto. forse sarebbe come prima.
delle volte cadiamo in circoli infiniti di ripetizioni. non riusciamo ad uscire dal nostro quotidiano. le ore non passino. i minuti non si arrestano più. siamo in balia delle nostre precezioni. facciamo così fatica a guardare il mondo in maniera distaccata. analizziamo i successi globali, senza mai fermarci a darne una visione d’insieme. non riusciamo a vedere negli altri noi stessi, i nostri difetti, i nostri comportamenti. ci stiamo male per come una persona si comporta con noi, ma facciamo fatica ad ammettere che anche noi faremmo la stessa cosa. c’è paura a pensare che siamo uguali, vorremmo essere tutti diversi unici e speciali. putroppo, e per fortuna siamo soltanto noi.
la pioggia cade. dalla finestra del bar vedi le macchine che passano. vedi la gente che cammina proteggendosi con un ombrello, sotto i balconi. vedi le gocce d’acqua mosse dall’aria. piove e tu sei dentro. a guardare, a far passare il tempo. a cercare una realtà che non c’è, che appare. ho il terrore di finire solo, che alla fine della grande maratona non ci sia il mio capitano o il mio gregario. il mio compagno di viaggio. da solo non puoi farla la volata. non puoi arrivare in cima. il problema grosso è che troppe volte pensiamo soltanto alle scalate brevi, ma non ci rendiamo conto che la scalata continua della vita non si ferma e ci chiede sempre di più di salire.
“…i sax spingevano forte, come i ciclisti gregari in fuga…”
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marzo 28, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "giube"
non è tanto avere l’idea migliore, quello è un dettaglio. ciò che conta è saperla vendere la tua idea, saperla spiegare e farsela accettare. Se ci pensiamo bene ogni giorno ci capitano davanti situazioni che richiedono una nostra forma di “inventiva”. serve che ci mettiamo la nostra logica, il nostro modo di fare e di porci davanti a ciò che accade.
un altro fatto re importante è il tempo. quando abbiamo l’idea. c’è chi è il precursore delle grandi idee, delle grandi correnti. e a volte è così sfasato da tutti che sembra sempre indietro, invece è avanti. non vi capita mai di dire “io questo lo avevo detto…”. solo che nessuno mai si ricorda ciò che diciamo a vuoto nel passato, facciamo fatica pure noi. ineve ci sono altre persone che sono molto duttili da mettersi a cavallo di ogni idea, senza troppo far notare quel cambiamento, essendo sempre sulla sella giusta, ma senza davvero sposarla. non che non ci tenga, ma che comunque sia troppo infulenzata da come e quando è contestualizzata.
le persone peggiori sono quelle che non hanno idee. gli ignavi. Dante li considera i peggiori, li punisce certo, ma più che altro li disprezza. perchè per quanto qualcuno possa avere le idee più sbagliate, peggiori di questo mondo. si schiera. si mette in gioco. chi non vuole rogne se ne sta fuori. e non è che dice “la mia idea non conta, non la dico”. è più che atlro “tanto non cambierebbe se io avessi un’idea.” quindi proprio non me la faccio. queste sono le persone peggiori, farsi un idea, quindi scegliere è la vita. chi non si schiera mai rischia poco certo, ma guadagnerà pure poco.
“…però a quelli in malafede, sempre a caccia delle streghe…”
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settembre 13, 2009

tratat da flickr.com dall'album di "Vincepal"
un peso da trainare. è difficile, si fa fatica e da soli non ce la potrai mai fare. Come nella vita, e il bello è che in certe situazioni ti ci metti tu, senza nemmeno cascarci dentro. E poi non sai nemmeno come ingegnarti. E’ come spostare da solo dei tronchi, è questione di tecnica. Trovato il modo giusto tutto funziona! tutto! Solo che cambia il percorso e la composizione così deve anche cambiare la tecnica, la forza che ci metti e i punti da cui spingere, da cui tirare.
Penso che la vita sia così, una corda. Che devi tirare fino al limite. Ma senza esagerare perchè si spezza. Però nemmeno mettendoci poca forza perchè non si progredisce. Il minimo errore può essere fatale, perchè ci porta a conseguenze estreme. Ma d’altronde cosa ci possiamo aspettare dal domani. Sono le nostre decisioni che ci dicono quanto stiamo tirando e se la direzione è giusta, solo che… la paura di spezzarla è troppa!
Ci vuole un colpo di genio. Un’idea geniale, di quelle da sette del mattino. La memoria certo può aiutare, ma… ma è così lontana. Così tremenda. Rimbocchiamoci le maniche. Non dobbiamo sfondare la linea Maginot. Il vecchio esercito si era fermato, grazie a Dio, al confine. Sono i canali secondari che ci importano. Sono quelle cose che non posssono esserci, che non sono normali su cui puntiamo. Una spia, perhcè è quella la tattica.
“…si farebbe molto prima se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere…”
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settembre 8, 2009

tratta da flickr.com dall'album di "Wilfredo Pareto 25"
non era quello che stavo cercando. Era diverso, alla fine era stato solo tempo sprecato. Però di fronte a quel risultato la mia prospettiva è cambiata ora sono diverso. Non so, che sia stato per merito del destino o per necessità. Se ciò non fosse accaduto, per sbaglio ora non sarei qua, così. Sarei diverso e altrove. A votle ti fa pensare come la vita è fatta di situazioni che ti condizionano. E la migliore condizione per il futuro non necessariamente porta a quello stesso futuro. Anzi ti può allontanare, perchè precoce.
il bicchiere era vuoto. Pulito, appena tirato fuori dall’armadio. Faceva caldo, troppo caldo. Non c’era acqua fresca in frigo, solo temperatura ambiente, ma alla lunga ci si abitua e disseta anche quella, forse di più, perchè dopo non ti lascia addosso quella sensazione di fresco che ti fa venire dopo ancora più sete. Così girato il tappo verso l’acqua nel bicchiere e in quei due secondi che si riempe tutto il mio sguardo è colto dalla perfezione con cui l’acqua si va a posare sul fondo del bicchiere rendendola trasparente e inconiciando quel momento..unico.
Trovare una linea guida è difficile, darne una ancora peggio. Non sappiamo cosa fare! Ed è una grossa responsabilità essere un modello. Nel bene e nel male. Perchè finiamo per essere in realtà solo dei doppioni id noi stessi quando vogliamo essere qualcuno, e così non trasmettiamo nulla. E’ come se fossimo noi stessi a brevi tratti… nulla ci rende unici e nulla uguali. Però ci manca quella parte di noi che non ci fa essere un modello, ma solo una brutta copia, ed è la nostra!
“…Love, love me do, you know I love you…”
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luglio 2, 2009
la notte prima di Vinadio... fa impresisone dover restare qua! non essere sul pullman seduto a fare stare zitti i ragazzi o a fare casino ed essere zittitio! Fa impressione pensare di non avere più squadre da gestire, camere da far pulire a tutti, scenette da scrivere. Basta giochi, basta litigate e tensioni, basta squadre. Essere dall’altra parte della barricata, ma così è triste! E’ solo cambiare punto di vista, maturare… non possiamo essere sempre bambini, anche se forse tutti lo vorremmo! Però è anche bello così, perchè anche questo cambiamento è fondamentale, importante! E chi ci è già passato mi ha dato molto, sia da un lato, che dall’altro.
quello che mi fa più impressione è che gli ultimi anni li ho sempre passati di corsa a finire tutto, perchè domani si staccava! basta, quel che era fatto era fatto! oggi no, e forse questo che mi fa più impressione, ma si cresce anche così, facendo scelte a volte che ti fanno star male, ma che sai che sono giuste… altro non si può fare! E così andando a dormire oggi ripenso a tutti voi che mi avete dato qualcosa in questi nove anni vi ringrazio. E capisco che ora è arrivato il mio momento di avere la possibilità di lasciare qualcosa a chi questa esperienza già l’ha vissuta o inizia ora.
“…le stelle della mia sera sono mie…”
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giugno 30, 2009

tratta da flickr.com dall'album di "-LucaM-"
era una calda gioranta. non stiamo a precisare quando e dove! potrebeb anche essere oggi, domani o ieri… l’importatne è che faceva caldo. Si sta scomodi nei propri vestiti quando si suda…. e anche senza maglietta si muore lo stesso dal caldo, il sudore ti cola fin dal collo lungo tutto il petto… fastidioso. E’ in questi momenti che preferisci il freddo, perchè ti puoi coprire da quello, ti puoi proteggere, dal caldo no! Servirebbe un bel bagno in pisicna, ma non c’è tempo… nonse ne trova o forse non si vuole trovare….
fa impressione come percepiamo il mondo. Quanto varia la nostra dimensione della realtà. Oggi siamo delusi da quella persona, e poi scopriamo che in silenzio ci ha voluto più bene di tanti altri chiacchieroni. Solo che se dovessimo discutere ogni scelta non si finirebbe più! E poi? poi scopri che sei tu che ti sei fatto un’idea distorta. Basta aspettare, il cielo si schiarisce tutto torna chiaro e le incomprensioni volano via. E’ già la seconda volta che mi capita simile ma diversa… e ho sempre fatto sempre la scelta migliore a pensare bene… grazie!
che sia una sua caratteristica peculiare? però non può essere che una curva sia sempre così ripida! E che per quanto il guidatore possa essere bravo alla fine cade e non arriva tanto oltre. Strade… fanno paura poi. Non sai come prenderle, troppo veloce perdi il controllo, troppo lento non hai abbastanza velocità per i tornanti. E così fa piacere vedere di non essere il solo ad essersi impiantato a quella curva, forse bisogna calibrare l’assetto o, meglio, cambiare strada. Teoria del ristorante.
“… girls be all on us, from London back down to the US…”
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Pubblicato da =Luca=
giugno 13, 2009

tratta da flickr.com dall'album di "Gioxx"
salve a tutti. E’ un bel pò che non scrivo. Ci sono stati i suoi perchè, non di scelta,ma di necessità. Mancava il tempo, e quando questo c’er mancava l’ispirazione. Non credo che abbiate sentito la mia mancanza… io si però. In tutti questi giorni ne sono successe di cose. Come semrpe mi stupisco a pensare a maggio, già perchè è un po’ tempo di raccolta, si conclude quello che si ha iniziato. E così ci sembra che il tempo sia volato, e nella furia frenetica di fare tutto all’ultimo ci chiediamo cosa abbaimo fatto, o non fatto negli altri mesi. Quale sia il senso di un febbraio lontano e a volte inutile. Non si sa, siamo uomini e ci scordiamo facilmente un po’ di tutto.
Mi fa paura pensare al passato prossimo, quello più vicino, quello di anche solo due settimane fa. Che ora non c’è ma continua a vivere nelle scelte del presente. A volte ci sono dei cambi così radicali e ben fissati nella nostra vita che a distanza di un girono ci ritroviamo catapultati in un’altra realtà, bella o brutta non si sa, ma diversa. E a volte ho il terrore di rivivere questa mai realtà così vicina e oggi irreversibile. Perchè con gli occhi dell’uomo del futuro tutto ha un perchè, tutto ha un suo motivo… e si capiscono frasi che tempo fa erano oscure o senza significato!
siamo di nuovo al punto di partenza, a quella scelta e quella frase. Che ora riposa in pace, che troverà la sua legittima portavoce in un futuro, ora basta accontentarsi delle vittorie momentanee. Rendersi conto di come siamo cambiati, e che c’è sempre tempo. Anche se oggi ci sembra tutto già segnato, no! Il futuro ci riserva carte che noi non possiamo sapere e conoscere, bisgona solo avere fiducia ed essere pazienti. Non desiderando ciò che vogliamo, ma accettando quello che ci capita…
“…ma sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capià…”
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Luca | Messo il tag: cambiamenti, decisioni, estate, fatica, felicità, futuro, giugno, maggi, passato, pensieri, presente, primavera, ritornare, scelte, sofferenza, tempo, tristezza, vita |
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Pubblicato da =Luca=
febbraio 10, 2009

tratta da flickr.com dall'album di "luna183"
a volte le scelta più semplici sono quelle che portano i risultati più grandi. Già, perchè stare tanto a pensare dietro a qualcosa fa si che si elimini buona parte dell’incertezza, buona parte dell’incognita! Insomma la scelta diventa più consapevole. Invece la quotidianità e la sua semplicità fanno si che la scelta sia davvero spontanea, vera e che il risultato sia grande.
Quando si lotta fino all’ultimo per risolvere un problema alla fine la spunta chi cede, chi demorde. Perchè il problema è là, fisso e immobile, sei tu che ti devi adattare, che ti devi plasmare! Che devi assolutamente attaccarlo, da più fronti e contemporaneamente. Così prima o poi il suo punto debole sarà svelato e da lì che partirà la tua offensiva, ma bisogna semplicemente, provare, provare, provare e ancora provare!
E’ bello rendersi conto che il proprio mondo non è poi così diverso da quello degli altri. A volte lo percepiamo tale, ma è solo perchè ci complementiamo con le altre persone, perchè ci uniamo,. creiamo un tutto! Facile direte voi, ma non tanto così nella vita di tutti i giorni. A votle le amicizie più salde nascono da persone lotane tra di loro, ma a unirle così saldamente è proprio la loro diversità, il loro bisogno di cercare quello che gli manca. Fateci caso nelle persone a cui davvero teniamo c’è sempre qualcosa di opposto a noi, che sia una caratteristica o un atteggiamento; ma che comunque alla fine rispecchiano un lato del carattere, che a ci manca, e che cerchiamo…
“…profumi che poi un metro dopo non li senti più…”
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Luca | Messo il tag: altri, amici, pensieri, quotidiano, riflessioni, risultati, scelte, vita |
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Pubblicato da =Luca=
febbraio 8, 2009

tratta da flickr.com dall'album di"abuz56"
Un lato negativo del fatto di scaricare le canzoni è che non ci si affezziona più. Già perchè una votla c’era il cd, o la cassetta. E si era più legati a tutte le canzoni. Oggi no, oggi invece ci piace un gruppo, beh si prende tutto quello che gli altri hanno. Non sappiamo più fare scelte. Raramente abbiamo il coraggio di spendere soldi per un cd, e sono soldi ben spesi se il cd vale! Ve lo assicuro. Perchè il piacere di tenere in mano la musica, di vedere la copertina, di leggere i titoli di coda.. ma questo ormai è da perdenti… si vuole tanto e subito!
così d’un tratto scopri che hai avuto da sempre una canzone che ti piaceva… per il testo, per la musica, e per quello che trasmette, ma… ma era sommersa tra le mille e più canzoni che ti sei scaricato! Così scopri che la conoscevi già, che te l’eri ascoltata, ma non avevi fatto attenzione, non eri concentrato! COsì ti era passata, ma solo quando ti sei fermato ti sei reso conto che ce l’avevi. E di quanto fosse bella.
E pura nella vita è così. Passiamo le giornate a cercare il coraggio per fare azioni, e non ci rendiamo conto che quel coraggio ce lo avevamo già. Siamo alla ricerca di un cervello, quando poi alla fine le cose le sappiamo, sono solo difficili da far venire in mente. E’ che noi le cose le abbiamo già dentro, solo che sono difficili da far uscire… E a volte per la fretta le facciamo uscire, ma gli altri non le capiscono, perchè non stanno ascoltando la musica che vogliono, così poi finisce che ci sentiamo incomrpesi. La verità è che le potenzialità le abbiamo, dobbiamo solo tirarle fuori…
“…non spari comandante, non mi spari presidente…”
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Luca | Messo il tag: attenzione, canzoni, cd, coraggio, momenti, musica, musicassette, paura, pensieri, pirateria, riflessioni, scelte, tempo, vita |
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