e domani?

ottobre 3, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "Si Ma Bo"

la sola speranza nella giornata resta la finestra. quel cielo azzurro e quei tetti con qualche tegola che cade. dentro il tempo non passa, ma fuori le nuvole si muovono, si spostano. vuoto dentro. guardo oltre e non trovo nulla, solo il il trascorrere dei minuti. più passano gli anni e più mi rendo conto di quanto volessi essere fuori, là lontanto da tutto. ma ora è diverso, è il sapore dell’aria appena viene la primavera, unico perchè lo aspettavi da tutto l’inverno, ma poi diventa qualcosa di normale, abitudinario.

non ho ben chiaro cosa mi aspetti domani. più leggo i giornali, guardo la tele, sento la radio, più provo a capire più mi sento senza un futuro. poi chiudo gli occhi e vedo che un futuro io ce l’ho, ce l’hanno tutti. allora mi ascolto un po’ di musica, tranquilla, leggera, senza problemi senza pressioni. mi guardo attorno e vedo il mondo che continua a vivere, è strano. sembra proprio che chi fa non abbia voglia, e chi forse ha voglia non fa. domanda e offerta. io intanto me ne sto qui a vedere il cielo di fronte a me.

leggi. pensa. scrivi. poi le idee arriveranno. poi ti chiederai dove stai andando, poi tutto si spiegherà piano e di fretta, poi tutto cambierà all’improvviso e a te resterà sol oda chiederti cosa tirare su. io ci sto stretta in questa gonna, proviamo la taglia dopo. allora vedi tutto il mondo fermo, in un solo istante in cui tutto è fermo, il tuo respiro va a fondo nei polmoni. punto.

“…comrpati a caso un disco che non volevi comprare…”


in caduta

giugno 26, 2011

tratta da flcikr.com dall'album di "alextazz"

c’è un film, l’Odio. ha un inizio famoso. si vede unabottiglia che cade verso la terra e una voce di sottofondo.

questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani

hai paura di sognare. hai paura di andare oltre. stare nel mondo della logica ha un vantaggio: la vita è un algoritmo: scelte, decisioni, tutto è chiaro. univoco. ci sono sì, no. non sì, ma… e no,ma… la chiarezza della logica ci riesce a dare sicurezza. ma ci piomba i piedi. sognare. sognate di più genti. è difficile e fa èaura. chi vive di soli sogni poi finirà per morire, finirà per ritrovarsi in una realtà che non si immaginva che esistesse. che ha regole così diverse da quel mondo, che era il suo, che non riuscirà a capirle. sognate gente. perchè chi sogna arriva lontano. chi sogna riesce a vedere oltre i problemi. chi sogna. giusto, chi sogna?

mano mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggi si ripete

può sembrare retorico, ma è vero. più mi guardo attorno, e più mi rendo conto che è tremendamente vero. un sacco di persone che stanno cadendo. che se ne rendono conto e non sanno come fermarsi. che per andare avanti nelle loro giornate si ripetono . siamo in balia del vuoto che abbiamo dentro. cerchiamo di colmarlo. di superare dei limiti. leggi, velocità, paure. non ci sentiamo abbastanza. c’è un forte senso di ansia addosso. non è solo il non sentirsi completi, ma è proprio il non esserlo. guardarsi dentro e non essere mai soddisfatti.  non essere mai pieni. volersi sempre riempire. per paura. perchè siamo vuoti, la vita e gli altri ci riempiono.

‘fino a qui tutto bene.

ma perchè è vero. perchè le cose da un piano all’altro vanno bene. ogni gionro che passa non ci lamentiamo. ogni giorno passato se n’è andato. è finito. le cose alla fine vanno bene. siamo in un enorme vortice di eventi. tutte le cose succedono e noi stiamo fermi. cerchiamo di mantenere il passo. non perdendo velocità. non cadendo. mille impegni ce li prendiamo per tappare il vuoto che abbiamo dentro di noi. tanti amici, troppi, li abbiamo per paura di sentirci soli. una ragazza sempre a fianco ce l’abbiamo per paura.

fino a qui tutto bene.

e tu te ne stai seduto. pensi alla giornata che hai passato e non ti resta nulla. pensi a quello che hai fatto, ti sembra di essere inutile, che sarebbe meglio essere trasparenti. vedi i risultati sugli altri e non i tuoi. vedi vittorie e gli altri nemmno lo sanno. tifi in silenzio. vivi nell’ombra. ma vivi. siamo arrivati ad un punto così lontano che solo se hai il cannocchiale puntato addosso riesci a vedere là. ci estraniamo dalla percezione della vita e del mondo.  siamo distanti da tutto. non vogliamo farci del male, non vogliamo che gli altri ci possano ferire.

fino a qui tutto bene.’

e se il problema venisse da noi. da dentro di noi. come ti puoi difendere da te stesso?  mi colpisce sempre quando ti rendi conto che in verità è stato un fumetto, una canzone, un amico, un film un tramonto a salvarti la vita. nessuno di noi vive così a lungo da sapere cosa fare, dove andare. si impara man mano. e non sapremo mai abbastanza. più vai avanti e più la tua prospettiva cambia. ti rendi conto che non eistono priorità, che tutto è un mondo in divenire. che possiamo controllare gli eventi, fino a che non saranno gli eventi a controlalre le nostre giornate. allora là, solo in quel momento, ci renderemo conto che non esistono priorità assolute, ma che tutto relativo, tutto.

il problema non è la caduta

e allora stattene seduto. ti prendi un paio di schiaffi e poi ti rialzi. stai seduto, ora non è il momento. questa è la partita della vita. fermo. non è il tuo momento, anche se ci credi. aspetta. tanto sai che hai pochi minuti quando scenderai in campo. ti asfalteranno, ma tu potrai dire che ci hai provato. che ce l’hai messa tutta. o che almeno le cose sono andate, e tu c’hai provato a rincorrerle. ci sono perdenti e perdenti. i migliori sono quelli di cui ti ricordi, e sono pochi. i migliori sono quelli che lottano fino in fondo, che te la fanno soffrire quella vittoria. poi tu perdi e loro vincono. ma ch’hai provato, per un istante la realtà era diversa dal solito.

ma l’atterraggio.

“…ah era meglio quello fatto da me…”


la pioggia che rilassa

giugno 16, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "zunardu"

oggi guardavo fuori dalla finestra e pioveva. oggi mi sono goduto il temporale da camera mia. in silenzio, a sentire la pioggia che cade, il ventoche muove tende e alberi. sapevo che ce l’avrei fatta, ma non volevo. sapevo che le cose sarebbero andate male. a ripensarci le cose non vanno mai come te lo aspetti, più le programmi, più te le immagini più ti deluderanno. ma oggi no, davanti a quella finestra c’era tutto. davanti a quella finestra ci stava la leggerezza che ormai sto cercando da tanto tempo, da troppo. e allora stiamo a guardare, primo o poi finirà.

tanto sono sicuro che non lo vedrai. passerai e te ne andrai via in silenzio.

abbiamo paura del silenzio. abbiamo paura di fare un viaggio in macchina e non dirci nulla. abbiamo paura di guardarci negli occhi e poi, dopo, salutarci. abbiamo paura di non avere nulla da dire. abbiamo paura di essere insignifcanti. abbiamo paura che non saremop ricordati. troppa gente piuttosto che star zitta, parla. di qualsiasi cosa. delle volte ci rifugiamo nella musica, ci rifugiamo nel telefonino, in una sigaretta, ci rifugiamo in qualcosa che faccia passare il tempo. è solo che il silenzio ci spaventa, e non lo sappiamo apprezzare fino a fondo.

“…e la canzone andave elegante, l’orchestra era partita, decollava…”


detto ora

giugno 5, 2011

tratta da flcikr.com dall'album di "Sauce Babilonia"

più ci penso, e più mi rendo conto di quanto certe scelte siano sbagliate, ma sul momento tu non te ne renda conto. c’è un fenomeno di perturbazione degli eventi, locale e globale. oggi cambia poco, ma ci sono dei giorni che sono davvero dei punti di svolta. e me li sarei persi. ci sono quelle volte in cui hai fatto bene ad esserci. Non è tanto la tua assenza a cambiare i fatti, ma la tua presenza. Se mi fossi ritrovato in quella situazione allora, ce l’avrei fatta, ora sarei libero, ma forse non sarebbe cambiato molto. forse sarebbe come prima.

delle volte cadiamo in circoli infiniti di ripetizioni. non riusciamo ad uscire dal nostro quotidiano.  le ore non passino. i minuti non si arrestano più. siamo in balia delle nostre precezioni. facciamo così fatica a guardare il mondo in maniera distaccata. analizziamo i successi globali, senza mai fermarci a darne una visione d’insieme. non riusciamo a vedere negli altri noi stessi, i nostri difetti, i nostri comportamenti. ci stiamo male per come una persona si comporta con noi, ma facciamo fatica ad ammettere che anche noi faremmo la stessa cosa. c’è paura a pensare che siamo uguali, vorremmo essere tutti diversi unici e speciali. putroppo, e per fortuna siamo soltanto noi.

la pioggia cade. dalla finestra del bar vedi le macchine che passano. vedi la gente che cammina proteggendosi con un ombrello, sotto i balconi. vedi le gocce d’acqua mosse dall’aria. piove e tu sei dentro. a guardare, a far passare il tempo. a cercare una realtà che non c’è, che appare. ho il terrore di finire solo, che alla fine della grande maratona non ci sia il mio capitano o il mio gregario. il mio compagno di viaggio. da solo non puoi farla la volata. non puoi arrivare in cima. il problema grosso è che troppe volte pensiamo soltanto alle scalate brevi, ma non ci rendiamo conto che la scalata continua della vita non si ferma e ci chiede sempre di più di salire.

“…i sax spingevano forte, come i ciclisti gregari in fuga…”


palo

novembre 7, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "cuma travel"

pioggia. E’ tutto il week end che non si è visto un raggio di sole. cielo grigio, buio. E poi tante cose da fare, commissioni, telefonate, appuntamenti. Frastornato e stordito da te stesso. Ma più ci pensi e più non ci credi. E’ che sono convinto si a solo questione di tempistica: ieri, oggi, domani. Non è l’azione di per sè a essere negativa, ma la sua tempistica. I talenti sono quelli che vedono il possibile al limite dell’impossibile. quando tutti dicono “no, non ce la si può fare..”! un muro non è un ostacolo è solo la sfida di domani. E se come in Kill Bill ti rompi le nocche a romperlo, beh non preoccuparti. Sarai più forte.

Oggi il Papa ha consacrato la Sacrata Famiglia. pazzesco, 120 per costruirla, il cantiere di Dio. Però, che ricordi, soli 2 anni fa io c’ero e l’ho vista da vicino. Da lasciarti senza parole,  ammutolito. Possente, imponente e magnifica. Così oggi che guardavo quelle stupende immagini alla televisione ripensavo a quella vacanza. lacrima.

Non è chi corre più veloce che vince. A salire sul podio sarà chi ha gestito meglio il tempo. già, giorno dopo giorno, istante dopo istante. programmare tutto, organizzare. Poi però ti vedi quello che parte efa lo scatto, tu provi a seguirlo, ma non ce la fai. ti senti perduto per sempre, poi continui col tuo passo, senza ormai speranze di recuperarlo. a finire di essere sempre quell’eterno secondo che tanto disprezzi. Ma da lontano compare quella sagoma. ci credi. lo prendi. e lo superi, ora si va… ma il traguardo sembra non arrivare mai. e se qualcuno lo avesse già tagliato?

“…fuori le palme e il vento suda aria di pioggia e di infelicità…”


assuefazione

agosto 30, 2010

tratta da flicrk.com dall'album di "Di felizberto - Emmanuel Avetta"

E ‘ come se non riuscissi a descrivere la realtà. Non che ti mancano le parole, ma per come la percepisci. Non riesci a vedere nessun aspetto dominante, come se si fosse azzerato l’evento, poteva anche non accadere. Cosa ci sta dietro a tutto?! sapere dove cade il sasso, le certezze di cui abbbiamo bisogno sono di questo tipo: certe per eventi fortuiti. A volte è questione di attimi, di inezie e il sistema, che non è stabile cambia radicalemnte il corso degli eventi. La vita non è commutativa nè invertibile, eventi in ordine diverso non possono portare allo stesso risultato, nè è possibile rendere nullo un evento, al massimo sarà trascurabile.

come passa in fretta il tempo, nemmeno ce ne accorgiamo. Siamo in mezzo al pieno dei nostri giorni e ci sembrano pasasre così, come stelle cadenti. Così quando i mometni liberi si riducono inizi a riscoprire piaceri semplici, che erano diventati ormai privi di significato: una pizza a casa di amici, un film di pomeriggio, colazione, ascoltare la radio, fare una passeggiata. Tutte cose fini a se stesse, tutte azioni da assaporare lentamente nel loro trascorrere, che ti portano ad essere grato di tutto quello che il mondo ti dà.

la cura dei particolari per i piccoli oggetti. Come se quel libro potesse darti davvero una spinta in più. Cosa faremo oggi?! A volte ci capita di sentirci soli, ma un po’ di piace anche, perchè ci fa eroi del nulla. Ma riflettendoci ci tocca ammettere che senza gli “altri” noi non saremmo mai nulla, senza una relazione coi nostri simili chi mai potremmo pensare di essere?! Penso che la mia più grande paura se dovessi naufragare su un’isola sarebbe di non ricordarmi le persone, di vivere per sempre da solo, senza il ricordo.

“…we are young, we are strong…”


neve sciolta al sole

marzo 8, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "Kumitey"

nevica… è uno spettacolo stupendo. non so come mai mi sono fermato qui, ma tutto è pefetto. non ci sono rumori, la vita si ferma, cogli l’attimo, non è un momento da foto, è un momento da guardare respirare ascoltare… non una semplice foto. E’ Torino, dall’alto, in bianco. Così me ne sto fermo e cerco di capire dove i pensieri mi trascinano, fino a capire che non hanno strada ora… sono semplicemente fermi ad ammirare anche loro, a restarne entusiasti. Senza alcuna parola.

è stano come la neve attutisca tutto. anche a camminare si sentono più leggeri i passi, ad andare in macchina tuto scivola va piano e lento. Sembra che i rumori siano più lievi, non violenti come sempre. Quasi ci fosse un rivestimento su tutto, nemmeno la neve fa rumore quando cade, leggera e silenziosa si posa dove può, dove ci sta. Poi ti chiedi se vale la pena muoversi, uscire da quell’incanto, ma quella non è la vita. E’ solo un frangente, una attimo e poi tutto passa, deve.

poi il giorno dopo c’è il sole e scioglie tutto, diventa solo un lontano ricordo. Una favola da raccontare a te stesso prima che si vada via, verso l’estate verso il caldo che ti scalda, ma ti porta via tanta sensibilità e porta via la possibilità di respirare e portare nei polmoni quell’aria fredda che ti sveglia, ti fa senitre ancora vivo, con speranze e tanta voglia di non stare fermi.

“…potrei suonare la tromba per quante volte sbuffo…”


finalmente

gennaio 28, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "AL Zanini"

calda, nella tazza. il cucchiaino pende si riscalda man mano. il colore invita a bere, ma è troppo bollente. Inizi allora a girarla, attorno a te c’è silenzio, solo il rumore del cucchiaino che urta la tazza. tintinna… i piccoli suoni si mescolano con l’ambiente. Il profumo che sale su è stupendo, l’hai sempre amato, per quel poco che conta. per la sua semplicità…così dopo qualche giro di cucchiaino decidi di alzarlo, lo giri e pian piano, con due colpi ben assestati fai cadre tutto quello che è rimasto attaccato. impugni la tazza e avvicini le labbra, piano piano si bagnano tutte…e quel suo sapore ti entra in bocca. cioccolata!

non sappiamo cosa ci aspetta domani. a volte gli equilibri sono così strani che non riesci a capirli, trovare l’invariante sarebeb la tua carta vincente!sapere sempre ciò che determina la situazione, qual è la mia manovra di azione. Perchè poi è quello il problema…l’idea stessa di sapere cosa mi devo aspettare, cosa posso cercare e dove posso trovarlo. I piccoli piaceri della vita ti rendono partecipe del tutto, ti inabissano nelle paure sincere del giorno che arriva. PErchè poi lo sai, tutto cambia…panta rei.

“…il maresciallo guarda l’Italia dentro un bar…”


canale crollato

ottobre 4, 2009
tratta da Flicrk.com dallalbum di lyng833

tratta da Flicrk.com dall'album di "lyng833"

Panama, Suez, Manica… un canale, comunicazione. Solo che è crollato! In questo mondo no, ma nell’altro sì. C’è stata una frana, tragedia… cessate le comunicazioni, di chi è stata colpa? non si sa. Così il piccolo villaggio che ha piantato le tende vicino al castello si trova senza sapere cosa dire, e soprattutto come. Ci vorrà certo un po’ di tempo per ricostruirlo, anni, decenni… perchè si devono ristabilire prima le comunicazioni, e quelle ora, sono passate da un estremo ad un’altro. Meno male, almeno la squadra si metterà al lavoro.

Una mia idea era che quella persona pensasse al contrario. Fosse talmente logica da sembrare assurda. Forse era quello che legava tutti i suoi compagni a lei. Quel suo carisma e quella sua paura di lottare e di andare avanti, di fare quel passo sempre nel dubbio che le cose prima o poi andassero male. Quel rischio c’è sempre, anche quando cammini, prima o poi una storta te la becchi, una probabilità su infiniti casi, ma sono infinite le passeggiate.

Certo che il motomondiale non è uguale a quando c’è tensione. Certo che il campionato non ha sapore se c’è sempre tempo per recuperare. Certo che una finale però è sempre una Finale. E chi la vince o chi la perde… è sempre un’emozione, quella sì! perchè non si ripete, solo tensione e gioco. Ma a volte mi chiedo perchè ci deve essere questo ambiente, perchè me ne lavo le mani, ma queste sono le scelte migliori, quelle che fanno bene! Ti rendono più responsabile consapevole e meno stressato.

…come on and swing, little young funny girls…


dentista

maggio 5, 2009
tratta da flickr.com dallalbum dimissah

tratta da flickr.com dall'album di"missah"

dopo tanti anni tocca. bisogna. certo avrei dovuo prima, ma non ce l’ho fatta!non ho voluto… era un mio blocco! è che tornare là, di nuovo su quelle sedie così, in quelle sale da attesa che ti inquietano! non saprei… era come una sfida ai miei stupidi limiti! allora fa strano. Che poi è una cosa come altre, solo che ti segna dentro, o almeno mi ha segnato. Forse tempo fà lo vivei troppo stoicamente, così tutto d’un tratto me ne andai e arrivederci a tutti. Ora però bisosgna tornare… Dentista.

dopo tutto quello che mi ha fatto più imopressione è stato quel bicchiere di plastica, appoggiato a fianco della sedia che si rimpiva. Quegli strumenti in bocca, come una grande reminiscenza di un passato terrorizzante. Ma quel bicchiere…e così chiduo gli occhi per un secondo e ho rivisto tuto, all’improvviso. Le due poltrone, la scrivania, i disegni mio conforto! e tutto riaffiora… come un fiume in piena, gli apparecchi, il frenulo, le carie, il fuloro… di un’esperienza vissuta male! ma ora no….

non abbiamo ultime scelte, ultimi saluti, una fine sicura! come dire io me ne voglio uscire così… perchè è tutto casuale. Come a vol te cerchiamo di riempire un discorso per non andare avanti, o stiamo zitti per non creare altri problemi…così forse deve essere la nostra vita… e tutto ciò che la riguarda. Ci vuole un giusto limite tra il fare e il non fare: dire e non dire. Ma deve essere nostro. E non imposto… solo ispirato!

“…la guerra è finita, almeno per me…”


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