
di Herman Melville
letto da Piero Baldini
riduzione e regia di Adelchi Battista
coordinamento di Fabiana Carobolante
introduzione e postfazione a cura di Mi chele Mari
Chi è moby Dick? una balena. No è qualcosa di più, non è solo un libro. E’ una battaglia epica tra l’uomo e se stesso. Tra l’uomo e la nautera e i suoi limiti. Non è certamente una lettura leggera, Melville non lo voleva. Non è nemmeno scontata, alla fine, a pensarci bene Achab combatte per l’umanità, per il suo orgoglio. Non è un romanzo, non siamo invogliati a leggerlo. Spesso vengono anticipati dettagli che ne riducono la curioistà. Ma allora cosa rimane oggi id questo libro?
Di sicuro la maestosità e l’imponenza. La trama narrativa. Il mito dei due eterni nemici, Achab e Moby Dick. Destinati a scontrarsi, e alla fine uno solo ne uscirà vincitore. Ma la grandezza del libro è che non ci fa immedesimare in loro, no. Ogni azione è filtrata da Isamaele, e così siamo spettatori di un duello apocalittico.
Achab ci insegna quanto il male, e la sofferenza siano dentro di noi, quanto la rabbia ci possa spingere. Non si dà un giudizio morale, è troppo semplice. Achab combatte perchè non ha altra scelta.
Achab è al di sopra del normale
Sembra assurdo, ma alla fine è così. Il vero antagonista, il vero personaggio negativo è proprio colui che, in fondo, ci rispecchai di più. Alla fine è proprio il vecchio capitano a farci appassionare. Certo istintivamente vogliamo che Moby Dick vinca lo scontro, ma sappiamo già come andrà a finire. Lo sanno anche loro, dopo che sono partiti.
Spero che la lettura da “Il terzo anello, ad alta voce”, di Radio 3 possa invogliare e alleggire in qualche maniera la fruizione di questo capolavoro, che dovrò, prima o poi leggere per intero.
Pubblicato da =Luca=
La diciottesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, si riparte da Cecioni e dalla sua figura. Continua poi la panoramica dei macchiaioli in Italia. Le loro tematiche, tecniche e storie. Si sottolinea cosa c’è dietro all’idea dei macchiaioli, al loro rapporto con al società e le sulle tematiche affrontate. Sulle dimensioni e sull’importante rapporto tra arte e realtà e l’intimo rapporto che intercorre tra le 2. Si parla della persona di Silvestro Lega.
La diciottesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, si parte da Medardo Rosso, dalle sue caratteristiche e riperocrrendo brevemente la vita. Si delinea il ritratto di un autore un po’ fuori dagli schemi, con le sue idee e le sue tematiche. Si parla anche dei macchiaioli, del loro rapporto con gli impressionisti. Molto sviluppato in Italia. Il mondo dei macchiaioli è descritto tramite Cecioni, scultore e scrittore critico.
La diciassettesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, si parla dei monumenti bronzei legati al Vittoriano. “le cinque giornate di Milano” di Giuseppe Grandi. Opera con grandi tematiche dietro e di un artista molto apprezzato ai suoi tempi. Si parla anche di Medardo Rosso e la fine dell’arte dell’ottocento. Tutta la puntata è incentrata sulla scultura.
La sedicesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, si riprende l’opera del Vittoriano, monumento celebre e visitato. Prodotto dell’arte ottocentesca, e non fascista come si pensa. Si ripercorre la sua storia e le polemiche correlate all’artista Sacconi.
La quindicesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, si parla ancora delle principali tematiche delal scorsa puntata. E poi si cita anche Guido Gozzano, poeta torinese. E della sua poesia “l’amico di Nonna Speranza”. E poi si parla del Vittoriano, monumento a Vittorio Emanuele II, prodotto della cultura ottocentesca. E poi il monumento alle di Giuseppe Grandi.
La quattordicesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, si sottoliena di nuovo come sia importante che l’arte debba avere un carattere etico. Si parla anche dell’opera di Hayez “Pietro l’eremita che predica la prima crociata”. Si parla delal critica di Massimo D’azeglio ne fa. Si confronta poi il quadro, il suo carattere storico e la sua dinamica nella narrazione
La tredicesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, la scorsa puntata si era conclusa con un accenno a una crisi che l’arte avrebbe avuto. Si cita anche guerra e pace di Tolstoj e con la sua critica all’arte che si ispira alla classicità. E della sua dinamica destinata a morire del suo rapporto con la religione e con la società e il suo modello posto nel passato con un linguaggio ormai non più adatto ai tempi.
La dodicesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, ci si riattacca al filone dei preraffaelliti. Si cita anche il poeta E.A. Poe, con un suo saggio sull’arte. Si parla di nuovo di Nino Costa, tracciando al sua personalità e la sua idea dell’arte. Si parla della scuola Etrusca e dell’ “In arte libertas” tutte società o associazioni fondate dall’autore Nino Costa. Si sottoliena poi il ruolo dell’artista e del rapporto con la socierà e la politica.
L’undicesima puntata del ciclo “Alle otto della sera”, si parla ancora dei Nazareni, delle loro opere e della loro storia. Ci sono anche dei riferimenti alla Tosca di Giacomo Puccini. Al personaggio del Cavaradossi e della sua opera e arte pittorica. Si riprende il filone di Nino Costa, del suo rapporto coi preraffaelliti. Inoltre si parla del celebre Dante Gabriele Rossetti.
