giugno 5, 2011

tratta da flcikr.com dall'album di "Sauce Babilonia"
più ci penso, e più mi rendo conto di quanto certe scelte siano sbagliate, ma sul momento tu non te ne renda conto. c’è un fenomeno di perturbazione degli eventi, locale e globale. oggi cambia poco, ma ci sono dei giorni che sono davvero dei punti di svolta. e me li sarei persi. ci sono quelle volte in cui hai fatto bene ad esserci. Non è tanto la tua assenza a cambiare i fatti, ma la tua presenza. Se mi fossi ritrovato in quella situazione allora, ce l’avrei fatta, ora sarei libero, ma forse non sarebbe cambiato molto. forse sarebbe come prima.
delle volte cadiamo in circoli infiniti di ripetizioni. non riusciamo ad uscire dal nostro quotidiano. le ore non passino. i minuti non si arrestano più. siamo in balia delle nostre precezioni. facciamo così fatica a guardare il mondo in maniera distaccata. analizziamo i successi globali, senza mai fermarci a darne una visione d’insieme. non riusciamo a vedere negli altri noi stessi, i nostri difetti, i nostri comportamenti. ci stiamo male per come una persona si comporta con noi, ma facciamo fatica ad ammettere che anche noi faremmo la stessa cosa. c’è paura a pensare che siamo uguali, vorremmo essere tutti diversi unici e speciali. putroppo, e per fortuna siamo soltanto noi.
la pioggia cade. dalla finestra del bar vedi le macchine che passano. vedi la gente che cammina proteggendosi con un ombrello, sotto i balconi. vedi le gocce d’acqua mosse dall’aria. piove e tu sei dentro. a guardare, a far passare il tempo. a cercare una realtà che non c’è, che appare. ho il terrore di finire solo, che alla fine della grande maratona non ci sia il mio capitano o il mio gregario. il mio compagno di viaggio. da solo non puoi farla la volata. non puoi arrivare in cima. il problema grosso è che troppe volte pensiamo soltanto alle scalate brevi, ma non ci rendiamo conto che la scalata continua della vita non si ferma e ci chiede sempre di più di salire.
“…i sax spingevano forte, come i ciclisti gregari in fuga…”
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Luca | Messo il tag: altro, amici, difficoltà, impressioni, passato, paure, relazioni, scelte, tempo, vita |
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marzo 7, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "My Buffo"
siediti e scrivi cosa devi ancora fare. nella giornata, nella settimana, nel mese, nell’anno, nella tua vita. pensiamo a cosa c’è ancora da fare. non è tempo buttato. vaghiamo spesso vivendo alla giornata, aspettando che arrivi la rivoluzione a ghigliottinarci e non facciamo nulla per evitarlo. elencare gli obiettivi è un primo passo. sapere dove vogliamo arrivare, quale percorso vogliamo fare. la vita è un tragitto che va solo avanti. noi non possiamo fermarla, al massimo stare a guardarla fermi mentre ci sfugge davanti. primo: pensa a quali sono i tuoi obiettivi.
a questo punto sappiamo dove si vuole arrivare. pensiamo ora a come arrivarci. Quali sono i nostri mezzi? chi siamo noi? cosa possiamo fare, cosa non sappiamo fare? possiamo imparare? cos’è che ci manca per arrivare a quell’obiettivo. tempo? volontà? quali sono quei tasselli che non ho. dove li posso prendere?! chi ci è riuscito, come ha fatto? pianificare. a breve medio e lungo termine. ma non stiamo fermi. per vincere una guerra ci vuole t attica ma anche azione. qui si organizza, dopo si agisce. secondo: pianificare.
ora basta, alzati e vai a fare quello che devi. piantala di lamentarti, smettila di piangerti addosso non serve a nulla. e nemmeno la compassione degli altri ti aiuta. siamo noi che dobbiamo lottare. siamo noi quelli che sono in campo. non i nostri tifosi, non i nostri amici. noi. ogni tanto dobbiamo chiedere aiuto e farci aiutare, ma se volgiamo avere salde basi dobbiamo essere noi a lottare. dobbiamo essere noi a buttarci nel fango. imparare e soffrire tanto, ma vivere. terzo: si va in scena.
“…oh, m’ispiri il Signore dal cielo…”
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Luca | Messo il tag: amici, difficoltà, emozioni, futuro, pensieri, relazioni, riflessioni, vita |
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febbraio 14, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "leviteo"
c’è un solo istante in cui tutto improvvisamente si chiarisce e riesci a capire tutto. Per pochissimo tempo riesci a vedere la situazione da fuori. E’ una folgorazione. Capisci i tuoi amici, le tue realzioni. Vedi davvero la tua situazione. E non è una questione di prospetive è proprio qualcosa legato a dove e cosa guardiamo delal nostra vita. Se guardiamo una sfera da lontano può sembrare un cerchio, invece è tutt’altro, e così via per tante altre cose. Prendete il mare, sembra che finisca all’orizzonte, invece… Ecco è proprio questo che ti capita, staccarti tanto dalla tua vita tanto da capirla. tutta.
Non serve concentrarsi. Non serve pensarci su. E’ qualcosa che viene, di solito è come un’epifania, una reminiscenza. Un oggetto, un’azione o una persona per il loro stesso fatto di essere in quel posto o dire quelle parole(non legate al tutto) ci portano a staccarci dal nostro di mondo. A vedere tutto così distante, ma anche così chiaro. Su questo non c’è dubbio siamo uno tra mille. Non contiamo niente, e per quanto gli altri dicano il contrario in un futuro in qualche modo dovranno(potranno) fare a meno di noi. Nessuno è indispensabile, certo. Ma è altrettanto vero che siamo anche terribilemnte fragili e avere sostegni o persone può aiutarci ad andare avanti quando le cose vanno male.
quando le cose vanno male di solito c’è sempre un fatto scatenante. Qualcosa che ci fa dire: questo è andato male. Poi arriva tuto il resto. Ci fate caso. Raramente capita che le cose vadano bene e male, tendiamo a unificare tutto. Facciamo della nostra vita un unico essere. E così se litighiamo con gli amici diventiamo più irascibili in famiglia e poi la scuola etc… Ecco, spesso, tendiamo a autoinfluenzarci. Ad autoalimentarci, come d’altronde ad autoridurci. Che poi finisci per trovarti a terra ed incassare tutti i calci, i pugni e le botte che avevi evitato in precedenza. no, non ce la faremo mai. forse però riusciremo a sopravvivere abbastanza a lungo.
“…non c’è più nessuno, solo aghi di pino…”
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Luca | Messo il tag: altri, difficoltà, pensieri, problemi, riflessioni, vita |
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gennaio 16, 2011

tratta da flickr.com dall'album di "jugbo"
una speranza c’è. sempre. per quanto sia lungo e buio il tunnel che stiamo percorrendo se ne uscirà. la mia è una speranza, non una garnzia. sarebbe troppo facile. io corro lotto e spero di farcela, che a mettercela tutta si possano ottenere, degli obiettivi, finalmente. allora in silenzio guardiamo l’orologio che fa scorrere le lancette e ci rendiamo conto che il tempo scappa, e si porta via comunque tutto, nel bene e nel male. che non ce lo restituirà mai. e che poi tanto alla fine va sempre così “hodie mih, cras tibi…”
costruire rapporti è un’arte. e nessuno te la insegna. la impari osservando, provando e sbagliando. non sempre possiamo capire bene i nostri errori, perchè i contesti sono diversi. ma se si fa cadere un vaso non basta fare il movimento all’incontrario, il vaso è rotto e bisogna comprarne uno nuovo, che per quanto simile non sarà mai uguale a quello prima, che ci piaceva tanto. così nei rapporti, di amore amicizia etc… capita di oltrepassare un punto di non ritorno e finire con l’essere irreversibilemnte andati verso l’unica direzione che si voleva evitare. pazienza, il vaso è rotto. prendiamo i cocci, mettiamoli in un cassetto, e andiamo a cercare un nuovo vaso.
quello che conta è l’esempio. l’esempio concretizza teorie, dottrine, teoremi e insegnamenti vari. mette nero su bianco ciò che noi abbiamo detto. la bravura sta nel dare il giusto esempio, negli studi, come nella vita. essere ambigui, troppo specifici o vaghi finisce per rendere il nostro discorso incomprensibile. la bravura di un oratore sta sì nel rendere comprensibile a tutti abbassando il linguaggio, ma il nocciolo della questione è che vanno perse il minor numero possibile di caratteristiche. il linguaggio tecnico ha quel vantaggio, è sintetico e preciso. ma la persona qualunque ha bisgona di tante parole semplici.
“…studentessa universitaria, triste e solitaria…”
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gennaio 11, 2011
andrà sempre così. non c’è via di scampo. la ragione, la discussione e il pensiero non hanno alternative. meglio essere sbgriativi ed efficaci. siamo in mezzo al mare, importa sopravvivere non trovarci in fondo al mare. certo, con una certa ottica tutti abbiamo ragione, il tempo mischia abbastanza bene le carte, una volta hai ragione e una torto, andando avanti all’infinito capita così. il fatto è che a breve distanza rimane più impresso chi sbaglia. e nessuno mai si ricorda di chi aveva ragione, anni fa.
non avere tempo è la peggiore delle maledizioni che ci possono capitare. il fatto è che spesso ci abituiamo a certi target, a certi livelli di sopravvivenza, di sopportazione. e poi? poi non sappiamo nemmeno guardare in faccia quello in coda davanti a noi che ci fa solo perdere tempo. potrebe farlo altrove, sul suo di computer. a casa. bastarebbe infromarsi. basterebbe sapere cosa si sta facendo, ma spesso è chidere troppo. “è un mio diritto?” certo, ma ogni tanto pensare agli altri, che la vita di tutti è un casino, o una merda a volte aiuterebbe. non noi, ma noi di riflesso.
sono dell’idea che essere chiari è importante, dirsi le cose come vanno è fondamentale, senza non sapremmo mai cosa dire e come agire. non sono dell’idea che chiudere un occhio è meglio. penso più che bisogni segnare e poi categorizzare, magari qualcosa passerà ingiudicato, come se avessi chiuso un occhio, ma tante altre cose rimarrano in chiaro evidenziate. in un squadra giocano tutti? gioca chi fa parte di quella squadra, la sottile linea rossa è proprio capire quello.
“…e un diamante in mezzo ai denti…”
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Luca | Messo il tag: difficoltà, giornata, passato, paura, pensieri, persone, relazioni, riflessioni, tempo |
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ottobre 12, 2010

tratta da flickr.com dall'album di "Max xx"
ci crediamo. ora è possibile. ce la faremo. No. Impossibile, dopo che rompi un vetro non si può aggiustare. Però quando lo hai rotto vedi ben che le cose cambiano, che fa più freddo. Entra tanta aria da fuori. Poi? dopo non sai bene cosa ci sia, cosa la gente voglia, se non starsene seduti a guardare l’acqua che scorre e capire come incassare i colpi, uno dopo l’altro. perchè poi alla fine è questo che conta.
le idee cambiano velocemente, e cosa ne ricavi? solo che tu ora non sai che pensare a riguardo. credo che ci vorrebbe più tempo per digerire e superare i dolori. Ma non ne abbiamo mai abbastanza, è solo una stupida corsa a chi ne vuole semrpe di più. E tu te ne stai là, lontano ma con un senso di impotenza addosso. E’ come se ci fosse una complessa teoria dei campi, ci lega tutti, gli uni agli altri. E quando si sposta o cambia un centro del campo, i potenziali attorno sono completamente stravolti.
decidere è sempre difficile. Perchè ci vuoel una posizione, netta, bisogna prendersi delel responsabilità, lasciare dietro qualcosa e rischiare. Scegliere è dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Non tanto perchè le cose sono al di sopra di noi, ma quanto più perchè le cose sono oltre noi. Non possiamo sapere tutto subito, abbiamo dati inizizali su cui fare stime, poi c’è il caso, l’alaetaorietà. Come se sapessimo che una palla può cadere a destra o sinistra ma fino a che non accade non sapremo mai qual è la verità.
“…gli americani che espatriano, si ritrovano tutti quaggiù…”
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luglio 30, 2010
Alle volte la vita è un continuo ripetersi. Uno stare sempre in carreggiata ad aspettare che finisca la benzina. Mettersi sempre al centro anche quando non devi. Demotivando chi in quel momento si dovrebbe fare sotto. I più grandi errori sono stati i miei più grandi maestri. Avere il culo parato ti aiuta a breve termine, ma non ti insegna ad accettare l’errore. Solo che non sappiamo mai a cosa ci porteranno i nostri errori. E’ come una matita che non si rende conto della curva che sta tracciando… solo alla fine, da lontano ti renderai conto del risultato globale. solo che fa paura non sapere…
risolvere un problema partendo dalla soluzione. Che idea stupida! No, affatto. Pensate a quante volte vi trovate in una situazione incasinata, di conflitto. Sapete cosa dovete fare, ma non come. Sapere la soluzione non sempre aiuta. Perchè tendi a seguire vie scontate, che di solito portano a quel risultato, poi però a metà ti intoppi, perchè è diverso, non come gli altri casi. Così devi ricominciare. Sapere già dov’è la fine ti porta spesso a voler fare il più breve tracciato, che non vuol dire che sia il migliore…assurdo.
cosa c’era dentro quel sacchetto?! quella penna posata sul tavolo chissà quante parole avrà scritto… e poi. E poi anche quel computer, quella tastiera. Chissà quali stori ci potrebbero raccontare. non so. E’ solo che alle volte siamo più legati al nostro passato lontano che al presente prossimo. Vogliao vedere a ieri senza pensare che domani è un giorno nuovo. Che senso ha lamentarsi!? agiamo. Una persona si capisce chi è quando sa agire nel momento di massima tensione. Se ti chiudi… se stai fermo… se ti fai vivere… allora non sei abbastanza forte. reagire.
“…senti Roy come spacca con la tromba…”
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Luca | Messo il tag: difficoltà, errori, insegnamenti, passato, pensieri, presente, pure, riflessioni, vita |
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luglio 28, 2010
vi siete mai chiesti da dove arriva quella forza che ci fa fare gli ultimi 100 metri? che ci fa rendere di più alla fine. Dove arriva la forza dello scatto finale?! non lo so. E’ in noi e non ci possiamo fare nulla, non la possiamo controllare. Impariamo a livellarci su un certo standard, ma nel finale c’è un picco, un ultimo sprint. e poi?! e poi siamo qui a goderci l’arrivo. a vedere gli alti indietro. sentendoci poi tutti una grande famiglia, tutti amici e compagni, tutti arrivati alla fine.
non so cosa ci facessi. La mia attenzione era per un posto al mare. Per il sole tra le montagne. Tra le nuvole a svolazzare. A pensarmi libero e leggero. Il fatto è che spesso troviamo solo alibi per i nostri insuccessi. Il prof. è stronzo, gli altri sono egoisti, la squadra non gira… solo alibi. E noi?! quand‘è che ci prendiamo le nostre responsabilità per non aver passato un esame, per essere stati trattati male o per aver perso una partita?! quand’è che smettiamo di vedere come si comportano gli altri e non ci focalizziamo su di noi?! la gente dice “ma a loro..” “ma lui…”! balle. Pensiamo solo a noi stessi. Siamo nel torto?! bene cambiamo. E’ solo quello il segreto.
I problemi tra le persone nascono per soli due motivi, penso, egoismo e incomprensione. Già perchè siamo solo bravi a criticare, a parlare male. a dire che lui ha sbagliato. e poi!? il fatto è che è questione di priorità, di gerarchie. Se sapessimo quali sono le priorità degli altri, qual è la logica della loro vita allora tutto sarebbe più facile. Capiremmo i perchè, se ne discuterebbe, ma avendo dati concreti, non flebili delucubrazioni o ipotesi assurde. A parlare di più e pensare anche al nostro prossimo si fa un po’ di fatica, è vero, ma si renderebbe anche questo mondo un po’ migliore, un posto più sereno.
“…Maybe life is like a ride on a freeway…”
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Luca | Messo il tag: amici, difficoltà, dolori, emozioni, fine, gioia, pensieri, problemi, relazioni, sforzo, vita |
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ottobre 25, 2009

tratta da flickr.com dall'album di "giallinovagabondo"
“bisogna tener duro in questo gran via vai” lo dice Scrubs, ma è terribilmente vero. E’ una di quelle verità che sai, ce le hai dentro ma non riesci ad esternarle…a tirarle fuori del tutto! E poi più che altro non ci pensi mai. Solo che a volte ti ritrovi nell’agiata condizione di spettatore, certo tifi per una suqadra ma non puoi far niente per cambiare il risultato…c’est la vie! Eppure mentre tu ti godi lo spettacolo ti rendi conto che la stabilità ci vuole, ci vuole sempre! Perchè non stiamo fermi, ami…ci muoviamo in continuaizione e un punto di appoggio primo o poi lo dovremo trovare.
Creare dal nulla, difficile? impossibile. Come ti senti quando hai un’idea ma non hai i mezzi… impotente! deluso dalla tua vita, che non ti da l’opportunità di rifarti,di eccellere. Ci ritroviamo con computer vecchi su cui devono girare programmi d’avanguardia. E così mentre i nostri concorrenti sono all’avanguardia, noi ce la caviamo, facciamo quel che possiamo. Con che risultati… questo non si sa ancora, purtroppo i dati parziali non sono assolutamente confrontabili, anzi spesso sviano! Ma che soddisfazione creare dal nulla, o quasi.
Il tempo per vedere le stelle è passato. Ora ci sono le nuvole…il cielo è buio e fa freddo. Siamo avvolti dall’autunno, da quel suo clima da sei del pomeriggio: sole basso, colori forti e stupendi e una stanchezza addosso enorme, quasi non vogliamo creder che manca una vita alla fine…alla fine dell’anno. Ma strano a dirsi è proprio così che si risolve la situazione. Perchè che tu sia una ruota di scorta, o una pezza, o un cerotto…per quanto marginale sia il tuo ruolo è l’esempio di qualcosa che si usa poco, ma quando serve non ne possiamo fare a meno…
“…Really this dance has got something, something, no way you can’t beat it. …”
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Luca | Messo il tag: cielo, difficoltà, immaginare, paura, pensieri, risultati, scrubs, sentimenti, stagioni, tempo, vita |
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ottobre 4, 2009

tratta da Flicrk.com dall'album di "lyng833"
Panama, Suez, Manica… un canale, comunicazione. Solo che è crollato! In questo mondo no, ma nell’altro sì. C’è stata una frana, tragedia… cessate le comunicazioni, di chi è stata colpa? non si sa. Così il piccolo villaggio che ha piantato le tende vicino al castello si trova senza sapere cosa dire, e soprattutto come. Ci vorrà certo un po’ di tempo per ricostruirlo, anni, decenni… perchè si devono ristabilire prima le comunicazioni, e quelle ora, sono passate da un estremo ad un’altro. Meno male, almeno la squadra si metterà al lavoro.
Una mia idea era che quella persona pensasse al contrario. Fosse talmente logica da sembrare assurda. Forse era quello che legava tutti i suoi compagni a lei. Quel suo carisma e quella sua paura di lottare e di andare avanti, di fare quel passo sempre nel dubbio che le cose prima o poi andassero male. Quel rischio c’è sempre, anche quando cammini, prima o poi una storta te la becchi, una probabilità su infiniti casi, ma sono infinite le passeggiate.
Certo che il motomondiale non è uguale a quando c’è tensione. Certo che il campionato non ha sapore se c’è sempre tempo per recuperare. Certo che una finale però è sempre una Finale. E chi la vince o chi la perde… è sempre un’emozione, quella sì! perchè non si ripete, solo tensione e gioco. Ma a volte mi chiedo perchè ci deve essere questo ambiente, perchè me ne lavo le mani, ma queste sono le scelte migliori, quelle che fanno bene! Ti rendono più responsabile consapevole e meno stressato.
…come on and swing, little young funny girls…
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Luca | Messo il tag: comunicazione, difficoltà, panico, pasasto, paure, presente, problemi, sensazioni, storia, terrore, vita |
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