documento

dicembre 22, 2010

tratta da flicrk.com dall'album di "mikeleeorg"

Oggi sul 4 c’era un signore anziano, seduto leggeva. Leggeva Dostoevskij. Uno straniero, con un voltantino dellInail in mano gli chiede dove deve andare a prendere il 74. Nessuno lo sa, nessuno è della zona. Il signore mette un dito per tenere il segno e poi spiega al ragazzo dove andare, poche parole, semplici. Il ragazzo capisce, esce e ringrazia. Poi sale il controllore, chiedono il biglietto, tira fuori un tesserino su cui c’è il suo abbonamento. Non basta, serve il documento. Lo tira fuori, 1922. Chapeau.

Era tanto che non uscivo di mattina presto. E fa impressione vedere la città. Perchè la gente che è in giro alle sette del mattino è diversa da quella che esce un’ora dopo. E’ più tranquilla, silenziosa. Sembra quasi che ci si muova in una nuvola di nebbia, tutto è attutito, più freddo e buio. Passano i pullman suonano le campanelle e la gente comincia a popolare le strade coi clacson, i motori le voci. A volte prendersi un po’ di tempo la mattina presto rilassa.

Waiting for Godot. Perchè tutti stiamo aspettando qualcosa qualcuno. Passiamo la vita ad aspettare quell’evento che ce la cambierà, ma poi a pensarci cosa succede? Ogni volta che accade qualcosa, cambiamo, soffriamo, ma alla fine non possiamo stare fermi, dovremo pur ricambiare. Per un’evoluzione infintia e lontana. Che ha fine solo quando viene messo il punto alla parola vita.

“…le mie mani come vedi non tremano più…”


e se fosse di nuovo..

novembre 14, 2010

tratta da flicrk.com dall'album di "nikda"

se camminavi per strada oggi il freddo ti entrava dentro. non dava fastidio, non si gelava, faceva solo freddo. così poi inizi a pensare, e ti viene in mente di tutto. Pensi al Pequod, ti rendi conto di quante ne hai prese, ti ronzano per la testa canzoni assurde poetiche ed eccezionali,ma così lontano. cammini e lo sai che ci arriverai. però dove, però quando. ho sempre più paura che non sarò mai in grado di credere nel mondo, già credo nella gente. così mi fermerò a guardare quel muro di fronte a me, a chiedermi perchè non sono mai riuscito ad essere così.

il fatto è che la mia più grande paura è quella di invecchaire solo. senza farne una pestilenza, solo che non hai vissuto appieno la vita, che non sei potuto essere  tutto te stesso. a fare qualche calcolo il tempo corre, razionalmente ti viene da dire di buttarti, di provarci, ma non è così semplice: ci sono situazioni, luoghi e persone. non è così semplice. allora ti fermi e pensi che non avere nessuno a fianco ti annienta perchè non ti lascia trasmettere l’universo che hai in te. non ti fa sognare. non ti fa soffrire e temere. Certo si vive, ma è come se Ulisse non avesse mai superato le colonne d’Ercole, cosa c’è dopo? perchè ciò che c’è prima fa parte della realtà che possiamo percepire e crearci noi, oltre c’è qualcosa di assolutamente diverso. fatti due conti.

soseggiare una tisana digestiva, ascoltando musica ti fa sentire fermo. a riposo. penso sempre  che arriverà il giorno in cui non dovrò pensare a sopravvivere al domani, ma solo ad affrontarlo, che è difficile. E’ come in una partita ai vantaggi, appena vai sotto riesci a pareggiare, ma subito dopo sei di nuovo sotto. Non puoi perdere, o perlomeno, puoi perdere ma ti toccherà vincere dopo, ed è quella la vera difficoltà. ma mi concedo di sognare, ora. per sempre.

“…come in un libro scritto male, lui s’era ucciso per Natale…”


freddo e pioggia

novembre 2, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "marcodede"

è solo che di lunedì piove sempre. è un mese che di lunedì cade acqua dal cielo. e oggi ha piovuto tutto il girono, quasi che non bastasse mai. fermo e guardi fuori dalla finestra e cosa vedi?! cosa c’è?! nulla. solo gocce che cadono, una dopo l’altra. tutte a terra, sui vetri, sulle piante.  Così inizi a sentire le ossa fredde e umide, è novembre. c’è nebbia attorno. il sole sembra lontano, ma tanto tu sai già che è solo dietro le nuvole.

perchè poi basta una sciocchezza per ridere. per distendere le labbra e mostrare i denti, chiudere leggermente gli occhi e basta. sorridere. nulla di che, però ti può alleggerire la giornata tutta. ti può far star meglio. è che non ci crediamo sul serio a quanto sia importante ridere, quando si può. insomma “effatti na’ cazzo di risata” perchè anche se tutto va male sorridere per un video comico o un film idiota, alle volte è l’unica cosa che ti resta. l’unico punto da cui partire.

ci siamo. occhio  a contare. bisogna portare a termine ogni punto della lista. è eterna e lunga, ma finita. vi è mai capitato di dire “no io al suo posto non ce la farei, meno male che a me è capitato diversamente”, e poi a sguazzare nel guano, ancora peggio tocca a te e…ce la fai. sopravvivi, insomma non molli e stai a galla. perchè?! forse è dovuto al fatto che sotto pressione quando non abbiamo alternative rendiamo di più, meglio. vedremo.

“…mata mi dolor…”


algebra, 2

gennaio 17, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "pingendiartifex"ricomincia la maratona, la 3000 siepi, chiamatela come volete!! siamo di nuovo al via. con delle analogie e dei cambiamenti… dopo un anno mi tocca rincominciare gli esami, ma questa volta del secondo anno! dopo un anno mi ritrovo di nuovo di fronte l’algebra, ma questa volta è sul serio difficile… dopo un anno ho capito cosa vuol dire prepararsi ad un esame, ma continuo ad essere teso. Dopo un anno cambi ma per certi aspetti rimani simile… solo che a volte ti spaventi, gaurdi nello specchio e non sai se sei più tu.

penso che gli sguardi delle persone siano degli oceani. degli orizzonti in cui si inabissano le pupille. E quando riesci a guardare negli occhi, dritto in quelle pupille a parlare.. sei in un mondo parallelo, solo in due! ci perdiamo tanto a non fermarci sullo sguardo, a volte ci diciamo che pare triste o cupo, ma poi ci fidiamo della parola dell’altro! a parole si maschera, ma nell’universo dei nostri occhi è impossibile mentire.. ed è stupendo saperlo leggere!

adoro il freddo, perchè lo puoi combattere, ti copri. Pulisce l’aria. quando esci e respiri a pieni polmoni l’aria gelida ti senti in corpo una scossa e un’ondata di leggerezza, sembra che entri e si porti via tutto: tutti i problemi tutte le preoccupazioni. Solo che ora non riesco a scavare a fondo nei polmoni…è brutto essere schiavi delle proprie ansie e paure, non riuscire a tuffarsi per paura di farsi male: la palla magari potresti prenderla… ci vuole solo il coraggio!

“…senza orologi quel volo tra stelle e cenere andrà…”


freddo dei sogni

novembre 17, 2009

tratto dal sito "www.geograph.org.uk"

sto camminando e fa freddo. La sciarpa mi avvolge il collo e cerco ulteriore protezione dal vento. Sono qui pressato sul pullman alle 8 del mattino: tutti vanno a lavorare, tutti hanno da fare. Non ho voglia di ascoltare la musica, non ho voglia di leggere…guardo il mondo e mi accontento. Guardo gli studenti che sono stanchi e non hanno voglia. Guardo gli ingiaccacravattati che mantengono il loro rigore aspettando solo di scendere e iniziare la loro giornata. Poi ci sono le persone che non sai dove vadano… ti chiedi chissà cosa fanno?! e non ti puoi rispondere… ma forse è meglio guardare fuori, la città avvolta dal freddo.

non finiremo mai di sognare. Anche se realizziamo i nostri progetti, le nostre aspirazioni, non ci basteranno mai. Così siamo sempre in mezzo a correre, non sappiamo mai cosa fare e come risolvere la situazione. Insomma ci incasiniamo sempre di più… perchè forse non siamo in grado di accontentarci. E meno male, perchè è un segno che sappiamo di volere una vita sempre migliore, sempre più bella! solo che a volte non ce la si fa, e così ci rattristiamo!

questione di prospettive… è che a volte vediamo solo una faccia, che non è quella completa, ne è solo un riflesso. Così non ti aspetti di conoscerla diversamente..è come vedere il cielo nero e blu allo stesso tempo: non si può, ma entrambi sono la verità, nessuno nega l’altro. Solo non possono coesistere, così poi ti chiedi il perchè? che senso ha? e la risposta è la più scontata, il solito: nessuno! il resto si vedrà!!

“…I am sitting in the morning at the diner on the corner…”


curve e calore

giugno 30, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di -LucaM-

tratta da flickr.com dall'album di "-LucaM-"

era una calda gioranta. non stiamo a precisare quando e dove! potrebeb anche essere oggi, domani o ieri… l’importatne è che faceva caldo. Si sta scomodi nei propri vestiti quando si suda…. e anche senza maglietta si muore lo stesso dal caldo, il sudore ti cola fin dal collo lungo tutto il petto… fastidioso. E’ in questi momenti che preferisci il freddo, perchè ti puoi coprire da quello, ti puoi proteggere, dal caldo no! Servirebbe un bel bagno in pisicna, ma non c’è tempo… nonse ne trova o forse non si vuole trovare….

fa impressione come percepiamo il mondo. Quanto varia la nostra dimensione della realtà. Oggi siamo delusi da quella persona, e poi scopriamo che in silenzio ci ha voluto più bene di tanti altri chiacchieroni. Solo che se dovessimo discutere ogni scelta non si finirebbe più! E poi? poi scopri che sei tu che ti sei fatto un’idea distorta. Basta aspettare, il cielo si schiarisce tutto torna chiaro e le incomprensioni volano via. E’ già la seconda volta che mi capita simile ma diversa… e ho sempre fatto sempre la scelta migliore a pensare bene… grazie!

che sia una sua caratteristica peculiare? però non può essere che una curva sia sempre così ripida! E che per quanto il guidatore possa essere bravo alla fine cade e non arriva tanto oltre. Strade… fanno paura poi. Non sai come prenderle, troppo veloce perdi il controllo, troppo lento non hai abbastanza velocità per i tornanti. E così fa piacere vedere di non essere il solo ad essersi impiantato a quella curva, forse bisogna calibrare l’assetto o, meglio, cambiare strada. Teoria del ristorante.

“… girls be all on us, from London back down to the US…”


riassaporare

giugno 22, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di Hop Frog

tratta da flickr.com dall'album di "Hop Frog"

fa freddo… sono uscito per far fare la pipì a Charlie. Non sembra che fino all’altro ieri si moriva di caldo. Sembra di essere in quelle giorante invernali che magari sono tutte soleggiate ma che poi si abbassa la temperatura. tutti i nostri sensi diventano molto recettivi e l’aria ci sembra più fresca. entriamo in casa… quanto saremo stati fuori? 10 minuti… e nell’aprire la porta veniamo avvolti da un profumo, tisana: “pesca e frutto della passione”! Era da tanto tempo che non la bevevo, che non lasciavo liberare questo dolce aroma. E così mi riempio le narici chiudo gli occhi e mi sento in forze…

com’è strano cambiare in continuazione ambito, darsi da fare in situazioni diverse e lontane. Perchè non sai mai come approcciarti, cosa dire e come comportarsi. Gestire la tensione a seconda delle situazioni diventa un’arte. Ed è la bravura dell’artista che fa diventare un evento capolavoro. ci vuole solo esperienza, ma che fatica. E così oggi mi ritrovo come anni addietro a caricare piccoli frammenti di memoria, per giocare al tempo che ci cambia.

dobbiamo essere grati a chi ci mette ogni santo giorno i bastoni tra le ruote, a chi ci mette in discussione e nei casini. Perchè ci fa capire davvero cosa vogliamo noi. Per cosa lottiamo e tempra la nostra determinazione, senza portarla all’ossessione e alla cocciutaggine. Non sempre i mali vengono per nuocere, ma allora non sono mali… beh diciamo che a prima vista sembrano fallimenti, poi si rivelano grandi vittorie!!

“…he got joo-joo eyeball he one holy roller…”


album incompelti

marzo 29, 2009

tratto da flickr.com, dallalbum di Paolo Màrgari

tratto da flickr.com, dall'album di "Paolo Màrgari"

collezione… è difficile raccogliere sempre tutto! ogni singolo pezzo, perchè ce ne sfugge qualcuno, o comunque non riusciamo a trovarli! e allora a volte cibattiamo fino in fondo, altre volte desistiamo e ci accontentiamo di mezzo album. E’ che a votle è anche difficile scegleiere di comprare un film. Siamo abituaiti a scaricare o allo streaming, così poi perdiamo il piacere del dvd nel salone di casa; del cd originale dnel lettore del salone; del libro cartaceo sulla poltrona. E’ solo che stiamo diventando sempre più figli del “tutto e subito” e non capiamo più per cosa vale al pena lottare. Tutto a prezzo 0! Già, perchè è vero costano, ma se davvero vogliamo averli, allora un sacrificio ci sta! gratis perdono parte del loro stesso significato, è difficile imparare che non si può avere tutto!

In quelle lettere c’era una certa tristezza, sembravano scritte in un giorno di pioggia, grigio e freddo. Quando l’umidità dell’acqua ti impregnava fino alle ossa. Quando l’unica cosa che vorresti è un bel maglione caldo. E sembravano uscite proprio da quel giorno, ma erano anceh terribilemente semplici, e uguali! “perchè dovrei?”; e ci chiediamo come sia possibile ora trovasi qua così, ma ne siamo felici, dopo l’inverno e la potatura le cose poi rifioriscono meglio, più in forze e salde!

E ora ci tocca scommettere, sperare in quel fuutro che non l’avresti detto, ma ti da speranza! Già, perhcè a ripensarci non sarebbe stato possibile senza un giusto euqilibrio, senza una voglia che allora era difficile da motivare, quando le nuvole oscuravano il cielo. Allora sì che volevi smettere, ma ora no! Ora sei disposto a combattere, e forse ringrazi anche di esserti trovato a combattere contro te stesso… fino all’ultimo istante, fino all’ultimo secondo! A cercare un’espediente per far passare il tempo, per segnare il suo passaggio… e ormai manca poco, a tutti e due!

“…ho vissuto il terrorismo, stragi rosse, stragi nere …”


sciarpa sola

marzo 16, 2009
tratta da flickr.com dallalbum di d@deluc

tratta da flickr.com dall'album di "d@deluc"

vabbè la sciarpa era lasciata là! ben salda alla ringhiera… con i suoi ciuffetti di filo colorato che spenzolavano… non faceva freddo! già, perchè se fa freddo chi se la dimentica la sciarpa! era una di quelle giornate in cui la temperatura varia dal mattino presto a mezzogiorno. Poi ti ritorovi dietro la giacca che non metti, per il troppo caldo

come è bello non sentirsi soli. Certo quando el cose vanno bene, che vogliamo ambientare le favole nella nostra vita! beh allora là si che è facile dire che c’è gnete attorno a noi…ma tutti i giorni questo non accade! penso che sia già stupendo sapere che una perosna ci ascolti, attivamente, che si renda conto di quello ch e dicaimo! ed è per questo che l’ascoltare fa bene, è come una grande valvola che regola il nostro corpo…dall’interno! e a volte basta davvero poco, ma siamo troppo assordati da noi stssi che non ci rendiamo conto di chi sta sussurrando!

e intanto quella sciarpa stava là! non era di nessuno. Ma nessuno nemmeno l’aveva notata! tutti concentrati, tutti a pensare ad altro! Ma quella sciarpa, di chi era?! Perchè l’ha diemnticata..io la mia non la dimenticherei mai! chissà… strano il mondo! che poi vai lontao e non ti ricordi più l’ultima volta che l’hai vista, e va persa..nei meandri della giornata!!

la lampadina si accende…poi fa uno strano rumore, una scintilla ed esplode! buio! totale…nessuna luce vicina di lampioni, camere o apaprecchi elettronici ad illuniare. così devi rendere la tua vista più sensibile, vedere ocn la memoria e andare avanti, fino al primo posto sicuro, e poi ancora oltre! Fino a che non arrivi alal meta! e poi ti puoi godere quel buoi isolatorio

“…è per te che il sole brucia a luglio…”


sciogliersi

gennaio 13, 2009

è bello sapere che il mondo c’è anche quando non esiste per te. Quando non lo percepisci. E’ certo più un casino rapportartici assieme, perchè non sai che mossa fare! come mi devo comportare , cosa mi sono perso. E a volte è difficile traslare agli altri quello che succede a noi. Capire che il tempo a volte è relativo, che certi nodi durano anche a lungo, certo li dobbiamo fare bene, segliere le giuste corde, i giusti appigli, ma poi è solo a noi che sta di legare. Solo che spesso è difficile, perchè è un salto nel vuoto, e non sappiamo cosa c’è di là. E quello che sembra un soffice materasso diventa poi dura roccia.

ghiaccio… perchè dopo che nevica e che fa freddo si forma il ghiaccio. Duro, compatto e bianco. Sulle strade ai bordi, sulle basi degli alberi, nei nostri cuori dopo le tormente emotive. E così è dura a scioglielo, perchè il normale sole lo trasforma piano piano in acqua, che però non fa in tempo a evaporare che subito ghiaccia di nuovo. Così a votle anche noi ci sentiamo qualcosa dentro che non se ne va normalmente o lasciando passare tempo, dobbiamo dare un taglio pesante! Solo che… solo che a volte fa male, e perdiamo tutto di quella stupenda nevicata! Solo che è l’unica maniera per tornare a respirare.

e che le giornate possono diventare stupende o orribili con poco. E quando si torna a faticare a vuoto ci si chiede il perchè. Ma poi si guarda al passato, con una prospettiva lontana e si capisce che un senso c’è. Che nulla è a vuoto, se lo fai per altri. E’ vero è faticoso e duro, ma a volte certi nostri compiti dobbiamo perseguirli senza farci troppe domande e un domani gli effetti ci saranno, solo che non si sa quanto dura la semina…

“…I can get it longer if you like the style…”


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